Descrizione
“E tu… come sei pallida! e stanca, e muta, e bella… Desdemona! Desdemona!… Ah… morta! morta! morta! E poi: Otello fu.”
Così si chiude una delle tragedie più sconvolgenti della storia del teatro. Una storia d’amore e gelosia, di libertà e tradimento, di potere e illusione. Otello, il Moro di Venezia, torna sul palcoscenico in una potente rilettura diretta da Giorgio Pasotti, con una drammaturgia originale firmata da Dacia Maraini.
Al centro della vicenda, la relazione intensa e tragica tra Desdemona, donna coraggiosa e libera, e Otello, lo straniero, l’uomo “diverso”, che viene amato contro ogni pregiudizio e ostilità. Una scelta d’amore che sfida le convenzioni e che finisce soffocata da una spirale di sospetto e violenza.
Il testo si muove lungo il filo della violenza cieca, quella che si accende senza ragione, che cresce per insicurezza, per possesso, per stupidità.
Un’interpretazione moderna e necessaria che mette in luce l’attualità delle tematiche di Shakespeare: l’identità, il potere maschile, la manipolazione, la libertà femminile.
Per Shakespeare c’erano la sfida di Desdemona – per amore – alle convenienze sociali e la lotta per l’accettazione e per la libertà di essere e di amare da parte del moro, dello straniero: incapace di tremare in battaglia ma marito insicuro, raggirabile dalla lucida perfidia di Jago. Tanto da uccidere e uccidersi per gelosia. È qui l’urgenza dello spettacolo, secondo Pasotti che sarà Jago, accanto a un Otello capace di commuovere e turbare, interpretato da Giacomo Giorgio, divo di “Mare fuori”.
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