Marzo
20 venerdì

Tutti i miei stupidi ieri o sulla bugia

Ven, 20/03/2026 (00:00 - 00:00)
Via Montisoni 10, Bagno A Ripoli, Italy

Descrizione

Tutti i miei stupidi ieri o sulla bugia
di e con Maria Caterina Frani
liberamente tratto da W o il ricordo d’infanzia di Georges Perec
spazio luminoso Loris Giancola
supervisione coreografica Simona Haag
realizzato con il contributo di Rat (residenze artistiche toscane)/ Murmuris_Teatro Cantiere Florida

“Cosa hai mangiato ieri?
Indossavi la camicia rosa?
Io non ricordo. Non mi ricordo.
Lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato e domenica
La testa non mi dice più il vero”.

“Quanto alle ‘strane macchine che si sbattono l’una contro l’altra’, sono soltanto i corpi sovraesposti, con i loro stereotipi del desiderio, che si affrontano nella piena luce delle sitcom, ben lontani dalle discrete, incerte, innocenti lucciole, quei ricordi, abbastanza strazianti, del passato.” G. Didi-Huberman da Come le lucciole

Tutti i miei stupidi ieri O sulla bugia é uno spettacolo che ha come oggetto il rapporto personale con la memoria e la costruzione di falsi ricordi.
Di un accadimento della propria vita, o di una visione, cosa ci rimane impresso e perché? Cosa selezioniamo nella memoria o non selezioniamo e cosa ci spinge a farlo? L’evento, lo sguardo, l’odore, la parola detta nel ricordo é reale o é un’invenzione? Dove sta la verità in ciò che ci accade e ci attraversa? Quanto smontiamo la realtà a vantaggio o svantaggio personale? Quante bugie riusciamo a creare volontariamente per aggiustare i fatti, i sentimenti, le relazioni che affrontiamo?
La scena é il luogo dove prendono forma alcune parole di Maria Caterina Frani intrecciate ad alcune suggestioni del romanzo di Georges Perec: W o il ricordo d’infanzia generando una terza narrazione in cui non si distingue più il reale dall’inventato, il vero dal falso. Dunque il testo stesso nasce dall’ambiguità di cosa é realmente accaduto e cosa non lo é.
Il corpo del performer vivo e reale fa i conti con le reminiscenze e menzogne lavorando sull’apparizione, sulla scomparsa e sulla sovrapposizione della presenza.
La stupidità e il sogno giovanile é l’elemento di grazia e leggerezza ricercato insieme a altri fattori di un fare piccolo, pudico e preciso. Il corpo é un corpo non sovraesposto. É un’apparizione, una voce, una rarefazione.
Dunque la scena é il luogo formale del baluginio e la sua scia. Per quanto tenue é uno spazio intermittente, nomade, collocato in maniera improbabile, che si apre ai “malgrado tutto” dei ricordi manifestandosi nel presente.

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