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SUMMARY:Imi KNOEBEL. Dorme un canto in ogni cosa
DESCRIPTION:IMI KNOEBEL\nDorme un canto in ogni cosa\nA cura di Gianluca Ranzi \nOpening day 3 marzo\, dalle 12.00 alle 20.00 \nMilano\, Dep Art Gallery\nwww.depart.it \nDep Art Gallery presenta Dorme un canto in ogni cosa (Schläft ein Lied in allen Dingen)\, mostra dedicata a Imi Knoebel\, uno dei protagonisti dell’astrazione europea del secondo Novecento. L’esposizione\, a cura di Gianluca Ranzi\, apre al pubblico martedì 3 marzo 2026 con un opening day dalle 12.00 alle 20.00\, e sarà visitabile fino al 30 maggio 2026. \nIl titolo della mostra riprende un verso del poeta romantico Joseph von Eichendorff\, e suggerisce un’idea semplice e potente: esiste una “musica” silenziosa nelle cose\, che può emergere quando si incontra la chiave giusta. In questo spirito\, la mostra invita il pubblico a un’esperienza diretta e sensibile con l’opera di Imi Knoebel: tempo\, sguardo e attenzione diventano strumenti per lasciarsi guidare da ritmo\, equilibrio e intensità. \nImi Knoebel da sempre si muove sotto il segno di un’astrazione che spinge verso la più pura percezione: sono forme sensibili che l’artista sa “far cantare” attraverso il colore\, la linea\, lo spazio e i materiali. Il suo è un approccio multi-mediale\, antigerarchico e anticonvenzionale che fin dalla fine degli anni Sessanta ha saputo oltrepassare i confini tra i generi artistici\, facendo dialogare disegno\, pittura\, scultura\, architettura\, proiezione\, fotografia e installazione. \nCome evidenziato dalla cronologia delle opere in mostra\, che parte da un Senza Titolo del 1983 fino ad alcune serie del 2025\, il metodo seguito dall’artista è aperto e composito\, consta di frequenti richiami e spesso si basa sulla riconsiderazione dei cicli precedenti\, che diventano così il punto di partenza per quelli successivi\, finestre che aprono altre finestre. \nLa bellezza insita nelle opere di Knoebel\, ovvero il canto che egli sa far scaturire dalle cose\, non nasce dalla logica o dall’espressione di contenuti esistenziali\, così come non richiede spiegazioni spiritualiste o metafisiche\, ma si appoggia alla pura percezione estetica sensoriale ed alle relazioni che l’artista fa scaturire dagli elementi compositivi. La mostra ricorda questo concetto abbinando una serie degli inizi degli anni Novanta (Portrait\, 1991-92) e una dei primi anni duemila (Düsseldorf-Paris\, 2001 e Dusseldorf-Reykjavik IV\, 2000) con i lavori del 2016 (Tafel) e quelli del 2025\, quali Zeichen\, Ligatur ed Etcetera.  Da questi accostamenti risalta con forza un vocabolario di forme che spazia dal rigore analitico alla gestualità\, dalla linearità euclidea all’irregolarità dei contorni\, dalla visibilità alla smaterializzazione\, dal contrasto simultaneo alla fusione poetica di forme\, colori e superfici. \nIl suo tipico metodo creativo\, che si svolge attraverso gruppi o serie di opere\, parte dalla fertilissima sperimentazione in studio fino ad arrivare alla creazione di opere dotate ciascuna di un carattere irripetibile: i Portrait ad esempio articolano l’asciutta essenzialità dei margini colorati in “ritratti” individuali\, gli Zeichen posseggono la singolarità ineguagliabile e fluida di nuvole in volo\, Ligatur ricorda i caratteri mobili di una grammatica visiva articolata in immagine poetica\, le pennellate degli Etcetera evocano lettere\, numeri e segni che affiorano in superficie come un’ennesima sfida alle consuetudini della visione: l’ennesimo canto di libertà di uno dei più radicali e significativi artisti contemporanei. \nAccompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano e inglese)\, con un testo critico di Gianluca Ranzi.
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SUMMARY:Modalità espressive
DESCRIPTION:L’arte è una forma fondamentale di espressione umana che traduce pensieri\, visioni interiori in linguaggi visivi attraverso i colori\, le orme\, le tecniche pittoriche coordinate dall’idea creativa.\nEssa agisce come ponte tra l’interiorità dell’artista ed il fruitore suscitando riflessioni. Un connubio di tecnica e sensibilità trasformando l’esperienza soggettiva in un’opera d’arte.\nGli artisti si esprimono attraverso una vasta gamma di modalità: pittura\, fotografia\, scultura… L’espressione creativa diventa oggi uno strumento potente di comunicazione e riflessione collettiva.\nNel mondo contemporaneo la promozione dell’arte e della cultura assumono una dimensione sempre più ampia e dinamica. Le opere sono innovative\, gli artisti sperimentano nuove tecniche nuovi linguaggi pur mantenendo la loro identità creativa\, parlano un linguaggio universale fatto di simboli e connessioni al loro vissuto\, a fasi creative nuove\, al desiderio di condividere e creare memorie ed\nun loro storico di esperienze e traguardi. L’arte è lo specchio dell’anima.\nL’artista rappresenta la realtà\, ma la reinterpreta\, la trasforma e la simboleggia creando un ponte tra il visibile e l’invisibile attraverso metafore o simboli nascosti lasciando al pubblico il compito di decifrare il significato.\nÈ importante poi conoscere la storia dell’artista\, il suo percorso e la sua comunicazione per comprendere poi a fondo tutto il processo creativo che richiede tempo\, cuore e mente.\nLa collettiva si presenta con un’esposizione che unisce 12 artisti ciascuno con le loro tecniche\, stili e linguaggi differenti. Gli espositori sono: Marc Aghemio\, Sandro Frera\, Thomas Heller\, Gianluca Leuzzi\, Michele Maffeo\, Rohn Meijer\, Yoshie Nishikawa\, Elisa Oneto\, Luz Maria Porta Fusero\, Gianluigi Serravalli\, Gianni Vecchione e Valerio Virgili
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SUMMARY:Alicante Mateos - Mi vida
DESCRIPTION:Venerdì 13 febbraio\, alle ore 17:30\, gli spazi di Lineadarte Officina Creativa (Via S. Paolo\, 31) ospitano l’inaugurazione della mostra personale dell’artista spagnolo Mateos Alicante (José Francisco Manuel Mateos Gras). L’evento\, diretto da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito\, si avvale del contributo critico di Mino Iorio\, che interverrà per delineare i tratti distintivi di una pittura densa di implicazioni storiche e psicologiche. \nLa mostra è un viaggio introspettivo radicato nell’infanzia dell’artista\, trascorsa all’interno di una caserma della Guardia Civile durante le ultime fasi della Guerra Civile Spagnola. Per Alicante\, l’arte è “la massima espressione di libertà a disposizione dell’umanità” e uno strumento per attivare i sensi attraverso il ricordo. Le sue opere riflettono un ambiente che percepiva come ostile\, segnato da crisi sociali e influenze religiose\, dove il calore della famiglia rappresentava l’unico rifugio sicuro. \nIl critico Mino Iorio inquadra il lavoro di Alicante come una ricerca lucida sulla capacità delle immagini di condensare tensioni psicologiche e memorie collettive. Secondo Iorio\, Alicante non si limita a rappresentare il mondo\, ma lo attraversa e lo filtra attraverso una pennellata spessa e corposa che diventa “gesto\, resistenza e accumulo di tempo”.  La dimensione domestica e l’autorità: In opere come quella che raffigura la famiglia con un gendarme\, l’artista esplora il confine tra protezione privata e controllo pubblico. L’uso di un’immagine nell’immagine (una fotografia sulla tela) genera un cortocircuito tra documento storico e interpretazione pittorica. La maternità archetipica: Nel dipinto Nudo di donna incinta\, Alicante si confronta con la lezione picassiana\, rendendo il corpo un territorio simbolico dove coesistono fragilità e forza generativa. In scene conviviali arricchite da richiami alla Maja Desnuda di Goya\, l’artista crea una frizione tra tradizione pittorica e linguaggio attuale\, mettendo in crisi la continuità lineare della storia dell’arte. Una pittura che “rivela” Attraverso l’uso della spatola e di colori forti applicati senza mediazioni\, Alicante trasforma l’ordinario in enigma. Come sottolinea Iorio\, la pittura di Alicante dimostra come l’arte possa ancora oggi essere uno strumento critico capace di interrogare il presente senza rinunciare alla profondità storica. \n  \nScheda riassuntiva \nAlicante Mateos – Mi vida \nmostra personale \nNapoli – dal 13  al 27 febbraio 2026 \nLineadarte Officina Creativa \nVia S.Paolo ai tribunali\, 31 Napoli \norario:  \nlunedì  dalle 11.00 alle 15.00  \nmartedì e venerdì su appuntamento  \ngiovedì dalle 10.00 alle 14.00  \n(possono variare\, verificare sempre via telefono) \nVernissage: venerdì 13 febbraio ore 17\,30 \ncuratori: Giovanna Donnarumma\, Gennaro Ippolito \nPresentazione: Mino Iorio (Critico e Storico dell’Arte) \nautori: Alicante Mateos  \ngenere: arte contemporanea\, serata – evento\, personale \nPer informazioni \nTelefono: 3275849181 – 3342839785 \nEmail: lineadarte@gmail.com\nSito Web:  http://www.lineadarte-officinacreativa.org
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SUMMARY:Kronos Expo
DESCRIPTION:Sei un appassionato di monete\, francobolli\, storia o oggetti d’epoca? \n\nNon perdetevi la nuova edizione autunnale di Kronos Expo 2026\, l’arte di collezionare il tempo\, l’evento imperdibile organizzato dall’ANFC – Associazione Numismatica\, Filatelica e Collezionistica. \n\nUn’occasione unica per scoprire\, acquistare e scambiare veri e propri frammenti di tempo cristallizzato. \n\nTroverete ampie aree espositive dedicate a numismatica\, filatelia\, storia postale\, libri\, cataloghi\, schede telefoniche e oggettistica varia. \n\nQuando e orari: \nVenerdì 6 novembre 2026\, alle ore 9:00 alle 19:00. \nSabato 7 Novembre 2026: dalle ore 9:00 alle 17:00. \n*(Per la giornata di sabato\, la presenza di tutti gli espositori è garantita e certificata fino alle ore 13:00.)* \n\nDove: Hotel dei Congressi\, Viale Puglia n.45\, Castellammare di Stabia (Napoli). \n\nI vantaggi per i visitatori: \nIngresso totalmente libero. \nDue ampi parcheggi gratuiti\, custoditi e videosorvegliati. \nPranzo e cena in convenzione direttamente con la struttura. \nPosizione strategica per visitare i vicini scavi archeologici di Stabia\, Pompei\, Oplonti ed Ercolano. \n\nCome recita il nostro motto: “Il tempo vola\, ma la passione quella autentica e consapevole\, resta per sempre! \nVenite a scoprire il peso della storia tra le vostre mani\, vi aspettiamo!
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SUMMARY:Kronos Expo 2026
DESCRIPTION:Kronos Expo 2026 è il ritorno del grande viaggio tra tesori e storie del collezionismo\, da non perdere! \nCastellammare di Stabia si conferma capitale della numismatica e della filatelia: \nDue giornate dedicate alla passione per gli oggetti senza tempo. \nL’ANFC (Associazione Numismatica\, Filatelica e Collezionistica) è lieta di annunciare la nuova edizione di KRONOS EXPO\, l’evento di riferimento per appassionati\, esperti e curiosi del mondo del collezionismo. \nLa manifestazione si terrà Venerdì 13 e Sabato 14 febbraio 2026 nella splendida cornice dell’Hotel dei Congressi (4 stelle). \nSituata nel cuore della “perla del Golfo di Napoli”\, la location offrirà una vista mozzafiato del monte Faito e un’accoglienza di alto profilo per tutti i visitatori. \nLa Filosofia: Perché “Kronos”. \nIl nome della manifestazione non è casuale: Kronos (Tempo) incarna l’essenza stessa del collezionismo. \nL’evento è concepito come un ponte tra le epoche\, dove ogni oggetto esposto — dalla moneta antica alla cartolina rara — funge da custode della memoria. \nKRONOS EXPO non è solo una mostra mercato\, ma un luogo di incontro culturale dove scambiare competenze\, riscoprire storie dimenticate e tramandare valori alle nuove generazioni. \nCosa offre l’esposizione. \nNelle luminose sale dell’hotel\, operatori qualificati saranno a disposizione per vendita\, acquisto\, stime e perizie. \nL’offerta espositiva spazierà tra: \nNumismatica: Monete antiche\, moderne e banconote (italiane ed estere). \nFilatelia: Francobolli\, annulli speciali e storia postale. \nEditoria: Libri rari\, stampe e cataloghi specializzati.\n\nVintage e Curiosità: Cartofilia\, giocattoli d’epoca\, schede telefoniche\, immagini sacre e oggettistica varia. \nAccessori: Tutto il necessario per la cura e la conservazione delle collezioni (album\, capsule\, classificatori). \nOspitalità e Comfort. \nL’ANFC ha posto l’accento sulla qualità dell’esperienza di visita\, garantendo servizi d’eccellenza: \nIngresso: Totalmente gratuito. \nLogistica: Due ampi parcheggi custoditi e videosorvegliati. \nRistoro: Servizio pizzeria attivo in loco a pranzo e cena in convenzione con la struttura. \nPosizione: Facilmente raggiungibile\, a pochi minuti dall’uscita autostradale di Gragnano. \nLa parola al Presidente. \nAttilio Maglio\, Presidente ANFC\, commenta così l’iniziativa: \n«KRONOS EXPO nasce per celebrare il tempo\, la memoria e il piacere della scoperta. \nVogliamo offrire a collezionisti\, neofiti e famiglie un luogo accogliente dove incontrarsi e dare continuità alla cultura del collezionismo. \nAbbiamo scelto l’Hotel dei Congressi per puntare sull’eccellenza: accessibilità\, sicurezza e una cornice paesaggistica unica per un’esperienza di visita impeccabile». \nL’associazione anticipa inoltre che KRONOS EXPO sarà il capofila di un nuovo calendario di iniziative che coinvolgeranno diverse città della Campania nei prossimi mesi\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più pubblico al mondo del collezionismo. \nSCHEDA TECNICA DELL’EVENTO. \nQuando: \nVenerdì 13 Febbraio 2026\, dalle ore 09 alle 19 circa.\nSabato 14 Febbraio 2026\, dalle ore 09 alle 17 circa. \nDove: \nHotel dei Congressi (4 stelle) \nViale Puglia 45\, Castellammare di Stabia (NA). \n(Uscita autostradale consigliata: Gragnano)
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SUMMARY:Arcana - Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Dove la pietra diventa cammino\, tra San Francesco e simboli eterni: a Fabriano la mostra di Andrea da Montefeltro \nFabriano\, città creativa UNESCO e antico crocevia tra Appennino e Adriatico\, accoglie una delle più intense e significative esposizioni europee dedicate al dialogo tra arte\, natura e dimensione interiore: ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte\, grande mostra personale dello scultore Andrea da Montefeltro\, Premio della Pace nell’Arte.\nL’esposizione è allestita nelle sale gotiche del Palazzo del Podestà dal 24 gennaio al 30 marzo 2026. La mostra si inserisce nel programma nazionale dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, una ricorrenza che a Fabriano assume un significato particolarmente profondo. Proprio qui\, secondo la tradizione\, San Francesco fece tappa durante i suoi cammini\, lasciando un’impronta spirituale che ancora oggi attraversa il territorio\, i sentieri\, le pietre e il silenzio dei luoghi. ARCANA nasce idealmente da quel passaggio: non come celebrazione storica\, ma come esperienza viva di ascolto\, essenzialità e riconnessione. Patrocinata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona\, e co-organizzata dal Comune di Fabriano in collaborazione con il Gruppo AUSER di Fabriano e il Club per l’UNESCO di Firenze\, la mostra propone un percorso che intreccia scultura contemporanea\, simbolismo arcaico e ricerca spirituale. \nLe oltre cinquanta sculture in mostra sono realizzate con pietre provenienti dal Montefeltro e dalla Valtiberina\, territori profondamente legati alla spiritualità francescana e a una relazione primordiale con il paesaggio. In ARCANA\, la pietra non è materia inerte né semplice supporto formale: è presenza viva\, memoria geologica e specchio dell’essere umano. \nOgni opera nasce da un processo di ascolto e di sottrazione. Andrea da Montefeltro non impone una forma\, ma la accompagna\, lasciando emergere segni\, proporzioni auree\, geometrie sacre e iscrizioni arcaiche. La scultura diventa così atto simbolico\, strumento di conoscenza e di trasformazione. Attraverso la pietra\, l’artista esplora il tema universale della ricerca di sé\, invitando il visitatore a riconoscere nel peso\, nella resistenza e nella durata della materia una metafora del proprio cammino interiore. La direzione artistica è affidata ad Annalisa Di Maria\, studiosa di fama internazionale di estetica rinascimentale e tra i massimi esperti di Leonardo da Vinci. Il suo progetto curatoriale costruisce un percorso rigoroso e al tempo stesso profondamente esperienziale\, in cui la dimensione simbolica guida il visitatore attraverso una narrazione fatta di luce\, silenzio e tempo rallentato. \nLe sale gotiche del Palazzo del Podestà diventano così uno spazio di meditazione attiva: non un semplice contenitore espositivo\, ma una soglia. ARCANA non si attraversa: si abita. \nFabriano è da sempre una città di passaggi: di mercanti\, di pellegrini\, di artigiani\, di idee. I boschi che salgono verso l’Appennino\, le valli\, i sentieri che conducono agli eremi e alle sorgenti raccontano un rapporto antico con il paesaggio\, fondato sulla lentezza\, sul rispetto e sulla cura. \nRiconosciuta dall’UNESCO come polo internazionale della creatività\, Fabriano è oggi un laboratorio di sostenibilità culturale e ambientale. ARCANA si inserisce pienamente in questa visione\, proponendo l’arte come pratica di consapevolezza e responsabilità. L’Assessore alla Cultura Maura Nataloni ha sottolineato come la mostra rappresenti un ponte tra arte e spiritualità. Vittorio Gasparrini\, Presidente del Club per l’UNESCO di Firenze\, ha evidenziato il dialogo tra territori creativi: Fabriano\, città della carta e dell’ingegno\, e la Valtiberina\, custode di antichi saperi e spiritualità profonda. \nC’è un momento\, entrando nelle sale del Palazzo del Podestà\, in cui il tempo cambia ritmo. Le sculture non occupano lo spazio: lo trasformano. La pietra diventa bussola\, soglia\, compagna di viaggio. ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte non è una mostra da visitare in fretta\, ma un invito a rallentare\, a respirare\, a riconnettersi. \nÈ un viaggio interiore ed ecologico\, che ricorda come la sostenibilità non sia una tendenza\, ma un modo di abitare il mondo. Un cammino che parte dalla pietra e arriva alla coscienza.\nUn viaggio lento\, necessario\, profondamente umano. \nINFORMAZIONI \nLuogo: Palazzo del Podestà\, Fabriano (AN)\, Italia\nDate: 24 gennaio – 30 marzo 2026\nOrari: Sabato e Domenica 11:00–12:30 | 15:00–18:00\nVisite guidate con l’artista (anche nei giorni feriali):\nPrenotazione obbligatoria\n📧 info@andreadamontefeltro.it\n📞 +39 388 827 4551
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SUMMARY:Marcello Gallo e la sua “pittura”
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SUMMARY:Opera di poesi di strada e arte pubblica di Ivan Tresoldi
DESCRIPTION:INAUGURAZIONE DELLA NUOVA  \nOPERA DI POESIA DI STRADA E ARTE PUBBLICA  \nDI IVAN TRESOLDI  \n  \nCON LA PRESENZA DI ROSSELLA MICCIO\, PRESIDENTE EMERGENCY\, \nVINCENZO LUCIANO\, PESCATORE TESTIMONE DELLA STRAGE DI CUTRO E ALBERTO LOLLI\, RETTORE COLLEGIO BORROMEO PV \nMilano – EMERGENCY apre ufficialmente al pubblico la nuova opera di poesia e arte pubblica permanente realizzata da Ivan Tresoldi\, in arte “ivan”\, nel giardino di Casa EMERGENCY. L’inaugurazione avverrà domenica 14 dicembre alle ore 15.00 in via Santa Croce\, 19. Durante l’evento l’artista leggerà una poesia e presenterà l’opera\, realizzata nel corso di un mese di lavoro nella sede dell’ONG.  Insieme a ivan saranno presenti Rossella Miccio\, presidente di EMERGENCY\, Vincenzo Luciano\, pescatore di Cutro e Alberto Lolli\, rettore collegio Borromeo PV. L’evento sarà accompagnato musicalmente dalla Banda degli Ottoni a scoppio di Milano. \nDopo l’inaugurazione verranno offerti al pubblico vin brulè\, in collaborazione con E/N Enoteca Naturale e il Panettone Fatto per Bene\, simbolo natalizio dell’ONG.  \nL’opera nasce da 300 parole condivise da cittadini e cittadine: parole di speranza\, fragilità e resistenza\, trasformate in un intervento artistico collettivo. Al centro\, il pensiero di Gino Strada: “Non è mai troppo tardi per andare nella direzione giusta”. \nAlcuni listelli di legno utilizzati – frammenti di barconi che hanno attraversato il Mediterraneo – custodiscono storie e memorie che compongono un mosaico dedicato alla pace\, alla solidarietà e al rifiuto della guerra. Ogni frammento custodisce una storia; ogni parola si intreccia alle altre formando una mappa di memoria condivisa e di resistenza civile. L’opera diventa così un luogo di ascolto\, un mosaico di esistenze che trasforma la parete di Casa EMERGENCY in un simbolo di partecipazione e responsabilità. \nL’inaugurazione si inserisce nel secondo anno della campagna R1PUD1A di EMERGENCY\, con cui l’ONG vuole richiamare il diritto e il dovere di ripudiare la guerra\, come stabilito dall’Articolo 11 della Costituzione. Un impegno che l’organizzazione porta avanti da oltre trent’anni\, lavorando per una cultura di pace e garantendo cure gratuite e di qualità nelle aree colpite da guerra e povertà. Dalla sua fondazione\, EMERGENCY è intervenuta in 21 Paesi curando\, in tutte le sue strutture\, oltre 13 milioni di pazienti nel mondo. Oggi l’organizzazione è presente in 9 Paesi del mondo\, tre dei quali con un conflitto in corso: il Sudan\, l’Ucraina e la Striscia di Gaza in Palestina. Proprio grazie alla sua esperienza sul campo EMERGENCY afferma\, ancora una volta\, che il 90% dei morti e dei feriti sono civili.  \nLa Scuola di Restauro di Botticino ha assistito e supportato con i suoi docenti e gli studenti l’artista Ivan Tresoldi nell’individuazione delle migliori soluzioni per la conservazione e per il buon mantenimento dell’opera nel tempo.
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SUMMARY:Talk di presentazione “Trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone”
DESCRIPTION:Via G.Lunati\, 14\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n12 dicembre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzato da: Agarte – Fucina delle Arti \nIn collaborazione con: Castello di Fumone \nIn partnership con: Cantina Ciccariello \nOpere di: Antonella Iris De Pascale \nTalk organizzato dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti con l’esposizione degli ultimi lavori pittorici dell’artista contemporanea Antonella Iris De Pascale. La rassegna si svolgerà all’interno dei locali della nuova sede espositiva dell’associazione di Frascati in un dialogo artistico tra varie realtà di spicco aprendo ufficialmente il nuovo spazio della galleria al pubblico. \nComunicato: \nIl talk apre il nuovo spazio artistico di Agarte\, un luogo di contrasto e dialogo tra tradizione e contemporaneità dove il confronto culturale è alla base delle ricerche artistiche selezionate. Il talk presenta ufficialmente il catalogo monografico prodotto durante la mostra personale di Antonella Iris De Pascale all’interno del Castello di Fumone “Trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone”. \nCon l’introduzione di Alessandro Giansanti\, il contributo di Eduardo Blum (fashion film: “Fugit Irreparabile Tempus”)\, le poesie di Davide Soldani\, l’intervento di Francesca Pietracci (sul ruolo dell’arte contemporanea nel 2025)\, il contributo di Giulio De Paolis (sulla musealizzazione dell’arte contemporanea) e Alessandro Ciccarese ed Antonella Iris De Pascale (sulla mostra trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone). Durante la presentazione si potrà degustare il vino offerto dalla Cantina Ciccariello. \nLa presentazione aprirà venerdì 12 dicembre dalle ore 18 fino alle ore 20.30 nella nuova sede di Via G.Lunati 14\, 00044 Frascati (RM) (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Oltre le nuvole | Opere di Federica Anna Molfese (FAM)
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n24 Ottobre – 31 ottobre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori pittorici\, fotografici e delle poesie dell’artista contemporanea Federica Anna Molfese (FAM). \nComunicato: \n“Oltre le nuvole” propone una raccolta di opere realizzate durante gli anni dall’artista Federica Anna Molfese (FAM)\, creativa poliedrica con focus pittorico\, scultoreo e fotografico. l’opera artistica di FAM si distingue per la potente narrazione autobiografica che ne compone la vasta produzione. \nLa selezione portata in mostra si muove tra potenti cromie delle tele ad intimi scatti fotografici\, accompagnati da poesie e pensieri che ne ricordano la profonda sensibilità in una esposizione multimediale ragionata per ricomporre un percorso creativo variegato quanto vasto. \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro è memoria e testimonianza\, aprendo con vernissage venerdì 24 ottobre dalle ore 18:30 fino alle ore 20.30\, proseguendo tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione venerdì 31 ottobre 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Nigri corvi parturient albas columbas
DESCRIPTION:Illusione e disillusione sono i poli dialettici che percorrono da anni la ricerca di Magdalena Fermina e che convergono nelle opere di Nigri corvi parturient albas columbas\, la mostra personale allestita dal 18 ottobre al 15 novembre 2025 a SCD Studio\, via Bramante 22N\, a Perugia\, curata da Barbara Pavan. \nIl progetto espositivo inaugura sabato 18 ottobre\, ore 17:30 raccoglie e mette in dialogo alcuni tra i cicli più significativi dell’artista\, tracciando un percorso tanto intimo quanto universale. \nLa mostra è accompagnata da un catalogo di Al3vie Editore\, con testi di Davide Artico\, Lorella Giudici\, Luca Vannozzi. \nLa mostra \nIl percorso inizia con la tenda ricamata con La colomba di Trilussa: un gesto liminale che invita a oltrepassare la soglia delle illusioni per interrogarsi sulla realtà nella sua essenza più nuda. È qui che si apre il primo capitolo\, Disenkanto\, parola giudesma che racchiude l’esperienza della perdita dell’incanto\, della frattura tra ciò che si desidera e ciò che la realtà impone. L’installazione si compone di ricami bianchi su bianco di celebri slogan pubblicitari degli anni Ottanta\, decenni ottimista e fiducioso\, oggi svuotati e resi spettrali dalla consapevolezza delle contraddizioni e delle crisi che hanno seguito quelle promesse di benessere e progresso. Il percorso prosegue con Nuntius Dei\, ciclo avviato oltre quindici anni fa e tuttora in evoluzione: fotografie di angeli di pietra\, antichi custodi di sepolcri\, serrati da cuciture di filo chirurgico. Figure che un tempo simboleggiavano protezione e trascendenza si trasformano qui in reliquie silenziose\, private della loro voce e rese testimoni di un Occidente che\, emancipatosi dal potere delle religioni\, si è consegnato ad altre forme di fede: il mercato\, la tecnologia\, l’illusione del progresso infinito. Illusione e disillusione abitano anche le dinamiche del quotidiano. In AltF4\, Fermina esplora le vite sospese dietro i vetri delle finestre e degli schermi dei nostri smartphone\, frammenti di esistenze che oscillano tra l’essere e l’apparire in una società segnata da relazioni sempre più fragili e mediate. In Medea\, invece\, l’artista affronta l’ambivalenza dei sentimenti primari\, mostrando come anche l’amore materno possa trasformarsi in forza distruttiva e generare ferite che si tramandano di generazione in generazione. La mostra si chiude con De nexibus quibus mundus capitur (Delle connessioni da cui il mondo è catturato)\, ultimo progetto di Fermina. Qui i fili invisibili della tecnologia\, della comunicazione e del consumo si materializzano come una ragnatela che avvolge il pianeta e lo imprigiona\, rendendo evidente il prezzo – spesso rimosso – delle nostre scelte quotidiane. È un’opera che riflette sulle illusioni del presente e prefigura le disillusioni del futuro\, ma allo stesso tempo invita a una presa di coscienza\, offrendo attraverso l’arte la possibilità di guardare oltre la superficie. \nNigri corvi parturient albas columbas è dunque una mostra antologica e al tempo stesso un manifesto: frammenti di cicli e visioni che\, come tessere di un mosaico\, restituiscono l’immagine di un’epoca attraversata da promesse infrante\, ma ancora capace di generare nuove consapevolezze. In questo spazio sospeso tra poesia e politica\, l’opera di Fermina diventa invito a interrogare il nostro tempo\, a scostare il velo dell’illusione per ritrovare\, forse\, un nuovo modo di guardare al futuro. \nL’artista \nMagdalena Fermina (Novara 1968) è un’artista visiva e performer. Si è formata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, dove ha conseguito la laurea in Scenografia con una tesi sull’arte del popolo Makonde\, approfondita attraverso residenze in Mozambico\, e successivamente il biennio specialistico in Arti visive e discipline dello spettacolo\, indirizzo Scultura\, con una ricerca dedicata a Christian Boltanski e Roman Opałka. Ha esposto in numerose città italiane e all’estero\, presentando mostre personali in istituzioni e gallerie come il Centro Culturale Tedesco di Novara e Banca Sella a Genova. Il suo lavoro è stato presentato – per citare solo i progetti espositivi collettivi più recenti – in sedi di rilievo quali Palazzo Medici Riccardi a Firenze\, il Museo Civico del Marmo di Carrara\, il Castello delle Polveri all’Isola della Certosa di Venezia\, la Sala delle Pietre a Todi\, la Cupola di San Gaudenzio a Novara\, la Società Umanitaria di Milano e il Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina\, oltre che in contesti internazionali come la Biblioteca Centrale Akaki Tsereteli di Batumi (Georgia). Ha partecipato a festival e fiere tra cui il Borderline Arte Festival di Varallo Sesia e BAF – Bergamo Arte Fiera. \nScheda tecnica \nTitolo\nNigri corvi parturient albas columbas \nArtista\nMagdalena Fermina \nDate\n18 ottobre – 15 novembre 2025 \nInaugurazione\nSabato 18 ottobre 2025\, ore 17:30 \nSede\nSCD Studio – Project Room\nvia Bramante 22N\, Monteluce\nMAD Monteluce Art District \nPerugia \nCuratela\nBarbara Pavan \nCatalogo\nAl3vie Edizioni\nTesti critici di: Davide Artico\, Lorella Giudici\, Luca Vannozzi \nInfo\n+39 347 177 6001 | scdtextileandartstudio@gmail.com | www.scdtextileandartstudio.wordpress.com
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SUMMARY:Alla designer Patricia Urquiola va il Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera
DESCRIPTION:La Florence Biennale annuncia il conferimento del prestigioso Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (per il Design) a Patricia Urquiola\, architetto\, designer e art director di fama internazionale\, la cui assegnazione è fissata per il giorno giovedì 23 ottobre 2025. La scelta da parte del Direttivo della Biennale\, insieme al Comitato Curatoriale e alla Giuria Internazionale\, è motivata con le seguenti parole: \n“Per la costante ricerca\, la coraggiosa sperimentazione e lo straordinario talento con cui ha progettato spazi\, oggetti e processi produttivi\, pensati per migliorare la vita delle persone e costruiti nel rispetto della natura; il nostro riconoscimento a un architetto e designer\, che ha saputo raccogliere e sviluppare l’eredità del suo maestro Achille Castiglioni\, proiettando il design e l’architettura verso nuovi orizzonti che si collocano oltre i limiti di ciò che è stato sperimentato in precedenza e che rappresentano un mirabile esempio di ibridazione e unificazione degli opposti”.  \nFormatasi al Politecnico di Madrid e quello di Milano\, dove si laurea con Achille Castiglioni\, oggi Patricia Urquiola lavora operando con grande versatilità in ambiti che spaziano dal product design all’architettura\, dagli allestimenti grafici agli interni. Dal 2015 è Art Director di Cassina e collabora con importanti aziende del design come Flos\, Moroso\, Driade\, GAN\, Andreu World\, Glas Italia\, Kettal\, Kvadrat e gruppi internazionali come\, tra gli altri\, Haworth\, BMW\, Boeing\, Louis Vuitton\, Missoni\, Mandarin Oriental Hotels\, Four Seasons\, Marriott Group\, Starbucks\, Ferrari e Swarovski. In Spagna è stata insignita della Medaglia d’Oro delle Belle Arti e della Croce di Isabella la Cattolica. Nel 2023 ha ricevuto la distinzione come una delle nuove Ambasciatrici Onorarie della Marca España. Nel 2024 è stata nominata membro della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Nello stesso anno\, è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Italiana in riconoscimento dei suoi meriti. \nInsignita di numerosi premi e riconoscimenti internazionali\, Patricia Urquiola è stata nominata Designer of the Year da Wallpaper\, Elle Décor International\, AD Spagna\, Architektur&Wohnen e molte altre testate. Le sue creazioni fanno parte delle collezioni permanenti di alcuni dei più importanti musei del mondo tra cui il MoMa di New York\, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi\, il Museo della Triennale di Milano\, il Museum of Design di Monaco\, la National Gallery of Victoria di Melbourne\, il Vitra Design Museum di Basilea\, il Victoria & Albert Museum di Londra\, il Design Museum di Zurigo\, lo Stedelijk Museum of modern and contemporary art di Amsterdam\, il Design Museum di Barcellona e il Philadelphia Museum of Art. \nLa sua carriera ha segnato profondamente il panorama del design contemporaneo e i suoi lavori si caratterizzano per forme morbide\, materiali sensoriali e una forte attenzione alla sostenibilità. \nConsiderata nel suo ruolo di exempla per altri artisti e designer\, a partire dal 18 ottobre e per tutta la durata della Biennale sarà dedicato ampio spazio ad alcuni dei capolavori di Patricia Urquiola in uno spazio espositivo interamente riservato a lei. Il conferimento del Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (Design) avverrà il giorno giovedì 23 ottobre presso l’area teatro della Florence Biennale (Padiglione Spadolini\, Fortezza da Basso\, Firenze) in una cerimonia aperta al pubblico. \nLa celebre designer e architetta spagnola ha commentato così la notizia dell’assegnazione del Premio: “È un onore ricevere il Premio Leonardo da Vinci alla Florence Biennale\, un riconoscimento che celebra la curiosità e la capacità di cambiare. Ho avuto il piacere di lavorare a Firenze\, una città che custodisce l’arte del pensiero e della trasformazione. Progettare\, per me\, è un gesto continuo di sperimentazione\, fatto di domande più che di risposte. Non si tratta solo di trovare soluzioni\, ma di abitare il processo. E questo premio – che porta il nome di chi ha sempre unito arte\, scienza e curiosità – mi ricorda che il design è un modo per stare dentro alla complessità\, senza semplificarla. \nTra i premiati delle scorse edizioni nella categoria design figurano Salvatore e Wanda Ferragamo (2019)\, Elsa Peretti di Tiffany & Co. (2019)\, Paula Scher (2019)\, Vivienne Westwood (2021) e Santiago Calatrava (2023). \nLa XV edizione della mostra internazionale di arte contemporanea e design ha come tema centrale “The Sublime Essence of Light and Darkness. Concepts of Dualism and Unity in Contemporary Art and Design” e si svolgerà presso la Fortezza da Basso a Firenze dal 18 al 26 ottobre 2025\, con un calendario ricco di appuntamenti collaterali quali conferenze\, mostre\, performance\, proiezioni e iniziative didattiche\, offrendo diverse opportunità di incontro tra artisti e visitatori.
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SUMMARY:Dal cantiere alla galleria d’arte\, le opere materiche di Francesco Greco in mostra da Artètika
DESCRIPTION:Si intitola “Concrete” la mostra dell’artista Francesco Greco che si inaugurerà mercoledì 15 ottobre\, alle ore 18\,00\, da Artètika spazio espositivo per l’anima\, in via Giorgio Castriota 15 a Palermo\, perché concrete e tangibili sono le opere del giovane artista nato a Gela ma cittadino del mondo\, che vive oggi tra Lugano\, Milano e Alcamo. A presentarlo sarà il giornalista torinese Massimo Rocca\, insieme alle galleriste Esmeralda Magistrelli e Gigliola Beniamino. Testi critici di Massimiliano Reggiani. La mostra\, di arte appesa\, consta di una ventina di opere di cui due sculture\, ispirate al laterizio con materiali come resine\, stucchi\, composti per incollare\, pigmenti industriali\, sarà visitabile dal 16 al 25 ottobre 2025\, dalle 10 alle 13 e dalle 16\,30 alle 19\,30\, dal lunedì al sabato. Ingresso libero. Per informazioni telefonare al 333/5747244. \nLa critica di Massimiliano Reggiani \nTra le creazioni di Francesco Greco spicca\, per l’importanza che riveste per l’artista\, “Punto esclamativo”\, accompagnata dal pensiero che l’ha ispirata: “Libero l’anima dalla materia. La superficie tace\, il gesto parla. Non è solo pittura. È linguaggio. È espressione!”. Greco si sente egli stesso un punto esclamativo. “Non rappresenta né evoca: crea. È uno scultore cromatico\, un esteta della materia – commenta il critico d’arte Massimiliano Reggiani -. Non esalta solo quella che usa per i volumi\, intende anche il pigmento come materia. Dopo aver esplorato nella prima serie dei blu le insondabili profondità del Mediterraneo\, espande il proprio sguardo passando dalla poesia dei boschi alla frenesia cittadina\, all’ancestrale interrogarsi dell’uomo sulla propria immagine riflessa. L’artista\, infine\, arriva con questa esposizione a dare corpo ai segni della fonetica e dell’interpunzione\, catturando frammenti della nostra identità culturale”. \nChi è Francesco Greco \nFrancesco Greco non nasce\, in senso stretto\, come artista. Si forma nell’ambito delle costruzioni da cui trae ispirazione da subito. Il padre\, lavorava nelle finiture di interni: un gessista di talento che aveva un particolare pregio di artigianale maestria nel rigore dell’esecuzione e nella politezza delle forme. Oltre al fascino delle malte\, del gesso e degli intonaci vissuti nel laboratorio del padre\, affina il proprio rapporto con la materia applicandosi alle resine e ai metalli dell’odontotecnica\, suo settore di formazione\, preziosamente cesellati. Il polimero che si fa smalto e corona\, che da polvere diventa sorriso. Vi è poi una scintilla d’arte che ha incendiato l’animo di Francesco Greco\, svelandogli la potenza del linguaggio non verbale\, è il lascito di un catastrofico terremoto: il Cretto di Burri che svela un altro aspetto della materia: la capacità di essere memoria.
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SUMMARY:Biennale del Libro d’Artista - VIIª edizione L’Arte si Fa Libro\, il Libro si Fa Arte
DESCRIPTION:La Biennale del Libro d’Artista torna a Procida alla Biblioteca Comunale di Procida “Don Michele Ambrosino” dal 05 al 19 ottobre\, diretta da Nico Granito con la collaborazione del Comune di  Procida – Assessorato alla cultura del Comune\, delegato Michele Assante del Leccese\, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi nel panorama dell’arte contemporanea e dell’editoria creativa. L’evento\, giunto alla sua VIIª edizione\, riunisce artisti\, collezionisti e appassionati da tutto il mondo per celebrare il libro come opera d’arte\, luogo di sperimentazione e veicolo di idee. \nLa Biennale del libro d’artista ideata e curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito offre un ricco programma\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti che esplorano il libro d’artista nelle sue molteplici forme: dal libro-oggetto alle edizioni d’arte\, dai libri illustrati alle sperimentazioni digitali. \nL’esposizione vede la  presenza di oltre 160 libri d’artista provenienti da Italia\, Spagna\, U.S.A\, Cile\, Messico\, Ungheria\, Portogallo\, Polonia\, Cina\, Ucraina\, Brasile … Turchia. \nLa Biennale del Libro d’Artista si conferma così come piattaforma di dialogo tra arte\, editoria e pubblico\, promuovendo la creatività e la sperimentazione. \nIn questa edizione  viene presentata un’opera libro – Sei come 6 di Antonio Sormani –  facendo parte dell’Archivio della Biennale del libro d’artista della sezione dedicata all’eros “ Il piacere nei libri “ in considerazione della qualità del progetto\, apprezzato sia dal pubblico che dalla stampa\, si è deciso non solo di riproporre l’evento\, ma di renderlo un PROGETTO APERTO.  \nL’interesse e l’invito da parte di protagonisti culturali di altre realtà hanno reso la Biennale del libro d’artista itinerante\, sconfinando anche i confini nazionali\, appena conclusa la rassegna a Casa Museo Miguel Hernandez ad Orihuela (Spagna) dopo che era stata già ospitata al Museo arqueológico Municipal de Elda e al Museo arqueológico de Cartagena. \nLa Biennale del libro d’artista rientra nel programma degli eventi della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Il 4 ottobre ci sarà un’anteprima straordinaria dell’esposizione sul sito della Biennale: www.biennaledellibrodartista.org\, in coincidenza con la Giornata del Contemporaneo. \nArtisti  partecipanti \n\n Patrizia Aletta • Gilda Antoniello • Andreina Argiolas • Silene Arnaldi • Gianluca Badiani • Gianluigi Balsebre • Calogero Barba • Vincenzo Barba • Maddalena Bellorini • Elisabetta Bertulli • Maria Bifulco • Rovena Bocci • Leci Bohn • Roberto Fabio Brucci • Maria Grazia Brusegan • Annunziata Buggio • Alfonso Caccavale • Sirlei Caetano • Camilla Calato • Maria Rosanna Cafolla • Marzia Calì • Cecilia Caliari • Antonio Carbone • Mara Caruso • Enzo Catini • Sofia Cavicchini • Rosaria Cecere • Fabiola Cenci • Stefania Chierici • Mario Cobàs ( Carchini ) • Patrizia Maria Cocchiarella • Maria Grazia Colonnello • Alfredo Covato • Maria Rosaria Cozza • Flora D’Angelo • Antonio D’antonio • Rosita Dagrosa • Eleonora Del Giudice • Elena Dell’andrea • Carmen Delle Donne • Desart2 (Simona Sarti & Alessandra Degni) • Anna Di Lauro • Carla Di Pardo • Franco Di Pede • Dario Roberto Dioli • Giovanna Donnarumma • Cinzia Farina • Maria Cristina Fasulo • Salvatore Fellino • Piera Fidentea • Steven Fossiant • Francesca Fuentes Latoja • Fernando Gallo • Rosalie Gancie • Nico Granito • Stefania Guiotto • Luiza Gutierrez • Annamaria Iodice • Gennaro Ippolito • Valeria Iseppi • Silvia Iuliucci • Benedetta Jandolo • Jussara Leite • Maria Antonietta Letizia • Lucia Longo • Serse Luigetti • Tania Luzzatto • Ruggero Maggi • Alessio Manca • Loredana Manciati • Fernanda Mancini • Maria Manna • Ermìnia Marasca Soccol • Claudia Marchi • Gianluca Marinelli • Emanuele Marsigliotti • Giordano Martone • Alicante Mateos • Maria Teresa Mazzei • Monica Michelotti • Fernando Montà • Simona Negrini • Sara Nicoletti • Elena Pagani • Csaba Pál • Linda Paoli • Liliana Pardini • Aulo Pedicini • Sandro Pellarin • Chiara Pepe • Barbara Piani • Bruno Pierozzi • Giuliana Polimeni • Veronique Pozzi Paine • Alessandra Procaccio • Antonella Prota Giurleo • Stefania Puntaroli • Giampiero Reverberi • Maria Teresa Ricci • Angelo Ricciardi • Giuseppina Riggi • Remo Romagnuolo • Sabina Romanin • Mario Romano • Marino Rossetti • Romina Russo • Andrea Saltini • Teresa Sanfilippo • Gino Sansone • Simona Sarti • Antonio Sassu • Agostino Saviano • Roberto Scala • Carla Sello • Eugenia Serafini • Lucia Sforza • Manuela Simoncelli • Lucia Spagnuolo • Jane Sperandio Balconi • Arianna Spizzico • Gianna Maria Stellino • Irina Tall • Marco Terroni Grifola • Carmo Toniolo • Vincenzo Trepiccione • Filippo Tufano • Ilia (Ersilia) Tufano • Alessandro Tursi • Ivana Urso • Diana Isa Vallini • Claudia Vianello • Marina Vitolo\n\n\n Collettivo Ossigeno Rosso: Fausto Ferri\, Gregorio Prada Castillo\, Fabrizio Pavolucci\, Elena Butmalai e Eliseo Calcinari Ansidei\n\nCorso di Anatomia Artistica dell’Accademia di Belle Arti di di Carrara \n prof.ssa • Monica Michelotti\, Biennio Specialistico Pittura 1° e 2° anno Corso di Anatomia Artistica prof.  Mario Carchini\, Triennio di Grafica \n\n Elenco studenti partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, Toscana (nazionalità Italiana\, Cinese e Turca) • Li Chun • Li Chun & Lu Xiaoyang • Zhu Guoqiang • Yang Manni • Ana Micleusanu • Sophie Morosato Bianchi • Li Dan Ran • Gunel Rzayeva • Sun Weiwei • Fan Xiao • Leyla Irem Gulseren • Yitan Cao • Sohyeon Nam • Fattima Ezzaouia • Jennifer Guadagni • Alessia Petta\n\nCorso di Decorazione e Design dell’accessorio dell’ABA Lecce. \ndocente: • Lucia Ghionna cultrice della materia: • Aida Dzhafarova (Ucraina) \n\n Elenco studenti partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce\, Puglia (nazionalità Italiana della  Polonia e dell’Ucraina) Alessio Manca • Lorenzo Filieri • Cheren Spinelli • Rossella Montesano • Matilde Stigliano • Maria Paola Antonaci • Concetta Lacertosa • Magdalena Grzebyk • Julia Wiatrowska • Sude Kilicarslan • Michalina Klimas\n\nArchivio della Biennale del libro d’artista | Il piacere nei libri – libro ospite di Antonio Sormani \nScheda riassuntiva \nLuogo: Biblioteca Comunale di Procida “Don Michele Ambrosino”  \nPiazzetta S. Michele – 80078 Terra Murata – Procida (NA) \nDate: dal 04 al 19 ottobre  \nVernissage: online il 4 ottobre per la giornata del contemporaneo dalle ore 10 \n                     esposizione inaugurale in presenza ore 12 \nOrari: orari di apertura e chiusura della biblioteca \nIngresso: Gratuito \nPer ulteriori informazioni\, programma completo e accrediti stampa: \nwww.comune.procida.na.it/ \nwww.biennaledellibrodartista.org \nEmail: artelibronapoli@gmail.com \nUfficio Stampa \nLineadarte Officina Creativa
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SUMMARY:Sguardi: Viaggio introspettivo nel mondo delle donne
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n03 Ottobre – 12 ottobre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori pittorici dell’artista contemporanea Fabiola Bizzarri. \nComunicato: \n“Sguardi: Viaggio introspettivo nel mondo delle donne” propone una selezione di opere realizzate nel corso degli anni dall’artista Fabiola Bizzarri\, pittrice solita rappresentare un figurativo dai colori morbidi e dai lineamenti puliti. l’opera pittorica dell’artista si distingue per il tratto sicuro che compone la sua vasta produzione. \nLa selezione pittorica portata in mostra dalla Bizzarri si muove tra nature morte\, figure femminili\, volti ed animali in un corpus concreto e costante che riesce a contenere la potente creatività d’una artista emergente ma di livello. Dai pastelli e gli studi classici\, fino all’olio su tela\, Fabiola rappresenta il reale e la vita di tutti i giorni ponendo sotto la lente d’ingrandimento i colori e le forme ottenendo una rappresentazione della vita con uno sguardo vivace di colori e forme.  \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro narra delle donna e della femminilità\, aprendo con vernissage venerdì 03 ottobre dalle ore 18:30 fino alle ore 20.30\, proseguendo tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 12 ottobre 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Gesti Scolpiti di Jago
DESCRIPTION:Prosegue con successo “Gesti Scolpiti”\, la grande mostra personale dello scultore Jago\, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026. \nL’esposizione\, organizzata da Aditus e Civita Sicilia\, in collaborazione con BAM\, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012)\, Memoria (2015)\, Prigione (2016) e David (2024\, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina\, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo\, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. \nLe prime tre sculture\, scolpite in marmo statuario\, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto\, creazione\, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno\, affonda nella materia\, costruisce memoria. Non solo strumento\, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo. \nIn Impronta Animale\, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri\, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria\, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità\, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione\, l’immagine scolpita\, avvolta nelle pieghe del marmo\, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati\, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza\, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe. \nLa quarta scultura è quella della David\, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e\, ad oggi\, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico\, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea\, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa\, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo)\, nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso\, fino ad arrivare al modello attuale\, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva\, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri\, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago\, impegnandolo in una vera e propria impresa. \nDurante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori\, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo\, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta\, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione. \n“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”\, ha dichiarato Jago. Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.
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SUMMARY:Fotografie in dialogo | Mostra collettiva di fotografia
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n05 settembre – 14 settembre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Emanuele Andreozzi \nCon le note di: Alessandro Giansanti \nOpere di: Catia Montagna\, Francesca Marotta\, Giuseppe Tognarini\, Michela Petrocchi\, Miranda Wyszomirski\, Veronica Socci ed Emanuele Andreozzi.  \nRassegna collettiva di fotografia organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Emanuele Andreozzi. La mostra vede una selezione di opere fotografiche prodotte da: Catia Montagna\, Francesca Marotta\, Giuseppe Tognarini\, Michela Petrocchi\, Miranda Wyszomirski\, Veronica Socci ed Emanuele Andreozzi. \nComunicato: \n« Fotografie in Dialogo è un invito a leggere la poesia nascosta in ogni scatto\, a soffermarsi sul silenzio\, sulla luce\, sulle sfumature che spesso sfuggono nella frenesia dell’immagine contemporanea. In un’epoca in cui la fotografia rischia di diventare consumabile e veloce\, questa mostra restituisce valore allo sguardo attento\, al tempo necessario per osservare e comprendere\, e alla profondità emotiva di ogni fotografia. \nAttraverso il dialogo tra generi\, stili e approcci diversi\, le opere esposte creano conversazioni invisibili tra artisti e spettatori\, tra memoria e contemporaneità\, invitando chi guarda a riflettere sulla potenza del mezzo fotografico\, sulla sua capacità di raccontare storie\, evocare emozioni e aprire nuove prospettive. » (il curatore E.Andreozzi). \nIl percorso espositivo presentato nella sede dell’associazione e galleria Agarte – Fucina delle Arti\, propone 40 scatti rappresentativi della produzione dei 7 fotografi selezionati. La mostra aprirà con vernissage venerdì 5 settembre dalle ore 18.30 fino alle ore 20.30 e proseguirà tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 14 settembre 2025. \nL’esposizione collettiva sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Valerie Krause. Formulare il Processo
DESCRIPTION:Valerie Krause \nFormulare il processo \nOpening 30 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \na cura di Roberto Lacarbonara \nIn collaborazione con Rolando Anselmi\, Roma \nNell’opera di Valerie Krause\, ogni rigorosa soluzione formale\, solida e geometrica è sempre provvisoria: è solo una delle possibili organizzazioni della forma e dello spazio. \nIn questo senso il titolo dell’installazione\, ideata per Dep Art Out\, assume un valore ambivalente: “Formulare il processo”\, ovvero giungere a una formula – una struttura algebrica\, calcolabile\, perentoria – ma anche ammettere la provvisorietà\, l’evoluzione del modello\, il processo di trasformazione e rinnovamento. \nUna configurazione che deriva dalla sensibile lettura dell’architettura circolare che ospita la mostra\, la struttura conica del trullo e la sua matrice vernacolare\, spontanea\, nata con funzione di ricovero rurale temporaneo (a partire dalla memoria delle antiche edificazioni a capanna) e dal reperimento di materiale lapideo proveniente dai calcari stratificati e affioranti dei suoli circostanti. \n“Non avevo mai visitato un trullo – afferma l’artista –. Mi sono chiesta: come può il mio lavoro essere appropriato alla forma di un trullo? Questo luogo è così diverso e speciale nella sua struttura\, forma e materialità. Muri spessi\, strutture libere tenute insieme dalla gravità\, un disegno discontinuo dai giunti aperti\, spazi vuoti tra materiali solidi giustapposti nel processo di stratificazione: sono tutti elementi di assoluto rilievo”. \nNella sala centrale dello spazio espositivo\, Krause dispone a pavimento elementi in terracotta dal profilo circolare\, provenienti dall’intersezione di forme concentriche disegnate dall’artista\, in una sorta di proiezione\, migrazione e stratificazione delle linee di perimetro che compongono l’architettura conica. Cerchi che\, disponendosi nello spazio\, collidono e generano frammenti\, conci\, schegge a partire dagli interstizi tra le forme. L’argilla impiegata per la produzione degli elementi scultorei – un ricorso alla materia prima della terra –\, così come la produzione di singole sagome\, ciascuna differente dalle altre\, alludono a un processo di umanizzazione della formula\, una costruzione empirica e\, pertanto\, irregolare e mutevole. L’installazione dell’opera\, inoltre\, rivela una sostanziale disimmetria rispetto alla volumetria centrica dell’edificio: i frammenti sembrano abitare lo spazio\, ruotando al suolo e migrando verso sud\, sul lato sinistro\, dove è posta un’alcova ottenuta dal sottomodulo di un cono minore. \nSul lato opposto Krause dispone una seconda scultura\, prodotta arrotolando una sottile lastra di alluminio perforata. Questa volta\, l’intervento dell’artista rielabora la componente verticale dell’architettura attraverso una soluzione cilindrica che\, dal pavimento\, si erge verso l’alto (si noti che\, nel gergo locale\, “candela” è il nome con cui ci si riferisce alla falsa cupola di copertura del trullo). \nI fori vengono praticati manualmente sulla lastra distesa\, seguendo un movimento spontaneo che l’artista compie sulla superficie. In seguito\, avvolgendo su sé stessa questa “costellazione” di punti\, si giunge a una nuova configurazione di cui non è più possibile prevedere esito e disegno complessivo. \nDall’irradiarsi delle forme in terracotta alla concentrazione del cilindro in alluminio\, emerge la duplice presenza di forze complementari che l’artista convoca nel suo intervento. Una componente energetica che abita lo spazio dell’architettura e che Krause sempre accoglie nella propria ricerca: “l’assenza di qualcosa che dia forma\, le sovrapposizioni di elementi e di stati\, i punti in cui si verificano deviazioni / tensioni\, la combinazione di elementi liberi\, le relazioni tra paesaggio e costruzioni organizzate geometricamente e tecnicamente\, così come la visualizzazione del processo che si inscrive nell’opera e ne determina la configurazione finale sono riflessioni che accompagnano da sempre il mio lavoro”. \nNota biografica \nValerie Krause (Krefeld\, Germania\, 1976) si laurea nel 2007 all’Accademia di Düsseldorf con Didier Vermeiren. Nel 2008\, ottiene ad Art Cologne il Premio “Audi Art Award for New Talents”\, cui segue una mostra personale all’Artothek di Colonia e la pubblicazione di un catalogo monografico. Negli anni successivi\, riceve una borsa di studio dalla Kunststiftung NRW\, dalla Konrad Adenauer Stiftung e dalla Stiftung Kunstfonds. Spazio e movimento sono temi centrali della sua ricerca\, sia nella scultura che in fotografia. Le sue opere sono state esposte in gallerie internazionali\, tra cui la galleria Rolando Anselmi di Berlino e Roma\, la galleria Greta Meert di Bruxelles\, la galleria L21 oggi Florit/Florit di Madrid e Palma di Maiorca e la galleria Heinz Holtmann di Colonia. Ha inoltre partecipato a mostre collettive in istituzioni quali il Museum Kunstpalast di Düsseldorf\, il Bbb Centre Régional D’initiatives Art Contemporain di Tolosa\, il Martin Gropius Bau di Berlino\, il KIT di Düsseldorf\, la Bundeskunsthalle di Bonn\, la Galleria d’Arte Moderna di Palermo e Köln Skulptur 7# nel Skulpturenpark di Colonia. \nIl lavoro di Valerie Krause è presente in importanti collezioni\, tra cui Sammlung Zeitgenossischer Kunst der Bundesrepublik Deutschland\, Konrad Adenauer Stiftung presso Villa la Collina a Cadenabbia e Sammlung des Landes NRW\, Aachen-Kornelimünster. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nRolando Anselmi\, Roma\nhttps://www.rolandoanselmi.com/valerie-krause-artist \n@rolandoanselmigalerie \nValerie Krause\n@valerie_krause
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SUMMARY:iClub Fashion Night - con Nathaly Caldonazzo
DESCRIPTION:Terrasini\, località marinara alle porte di Palermo\, non è soltanto la città dell’amore\, grazie alle tante opere artistiche ad esso ispirate\, ma è diventata una passerella a cielo aperto. Dopo la sfilata in Piazza Duomo dello scorso 30 luglio che ha dato un tocco glam alla stagione estiva programmata dal Comune\, tornano le stesse vibrazioni sabato 23 agosto\, dalle ore 20.00\, sul lungomare di Cala Rossa\, all’iClub\, dove si celebrerà un momento moda realizzato da Rosi De Simone Eventi e condotto da Nathaly Caldonazzo\, noto volto televisivo nazionale. Dj set e performance delle ballerine della Chameleons Events con costumi di Sara Natale. Ingresso libero da piazzetta Terzo Millennio. Per prenotazione tavoli +39 3661323400. \nLe proposte moda di “iClub Fashion Night” \nLa serata iClub Fashion Night\, aperta al pubblico\, si celebrerà sulle terrazze del locale che ricordano il pontile di una nave e dominano un tramonto mozzafiato. A competere con la natura la bellezza delle modelle in passerella con le proposte moda di Karisma\, Lulù Moda\, Ottica Carla e dell’azienda uomo Ciaramitaro14. Partner dell’evento l’associazione Hospitality Pro Terrasini\, B&B Sikelia\, trucco Charme Centro Estetico\, parrucco Wendy Santoro hair color & boutique\, coordinamento backstage e regia moda Vivia Cascio. Main sponsor Di Maio Assicurazioni. \nhttps://www.facebook.com/reel/738416962318820
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SUMMARY:Alberto Biasi
DESCRIPTION:Alberto Biasi \n Opening 23 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nA cura di Federico Sardella\nIn collaborazione con Dep Art Gallery\, Milano \n  \nDep Art Out è lieta di annunciare una serata evento dedicata all’artista Alberto Biasi. Sabato 23 agosto\, dalle 19:00 alle 21:00\, il suggestivo trullo — sede estiva della Dep Art Gallery di Milano — ospiterà una selezione di opere della storica serie Trame. L’evento è a cura di Federico Sardella. \nRealizzate tra il 1959 e il 1960\, le Trame nascono dalla sovrapposizione di materiali quali garze\, carte traforate per la bachicoltura e reti metalliche montate su sottili telai in legno. Materiali umili\, reperibili all’epoca in qualsiasi consorzio agrario o ferramenta di paese\, diventano lo strumento con cui Biasi esplora scientificamente la percezione visiva: il disallineamento progressivo delle maglie genera pattern reticolari in continua vibrazione e spettacolari effetti moiré\, rivelando “l’invisibile” che si cela nei fenomeni ottici. \nSe nelle avanguardie degli anni ’60 l’oggetto d’uso comune veniva spesso elevato a feticcio artistico\, l’obiettivo di Biasi è opposto: il punto non è nobilitare la garza\, ma renderla pura interfaccia tra luce e occhio\, regolando il fenomeno attraverso una progressione misurabile di densità e inclinazioni. Il risultato è ogni volta inedito\, capace di trasformarsi ad ogni passo dello spettatore. \nIl dialogo con il trullo si fonda su un sottile gioco di risonanze materiche e strutturali. L’architettura vernacolare\, innalzata “a secco” con candide pietre che si sostengono per forze contrapposte\, segue un pattern preciso ed essenziale. Allo stesso modo\, sin dagli albori\, la tessitura si compone «filo su filo»\, diventando così tenace da servire per vesti\, sacchi o addirittura vele. Se un tempo il trullo era considerato una dimora umile\, oggi stupisce per la sua architettura eccezionalmente solida. Con le sue Trame\, Biasi costruisce perfetti esempi di arte cinetica\, in cui il movimento — soltanto apparente — scaturisce da un magistrale equilibrio tra semplicità costruttiva e complessità percettiva. \nAlberto Biasi (Padova 1937) è tra i pionieri dell’arte cinetica italiana. Cofondatore nel 1959 del Gruppo N\, partecipa alle mostre Nouve Tendances di Zagabria (1961-65) e a The Responsive Eye al MoMA di New York (1965)\, che consacra l’Op Art a livello internazionale. La sua ricerca si sviluppa in cicli quali Trame\, Rilievi ottico-dinamici\, Torsioni e Politipi\, tutti centrati sull’interazione fra luce\, superficie e movimento apparente. Le sue opere figurano in prestigiose collezioni pubbliche: Museum of Modern Art\, New York; Centre Pompidou\, Parigi; Ermitage\, San Pietroburgo; Peggy Guggenheim Collection\, Venezia; Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Roma\, tra molte altre. \nDep Art Out è un luogo fuori dall’ordinario dove l’arte si manifesta in modo innovativo. Il trullo\, icona della Puglia riconosciuta in tutto il mondo\, diventa uno spazio espositivo extra-ordinario\, immerso nelle campagne tra Ceglie Messapica e Martina Franca. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nDep Art Gallery\, Milan\nhttps://www.depart.it/ \n@depart_gallery \nAlberto Biasi\nhttps://albertobiasi.it/ \n@albertobiasiofficial
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SUMMARY:Lucio Del pezzo - Dep Art Out
DESCRIPTION:Dep Art Out e Fondazione Marconi sono lieti di annunciare una serata evento dedicata all’artista Lucio Del Pezzo. Domenica 3 agosto dalle 19 alle 21 il suggestivo trullo\, sede estiva della Dep Art Gallery di Milano\, ospiterà una scultura dell’artista napoletano. L’evento è a cura di Veronica Recchia. \nConosciuto per aver sviluppato un linguaggio artistico in cui pittura\, scultura\, oggetti del quotidiano e simboli si intrecciano in un curioso dialogo visivo\, Lucio Del Pezzo\, napoletano per nascita e formazione\, insieme a Biasi\, Di Bello\, e altri\, è tra i fondatori del Gruppo 58 e della rivista “Documento Sud”. \nLa mostra rende omaggio a uno dei temi portanti della ricerca artistica di Del Pezzo: il Casellario. Introdotto nelle sue pitture-sculture già all’inizio degli anni Sessanta\, questo elemento diventa una delle cifre distintive del suo linguaggio\, trovando una sua prima espressione autonoma e compiuta nel 1968 nell’opera Visual Box. \nProprio la sua origine partenopea rappresenta la chiave di lettura fondamentale per comprendere la sua visione artistica. Napoli\, crogiolo di culture e tradizioni\, città colta\, misteriosa e magica\, diventa terreno fertile da cui attingere per lo sviluppo di una propria poetica di linguaggio. Durante questa prima fase di sperimentazione le opere di Del Pezzo\, dal sapore neodadaista\, si popolano di simboli\, oggetti trovati\, reliquie\, rifiuti intrappolati al di sotto di una spessa patina di colore a olio. \nSono poi gli studi di archeologia compiuti in Grecia\, l’esperienza parigina\, durante la quale l’artista viene profondamente influenzato dalla componente onirica del surrealismo\, e il trasferimento agli inizi degli anni Sessanta a Milano a orientare la sua ricerca verso una maggiore esaltazione delle forme e degli elementi oggettuali. \nPur restando centrale\, l’elemento simbolico viene ora ordinato all’interno di strutture rigorose. Le varie forme\, inizialmente disposte libere su mensole\, vengono successivamente incasellate in griglie\, compartimenti\, spazi organizzati. È in questo contesto che nasce il Casellario\, dispositivo compositivo all’interno del quale\, come un abile archeologo\, l’artista colloca ed organizza i suoi reperti. Al nucleo iconografico delle prime ricerche si integrano\, in maniera sempre più consapevole\, forme rubate dalla pittura di de Chirico\, apparati decorativi di matrice liberty\, strutture geometriche e volumi architettonici. A queste componenti si affiancano suggestioni formali provenienti dall’arte egizia e bizantina\, rielaborate da Del Pezzo non come semplici citazioni\, ma come elementi attivi di un alfabeto autonomo. \nCosì anche nell’opera Visual Box e nei quattro piccoli casellari esposti in mostra; sfere\, cilindri\, ed elementi curvilinei vengono accostati a piramidi\, clessidre\, colonne tortili e volumi decorativi che appartengono al mondo metafisico e surrealista. \nQueste opere richiamano alla mente l’immaginario del bestiario o dell’erbario medievale\, in cui elementi eterogenei venivano raccolti e custoditi come testimonianze del meraviglioso e dell’ignoto. Tuttavia\, a differenza di quei repertori\, nei lavori di Del Pezzo non esiste una classificazione scientifica o sistematica\, ma gli oggetti si dispongono giocosamente seguendo le regole del caso. \nIl Casellario è per l’artista un archivio di memorie\, dove ogni compartimento custodisce frammenti di tempo\, ricordi e suggestioni. Il Casellario è un alfabeto visivo\, un linguaggio che si rinnova di continuo e che consente personali e molteplici letture.
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SUMMARY:“Conceptual Poop Art” by Giorgio De Cesario
DESCRIPTION:“Conceptual Poop Art”\, la nuova mostra di Giorgio De Cesario a cura di Emmanuel Mons delle Roche\, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea\, ma\, nello stesso tempo\, rappresenta un viaggio tra le sue 150 opere e i suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Per la prima volta sono esposti al pubblico i suoi studi per la realizzazione di cravatte che riproducono particolari di famose opere d’arte. Invitati d’onore saranno infatti alcuni rappresentanti dell’industria tessile e di cravattifici italiani e stranieri. \nLa mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 2 agosto al 30 ottobre 2025 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito. \n“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario \nUna provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea \nNoto per le sue opere policromatiche e fortemente identitarie\, Giorgio De Cesario – artista e architetto salentino – ha sempre saputo coniugare la tradizione e l’innovazione\, la materia e il simbolismo. I suoi iconici volti femminili in argilla incastonati su tela e impreziositi da orecchini veri\, parlano di un’arte viva\, sensuale\, radicata nel territorio e al tempo stesso aperta alla critica sociale e culturale. \nCon la sua nuova opera “Conceptual Poop Art”\, De Cesario si inserisce con forza nel dibattito sull’autenticità e il valore dell’arte contemporanea\, proponendo una dichiarata e caustica contestazione all’ormai celeberrima “Comedian” di Maurizio Cattelan – la banana incollata al muro con il nastro adesivo che ha fatto il giro del mondo. \nCattelan\, con la sua trovata concettuale\, ha catalizzato l’attenzione globale: venduta da Sotheby’s New York per 6\,2 milioni di dollari al collezionista Justin Sun\, la banana è infine stata mangiata dallo stesso acquirente\, diventando simbolicamente (e fisicamente) escremento umano. È da questo gesto estremo – e\, per molti\, ridicolo – che prende forma la risposta di De Cesario. \nL’opera \n“Conceptual Poop Art” nasce come elaborazione critica dell’escremento di quella banana diventata simbolo di un mercato dell’arte sempre più autoreferenziale e grottesco. De Cesario prende ciò che resta – o meglio\, ciò che ne deriva – e lo trasforma in arte vera\, concreta\, visibile\, visitabile. Con ironia e lucidità\, il maestro salentino ribalta la provocazione di Cattelan e la restituisce al pubblico come riflessione sulla decadenza culturale e sull’assurdità delle valutazioni speculative nel mondo dell’arte. \nLa sede e l’esposizione \nL’opera è esposta in modo permanente presso La Casa degli Artisti di Gallipoli\, la galleria dell’artista\, che rappresenta da anni un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Salento.\nL’ingresso è gratuito e l’opera è visitabile tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 20:00\, offrendo al pubblico non solo la visione di un lavoro provocatorio\, ma anche l’opportunità di confrontarsi con un pensiero critico che scava nel senso più profondo del “fare arte” oggi. \nIl contesto critico \nDe Cesario non è un outsider qualsiasi. La sua opera è stata analizzata e apprezzata da alcuni tra i maggiori critici d’arte italiani\, tra cui Philippe Daverio\, Giorgio Di Genova\, Luciano Caramel e Federico Zeri. Le sue creazioni non si fermano all’estetica\, ma diventano narrazione sociale\, antropologia visiva\, denuncia politica. “Conceptual Poop Art” si inserisce in questa traiettoria: un’opera che è insieme oggetto\, gesto e messaggio. \nGiorgio De Cesario – Peace Tree\n2025\, Legni marini\, argilla\, acciaio\, ceramica smaltata\nEsposta presso La Casa degli Artisti\, Gallipoli \nL’opera Peace Tree di Giorgio De Cesario nasce dall’incontro tra natura\, memoria e impegno simbolico. Realizzata attraverso l’assemblaggio di materiali trovati in riva al mare\, l’opera si compone di un grande tronco che funge da base e sostiene un secondo tronco più snello\, dal quale si diramano diversi fuscelli. Alle loro estremità\, l’artista ha inserito piccoli tubicini di argilla\, ciascuno colorato secondo le tonalità dell’arcobaleno — potente richiamo visivo alla pace e alla speranza universale. \nI due tronchi sono collegati tra loro tramite un vecchio girarrosto in acciaio\, a sottolineare il contrasto e il legame tra ciò che è naturale e ciò che è stato trasformato dall’uomo. De Cesario immagina che questi legni provengano dalle coste del Medio Oriente\, terre martoriate ma ricche di storia e umanità\, e li riassembla per creare un simbolo benaugurante di pace nel mondo. \nAlla base dei fuscelli compaiono delle lacrime di sangue in ceramica\, emblema del dolore e delle sofferenze umane\, contrapposte ai colori vivi e gioiosi dell’iride: una dicotomia che esprime il dramma e al tempo stesso la possibilità di redenzione. \nPeace Tree è parte della mostra “Conceptual Poop Art”\, in esposizione presso la Casa degli Artisti di Gallipoli dal 2 agosto al 30 ottobre 2025. Durante questo periodo\, i visitatori avranno la possibilità di lasciare la propria firma sul tronco principale dell’opera\, trasformando il gesto artistico in una partecipazione collettiva al messaggio universale di pace. \nMaria Cristina Maritati \nLa Casa degli Artisti Residenza D’artista \nwww.lacasadegliartisti.it \nwww.giorgiodecesario.it
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SUMMARY:Maja Marx -Dep Art Out
DESCRIPTION:Maja Marx (nata nel 1977) è un’artista sudafricana che vive e lavora a Città del Capo. Esponente dell’arte astratta contemporanea\, concepisce la pittura come un’attivazione ottica della superficie. Ha esposto in numerose mostre sia in Sudafrica che a livello internazionale\, tra cui la sua più recente personale\, Skin of the Eye (2023)\, la sesta presso la galleria WHATIFTHEWORLD\, e la collettiva Fallow Ground (2025) a cura di Reservoir Project\, ospitata da Spaced Out\, Gut Kerkow in collaborazione con PSM\, Berlino. \nPer questa speciale occasione\, Maja Marx presenterà un’installazione site-specific\, concepita appositamente per dialogare con la suggestiva cornice del trullo\, una struttura tradizionale in pietra splendidamente restaurata\, emblematica dell’architettura e della storia della regione. Un’opera che attraverserà per intero il trullo fino a riformularne la spazialità interna\, sondando al contempo le possibilità installative della pittura. Il lavoro incarna il concetto di narrazione che si dispiega\, evocando un viaggio nel tempo e nel paesaggio. \nWhen Pink was Yellow fa parte di un’indagine poetica sul flusso del pensiero durante la quiete dell’atto pittorico. Esso affonda le radici in un interesse poetico per la voce e il linguaggio\, più specificatamente su come l’idea di voce si traduca in astrazione visiva e su come il suono venga descritto usando il linguaggio del colore. \nUna singola linea rosa attraversa la lunghezza del rotolo ocra\, un punto di riferimento per il dispiegarsi di questa superficie nel tempo. La linea si intensifica fino a formare un velo ottico\, allo stesso tempo solido e trasparente. La superficie vibra in uno spazio ottico intermedio tra rosa e giallo\, due colori distinti per l’occhio\, ma simili nel tono. L’artista immagina la sua pittura entrare nello spazio del trullo come un pensiero\, fluttuando come fa una voce\, appena prima di lasciare le labbra. \n“Mi immagino mentre porto il rotolo all’interno del Trullo. Srotolandolo in quello spazio cranico\, come se vi portassi un pensiero. Immagino quell’interno cavernoso come l’interno della bocca – e il rotolo che si srotola lì dentro come una lingua. Sospeso a mezz’aria come una voce\, una frase che non ha ancora lasciato le labbra”. \nI dipinti di Maja Marx sono essenzialmente iper-attivazioni della superficie. Marx inizia mappando composizioni “trovate” sulla sua tela\, e poi lascia che questo processo di trascrizione proliferi in forma autonoma. Una volta che il campo ottico di ogni tela prende vita\, Marx usa l’atto del dipingere per “fissare” letteralmente se stessa sulla tela: ogni strato di pittura\, ogni coinvolgimento reagisce agli strati sottostanti\, diventando ricchi campi autoreferenziali in cui l’atto fisico dello sguardo è in primo piano; superfici che vengono lette\, guardate e fissate contemporaneamente. \nLa mostra si terrà in un’unica serata\, sabato 26 luglio\, dalle 19:00 alle 21:00\, con il format One Night Only in collaborazione con WHATIFTHEWORLD\, Città del Capo – Sudafrica\, a cura di Carmelo Cipriani.
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SUMMARY:Prima che la forma accada | Opere di Matteo Tomaselli
DESCRIPTION:Organizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Eleonora Ulisse \nCon l’introduzione di: Alessandro Giansanti \nCon la partecipazione di: Alexander Museum Palace Hotel \nMostra personale del percorso pittorico selezionato dalla produzione maturata durante gli anni dall’artista Matteo Tomaselli presentato da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale di Frascati (RM)\, a cura di Eleonora Ulisse\, con la nota introduttiva di Alessandro Giansanti\, il progetto espositivo si realizzerà su invito del Conte Alessandro Marcucci Pìnoli di Valfesina presso il Suo Alexander Museum Palace Hotel. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati all’interno della Galleria degli specchi i lavori esclusivi con una selezione di inediti e di tele storiche del pittore capitolino Tomaselli. I 12 lavori selezionati e proposti rappresentano il percorso a cavallo tra il figurativo e l’astratto intrapreso dall’artista con la sua iconica tecnica di scomposizione in fasci di luce. \nL’esposizione proposta all’interno del famoso hotel raggruppa le varie tematiche tra cui quelle sacrali\, del corpo umano\, dei luoghi d’appartenenza dell’artista e dei volti che lo hanno ispirato nella sua produzione: “C’è un momento\, nell’opera di Matteo Tomaselli\, in cui la forma si arresta\, ma non si spegne. Resta lì\, tesa\, sul limite del visibile — nel punto esatto della sospensione — quando il gesto si trattiene e l’immagine non è ancora compiuta. È in questa soglia sottile\, tra dinamismo e silenzio\, che l’artista costruisce la sua poetica.” (E.Ulisse). \n\nLa mostra rimarrà visitabile tutti i giorni seguendo gli orari dell’hotel a partire dal 25 luglio fino al 16 agosto all’interno della prestigiosa location sita in Viale Trieste\, 20 (61121 Pesaro PU)\, si ringrazia il Conte Alessandro Marcucci Pìnoli di Valfesina per l’invito. Ingresso libero\, il vernissage si terrà all’interno della Galleria degli specchi a partire dalle ore 19 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Trasformazioni in viaggio al Castello di Fumone | Opere di Antonella Iris De Pascale
DESCRIPTION:Castello di Fumone\, \n“Galleria del Conte Giovanni”\, camminamenti di ronda \nVia Umberto I°\, 27\, 03010 Fumone (FR) \n05 luglio – 02 agosto 2025 \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nCon l’introduzione del marchese Fabio De Paolis \nCol patrocinio di: Comune di Fumone \nCon la partecipazione di: Pro Loco Fumone degli Ernici APS \nSponsor ufficiale: Blu Banca Gruppo Banca Popolare del Lazio \nPartner: Casa vinicola Ciccariello\, Caran d’Ache \nMostra personale del percorso pittorico maturato durante gli anni dall’artista Antonella Iris De Pascale presentata da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale di Frascati (RM)\, a cura di Alessandro Giansanti\, con la nota introduttiva del marchese Fabio De Paolis\, il patrocinio del Comune e la Pro loco di Fumone (FR) e la partecipazione di Casa vinicola Ciccariello e Caran d’Ache e Blu Banca Gruppo Banca Popolare del Lazio come sponsor ufficiale. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati i lavori esclusivi con una selezione di inediti e di tele storiche della De Pascale. Le anime come iconica firma della pittrice segnano una serie sviluppatasi in circa quarant’anni di costante produzione e ricerca (attiva sin dal 1983). L’artista (in arte Iris)\, Firenze classe ‘64\, viene presentata all’interno della storica location del Castello di Fumone inaugurando la Galleria d’Arte di quest’ultimo. \nL’esposizione\, seconda tappa del progetto in divenire e percorso itinerante e monografico dal titolo “Trasformazioni in viaggio”\, viene ispirato dalla serie prodotta durante alcuni viaggi nel mondo in cui l’artista è riuscita a creare opere di contaminazioni tra il Salento e Buenos Aires\, il Marocco e l’Andalusia.. contenendo un rimando concettuale al viaggio dell’anima\, sempre presente nei suoi quadri. \n\nLa mostra rimarrà visitabile tutti i giorni a partire dal 05 fino al 31 luglio all’interno del prestigioso Castello di Fumone\, sito in Via Umberto I°\, 27 (03010 Fumone FR)\, dalle 9.30 alle 13\, per poi riaprire dalle 15 alle 19\, la domenica orario continuato 9.30-19. Vernissage sabato 05 luglio ore 19-21 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Infinite lune: Omaggio a Eole (Opere di Albino Palamara)
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n27 giugno – 06 luglio 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nCon le note di: Maria Dora Briotti e Marcello Chinca Hosch \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori scultorei e pittorici dell’artista contemporaneo Albino Palamara. \nComunicato: \n“Infinite lune: omaggio a Eole” propone una selezione di 16 opere realizzate nel corso degli anni dal poliedrico artista Albino Palamara. Classe ‘66\, Palamara si è distinto per una ricerca visiva capace di spaziare tra scultura\, pittura\, grafica\, illustrazione e mosaico\, creando un linguaggio personale in cui tutte queste discipline coesistono armoniosamente. \nLe opere in mostra aprono un dialogo vivo e immaginifico con lo spettatore\, portandolo dentro il mondo fantastico e l’alfabeto creativo dell’artista originario di Africo (RC). La sua estetica\, libera dalle convenzioni dell’arte contemporanea\, dà vita a una produzione visiva esplosiva\, ricca di suggestioni simboliche\, riferimenti mitologici ed evocazioni oniriche. \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro è porta d’accesso a un cosmo interiore tanto personale quanto universale\, aprendo con vernissage venerdì 27 giugno dalle ore 18 fino alle ore 20.30 e proseguirà tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 06 luglio 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Un Dialogo tra Antico e Futuro: L’Arte Che Affascina e Interroga \nPasseggiando tra le millenarie mura del Castello della Porta – un borgo che vanta la Bandiera Arancione del Touring Club – i visitatori saranno catapultati in un mondo dove arte\, filosofia\, meccanica ed esoterismo si fondono armoniosamente. Le sculture di Andrea da Montefeltro sono molto più che semplici forme: sono complesse architetture scultoree\, capaci di evocare meccanismi arcaici o futuristici\, ingranaggi misteriosi e strutture organiche che sembrano giungere da un’epoca dimenticata o da un futuro ancora inesplorato. \nOgni pezzo è un enigma\, un “antico strumento celeste” con anelli e strutture elaborate che invitano alla contemplazione dei cicoli universali e del rapporto tra uomo e cosmo. L’opera di Andrea da Montefeltro è un dialogo continuo tra il visibile e l’invisibile\, tra la fisicità della pietra e la spiritualità dei suoi simboli. I visitatori scopriranno riferimenti affascinanti a storia dell’arte\, alchimia\, geometria sacra e una sorprendente estetica steampunk\, che crea un irresistibile ponte tra l’antico e il moderno.
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SUMMARY:Experience 30×30 Expressions
DESCRIPTION:Experience 30×30 Expressions \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSiamo lieti di annunciare l’inaugurazione della mostra collettiva “Experience 30×30 Expressions”\, un’originale esposizione dedicata all’arte contemporanea di piccolo formato 30×30. L’evento si terrà il 19 aprile 2025 alle ore 18:30 presso lo Spazio Espositivo di LineaDarte-Officina Creativa a cura di Carla Di Pardo\, Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito. \n  \nQuesta iniziativa mira a valorizzare la creatività degli artisti operanti su piccoli formati sulla scia della “VentiPerVenti”\, mostra ricorrente del piccolo formato di Lineadarte da quasi vent’anni.  \nNonostante le dimensioni ristrette\, le opere esposte  oltrepassa i limiti  esprimendo una ricca varietà di emozioni\, stili e di tecniche\, mostrando che l’effetto di un’opera dipende dalla profondità del messaggio\, piuttosto che dalle sue dimensioni. \n  \n “L’arte è la forma più alta della speranza.”- Gerhard Richter \n  \nNel corso della serata\, avrà luogo la presentazione di un ricco e affascinante catalogo\, realizzato in occasione dell’esposizione. Questo volume è stato curato con dedizione da Gennaro Ippolito\, Giovanna Donnarumma e Carla Di Pardo\, che hanno scelto di includere tutte le cinquantadue opere in mostra e contributi significativi. A completare il catalogo\, troveremo un saggio critico del professor Rosario Pinto\, il quale offrirà uno sguardo approfondito e analitico sulle tematiche trattate nell’esposizione e sulle opere presentate. Questo evento rappresenta un’importante opportunità per esplorare le intersezioni tra arte e critica\, e per apprezzare il lavoro di artisti e curatori impegnati nel dialogo culturale contemporaneo. \nArtisti in mostra \nEttore Altieri – Emma Archer – Valerio Balzano – Nino Barone – Maria  Maddalena Bellorini Beate Bennewitz – Loretta Cappanera – Marisa Cesanelli – Giuseppe Colangelo – Mariagrazia Colasanto – Giuliano Cotellessa – Michele D’Aloisio – Carmen Del Russo – Antonio Di Campli – Carla Di Pardo – Franco Di Pede – Ergilia Di Teodoro – Antonio Di Zio – Giovanna Donnarumma Roberta Feoli De Lucia – Francesco Gallo – Mauro Nicola Macolino – Vincenzo Mascia – Beatrice Mastrodonato – Vittorio Miele –  Fabio Alessandro Mirri – Lucio Monaco Lello Muzio Achille Pace – Antonio Pallotta – Massimo Palumbo – Sara Pellegrini Pietro Pezzella – Maria Angela – Regoglioso Sabina Romanin – Sandro Saccocci –  Maria Angela Sebastiani – Franco Secone – Carla Sello – Lucia Spagnuolo – Salvatore Starace – Sandra Torquati – Giammario Tosi Ilia Tufano – Ivana Urso – Ivana Volpe \nSCHEDA RIASSUNTIVA \n \n\n  \nExperience Expressions 30×30 \nmostra collettiva \nNapoli – dal 19 aprile al 01 marzo 2025 \nLineadarte Officina Creativa \nVia S.Paolo ai tribunali\, 31 Napoli \norario: da lunedì a venerdì 17.00 -19:00 \n(possono variare\, verificare sempre via telefono) \nVernissage: sabato 19 aprile \n ore 18.30 \n  \nCarla Di Pardo – Giovanna Donnarumma\, Gennaro Ippolito \ngenere: arte contemporanea\, serata – evento\, collettiva \nCatalogo in mostra \ncon saggio critico di \nRosario Pinto \nPer informazioni \nTelefono: 3275849181/3342839785 \nEmail: lineadarte@gmail.com \nSito www.lineadarte-officinacreativa.org
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SUMMARY:CHE GUEVARA tú y todos – Un viaggio immersivo nella vita di una delle icone più leggendarie della storia moderna
DESCRIPTION:Il Museo Civico Archeologico di Bologna ospiterà\, dal 27 marzo al 30 giugno 2025\, la mostra CHE GUEVARA tú y todos\, un viaggio nella storia e nella vita di un uomo che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo di intere generazioni\, divenendo l’icona stessa del rivoluzionario: Ernesto Guevara de la Serna\, universalmente conosciuto come Che Guevara. \nGli spazi del museo bolognese accoglieranno una significativa parte del vasto repertorio fotografico e documentaristico inedito dell’archivio del Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana. La mostra offrirà al pubblico l’opportunità di esplorare\, grazie a strumenti digitali e interattivi\, i momenti cruciali della vita di Che Guevara\, permettendo di scoprire la sua umanità\, i suoi ideali e i suoi legami affettivi. Saranno contestualizzati gli eventi storici e geopolitici di un periodo cruciale\, dagli inizi degli anni ’50 alla fine degli anni ‘60 che ha profondamente influenzato più generazioni. \nLa mostra\, ideata e realizzata da SIMMETRICO Cultura\, è curata da Daniele Zambelli\, Flavio Andreini\, Camilo Guevara e María del Carmen Ariet Garcia\, con una colonna sonora originale composta da Andrea Guerra. È prodotta da Alma e dal Centro de Estudios Che Guevara\, il cui archivio è riconosciuto patrimonio di interesse “Memoria del Mondo” dall’UNESCO nel 2013\, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano\, l’Università IULM e il Settore Musei Civici | Museo Civico Archeologico Bologna\, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO\, dell’Ambasciata di Cuba in Italia\, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. \nLa realizzazione del progetto ha visto la stretta collaborazione della moglie di Che Guevara\, Aleida March\, e del figlio Camilo Guevara\, scomparso nel 2022\, a cui l’intero progetto espositivo è dedicato. \nIl significato del titolo: tú y todos \nIl titolo della mostra\, tú y todos\, riprende un verso intenso e toccante di una poesia che Che Guevara scrisse alla moglie Aleida prima della sua partenza per la Bolivia\, dove fu catturato e assassinato il 9 ottobre 1967\, dopo un lungo interrogatorio. \nQuesto titolo sottolinea l’intento della mostra: restituire una dimensione intima e consapevole alla figura di Ernesto Che Guevara\, distaccandola dal mito del guerrigliero intransigente e senza paura\, costruito dai media dell’epoca\, sia a favore che contro a seconda dello schieramento politico di appartenenza. La mostra racconterà l’uomo\, il personaggio politico e il contesto storico in cui visse\, attraverso oltre 2.000 documenti inediti\, tra cui lettere\, appunti\, diari\, fotografie scattate da lui stesso\, immagini ufficiali e private\, scritti autografi e video dell’epoca. \nUn progetto per tutti \nCHE GUEVARA tú y todos si rivolge a un pubblico ampio e trasversale\, con l’obiettivo di raccontare una figura iconica e contemporanea come quella di Che Guevara. La mostra pone il visitatore al centro\, coinvolgendolo direttamente e rendendolo parte attiva dell’esperienza\, attraverso un approccio innovativo alla divulgazione\, il percorso mira a creare una connessione emotiva con i visitatori\, proponendo una riflessione su tematiche ancora attuali. La visita non sarà un percorso passivo\, ma un’esperienza vissuta attivamente\, in cui il pubblico si sentirà parte integrante del racconto. \nIl percorso espositivo \nIl percorso della mostra è strutturato in tre livelli narrativi\, ciascuno dei quali utilizza soluzioni multimediali specifiche e mirate\, di particolare efficacia comunicativa: \nContesto storico e geopolitico \nIl primo livello narrativo\, di stampo giornalistico\, introduce immediatamente il visitatore al quadro geopolitico dell’epoca\, ponendo le basi per comprendere il contesto in cui Che Guevara ha vissuto e agito. \nBiografia \nIl secondo livello\, di natura biografica\, presenta materiali d’archivio inediti che ripercorrono gli eventi pubblici e privati della vita di Che Guevara: dai suoi celebri discorsi ufficiali alle riflessioni sull’educazione\, la politica estera\, l’economia\, il significato della rivoluzione e la speranza nell’“Uomo Nuovo”. \nDimensione intima \nIl terzo livello\, più intimistico\, si sviluppa attraverso frammenti dei suoi scritti personali\, come diari e lettere ai familiari e agli amici\, fino alle registrazioni inedite delle poesie che Guevara compose per la moglie Aleida. Questo livello rivela i dubbi\, le contraddizioni e le riflessioni che caratterizzavano l’uomo dietro il mito. \nUna narrazione immersiva \nLa mostra si apre con una sfida simbolica per il visitatore: superare una “linea gialla”. Una parete a fasce mobili\, retroproiettata\, mostra immagini edulcorate degli anni ’50 – provenienti da Hollywood\, dalla moda e dalla pubblicità delle grandi imprese consumistiche – che all’avvicinarsi del pubblico si dissolvono\, rivelando un’altra realtà: quella della povertà\, delle malattie\, delle ingiustizie sociali e della mancanza di libertà\, con un semplice passo riviviamo lo sconcerto del giovane Ernesto di fronte alla sofferenza degli ultimi e degli emarginati nei suoi viaggi in America Latina prima di diventare “Il Che”. \nRientrando in Argentina\, Ernesto annota: “Il personaggio che ha scritto questi appunti è morto quando è tornato a posare i piedi sulla terra d’Argentina\, e colui che li riordina li ripulisce: “io”\, non sono io; perlomeno non si tratta dello stesso io interiore. Quel vagare senza meta per la nostra “Maiuscola America” mi ha cambiato più di quanto credessi”. (Ernesto Guevara in Notas de viaje. 1952) \nSuperata questa soglia\, il visitatore intraprende un viaggio nella vita di Ernesto Guevara\, divenuto “El Che”. Centinaia di pensieri\, diari e lettere permetteranno di esplorare in modo approfondito una delle personalità più complesse e influenti del XX secolo. \nLa narrazione si snoda lungo una linea temporale arricchita da immagini storiche\, filmati e registrazioni di discorsi\, dal 1959 – “Anno della Liberazione” di Cuba – fino al 1967\, l’anno della missione in Bolivia\, l’ultima avventura. \nTre installazioni speciali\, disseminate lungo il percorso\, permettono al pubblico di incontrare non solo il personaggio storico\, ma anche l’uomo\, con le sue riflessioni e le sue emozioni. \nUn finale stra-ordinario \nLa mostra si conclude con un’installazione multidimensionale\, realizzata dall’artista americano Michael Murphy\, pioniere della Perceptual Art. L’opera\, intitolata Che: ritratto di Ernesto Guevara\, è una ricostruzione tridimensionale del celebre ritratto del Che\, capace di trasformarsi nella sua altrettanto iconica firma. \nIl direttore artistico e curatore della mostra\, Daniele Zambelli\, racconta: \n“Dopo due anni di lavoro\, ciò che mi rimane di questo dialogo ideale con Ernesto Che Guevara è la scoperta di un uomo intenso\, che ha dedicato tutto sé stesso al servizio di un’idea ‘stramba’: un’umanità che ha come imperativo morale l’evoluzione verso una società più giusta. Un intellettuale che ha trasformato l’utopia dell’‘uomo nuovo’ in azione concreta\, lavorando per costruire una società orientata al bene comune\, una società che non dimentica gli ultimi. Un uomo che sentiva davvero\, sul proprio volto\, il bruciare dello schiaffo dato dal potere a una moltitudine di uomini e donne privati di speranza e dignità. \nDietro l’intellettuale e il rivoluzionario\, però\, ho scoperto anche la persona: fedele ai propri ideali\, certo\, ma anche attraversata da dubbi e incertezze. Le sue scelte\, talvolta compiute con piena partecipazione\, altre volte con sofferenza\, sono sempre state una risposta a un imperativo morale di giustizia sociale\, un impegno pagato sempre in prima persona. \nPossiamo non essere completamente d’accordo con le sue idee o con i metodi adottati\, ma resta per me profondo il rispetto per un uomo che non si è mai nascosto con ipocrisia dietro le parole\, ma ha dato forma alle sue convinzioni attraverso le azioni\, contribuendo a dare voce a chi non ne aveva. \nSpero che la mostra permetta al pubblico\, soprattutto ai più giovani\, di instaurare un proprio dialogo ideale con il personaggio e con quel periodo storico così cruciale. Comprendere meglio il passato è essenziale per interpretare il presente che oggi viviamo”. \nBiglietti acquistabili su: https://www.ticketone.it/artist/che-guevara-tu-y-todos/
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