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SUMMARY:Giorgio De Cesario\, sfascismo il collasso del presente
DESCRIPTION:  \n“Sfascismo”\, la nuova mostra personale di Giorgio De Cesario a cura di Maria Cristina Maritati\, Domenicaisabella Bono Mariano\, Raffaele Bono Mariano  \, con la collaborazione dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva e della Banca BCC di Leverano\, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro la narrazione vigente e la contemporanea crisi dei valori\, ma\, nello stesso tempo\, rappresenta un messaggio di speranza espresso dai suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Tanti sono gli spunti di riflessione suggeriti. \nLa mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 27 Giugno al 31 dicembre 2026 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito. \nCatalogo: a cura di Maria Cristina Maritati\, disponibile in sede gratuitamente o può essere scaricato da questo link: file:///C:/Users/Utente/Documents/Sfascismo%20catalogo.pdf \nSfascismo di Giorgio De Cesario \nReduce dai successi newyorkesi all’Artexpo \, l’artista Giorgio De Cesario  presenterà al pubblico  le sue piu recenti fatiche nella sua Galleria Permanente\, presso La Casa degli Artisti di Gallipoli\, con vernissage sabato 27 giugno 2026 alle ore 19.30 . “Sfascismo” è il titolo che De Cesario ha voluto dare a questa serie di opere\,  un neologismo da lui  coniato per nominare una condizione storica di collasso: il cedimento del mondo sotto il peso della disgregazione sociale\, dell’erosione dei diritti fondamentali\, delle guerre e di una cultura diffusa del cinismo e dell’odio. Non è soltanto una diagnosi del presente\, ma una presa di posizione critica contro la narrazione dominante che normalizza e giustifica la demolizione dello Stato sociale. Con Sfascismo\, De Cesario dà titolo al terzo periodo della sua produzione artistica. Dopo il primo periodo\, Solitudini\, dedicato all’isolamento dell’essere umano nella società contemporanea\, e il secondo\, Dall’attualità al fantasy\, in cui la cronaca viene trasfigurata in chiave visionaria e simbolica\, l’artista approda a una fase più apertamente politica e rivelatrice. L’opera Sfascismo\, che inaugura questa nuova serie\, ne è la dichiarazione programmatica. Al centro della composizione si erge una torre di Babele decadente\, instabile e frammentata\, simbolo del fallimento delle grandi costruzioni di potere e delle egemonie che promettevano ordine e progresso. Il rosso violento della struttura — colore del sangue\, del conflitto e del sacrificio — si staglia su uno sfondo plumbeo e tempestoso\, evocando visivamente il fragore di tuoni e cannoni. In alto\, una sfera multicolore rappresenta il mondo con le sue bandiere e la sua vitalità: nonostante il crollo dei colossi ideologici\, la vita continua a esistere e a resistere. Attorno alla torre\, un pubblico inerme\, quasi morti che camminano\, assiste attonito al collasso della narrazione vigente. Emblematica è la presenza dei volti in argilla applicati alla tela\, segno distintivo del linguaggio di De Cesario: maschere fragili che incarnano un’umanità alienata\, sospesa tra perdita di identità e desiderio di risveglio. In questo senso\, Sfascismo si collega profondamente al movimento dell’Alienismo\, fondato dallo stesso De Cesario\, che indaga la condizione critica dell’uomo contemporaneo\, denuncia la frattura tra individuo e società e cerca\, attraverso l’arte\, una possibilità di ricomposizione e di nuova coscienza. Come nei periodi precedenti\, anche nello sfascismo il messaggio di De Cesario non si chiude nella disperazione. Gli effetti cromatici e la presenza della natura\, che affiora nonostante il caos\, introducono sempre una tensione verso la speranza e la rinascita di una diversa umanità\, finalmente consapevole.
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SUMMARY:Extinctions - Mostra di Deborah Kruger
DESCRIPTION:La mostra riunisce un significativo nucleo di opere recenti e indaga le forme di perdita irreversibile che caratterizzano il presente\, intrecciando riflessione ecologica\, memoria culturale e responsabilità individuale e collettiva. Al centro della ricerca di Kruger si collocano due fenomeni apparentemente distinti ma profondamente interconnessi: l’estinzione di numerose specie di uccelli e la progressiva scomparsa di lingue indigene in diverse aree del pianeta. L’artista li interpreta come manifestazioni parallele di una medesima crisi sistemica\, capace di compromettere simultaneamente la biodiversità naturale e quella culturale. \nIl percorso espositivo comprende sculture tessili\, arazzi monumentali e opere a parete accomunate dall’impiego di uno degli elementi più riconoscibili della pratica dell’artista: piume di plastica riciclata\, successivamente serigrafate con immagini di specie aviarie minacciate e sovrastampate con testi in lingue a rischio di estinzione. Attraverso questa scelta materica\, Kruger introduce una complessa stratificazione semantica: la plastica\, emblema della produzione e del consumo globalizzati nonché tra i principali agenti dell’alterazione ambientale contemporanea\, viene trasformata in dispositivo narrativo e critico\, capace di rendere visibili le responsabilità umane nei processi di degrado ecologico e di cancellazione culturale. \nLa formazione dell’artista nel campo del textile design emerge nella qualità tattile delle superfici\, nella costruzione delle opere e nell’attenzione alla dimensione processuale del fare. Materialità\, accumulazione e stratificazione diventano strumenti attraverso cui Kruger interroga i modelli economici e produttivi contemporanei\, mantenendo al contempo un forte legame con la manualità e con la capacità dei materiali di conservare e trasmettere memoria. \nAlla base della sua pratica artistica vi è una concezione relazionale dell’esistenza\, secondo la quale ogni organismo\, cultura e linguaggio partecipa a una rete complessa di interdipendenze. In questa prospettiva\, la frammentazione degli habitat naturali e l’erosione delle culture marginali appaiono come effetti differenti di dinamiche comuni\, generate da sistemi economici e sociali fondati sull’estrazione intensiva delle risorse e sulla progressiva omologazione dei comportamenti. Le conseguenze di tali processi ricadono con particolare evidenza sulle realtà più vulnerabili – specie animali minacciate e comunità indigene – che diventano indicatori sensibili delle fragilità dell’intero ecosistema globale. \nEXTINCTIONS invita a riflettere sulle relazioni che legano produzione\, consumo\, linguaggio e tutela della vita\, ponendo al centro le responsabilità individuali e collettive che attraversano il nostro tempo. Per Deborah Kruger l’arte è uno spazio di consapevolezza e trasformazione\, capace di rendere visibili le strutture spesso opache dei sistemi contemporanei e di restituire presenza e voce a ciò che rischia di essere definitivamente cancellato. \nLa mostra è corredata di un catalogo trilingue (italiano\, inglese\, tedesco) edito da Al3vie Editore. \nOrari mostra:                     venerdì: 15.00 – 19.00; sabato e domenica: 10.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00
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SUMMARY:La cultura nuoce gravemente all’ignoranza: a Napoli la Biennale del Libro d’Artista si fa tascabile
DESCRIPTION:“La cultura nuoce gravemente all’ignoranza”: a Napoli la Biennale del Libro d’Artista si fa tascabile\nVenerdì 25 settembre\, ore 18.00\, il vernissage della Pocket Compact Mini Book Edition negli spazi di Lineadarte Officina Creativa. Oltre 90 artisti da cinque continenti\, in mostra fino al 19 ottobre. \nNapoli\, settembre 2026 – C’è un’avvertenza che di solito si legge sui pacchetti di sigarette\, e Lineadarte Officina Creativa l’ha rubata e riscritta a modo suo: “La cultura nuoce gravemente all’ignoranza”. È il titolo\, e insieme il manifesto\, della nuova edizione della Biennale del Libro d’Artista\, che venerdì 25 settembre alle ore 18.00 apre le porte del suo spazio storico di Via San Paolo 31\, nel cuore del centro antico\, per il vernissage della Pocket Compact Mini Book Edition. \nNon è un’edizione qualunque. Dopo diciotto anni di formati generosi e opere che spesso occupavano intere pareti\, la Biennale ideata e curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito si mette in tasca. Letteralmente: la mostra raccoglie mail art\, fanzine\, libri unici\, libri oggetto\, libri silenti\, poesia visiva\, ebook\, quaderni d’artista e scatole d’artista\, tutti pensati per stare nel palmo di una mano invece che dietro una teca. Un esercizio di sottrazione che\, spiegano i curatori\, non toglie nulla al linguaggio del libro d’artista: lo obbliga solo a dire tutto con meno spazio a disposizione. \nA rispondere alla chiamata sono stati oltre 90 artisti provenienti da cinque continenti – tra Italia\, Brasile\, Spagna\, Stati Uniti\, Irlanda\, Ungheria\, Francia e Polonia – insieme a un gruppo di giovani autori: gli studenti della 3ªC del Liceo Artistico Enzo Rossi di Roma\, coordinati dalla professoressa Cristiana Maria Pompei\, che portano in mostra il loro primo confronto con il formato tascabile. \nLa Pocket Compact Mini Book Edition non è un episodio isolato nel percorso della Biennale\, ma una tappa di avvicinamento alla sua VIII edizione\, prevista per il 2027: un laboratorio in piccolo formato per misurare la tenuta di un linguaggio – quello del libro d’artista – che da sempre a Lineadarte trova casa\, tra ricerca\, manualità e sperimentazione. \nLaura Agostini – Italia; Patrizia Aletta – Italia; Franco Altobelli – Italia; Andreina Argiolas – Italia; Alessia Ausiello – Italia; Ariberto Badaloni – Italia; Gianluca Badiani – Italia; Elisabetta Bertulli – Italia; Elvira Biatta – Italia; Maria Bifulco – Italia; Rovena Bocci – Italia; Leci Bohn – Brasile; Roberto Fabio Brucci – Italia; Annunziata Buggio – Italia; Alfonso Caccavale – Italia; Sirlei Caetano – Brasile; Maria Rosanna Cafolla – Italia; Antonio Caranti – Italia; Mara Caruso – Brasile; Enzo Catini – Italia; Maria Teresa Cazzaro – Italia; Rosaria Cecere – Italia; Stefania Chierici – Italia; Mario Cobàs (Carchini) – Italia; Patrizia Maria Cocchiarella – Italia; Barbara Conti – Italia; Carla Crosio – Italia; Anna Maria Cutolo – Francia; Flora D’Angelo – Italia; Antonio D’Antonio – Italia; Carmen Delle Donne – Italia; DESART2 (Alessandra Degni e Simona Sarti) – Italia; Anna Di Lauro – Italia; Carla Di Pardo – Italia; Franco Di Pede – Italia; Marcello Diotallevi – Italia; Giovanna Donnarumma – Italia; Maria Cristina Fasulo – Italia; Lara Favaro – Italia; Salvatore Fellino – Italia; Piera Fidentea – Italia; Elisa Forte – Italia; Sabrina Frison – Italia; Rosalie Gancie – Stati Uniti d’America; Grupo Gralha Azul – Brasile; Luiza Gutierrez – Brasile; Gennaro Ippolito – Italia; Benedetta Jandolo – Italia; Jussara Leite Kronbauer – Brasile; Maria Antonietta Letizia – Italia; Serse Luigetti – Italia; Tania Luzzatto – Brasile; Maria Manna – Italia; Erminia Marasca Soccol – Brasile; Alicante Mateos – Spagna; Maria Teresa Mazzei – Italia; Kathleen McHugh – Stati Uniti d’America; Monica Michelotti – Italia; Annalisa Mitrano – Italia; Angelo Moscarino – Italia; Minsk Nasta Martyn – Polonia; Sara Nicoletti – Italia; Enzo Pagano – Italia; Laura Pagliai – Italia; Pál Csaba & Pál András – Ungheria; Patrizia Panizzolo – Italia; Chiara Pepe – Italia; Yagües Pepe – Spagna; Adriana Perego – Italia; Ilaria Pergolesi – Italia; Sioban Piercy – Irlanda; Bruno Pierozzi – Italia; Giuliana Polimeni – Italia; Cristiana Maria Pompei – Italia; Veronique Pozzi Paine’ – Italia; Giampiero Reverberi – Italia; Sabina Romanin – Italia; Mario Romano – Italia; Romina Russo – Italia; Roberto Scala – Italia; Carla Sello – Italia; Manuela Simoncelli – Italia; Lucia Spagnuolo – Italia; Jane Sperandio Balconi – Brasile; Gianna Maria Stellino – Italia; Ivana Storto – Italia; Maria do Carmo Toniolo Kuhn – Brasile; Enzo Trepiccione – Italia; Filippo Tufano – Italia; Ilia Tufano – Italia; Diana Isa Vallini – Italia; Nadir Valvach – Italia; Claudia Vianello – Brasile: Marina Vitolo – Italia. \nStudenti della 3ªC del Liceo Artistico Enzo Rossi – Roma coordinati dalla professoressa Cristiana Maria Pompei: Alice Antignano – Angelica Asis – Maria Giulia Caradan – Kristel Castillo – Eliana D’Agostino – Alessia Di Loreto – Gaia Floro – Angelica Frosi – Valentina Loddi – Chiara Massimiani – Caroline Paine – Arianna Piacitelli – Asia Pulsoni – Ayeza Rabino – Rachele Rubeis – Ginevra Vecchisi \nScheda riassuntiva \nMostra: Biennale del Libro d’Artista – Pocket Compact Mini Book Edition “La cultura nuoce gravemente all’ignoranza” A cura di: Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito Vernissage: venerdì 25 settembre 2026\, ore 18.00 Periodo espositivo: dal 25 settembre al 19 ottobre 2026 Sede: Lineadarte Officina Creativa\, Via San Paolo 31\, Napoli Info e artisti partecipanti: www.biennaledellibrodartista.org \nUfficio stampa: Lineadarte Officina Creativa
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SUMMARY:Liminal: between reality and the virtual” & “When the earth speaks from Texas to Milan
DESCRIPTION:La galleria presenta una stimolante doppia esposizione: \n“Liminal: between reality and the virtual”: Una mostra collettiva che esplora il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia\, le creazioni digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale\, con opere di artisti come Anne Avaux\, Carme Gotsens\, Boxados Ruiz\, Oriol Puigdomenech\, Giorgia Art\, Antonio Aguirre\, Dimitrios Paterakis\, Incertagloria\, Mireia Norberto e Arnau Tasies.\n“When the Earth Speaks from Texas to Milan”: La personale dell’artista Marjorie Parker\, che porta in galleria i suoi intensi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi texani
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LOCATION:iKonica Art Gallery\, Via N. A. Porpora 16/A\, Milano\, Milano\, 20131\, Italy
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SUMMARY:Basile Contemporary presenta "Cronache dell'intervallo" di Nicola Bertellotti
DESCRIPTION:La Basile Contemporary inaugura dal 15 ottobre la nuova stagione espositiva con Cronache dell’Intervallo\, la prima mostra personale romana del noto fotografo Nicola Bertellotti. Un appuntamento atteso da tempo\, che porta negli spazi della galleria 13 opere di dimensioni diverse\, molte delle quali inedite. Un nucleo scelto per costruire un percorso di particolare intensità visiva\, in un allestimento capace di esaltare la dimensione sospesa\, enigmatica ed evocativa della ricerca dell’artista. \nUna mostra fortemente voluta dalla gallerista Rosa Basile\, alla guida dal 2021 della galleria\, situata nel cuore del centro storico di Roma\, tra Piazza Navona e il Chiostro del Bramante. È lei stessa a raccontare le ragioni di questa scelta: “Con Cronache dell’Intervallo Nicola Bertellotti ci invita a guardare i luoghi nel momento più fragile e misterioso della loro esistenza: quando hanno smesso di essere ciò che erano\, ma non sono ancora diventati qualcos’altro. È una dimensione sospesa che l’artista osserva con grande sensibilità\, restituendo all’architettura una vita che va oltre la funzione per la quale è stata concepita. Ciò che trovo particolarmente affascinante nella sua ricerca è la capacità di raccontare l’umanità proprio attraverso la sua assenza. Esiste una parentesi temporale\, segreta e silenziosa\, che si apre nell’esatto istante in cui l’essere umano abbandona un luogo. È un tempo sottratto alla fretta della storia\, una sospensione del giudizio in cui l’architettura cessa di essere funzionale e diventa pura testimonianza. Non è ancora una rovina archeologica\, ma non è più una casa\, un teatro\, una fabbrica. È l’intervallo. Nicola Bertellotti con il suo obiettivo\, non documenta il degrado\, ma si fa cronista di una transizione. Le sue immagini\, catturate rigorosamente in luce naturale\, fermano l’attimo in cui la polvere si deposita come un velo di memoria e la luce taglia il silenzio di stanze svanite. Queste “cronache” non raccontano una fine\, ma un divenire. Nell’intervallo\, il tempo smette di distruggere e inizia a dipingere\, collaborando con lo spazio per rivelare una bellezza fragile\, drammatica e struggente. Siete invitati a varcare la soglia di questa parentesi. A mettervi in ascolto del silenzio\, prima che il tempo riprenda il suo corso”. \nLe fotografie di Bertellotti hanno la capacità rara di fermare per un istante un tempo che normalmente non vediamo. L’artista ci porta dentro luoghi nei quali ciò che consideriamo concluso continua\, in qualche modo\, ad accadere. Ci restituiscono\, piuttosto\, la possibilità di osservare contemporaneamente tempi diversi: il passato che continua a sopravvivere nelle tracce e negli oggetti e il presente che lentamente modifica ciò che resta. Come commenta lui stesso: “Non cerco una testimonianza nostalgica di ciò che è scomparso\, né un’estetizzazione della perdita. Mi interessa piuttosto riconoscere nelle cose sopravvissute una bellezza inattuale\, estranea alle categorie dell’utile e del necessario”. \nNicola Bertellotti: fotografo professionista\, da anni viaggia per il mondo per riscoprire e documentare la bellezza nascosta nei luoghi dimenticati. Oggi le sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche e private e sono state esposte in mostre personali in gallerie e musei internazionali. Nel corso della sua carriera ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti istituzionali\, vincendo il Premio Arte di Cairo Editore\, il Trento Art Prize\, il contest AIPAI e il concorso Rovine di Puglia. È stato presente a manifestazioni di rilievo come Paris Photo e i suoi portfolio sono apparsi su numerose riviste tra cui Vanity Fair\, Esquire\, Elle Decor\, Arte\, Marie Claire e Milieu magazine. Ha inoltre pubblicato i volumi monografici Fenomenologia della fine (2014) e In Absentia (2022). \nINFORMAZIONI UTILI \nMOSTRA: CRONACHE DELL’INTERVALLO di Nicola Bertellotti \nDOVE: Basile Contemporary | Via di Parione 10\, Roma \nOPENING: Giovedì 15 ottobre 2026 dalle 18.30 alle 21.00 \nPERIODO: dal 15 ottobre al 21 novembre 2026 \nA CURA DI: Rosa Basile \nORARI: da martedì a sabato dalle 11.00 alle 20.00 \nCONTATTI \nCELL. +39 340.0001260 |TEL. 06 97165279 \nSITO: www.basilecontemporary.com \nMAIL: basilecontemporary@gmail.com \nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/basile_contemporary/
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SUMMARY:All We Have Is Now – Viktoria Andreeva
DESCRIPTION:La Florence Biennale presenta Viktoria Andreeva. All We Have Is Now\, mostra personale della fotografa bulgara residente a Vienna\, ospitata negli spazi dell’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton nell’ambito di Art Suite\, il progetto nato dalla collaborazione tra la Florence Biennale e l’hotel per portare la ricerca degli artisti contemporanei al di fuori dei tradizionali spazi espositivi. \nSecondo appuntamento di Art Suite\, la mostra si inserisce nel percorso che accompagna la Florence Biennale verso il trentennale della sua fondazione\, che ricorrerà nel 2027\, e propone un nuovo incontro con un’artista che ha avuto un ruolo particolarmente significativo nella storia recente della manifestazione.\nNel 2023\, Viktoria Andreeva ha vinto l’International Open Call Competition “I Am You” – Photography\, ricevendo il Premio speciale “Lorenzo il Magnifico” alla XIV Florence Biennale\, alla quale ha partecipato come Guest of Honour. La sua opera All We Have Is Now è stata inoltre scelta come immagine coordinata di quell’edizione\, diventandone uno degli elementi visivi più riconoscibili. Tre anni dopo\, quella stessa opera dà il titolo a una mostra che crea un ideale ponte tra memoria e presente. \nEx ballerina\, Andreeva pone il corpo umano al centro della propria ricerca fotografica\, sottraendolo progressivamente alla dimensione del ritratto per trasformarlo in forma\, tensione e presenza. Le figure si raccolgono\, si sospendono\, si intrecciano o sembrano fondersi con la materia e con lo spazio\, dando vita a immagini nelle quali identità e astrazione\, vulnerabilità e forza\, armonia e perturbazione convivono in un equilibrio instabile.\nLa mostra riunisce dieci opere: cinque lavori fisici — tre appartenenti alla serie Cosmic Beings\, oltre a Memories of the Past e All We Have Is Now — e cinque ulteriori opere presentate in formato digitale su Samsung The Frame. Il dialogo tra presenza materiale e immagine luminosa amplia così il percorso espositivo\, introducendo differenti modalità di percezione del corpo e della fotografia. \nIl processo creativo di Andreeva parte dall’immagine fotografica per svilupparsi attraverso successive trasformazioni. Le texture che attraversano i corpi non vengono applicate prima dello scatto\, ma costruite gradualmente\, strato dopo strato\, attraverso un procedimento lento e controllato. Distorsione e depersonalizzazione allontanano così il soggetto dalla sua individualità\, conducendolo verso una condizione sospesa tra presenza e astrazione.\nIl titolo All We Have Is Now assume\, all’interno del progetto\, un significato che va oltre la singola opera. Tra memoria e trasformazione\, permanenza e caducità\, il presente diventa il fragile punto d’incontro tra ciò che è stato e ciò che ancora può essere. Una riflessione che attraversa la ricerca di Andreeva e che entra naturalmente in dialogo con Beyond the Sense of Time. Memory\, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design\, tema della XVI Florence Biennale 2027.\nNel percorso verso i suoi primi trent’anni\, la Florence Biennale torna così a incontrare una delle artiste che ne hanno caratterizzato l’identità recente\, guardando alla propria storia non come a una dimensione conclusa\, ma come a una materia viva\, capace di generare nuove relazioni tra memoria\, continuità e trasformazione. \nNata e cresciuta in Bulgaria\, Viktoria Andreeva vive e lavora a Vienna\, dove nel 2015 si è trasferita per studiare Fotografia e Media Audiovisivi presso il College of Arts “die Graphische”. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui una Medaglia d’Oro nella categoria Fine Art/Nudes al Trierenberg Super Circuit e\, nel 2022\, una Medaglia d’Oro ai One Eyeland World’s Top 10 Fine Art Photographers Awards. Le sue opere sono state presentate a Vienna\, Parigi\, New York\, Roma\, Milano\, Budapest e in altre città internazionali. Nel 2023 è stata inoltre selezionata da Forbes Bulgaria tra i 30 Under 30.\nLa mostra è realizzata nell’ambito della collaborazione tra la Florence Biennale e l’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton\, con il supporto dei partner The Mall Firenze e Pineider.\nPer maggiori informazioni sulla XVI Florence Biennale e sui progetti in programma\, visita il sito https://www.florencebiennale.org/ \nINFORMAZIONI UTILI MOSTRA\nEVENTO: Viktoria Andreeva. All We Have Is Now\nDOVE: Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton | Via Garibaldi 9\, Firenze\nPreview: 16 ottobre 2026 alle or 18.00\nApertura al pubblico: 17 ottobre 2026\nFino al: 14 novembre 2026 \nINFORMAZIONI UTILI XVI FLORENCE BIENNALE\nEVENTO: XVI FLORENCE BIENNALE\nQUANDO: Dal 23 al 31 ottobre 2027\nDOVE: Fortezza da Basso – Firenze\nAPPLICATION FORM: https://www.florencebiennale.org/it/invia-candidatura \nCONTATTI FLORENCE BIENNALE\nEMAIL: info@florencebiennale.org\nSITO WEB: https://www.florencebiennale.org/\nFACEBOOK: https://www.facebook.com/FlorenceBiennale2023 INSTAGRAM: https://www.instagram.com/florencebiennale/\nYOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UChuO0x9KKi2q0aKtobhcd_A\nLINKEDIN: https://www.linkedin.com/company/florence-biennale/
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DESCRIPTION:22 ottobre – 8 novembre 2026 \nADI Design Museum \nPiazza Compasso d’Oro 1 \nIl progetto espositivo BOOKSHOCK si inserisce nel percorso di ricerca sviluppato da Oggetto Libro nel corso di cinque edizioni della Biennale e diciassette mostre realizzate in ambito nazionale\, un percorso dedicato all’esplorazione del dialogo\, tra i mondi ormai complementari del design e dell’arte. \nAl centro di questa ricerca c’è il libro assunto come dispositivo critico e progettuale\, la cui natura supera la dimensione editoriale per configurarsi come forma complessa di espressione. \nBOOKSHOCK racconta questa trasformazione attraverso il confronto tra libri di design\, libri d’artista e libri ibridi libri d’artista realizzati per mezzo di tecniche varie\, non solo di stampa – nei quali il progetto\, la materia e la ricerгса artistica concorrono a restituire al libro tutta la sua complessità: un oggetto da guardare e attraversare\, nel quale la dimensione concettuale coincide con quella concreta della materia. \nMa BOOKSHOCK compie un ulteriore passo: per la prima volta\, il pubblico è invitato a confrontarsi con una nuova categoria di libro d’artista\, quella generata dall’intelligenza artificiale. \nIn anteprima assoluta\, la mostra presenta infatti\, accanto agli artefatti e alle copie stampate\, una selezione di opere immateriali concepite e generate attraverso l’AI\, esplorando una forma di libro che non esiste necessariamente come oggetto\, ma può esistere come immagine\, possibilità\, simulazione. \nUna novità che non riguarda soltanto la tecnologia utilizzata per realizzare le opere\, ma si interroga direttamente sulla definizione stessa di libro e di opera d’arte. L’intelligenza artificiale generativa permette infatti di creare immagini di libri concepiti come oggetti verosimili ma impossibili o estremamente complessi e laboriosi – da realizzare materialmente. \nLibri che sembrano esistere pur non esistendo\, collocandosi in una zona ambigua tra realtà e rappresentazione\, mettendo in evidenza una delle questioni centrali della cultura visiva contemporanea: il rapporto tra immagine e realtà\, tra materia e simulazione\, tra esistenza e possibilità. \nAccanto ai “libri impossibili”\, la mostra presenta inoltre una serie di opere concepite dall’intelligenza artificiale a beneficio dell’intelligenza artificiale stessa. \nI sistemi generativi sono stati sollecitati a elaborare concetti profondamente legati all’esperienza umana come la passione\, la memoria e il bello che l’Al non sperimenta direttamente. \nMidjourney\, ChatGPT\, Perplexity e altri sistemi diventano così non soltanto strumenti di produzione\, ma interlocutori di un esperimento sulla rappresentazione: come può una macchina raffigurare qualcosa che non possiede? E quali immagini produce nel tentativo di tradurre ciò che non può vivere? \nIn questo senso\, BOOKSHOCK si configura così come un vero e proprio dispositivo critico\, un luogo di sperimentazione nel quale il libro\, nelle sue molteplici declinazioni materiale\, immateriale\, reale\, impossibile\, umano e generato artificialmente – diventa uno strumento per interrogare le condizioni della produzione culturale contemporanea e le forme attraverso cui oggi le immagini\, le idee e la conoscenza vengono prodotte\, trasformate e trasmesse. \nBOOKSHOCK segna dunque un passaggio: dal libro come oggetto al libro come possibilità. \nUn libro che può essere progettato\, costruito\, stampato\, ma anche soltanto immaginato. Un libro che può esistere nella materia oppure nella sua rappresentazione. Un libro che\, nell’era dell’intelligenza artificiale\, torna a sorprenderci proprio perché non sappiamo più distinguere con certezza dove finisca l’immagine e dove cominci l’oggetto. \nBOOKSHOCK è un progetto di Susanna Vallebona. \nSusanna Vallebona\, designer della comunicazione\, apre nel 1981 lo studio Esseblu attraverso il quale svolge attività di consulenza\, sviluppa progetti per l’editoria e si occupa di Corporate e Brand Identity. Con Giancarlo Iliprandi e Ino Chisesi studia lo stemma della Provincia di Milano e progetta il programma di immagine coordinata. \nNel 2001 avvia la casa editrice Edizioni Esseblu\, specializzata nella pubblicazione di visual book. È direttore artistico dell’associazione culturale SBLU_spazioalbello\, che inaugura nel 2007 per dare libero sfogo alla passione per l’arte\, con cui promuove numerose iniziative tra cui il progetto pluriennale Non di solo pane\, ideato in occasione di Expo. \nDal 2016 organizza la prima biennale internazionale Oggetto Libro\, oggi alla quinta edizione. Iniziativa per la quale riceve la menzione d’onore del Compasso d’Oro nel 2018\, il DNA Paris Design Awards 2022\, il Gold Stellar 2022\, I’IDA Design Awards Bronze Winner 2022 e il Design MasterPrize ’24. \nIstituisce e avvia l’Archivio Digitale Oggetto Libro. \nSocia ADI (Associazione per il Disegno Industriale) è membro del Direttivo ADI Lombardia. In Adi cura le mostre Il design che non c’è alla Triennale di Milano e Michele Provinciali all’ADI Design Museum e progetta l’identità delle iniziative Light Revolution\, Design for food\, Lombardia design e Nice to meet You\, che vince il Design MasterPrize ’25. \nSBLU_spazioalbello è un’associazione culturale con la finalità di diffondere cultura visiva\, di provocare dubbi e muovere domande nell’ambito della ricerca del bello\, per recuperare la capacità di costruire un’etica della bellezza. SBLU_spazioalbello nasce da un’idea di Susanna Vallebona\, visual designer\, titolare di ESSEBLU\, che da oltre 40 anni opera nel campo della comunicazione visiva\, del design e dell’arte.
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