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SUMMARY:Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Un Dialogo tra Antico e Futuro: L’Arte Che Affascina e Interroga \nPasseggiando tra le millenarie mura del Castello della Porta – un borgo che vanta la Bandiera Arancione del Touring Club – i visitatori saranno catapultati in un mondo dove arte\, filosofia\, meccanica ed esoterismo si fondono armoniosamente. Le sculture di Andrea da Montefeltro sono molto più che semplici forme: sono complesse architetture scultoree\, capaci di evocare meccanismi arcaici o futuristici\, ingranaggi misteriosi e strutture organiche che sembrano giungere da un’epoca dimenticata o da un futuro ancora inesplorato. \nOgni pezzo è un enigma\, un “antico strumento celeste” con anelli e strutture elaborate che invitano alla contemplazione dei cicoli universali e del rapporto tra uomo e cosmo. L’opera di Andrea da Montefeltro è un dialogo continuo tra il visibile e l’invisibile\, tra la fisicità della pietra e la spiritualità dei suoi simboli. I visitatori scopriranno riferimenti affascinanti a storia dell’arte\, alchimia\, geometria sacra e una sorprendente estetica steampunk\, che crea un irresistibile ponte tra l’antico e il moderno.
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SUMMARY:Trasformazioni in viaggio al Castello di Fumone | Opere di Antonella Iris De Pascale
DESCRIPTION:Castello di Fumone\, \n“Galleria del Conte Giovanni”\, camminamenti di ronda \nVia Umberto I°\, 27\, 03010 Fumone (FR) \n05 luglio – 02 agosto 2025 \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nCon l’introduzione del marchese Fabio De Paolis \nCol patrocinio di: Comune di Fumone \nCon la partecipazione di: Pro Loco Fumone degli Ernici APS \nSponsor ufficiale: Blu Banca Gruppo Banca Popolare del Lazio \nPartner: Casa vinicola Ciccariello\, Caran d’Ache \nMostra personale del percorso pittorico maturato durante gli anni dall’artista Antonella Iris De Pascale presentata da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale di Frascati (RM)\, a cura di Alessandro Giansanti\, con la nota introduttiva del marchese Fabio De Paolis\, il patrocinio del Comune e la Pro loco di Fumone (FR) e la partecipazione di Casa vinicola Ciccariello e Caran d’Ache e Blu Banca Gruppo Banca Popolare del Lazio come sponsor ufficiale. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati i lavori esclusivi con una selezione di inediti e di tele storiche della De Pascale. Le anime come iconica firma della pittrice segnano una serie sviluppatasi in circa quarant’anni di costante produzione e ricerca (attiva sin dal 1983). L’artista (in arte Iris)\, Firenze classe ‘64\, viene presentata all’interno della storica location del Castello di Fumone inaugurando la Galleria d’Arte di quest’ultimo. \nL’esposizione\, seconda tappa del progetto in divenire e percorso itinerante e monografico dal titolo “Trasformazioni in viaggio”\, viene ispirato dalla serie prodotta durante alcuni viaggi nel mondo in cui l’artista è riuscita a creare opere di contaminazioni tra il Salento e Buenos Aires\, il Marocco e l’Andalusia.. contenendo un rimando concettuale al viaggio dell’anima\, sempre presente nei suoi quadri. \n\nLa mostra rimarrà visitabile tutti i giorni a partire dal 05 fino al 31 luglio all’interno del prestigioso Castello di Fumone\, sito in Via Umberto I°\, 27 (03010 Fumone FR)\, dalle 9.30 alle 13\, per poi riaprire dalle 15 alle 19\, la domenica orario continuato 9.30-19. Vernissage sabato 05 luglio ore 19-21 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Prima che la forma accada | Opere di Matteo Tomaselli
DESCRIPTION:Organizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Eleonora Ulisse \nCon l’introduzione di: Alessandro Giansanti \nCon la partecipazione di: Alexander Museum Palace Hotel \nMostra personale del percorso pittorico selezionato dalla produzione maturata durante gli anni dall’artista Matteo Tomaselli presentato da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale di Frascati (RM)\, a cura di Eleonora Ulisse\, con la nota introduttiva di Alessandro Giansanti\, il progetto espositivo si realizzerà su invito del Conte Alessandro Marcucci Pìnoli di Valfesina presso il Suo Alexander Museum Palace Hotel. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati all’interno della Galleria degli specchi i lavori esclusivi con una selezione di inediti e di tele storiche del pittore capitolino Tomaselli. I 12 lavori selezionati e proposti rappresentano il percorso a cavallo tra il figurativo e l’astratto intrapreso dall’artista con la sua iconica tecnica di scomposizione in fasci di luce. \nL’esposizione proposta all’interno del famoso hotel raggruppa le varie tematiche tra cui quelle sacrali\, del corpo umano\, dei luoghi d’appartenenza dell’artista e dei volti che lo hanno ispirato nella sua produzione: “C’è un momento\, nell’opera di Matteo Tomaselli\, in cui la forma si arresta\, ma non si spegne. Resta lì\, tesa\, sul limite del visibile — nel punto esatto della sospensione — quando il gesto si trattiene e l’immagine non è ancora compiuta. È in questa soglia sottile\, tra dinamismo e silenzio\, che l’artista costruisce la sua poetica.” (E.Ulisse). \n\nLa mostra rimarrà visitabile tutti i giorni seguendo gli orari dell’hotel a partire dal 25 luglio fino al 16 agosto all’interno della prestigiosa location sita in Viale Trieste\, 20 (61121 Pesaro PU)\, si ringrazia il Conte Alessandro Marcucci Pìnoli di Valfesina per l’invito. Ingresso libero\, il vernissage si terrà all’interno della Galleria degli specchi a partire dalle ore 19 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:“Conceptual Poop Art” by Giorgio De Cesario
DESCRIPTION:“Conceptual Poop Art”\, la nuova mostra di Giorgio De Cesario a cura di Emmanuel Mons delle Roche\, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea\, ma\, nello stesso tempo\, rappresenta un viaggio tra le sue 150 opere e i suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Per la prima volta sono esposti al pubblico i suoi studi per la realizzazione di cravatte che riproducono particolari di famose opere d’arte. Invitati d’onore saranno infatti alcuni rappresentanti dell’industria tessile e di cravattifici italiani e stranieri. \nLa mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 2 agosto al 30 ottobre 2025 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito. \n“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario \nUna provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea \nNoto per le sue opere policromatiche e fortemente identitarie\, Giorgio De Cesario – artista e architetto salentino – ha sempre saputo coniugare la tradizione e l’innovazione\, la materia e il simbolismo. I suoi iconici volti femminili in argilla incastonati su tela e impreziositi da orecchini veri\, parlano di un’arte viva\, sensuale\, radicata nel territorio e al tempo stesso aperta alla critica sociale e culturale. \nCon la sua nuova opera “Conceptual Poop Art”\, De Cesario si inserisce con forza nel dibattito sull’autenticità e il valore dell’arte contemporanea\, proponendo una dichiarata e caustica contestazione all’ormai celeberrima “Comedian” di Maurizio Cattelan – la banana incollata al muro con il nastro adesivo che ha fatto il giro del mondo. \nCattelan\, con la sua trovata concettuale\, ha catalizzato l’attenzione globale: venduta da Sotheby’s New York per 6\,2 milioni di dollari al collezionista Justin Sun\, la banana è infine stata mangiata dallo stesso acquirente\, diventando simbolicamente (e fisicamente) escremento umano. È da questo gesto estremo – e\, per molti\, ridicolo – che prende forma la risposta di De Cesario. \nL’opera \n“Conceptual Poop Art” nasce come elaborazione critica dell’escremento di quella banana diventata simbolo di un mercato dell’arte sempre più autoreferenziale e grottesco. De Cesario prende ciò che resta – o meglio\, ciò che ne deriva – e lo trasforma in arte vera\, concreta\, visibile\, visitabile. Con ironia e lucidità\, il maestro salentino ribalta la provocazione di Cattelan e la restituisce al pubblico come riflessione sulla decadenza culturale e sull’assurdità delle valutazioni speculative nel mondo dell’arte. \nLa sede e l’esposizione \nL’opera è esposta in modo permanente presso La Casa degli Artisti di Gallipoli\, la galleria dell’artista\, che rappresenta da anni un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Salento.\nL’ingresso è gratuito e l’opera è visitabile tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 20:00\, offrendo al pubblico non solo la visione di un lavoro provocatorio\, ma anche l’opportunità di confrontarsi con un pensiero critico che scava nel senso più profondo del “fare arte” oggi. \nIl contesto critico \nDe Cesario non è un outsider qualsiasi. La sua opera è stata analizzata e apprezzata da alcuni tra i maggiori critici d’arte italiani\, tra cui Philippe Daverio\, Giorgio Di Genova\, Luciano Caramel e Federico Zeri. Le sue creazioni non si fermano all’estetica\, ma diventano narrazione sociale\, antropologia visiva\, denuncia politica. “Conceptual Poop Art” si inserisce in questa traiettoria: un’opera che è insieme oggetto\, gesto e messaggio. \nGiorgio De Cesario – Peace Tree\n2025\, Legni marini\, argilla\, acciaio\, ceramica smaltata\nEsposta presso La Casa degli Artisti\, Gallipoli \nL’opera Peace Tree di Giorgio De Cesario nasce dall’incontro tra natura\, memoria e impegno simbolico. Realizzata attraverso l’assemblaggio di materiali trovati in riva al mare\, l’opera si compone di un grande tronco che funge da base e sostiene un secondo tronco più snello\, dal quale si diramano diversi fuscelli. Alle loro estremità\, l’artista ha inserito piccoli tubicini di argilla\, ciascuno colorato secondo le tonalità dell’arcobaleno — potente richiamo visivo alla pace e alla speranza universale. \nI due tronchi sono collegati tra loro tramite un vecchio girarrosto in acciaio\, a sottolineare il contrasto e il legame tra ciò che è naturale e ciò che è stato trasformato dall’uomo. De Cesario immagina che questi legni provengano dalle coste del Medio Oriente\, terre martoriate ma ricche di storia e umanità\, e li riassembla per creare un simbolo benaugurante di pace nel mondo. \nAlla base dei fuscelli compaiono delle lacrime di sangue in ceramica\, emblema del dolore e delle sofferenze umane\, contrapposte ai colori vivi e gioiosi dell’iride: una dicotomia che esprime il dramma e al tempo stesso la possibilità di redenzione. \nPeace Tree è parte della mostra “Conceptual Poop Art”\, in esposizione presso la Casa degli Artisti di Gallipoli dal 2 agosto al 30 ottobre 2025. Durante questo periodo\, i visitatori avranno la possibilità di lasciare la propria firma sul tronco principale dell’opera\, trasformando il gesto artistico in una partecipazione collettiva al messaggio universale di pace. \nMaria Cristina Maritati \nLa Casa degli Artisti Residenza D’artista \nwww.lacasadegliartisti.it \nwww.giorgiodecesario.it
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SUMMARY:Lucio Del pezzo - Dep Art Out
DESCRIPTION:Dep Art Out e Fondazione Marconi sono lieti di annunciare una serata evento dedicata all’artista Lucio Del Pezzo. Domenica 3 agosto dalle 19 alle 21 il suggestivo trullo\, sede estiva della Dep Art Gallery di Milano\, ospiterà una scultura dell’artista napoletano. L’evento è a cura di Veronica Recchia. \nConosciuto per aver sviluppato un linguaggio artistico in cui pittura\, scultura\, oggetti del quotidiano e simboli si intrecciano in un curioso dialogo visivo\, Lucio Del Pezzo\, napoletano per nascita e formazione\, insieme a Biasi\, Di Bello\, e altri\, è tra i fondatori del Gruppo 58 e della rivista “Documento Sud”. \nLa mostra rende omaggio a uno dei temi portanti della ricerca artistica di Del Pezzo: il Casellario. Introdotto nelle sue pitture-sculture già all’inizio degli anni Sessanta\, questo elemento diventa una delle cifre distintive del suo linguaggio\, trovando una sua prima espressione autonoma e compiuta nel 1968 nell’opera Visual Box. \nProprio la sua origine partenopea rappresenta la chiave di lettura fondamentale per comprendere la sua visione artistica. Napoli\, crogiolo di culture e tradizioni\, città colta\, misteriosa e magica\, diventa terreno fertile da cui attingere per lo sviluppo di una propria poetica di linguaggio. Durante questa prima fase di sperimentazione le opere di Del Pezzo\, dal sapore neodadaista\, si popolano di simboli\, oggetti trovati\, reliquie\, rifiuti intrappolati al di sotto di una spessa patina di colore a olio. \nSono poi gli studi di archeologia compiuti in Grecia\, l’esperienza parigina\, durante la quale l’artista viene profondamente influenzato dalla componente onirica del surrealismo\, e il trasferimento agli inizi degli anni Sessanta a Milano a orientare la sua ricerca verso una maggiore esaltazione delle forme e degli elementi oggettuali. \nPur restando centrale\, l’elemento simbolico viene ora ordinato all’interno di strutture rigorose. Le varie forme\, inizialmente disposte libere su mensole\, vengono successivamente incasellate in griglie\, compartimenti\, spazi organizzati. È in questo contesto che nasce il Casellario\, dispositivo compositivo all’interno del quale\, come un abile archeologo\, l’artista colloca ed organizza i suoi reperti. Al nucleo iconografico delle prime ricerche si integrano\, in maniera sempre più consapevole\, forme rubate dalla pittura di de Chirico\, apparati decorativi di matrice liberty\, strutture geometriche e volumi architettonici. A queste componenti si affiancano suggestioni formali provenienti dall’arte egizia e bizantina\, rielaborate da Del Pezzo non come semplici citazioni\, ma come elementi attivi di un alfabeto autonomo. \nCosì anche nell’opera Visual Box e nei quattro piccoli casellari esposti in mostra; sfere\, cilindri\, ed elementi curvilinei vengono accostati a piramidi\, clessidre\, colonne tortili e volumi decorativi che appartengono al mondo metafisico e surrealista. \nQueste opere richiamano alla mente l’immaginario del bestiario o dell’erbario medievale\, in cui elementi eterogenei venivano raccolti e custoditi come testimonianze del meraviglioso e dell’ignoto. Tuttavia\, a differenza di quei repertori\, nei lavori di Del Pezzo non esiste una classificazione scientifica o sistematica\, ma gli oggetti si dispongono giocosamente seguendo le regole del caso. \nIl Casellario è per l’artista un archivio di memorie\, dove ogni compartimento custodisce frammenti di tempo\, ricordi e suggestioni. Il Casellario è un alfabeto visivo\, un linguaggio che si rinnova di continuo e che consente personali e molteplici letture.
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SUMMARY:Alberto Biasi
DESCRIPTION:Alberto Biasi \n Opening 23 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nA cura di Federico Sardella\nIn collaborazione con Dep Art Gallery\, Milano \n  \nDep Art Out è lieta di annunciare una serata evento dedicata all’artista Alberto Biasi. Sabato 23 agosto\, dalle 19:00 alle 21:00\, il suggestivo trullo — sede estiva della Dep Art Gallery di Milano — ospiterà una selezione di opere della storica serie Trame. L’evento è a cura di Federico Sardella. \nRealizzate tra il 1959 e il 1960\, le Trame nascono dalla sovrapposizione di materiali quali garze\, carte traforate per la bachicoltura e reti metalliche montate su sottili telai in legno. Materiali umili\, reperibili all’epoca in qualsiasi consorzio agrario o ferramenta di paese\, diventano lo strumento con cui Biasi esplora scientificamente la percezione visiva: il disallineamento progressivo delle maglie genera pattern reticolari in continua vibrazione e spettacolari effetti moiré\, rivelando “l’invisibile” che si cela nei fenomeni ottici. \nSe nelle avanguardie degli anni ’60 l’oggetto d’uso comune veniva spesso elevato a feticcio artistico\, l’obiettivo di Biasi è opposto: il punto non è nobilitare la garza\, ma renderla pura interfaccia tra luce e occhio\, regolando il fenomeno attraverso una progressione misurabile di densità e inclinazioni. Il risultato è ogni volta inedito\, capace di trasformarsi ad ogni passo dello spettatore. \nIl dialogo con il trullo si fonda su un sottile gioco di risonanze materiche e strutturali. L’architettura vernacolare\, innalzata “a secco” con candide pietre che si sostengono per forze contrapposte\, segue un pattern preciso ed essenziale. Allo stesso modo\, sin dagli albori\, la tessitura si compone «filo su filo»\, diventando così tenace da servire per vesti\, sacchi o addirittura vele. Se un tempo il trullo era considerato una dimora umile\, oggi stupisce per la sua architettura eccezionalmente solida. Con le sue Trame\, Biasi costruisce perfetti esempi di arte cinetica\, in cui il movimento — soltanto apparente — scaturisce da un magistrale equilibrio tra semplicità costruttiva e complessità percettiva. \nAlberto Biasi (Padova 1937) è tra i pionieri dell’arte cinetica italiana. Cofondatore nel 1959 del Gruppo N\, partecipa alle mostre Nouve Tendances di Zagabria (1961-65) e a The Responsive Eye al MoMA di New York (1965)\, che consacra l’Op Art a livello internazionale. La sua ricerca si sviluppa in cicli quali Trame\, Rilievi ottico-dinamici\, Torsioni e Politipi\, tutti centrati sull’interazione fra luce\, superficie e movimento apparente. Le sue opere figurano in prestigiose collezioni pubbliche: Museum of Modern Art\, New York; Centre Pompidou\, Parigi; Ermitage\, San Pietroburgo; Peggy Guggenheim Collection\, Venezia; Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Roma\, tra molte altre. \nDep Art Out è un luogo fuori dall’ordinario dove l’arte si manifesta in modo innovativo. Il trullo\, icona della Puglia riconosciuta in tutto il mondo\, diventa uno spazio espositivo extra-ordinario\, immerso nelle campagne tra Ceglie Messapica e Martina Franca. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nDep Art Gallery\, Milan\nhttps://www.depart.it/ \n@depart_gallery \nAlberto Biasi\nhttps://albertobiasi.it/ \n@albertobiasiofficial
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SUMMARY:Valerie Krause. Formulare il Processo
DESCRIPTION:Valerie Krause \nFormulare il processo \nOpening 30 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \na cura di Roberto Lacarbonara \nIn collaborazione con Rolando Anselmi\, Roma \nNell’opera di Valerie Krause\, ogni rigorosa soluzione formale\, solida e geometrica è sempre provvisoria: è solo una delle possibili organizzazioni della forma e dello spazio. \nIn questo senso il titolo dell’installazione\, ideata per Dep Art Out\, assume un valore ambivalente: “Formulare il processo”\, ovvero giungere a una formula – una struttura algebrica\, calcolabile\, perentoria – ma anche ammettere la provvisorietà\, l’evoluzione del modello\, il processo di trasformazione e rinnovamento. \nUna configurazione che deriva dalla sensibile lettura dell’architettura circolare che ospita la mostra\, la struttura conica del trullo e la sua matrice vernacolare\, spontanea\, nata con funzione di ricovero rurale temporaneo (a partire dalla memoria delle antiche edificazioni a capanna) e dal reperimento di materiale lapideo proveniente dai calcari stratificati e affioranti dei suoli circostanti. \n“Non avevo mai visitato un trullo – afferma l’artista –. Mi sono chiesta: come può il mio lavoro essere appropriato alla forma di un trullo? Questo luogo è così diverso e speciale nella sua struttura\, forma e materialità. Muri spessi\, strutture libere tenute insieme dalla gravità\, un disegno discontinuo dai giunti aperti\, spazi vuoti tra materiali solidi giustapposti nel processo di stratificazione: sono tutti elementi di assoluto rilievo”. \nNella sala centrale dello spazio espositivo\, Krause dispone a pavimento elementi in terracotta dal profilo circolare\, provenienti dall’intersezione di forme concentriche disegnate dall’artista\, in una sorta di proiezione\, migrazione e stratificazione delle linee di perimetro che compongono l’architettura conica. Cerchi che\, disponendosi nello spazio\, collidono e generano frammenti\, conci\, schegge a partire dagli interstizi tra le forme. L’argilla impiegata per la produzione degli elementi scultorei – un ricorso alla materia prima della terra –\, così come la produzione di singole sagome\, ciascuna differente dalle altre\, alludono a un processo di umanizzazione della formula\, una costruzione empirica e\, pertanto\, irregolare e mutevole. L’installazione dell’opera\, inoltre\, rivela una sostanziale disimmetria rispetto alla volumetria centrica dell’edificio: i frammenti sembrano abitare lo spazio\, ruotando al suolo e migrando verso sud\, sul lato sinistro\, dove è posta un’alcova ottenuta dal sottomodulo di un cono minore. \nSul lato opposto Krause dispone una seconda scultura\, prodotta arrotolando una sottile lastra di alluminio perforata. Questa volta\, l’intervento dell’artista rielabora la componente verticale dell’architettura attraverso una soluzione cilindrica che\, dal pavimento\, si erge verso l’alto (si noti che\, nel gergo locale\, “candela” è il nome con cui ci si riferisce alla falsa cupola di copertura del trullo). \nI fori vengono praticati manualmente sulla lastra distesa\, seguendo un movimento spontaneo che l’artista compie sulla superficie. In seguito\, avvolgendo su sé stessa questa “costellazione” di punti\, si giunge a una nuova configurazione di cui non è più possibile prevedere esito e disegno complessivo. \nDall’irradiarsi delle forme in terracotta alla concentrazione del cilindro in alluminio\, emerge la duplice presenza di forze complementari che l’artista convoca nel suo intervento. Una componente energetica che abita lo spazio dell’architettura e che Krause sempre accoglie nella propria ricerca: “l’assenza di qualcosa che dia forma\, le sovrapposizioni di elementi e di stati\, i punti in cui si verificano deviazioni / tensioni\, la combinazione di elementi liberi\, le relazioni tra paesaggio e costruzioni organizzate geometricamente e tecnicamente\, così come la visualizzazione del processo che si inscrive nell’opera e ne determina la configurazione finale sono riflessioni che accompagnano da sempre il mio lavoro”. \nNota biografica \nValerie Krause (Krefeld\, Germania\, 1976) si laurea nel 2007 all’Accademia di Düsseldorf con Didier Vermeiren. Nel 2008\, ottiene ad Art Cologne il Premio “Audi Art Award for New Talents”\, cui segue una mostra personale all’Artothek di Colonia e la pubblicazione di un catalogo monografico. Negli anni successivi\, riceve una borsa di studio dalla Kunststiftung NRW\, dalla Konrad Adenauer Stiftung e dalla Stiftung Kunstfonds. Spazio e movimento sono temi centrali della sua ricerca\, sia nella scultura che in fotografia. Le sue opere sono state esposte in gallerie internazionali\, tra cui la galleria Rolando Anselmi di Berlino e Roma\, la galleria Greta Meert di Bruxelles\, la galleria L21 oggi Florit/Florit di Madrid e Palma di Maiorca e la galleria Heinz Holtmann di Colonia. Ha inoltre partecipato a mostre collettive in istituzioni quali il Museum Kunstpalast di Düsseldorf\, il Bbb Centre Régional D’initiatives Art Contemporain di Tolosa\, il Martin Gropius Bau di Berlino\, il KIT di Düsseldorf\, la Bundeskunsthalle di Bonn\, la Galleria d’Arte Moderna di Palermo e Köln Skulptur 7# nel Skulpturenpark di Colonia. \nIl lavoro di Valerie Krause è presente in importanti collezioni\, tra cui Sammlung Zeitgenossischer Kunst der Bundesrepublik Deutschland\, Konrad Adenauer Stiftung presso Villa la Collina a Cadenabbia e Sammlung des Landes NRW\, Aachen-Kornelimünster. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nRolando Anselmi\, Roma\nhttps://www.rolandoanselmi.com/valerie-krause-artist \n@rolandoanselmigalerie \nValerie Krause\n@valerie_krause
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