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SUMMARY:Dalla Soglia del Visibile ai Soft Cores: la Vibrazione del Presente –  Luca Bonfanti
DESCRIPTION:Il percorso espositivo di Luca Bonfanti si configura come un viaggio filosofico e materico\nattraverso gli strati della percezione\, un’indagine profonda sul confine tra ciò che è\nmanifesto e ciò che si cela nel profondo del nostro sentire. La mostra delinea una vera e\npropria parabola ascendente: un cammino che parte dall’assoluta sottrazione interiore\nper approdare all’esplosione vibrante e sensoriale della contemporaneità.\nIl punto di partenza spirituale è affidato ai Silenti / RGB. Questi lavori\, che costituiscono il\ncuore della ricerca presentata nella sua mostra personale alla Fondazione Stelline nel\n2023-2024\, operano attraverso la poetica del “togliere”. Sono monocromi totali in cui\nl’artista azzera il rumore del mondo attraverso la triade cromatica e alchemica della\npittura: il Rosso\, il Giallo e il Blu. Il silenzio visivo diventa qui uno spazio di meditazione pura\,\nun vuoto fertile in cui l’osservatore è costretto a guardarsi dentro\, spogliandosi del\nsuperfluo attraverso un profondo percorso di sottrazione interiore.\nDa questa purificazione intima si giunge alla soglia dei Fringe. Se i Silenti erano l’invisibile e\nl’essenza\, i Fringe rappresentano il limite\, la frangia\, il confine esatto in cui la percezione si\nfa complessa. Le superfici si stratificano e si sovrappongono. I Fringe sono finestre liminali\nche raccontano la nostra costante tensione verso il superamento del limite\, il tentativo di\ncogliere ciò che sta oltre il velo della realtà ordinaria.\nQuesto lungo cammino di svelamento trova il suo culmine e il suo massimo peso specifico\nnell’attualità dirompente delle Vibe-flavored Candy. Definite dall’artista come veri e propri\nSoft Cores\, queste opere polimateriche introducono l’estetica del morbido\, del sinuoso\, di\nun’attrazione quasi ipnotica che stimola simultaneamente il vedere e il sentire. In esse\nrisiede il concetto archetipico e vitale della dualità: ciò che all’occhio appare rigido\,\nsolido e tagliente\, rivela in realtà una natura morbida\, duttile\, accogliente. È la\ncontraddizione stessa dell’esistenza e dell’attualità. Sotto le sembianze di un seducente\nfeticcio Pop – accattivante\, lucido e gommoso – si nasconde una profonda energia\nuniversale e una critica sottile alla cecità del nostro tempo. Le Candy sono nuclei vibranti\ndi risveglio collettivo: dal silenzio dell’anima alla densità della materia\, Bonfanti ci\nriconnette\, infine\, con la linfa vitale e profonda del presente
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SUMMARY:Liminal: between reality and the virtual” & “When the earth speaks from Texas to Milan
DESCRIPTION:La galleria presenta una stimolante doppia esposizione: \n“Liminal: between reality and the virtual”: Una mostra collettiva che esplora il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia\, le creazioni digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale\, con opere di artisti come Anne Avaux\, Carme Gotsens\, Boxados Ruiz\, Oriol Puigdomenech\, Giorgia Art\, Antonio Aguirre\, Dimitrios Paterakis\, Incertagloria\, Mireia Norberto e Arnau Tasies.\n“When the Earth Speaks from Texas to Milan”: La personale dell’artista Marjorie Parker\, che porta in galleria i suoi intensi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi texani
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SUMMARY:Milan Art Exhibtion
DESCRIPTION:Come tutti gli anni l’organizzatore riunisce artisti di varia provenienza (Corea\, Giappone\, Slovacchia\, Germania\, Italia\, Francia) che accompagna in un percorso espositivo che vede le proprie tappe a Roma\, Firenze\, Milano e Venezia. \nUna formula questa che trova riscontro da parte degli artisti che hanno l’opportunità di conoscere nuove estimatori del pubblico che ha l’opportunità di entrare in contatto con linguaggi artisti anche molto lontani dalla nostra tradizione.
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SUMMARY:Collettiva 04/BLUE
DESCRIPTION:mostra collettiva a cura di Giacomo Gentilcore. \nL’esposizione presenterà i lavori di 22 artisti\, legati dal comune riferimento del colore blu\, creando un dialogo visivo immediato tra opere di linguaggi e stili anche molto distanti. \nIl vernissage si terrà martedì 1 Settembre alle ore 18:00 presso la sede della nostra galleria in via Nicola Antonio Porpora 16/A.
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SUMMARY:Contemporary Art in Milano
DESCRIPTION:Mostra collettiva internazionale realizzata in collaborazione con la Patricia\nCancelo Art Gallery BCN.\nL’esposizione\, che si terrà dal 10 al 18 luglio\, vedrà il suo momento inaugurale con il\nVernissage di sabato 11 luglio a partire dalle ore 17.30\, con ingresso libero per il\npubblico.\nCurata da Patricia Cancelo\, la mostra offre un affascinante spaccato sull’arte\ncontemporanea globale\, riunendo le ricerche di otto artisti provenienti da diversi\nbackground culturali. Il percorso espositivo si articola attraverso una varietà di\nlinguaggi espressivi e stili\, spaziando dalla pittura alla scultura\, per esplorare le\nmolteplici sfaccettature della creatività odierna.\nSotto la guida critica della curatrice\, l’evento si propone come un punto di\nincontro e di confronto culturale\, dove la pluralità delle voci artistiche si fonde in\nun racconto visivo unico e coerente.\nGli otto artisti protagonisti di questo dialogo visivo sono:\nEkaterina Zag – Neus Pino – Esperanza García – Camilla Fransrud – Carmen\nCarrasco – Enrique Sama – Joanmanel Matas – Priya Selvarasa
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SUMMARY:SALON PRIMO 2026
DESCRIPTION:“Mi ricordo\, nel 1994\, da studente di Brera\, di aver fatto l’esposizione Salon Primo; in\nquesta occasione gli studenti dell’Accademia esponevano per la prima volta in una\nGalleria.\nPresentai i miei lavori allo Studio Invernizzi. Mi ricordo l’emozione\, la tensione ma anche la\nfelicità di quella piccola mostra.\nAdesso\, che dell’Accademia di Brera sono professore di Pittura\, grazie alla diponibilità\ndell’amico Andrea Colombo e della sua iKonica Art Gallery di Milano e con il Patrocinio\ndell’Accademia di Belle Arti di Brera\, ho deciso di ricambiare\, di dare l’opportunità agli\nstudenti più talentuosi e preparati di “rompere il ghiaccio”.\nSono i miei “ragazzi e ragazze”\, con cui abbiamo lavorato per tre anni\, sono bravi\, sono\nseri nel lavoro e hanno talento. Come tutti hanno bisogno di occasioni per emergere e di\nvisibilità.\nDa tempo con Andrea giravamo intorno a questa idea e finalmente i nostri entusiasmi\nhanno generato questa prima iniziativa nel Giugno del 2025 e\, con assoluto piacere\, la\nripetiamo il prossimo venerdì 12 Giugno 2026 al fine di presentare giovani artisti validi\,\navvicinare nuovi collezionisti\, aprire una nuova porta alla pittura\, al dialogo e alla cultura\nin città”
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SUMMARY:Dalla Soglia del Visibile ai Soft Cores: la Vibrazione del Presente –  Luca Bonfanti
DESCRIPTION:Il percorso espositivo di Luca Bonfanti si configura come un viaggio filosofico e materico\nattraverso gli strati della percezione\, un’indagine profonda sul confine tra ciò che è\nmanifesto e ciò che si cela nel profondo del nostro sentire. La mostra delinea una vera e\npropria parabola ascendente: un cammino che parte dall’assoluta sottrazione interiore\nper approdare all’esplosione vibrante e sensoriale della contemporaneità.\nIl punto di partenza spirituale è affidato ai Silenti / RGB. Questi lavori\, che costituiscono il\ncuore della ricerca presentata nella sua mostra personale alla Fondazione Stelline nel\n2023-2024\, operano attraverso la poetica del “togliere”. Sono monocromi totali in cui\nl’artista azzera il rumore del mondo attraverso la triade cromatica e alchemica della\npittura: il Rosso\, il Giallo e il Blu. Il silenzio visivo diventa qui uno spazio di meditazione pura\,\nun vuoto fertile in cui l’osservatore è costretto a guardarsi dentro\, spogliandosi del\nsuperfluo attraverso un profondo percorso di sottrazione interiore.\nDa questa purificazione intima si giunge alla soglia dei Fringe. Se i Silenti erano l’invisibile e\nl’essenza\, i Fringe rappresentano il limite\, la frangia\, il confine esatto in cui la percezione si\nfa complessa. Le superfici si stratificano e si sovrappongono. I Fringe sono finestre liminali\nche raccontano la nostra costante tensione verso il superamento del limite\, il tentativo di\ncogliere ciò che sta oltre il velo della realtà ordinaria.\nQuesto lungo cammino di svelamento trova il suo culmine e il suo massimo peso specifico\nnell’attualità dirompente delle Vibe-flavored Candy. Definite dall’artista come veri e propri\nSoft Cores\, queste opere polimateriche introducono l’estetica del morbido\, del sinuoso\, di\nun’attrazione quasi ipnotica che stimola simultaneamente il vedere e il sentire. In esse\nrisiede il concetto archetipico e vitale della dualità: ciò che all’occhio appare rigido\,\nsolido e tagliente\, rivela in realtà una natura morbida\, duttile\, accogliente. È la\ncontraddizione stessa dell’esistenza e dell’attualità. Sotto le sembianze di un seducente\nfeticcio Pop – accattivante\, lucido e gommoso – si nasconde una profonda energia\nuniversale e una critica sottile alla cecità del nostro tempo. Le Candy sono nuclei vibranti\ndi risveglio collettivo: dal silenzio dell’anima alla densità della materia\, Bonfanti ci\nriconnette\, infine\, con la linfa vitale e profonda del presente
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SUMMARY:Modern Art - Revolution and Painting da parte di Alberto Peruzzo
DESCRIPTION:Giovedì 9 aprile 2026\, alle ore 11.00\, verrà donato alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia il libro “MODERN ART – Revolution and Painting”. La cerimonia si svolgerà in compresenza del Direttore della Biblioteca Stefano Trovato\, del Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Francesco Rucco\, del Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti\, del Direttore della Fondazione Alberto Peruzzo Marco Trevisan e del donatore e autore del libro\, Alberto Peruzzo. \nAlberto Peruzzo\, imprenditore\, collezionista e Presidente della Fondazione Alberto Peruzzo (Padova)\, donerà alla Biblioteca Nazionale Marciana quello che è definito il libro più grande\, più pesante e più costoso al mondo. L’iniziativa nasce a seguito di una visita privata di Peruzzo alle Sale Monumentali\, invitato e accolto dal Direttore Stefano Trovato\, che ha successivamente deciso di includere l’opera nella prestigiosa e preziosa collezione della Biblioteca. Questa donazione assume un significato simbolico e concreto: rendere disponibile al pubblico un’opera unica e di grande valore\, contribuendo ad arricchire una delle istituzioni bibliotecarie più importanti d’Italia. \n“MODERN ART – Revolution and Painting” nasce dal desiderio di condividere una passione personale per la pittura e trasformarla in un’esperienza condivisa. Come scrive lo stesso Alberto Peruzzo: “Tutti coloro che nutrono una passione per l’arte e sono sensibili all’incanto della creatività\, almeno una volta nella vita hanno sognato di possedere una collezione personale nella quale custodire le opere più amate. Lì\, nella galleria del cuore. Questo volume nasce con l’idea di realizzare quel sogno. Realizzare un’opera così imponente è stato per me un atto d’amore nato dal desiderio di far dialogare l’arte con chi la osserva\, di offrire a chi sfoglia quelle pagine il piacere di possedere\, per un momento\, il mondo dell’arte moderna.” \nDa questa visione\, nel 2002 nasce questo volume esclusivo che si propone come un museo personale\, fatto a libro. È concepito per essere oggetto d’arte a tutto tondo\, rilegato a mano in betulla e pelle e pensato per essere esposto su un leggio\, come monumento d’arte vivente. Un vero prodotto d’alto artigianato in tiratura limitata e numerata\, con copertina in legno rivestita in pelle chiara\, punzonata con argento a caldo\, 544 pagine litografate 25 colori di massima qualità\, che riproduce oltre 250 capolavori del XIX e XX secolo in formato 100 x 70 cm aperto. Modern Art è un’opera progettata per massimizzare il piacere visivo e l’esperienza del lettore\, distinguendosi per l’alta qualità della materia prima impiegata. Particolare attenzione è riservata alla fedeltà cromatica e al segno\, con tavole che\, ove possibile\, rispettano le dimensioni reali dei capolavori. \nGià nel 2003\, l’opera si è distinta a livello internazionale: presentata alla 54ª edizione della Fiera Internazionale del Libro di Francoforte\, ha attirato l’attenzione del Financial Times\, che le ha dedicato un’intera pagina\, riconoscendone il valore artistico ed editoriale. \nLa passione di Alberto Peruzzo per l’arte e il collezionismo nasce in modo spontaneo alla fine degli anni Ottanta\, all’età di 30 anni\, e\, nel tempo\, si trasforma in un coinvolgimento sempre più intenso. Il libro segna un primo atto importante nel più ampio percorso e impegno culturale di Alberto Peruzzo. Un secondo momento chiave riguarda il restauro del Padiglione Italia Biennale Venezia\, intrapreso nel 2011 con la sua società Arzanà Navi\, si invito della maison Louis Vuitton\, che in lui riconosce il partner giusto: imprenditore\, uomo di grande cultura\, collezionista e\, soprattutto\, autentico mecenate. Il restauro di un luogo così significativo costituisce un intervento di grande valore per l’identità culturale della città di Venezia e dell’Italia\, concretizzando l’impegno e l’interesse da parte di Alberto Peruzzo per il mondo della cultura. \nL’idea successiva di creare una Fondazione trae origine dal desiderio di trasformare\, in un patrimonio collettivo e condiviso\, opere che fino a quel momento erano esclusivamente di proprietà personale. Così\, nel 2015\, l’imprenditore istituisce la Fondazione Alberto Peruzzo\, esempio di collezionismo “oltre il profitto” (non-profit)\, in cui la valorizzazione culturale e la condivisione del patrimonio artistico costituiscono il vero obiettivo. Nello stesso anno\, Peruzzo avvia i lavori di restauro della Chiesa di Sant’Agnese\, completati nel 2023\, anno in cui la Fondazione prende ufficialmente dimora nella chiesa restaurata\, luogo in cui si trova tutt’ora. \nOggi\, la Fondazione si distingue per l’ampiezza e l’importanza della sua raccolta\, che conta centinaia di opere d’arte dall’inizio del XX secolo ai giorni nostri. Comprende i lavori di alcuni tra i più significativi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea internazionale: Balla\, Sironi\, De Pisis\, Picasso\, Dubuffet\, Chagall\, Léger\, Casorati\, Riopelle\, Albers\, Ernst\, Mirò\, Manzoni\, Fontana\, Vedova\, De Chirico\, Crippa\, Carrà\, Sutherland\, Turcato\, Christo\, Wesselmann\, Tàpies\, Jenkins\, Afro\, Schifano\, Schnabel\, Plessi\, Dine\, Francis\, Appel\, Jenkins\, Biasi\, Music\, Arman\, Murakami\, Valdes\, Mitoraj\, Paladino\, Mastrovito\, Hassan\, Pegoraro. \nLa partecipazione all’evento è gratuita\, previa conferma all’indirizzo e-mail \nb-marc.stampa@cultura.gov.it
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SUMMARY:Leggiadria e metamedicina
DESCRIPTION:Una serata con Psychè\, opera di Giorgio De Cesario e Paracelso\, relazione di Donata L. De Paolis. \nAncora un evento fra i  tanti del calendario 2026 della Casa degli Artisti di Gallipoli che quest’anno festeggia vent’anni di attività dedicata  all’accoglienza e alla creatività. L’appuntamento è per domenica 29 marzo alle 18.30.  Psychè in mostra fino al 12 aprile 2026 tutti i giorni anche i festivi dalle ore 16 alle 20 ingresso libero. \nLa serata avrà inizio con alcune riflessioni dell’Avv. Raffaele Bono Mariano sull’opera di Giorgio De Cesario dal titolo “Psychè\, dea delle farfalle”\, una delle ultime tele dell’artista\, che sarà presentata al pubblico per la prima volta in questa occasione. L’opera fa parte dell’ultimo periodo di produzione di De Cesario intitolato “Sfascismo” e rappresenta un manifesto poetico contro il declino dei valori e la paura indotta a favore della grazia e della forza salvifica della natura e della bellezza. \nInoltre sarà presente in sala anche la modella che ha ispirato l’artista nella realizzazione della tela. L’opera resterà esposta al pubblico presso la Galleria Permanente di Giorgio De Cesario ne La Casa degli Artisti sino al 30 aprile 2026\, ogni giorno dalle 18 alle 20\, festivi compresi\, con ingresso libero e gratuito. \nMa la serata non terminerà qui. Proseguirà con una relazione di Donata L. De Paolis dedicata a Paracelso\, alchimista svizzero del ‘500\, e alla metamedicina.  La Relatrice\, nota ricercatrice e studiosa in vari ambiti filosofici ed esoterici\, ci guiderà in una attenta analisi di questa disciplina che aiuta a decodificare le malattie tramite i messaggi che il nostro corpo ci trasmette. Una serata dunque che coniuga arte\, alchimia\, filosofia e scienza\, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione\, dialogo e scoperta. \nLa serata è inoltre realizzata grazie anche alla collaborazione di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano e dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva.
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SUMMARY:Tratto\, gesto\, impulso. Dalla tridimensionalità plastica alla superficie della tela.
DESCRIPTION:Mostra dell’artista argentino Pablo Damian Cristi \nQuello di Pablo Damian Cristi\, artista argentino dalla solida esperienza\, è un\npercorso naturale\, un’evoluzione che lo ha condotto a estendere la propria\nvisione creativa oltre i confini della scultura. Questo passaggio non rappresenta un\nabbandono del volume\, bensì la ricerca di una nuova spontaneità che forse solo il\nsupporto pittorico sa offrire. Nelle opere il dialogo tra materia e colore si fa serrato.\nOgni segno è una traccia\, un impulso vitale che si traduce in una serie di opere\ndove la ripetizione non è mai uguale eppure mantiene una propria chiara\nidentità. Il tratto rimane il suo marchio di fabbrica: un’impronta inconfondibile che\nriconduce sempre all’essenza della sua poetica. È un costante mettersi in gioco\nquello di Pablo\, dove la tela diventa lo spazio fisico in cui l’energia del suo gesto\nprimariamente scultoreo trova una nuova vibrante libertà. È così che il rosso\nincontra il bianco e viceversa; si amalgamano in una stratificazione continua che\nci racconta il gesto del momento\, il paesaggio dell’anima dell’artista che trova in\nqueste tele un mezzo di espressione e racconto della sua interiorità. Sono opere in\ncui esplode l’energia di un gesto vivo\, che richiama evidentemente l’action\npainting\, eppure le tele di questo poliedrico artista\, portano con loro un sentore\nantico; merito forse del timbro materico che sembra sigillare l’attimo di in un\nistante eterno. Vi è quasi una sacralità in questo gesto ripetitivo ma sempre diverso\ncome se l’artista stesse di fronte ad uno specchio invisibile che trasforma lo spirito\nin Materia\, uno specchio in cui l’arte non muore\, si evolve: nata nel 2016 nella\nterza dimensione\, la sua creatività si poggia su tela\, non lasciando mai svanire del\ntutto la sua natura tattile. La materia è ancora visibile\, vibra nel colore che si fa\nrilievo\, nelle texture aggettanti\, in volti che affiorano tangibili dal supporto. Ecco la\nmostra “Tratto\, gesto\, impulso. Dalla tridimensionalità plastica alla superficie della\ntela”\, visibile presso la iKonica Art Gallery di Milano\, racconta il cambiamento e la\ntrasformazione. Lo fa con una serie di opere pittoriche e in minor parte scultoree\nche narrano di cambiamento pittorico e forse di un mutamento interiore.
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LOCATION:iKonica Art Gallery\, Via N. A. Porpora 16/A\, Milano\, Milano\, 20131\, Italy
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SUMMARY:Imi KNOEBEL. Dorme un canto in ogni cosa
DESCRIPTION:IMI KNOEBEL\nDorme un canto in ogni cosa\nA cura di Gianluca Ranzi \nOpening day 3 marzo\, dalle 12.00 alle 20.00 \nMilano\, Dep Art Gallery\nwww.depart.it \nDep Art Gallery presenta Dorme un canto in ogni cosa (Schläft ein Lied in allen Dingen)\, mostra dedicata a Imi Knoebel\, uno dei protagonisti dell’astrazione europea del secondo Novecento. L’esposizione\, a cura di Gianluca Ranzi\, apre al pubblico martedì 3 marzo 2026 con un opening day dalle 12.00 alle 20.00\, e sarà visitabile fino al 30 maggio 2026. \nIl titolo della mostra riprende un verso del poeta romantico Joseph von Eichendorff\, e suggerisce un’idea semplice e potente: esiste una “musica” silenziosa nelle cose\, che può emergere quando si incontra la chiave giusta. In questo spirito\, la mostra invita il pubblico a un’esperienza diretta e sensibile con l’opera di Imi Knoebel: tempo\, sguardo e attenzione diventano strumenti per lasciarsi guidare da ritmo\, equilibrio e intensità. \nImi Knoebel da sempre si muove sotto il segno di un’astrazione che spinge verso la più pura percezione: sono forme sensibili che l’artista sa “far cantare” attraverso il colore\, la linea\, lo spazio e i materiali. Il suo è un approccio multi-mediale\, antigerarchico e anticonvenzionale che fin dalla fine degli anni Sessanta ha saputo oltrepassare i confini tra i generi artistici\, facendo dialogare disegno\, pittura\, scultura\, architettura\, proiezione\, fotografia e installazione. \nCome evidenziato dalla cronologia delle opere in mostra\, che parte da un Senza Titolo del 1983 fino ad alcune serie del 2025\, il metodo seguito dall’artista è aperto e composito\, consta di frequenti richiami e spesso si basa sulla riconsiderazione dei cicli precedenti\, che diventano così il punto di partenza per quelli successivi\, finestre che aprono altre finestre. \nLa bellezza insita nelle opere di Knoebel\, ovvero il canto che egli sa far scaturire dalle cose\, non nasce dalla logica o dall’espressione di contenuti esistenziali\, così come non richiede spiegazioni spiritualiste o metafisiche\, ma si appoggia alla pura percezione estetica sensoriale ed alle relazioni che l’artista fa scaturire dagli elementi compositivi. La mostra ricorda questo concetto abbinando una serie degli inizi degli anni Novanta (Portrait\, 1991-92) e una dei primi anni duemila (Düsseldorf-Paris\, 2001 e Dusseldorf-Reykjavik IV\, 2000) con i lavori del 2016 (Tafel) e quelli del 2025\, quali Zeichen\, Ligatur ed Etcetera.  Da questi accostamenti risalta con forza un vocabolario di forme che spazia dal rigore analitico alla gestualità\, dalla linearità euclidea all’irregolarità dei contorni\, dalla visibilità alla smaterializzazione\, dal contrasto simultaneo alla fusione poetica di forme\, colori e superfici. \nIl suo tipico metodo creativo\, che si svolge attraverso gruppi o serie di opere\, parte dalla fertilissima sperimentazione in studio fino ad arrivare alla creazione di opere dotate ciascuna di un carattere irripetibile: i Portrait ad esempio articolano l’asciutta essenzialità dei margini colorati in “ritratti” individuali\, gli Zeichen posseggono la singolarità ineguagliabile e fluida di nuvole in volo\, Ligatur ricorda i caratteri mobili di una grammatica visiva articolata in immagine poetica\, le pennellate degli Etcetera evocano lettere\, numeri e segni che affiorano in superficie come un’ennesima sfida alle consuetudini della visione: l’ennesimo canto di libertà di uno dei più radicali e significativi artisti contemporanei. \nAccompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano e inglese)\, con un testo critico di Gianluca Ranzi.
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SUMMARY:Modalità espressive
DESCRIPTION:L’arte è una forma fondamentale di espressione umana che traduce pensieri\, visioni interiori in linguaggi visivi attraverso i colori\, le orme\, le tecniche pittoriche coordinate dall’idea creativa.\nEssa agisce come ponte tra l’interiorità dell’artista ed il fruitore suscitando riflessioni. Un connubio di tecnica e sensibilità trasformando l’esperienza soggettiva in un’opera d’arte.\nGli artisti si esprimono attraverso una vasta gamma di modalità: pittura\, fotografia\, scultura… L’espressione creativa diventa oggi uno strumento potente di comunicazione e riflessione collettiva.\nNel mondo contemporaneo la promozione dell’arte e della cultura assumono una dimensione sempre più ampia e dinamica. Le opere sono innovative\, gli artisti sperimentano nuove tecniche nuovi linguaggi pur mantenendo la loro identità creativa\, parlano un linguaggio universale fatto di simboli e connessioni al loro vissuto\, a fasi creative nuove\, al desiderio di condividere e creare memorie ed\nun loro storico di esperienze e traguardi. L’arte è lo specchio dell’anima.\nL’artista rappresenta la realtà\, ma la reinterpreta\, la trasforma e la simboleggia creando un ponte tra il visibile e l’invisibile attraverso metafore o simboli nascosti lasciando al pubblico il compito di decifrare il significato.\nÈ importante poi conoscere la storia dell’artista\, il suo percorso e la sua comunicazione per comprendere poi a fondo tutto il processo creativo che richiede tempo\, cuore e mente.\nLa collettiva si presenta con un’esposizione che unisce 12 artisti ciascuno con le loro tecniche\, stili e linguaggi differenti. Gli espositori sono: Marc Aghemio\, Sandro Frera\, Thomas Heller\, Gianluca Leuzzi\, Michele Maffeo\, Rohn Meijer\, Yoshie Nishikawa\, Elisa Oneto\, Luz Maria Porta Fusero\, Gianluigi Serravalli\, Gianni Vecchione e Valerio Virgili
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SUMMARY:Alicante Mateos - Mi vida
DESCRIPTION:Venerdì 13 febbraio\, alle ore 17:30\, gli spazi di Lineadarte Officina Creativa (Via S. Paolo\, 31) ospitano l’inaugurazione della mostra personale dell’artista spagnolo Mateos Alicante (José Francisco Manuel Mateos Gras). L’evento\, diretto da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito\, si avvale del contributo critico di Mino Iorio\, che interverrà per delineare i tratti distintivi di una pittura densa di implicazioni storiche e psicologiche. \nLa mostra è un viaggio introspettivo radicato nell’infanzia dell’artista\, trascorsa all’interno di una caserma della Guardia Civile durante le ultime fasi della Guerra Civile Spagnola. Per Alicante\, l’arte è “la massima espressione di libertà a disposizione dell’umanità” e uno strumento per attivare i sensi attraverso il ricordo. Le sue opere riflettono un ambiente che percepiva come ostile\, segnato da crisi sociali e influenze religiose\, dove il calore della famiglia rappresentava l’unico rifugio sicuro. \nIl critico Mino Iorio inquadra il lavoro di Alicante come una ricerca lucida sulla capacità delle immagini di condensare tensioni psicologiche e memorie collettive. Secondo Iorio\, Alicante non si limita a rappresentare il mondo\, ma lo attraversa e lo filtra attraverso una pennellata spessa e corposa che diventa “gesto\, resistenza e accumulo di tempo”.  La dimensione domestica e l’autorità: In opere come quella che raffigura la famiglia con un gendarme\, l’artista esplora il confine tra protezione privata e controllo pubblico. L’uso di un’immagine nell’immagine (una fotografia sulla tela) genera un cortocircuito tra documento storico e interpretazione pittorica. La maternità archetipica: Nel dipinto Nudo di donna incinta\, Alicante si confronta con la lezione picassiana\, rendendo il corpo un territorio simbolico dove coesistono fragilità e forza generativa. In scene conviviali arricchite da richiami alla Maja Desnuda di Goya\, l’artista crea una frizione tra tradizione pittorica e linguaggio attuale\, mettendo in crisi la continuità lineare della storia dell’arte. Una pittura che “rivela” Attraverso l’uso della spatola e di colori forti applicati senza mediazioni\, Alicante trasforma l’ordinario in enigma. Come sottolinea Iorio\, la pittura di Alicante dimostra come l’arte possa ancora oggi essere uno strumento critico capace di interrogare il presente senza rinunciare alla profondità storica. \n  \nScheda riassuntiva \nAlicante Mateos – Mi vida \nmostra personale \nNapoli – dal 13  al 27 febbraio 2026 \nLineadarte Officina Creativa \nVia S.Paolo ai tribunali\, 31 Napoli \norario:  \nlunedì  dalle 11.00 alle 15.00  \nmartedì e venerdì su appuntamento  \ngiovedì dalle 10.00 alle 14.00  \n(possono variare\, verificare sempre via telefono) \nVernissage: venerdì 13 febbraio ore 17\,30 \ncuratori: Giovanna Donnarumma\, Gennaro Ippolito \nPresentazione: Mino Iorio (Critico e Storico dell’Arte) \nautori: Alicante Mateos  \ngenere: arte contemporanea\, serata – evento\, personale \nPer informazioni \nTelefono: 3275849181 – 3342839785 \nEmail: lineadarte@gmail.com\nSito Web:  http://www.lineadarte-officinacreativa.org
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SUMMARY:Kronos Expo
DESCRIPTION:Sei un appassionato di monete\, francobolli\, storia o oggetti d’epoca? \n\nNon perdetevi la nuova edizione autunnale di Kronos Expo 2026\, l’arte di collezionare il tempo\, l’evento imperdibile organizzato dall’ANFC – Associazione Numismatica\, Filatelica e Collezionistica. \n\nUn’occasione unica per scoprire\, acquistare e scambiare veri e propri frammenti di tempo cristallizzato. \n\nTroverete ampie aree espositive dedicate a numismatica\, filatelia\, storia postale\, libri\, cataloghi\, schede telefoniche e oggettistica varia. \n\nQuando e orari: \nVenerdì 6 novembre 2026\, alle ore 9:00 alle 19:00. \nSabato 7 Novembre 2026: dalle ore 9:00 alle 17:00. \n*(Per la giornata di sabato\, la presenza di tutti gli espositori è garantita e certificata fino alle ore 13:00.)* \n\nDove: Hotel dei Congressi\, Viale Puglia n.45\, Castellammare di Stabia (Napoli). \n\nI vantaggi per i visitatori: \nIngresso totalmente libero. \nDue ampi parcheggi gratuiti\, custoditi e videosorvegliati. \nPranzo e cena in convenzione direttamente con la struttura. \nPosizione strategica per visitare i vicini scavi archeologici di Stabia\, Pompei\, Oplonti ed Ercolano. \n\nCome recita il nostro motto: “Il tempo vola\, ma la passione quella autentica e consapevole\, resta per sempre! \nVenite a scoprire il peso della storia tra le vostre mani\, vi aspettiamo!
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SUMMARY:Kronos Expo 2026
DESCRIPTION:Kronos Expo 2026 è il ritorno del grande viaggio tra tesori e storie del collezionismo\, da non perdere! \nCastellammare di Stabia si conferma capitale della numismatica e della filatelia: \nDue giornate dedicate alla passione per gli oggetti senza tempo. \nL’ANFC (Associazione Numismatica\, Filatelica e Collezionistica) è lieta di annunciare la nuova edizione di KRONOS EXPO\, l’evento di riferimento per appassionati\, esperti e curiosi del mondo del collezionismo. \nLa manifestazione si terrà Venerdì 13 e Sabato 14 febbraio 2026 nella splendida cornice dell’Hotel dei Congressi (4 stelle). \nSituata nel cuore della “perla del Golfo di Napoli”\, la location offrirà una vista mozzafiato del monte Faito e un’accoglienza di alto profilo per tutti i visitatori. \nLa Filosofia: Perché “Kronos”. \nIl nome della manifestazione non è casuale: Kronos (Tempo) incarna l’essenza stessa del collezionismo. \nL’evento è concepito come un ponte tra le epoche\, dove ogni oggetto esposto — dalla moneta antica alla cartolina rara — funge da custode della memoria. \nKRONOS EXPO non è solo una mostra mercato\, ma un luogo di incontro culturale dove scambiare competenze\, riscoprire storie dimenticate e tramandare valori alle nuove generazioni. \nCosa offre l’esposizione. \nNelle luminose sale dell’hotel\, operatori qualificati saranno a disposizione per vendita\, acquisto\, stime e perizie. \nL’offerta espositiva spazierà tra: \nNumismatica: Monete antiche\, moderne e banconote (italiane ed estere). \nFilatelia: Francobolli\, annulli speciali e storia postale. \nEditoria: Libri rari\, stampe e cataloghi specializzati.\n\nVintage e Curiosità: Cartofilia\, giocattoli d’epoca\, schede telefoniche\, immagini sacre e oggettistica varia. \nAccessori: Tutto il necessario per la cura e la conservazione delle collezioni (album\, capsule\, classificatori). \nOspitalità e Comfort. \nL’ANFC ha posto l’accento sulla qualità dell’esperienza di visita\, garantendo servizi d’eccellenza: \nIngresso: Totalmente gratuito. \nLogistica: Due ampi parcheggi custoditi e videosorvegliati. \nRistoro: Servizio pizzeria attivo in loco a pranzo e cena in convenzione con la struttura. \nPosizione: Facilmente raggiungibile\, a pochi minuti dall’uscita autostradale di Gragnano. \nLa parola al Presidente. \nAttilio Maglio\, Presidente ANFC\, commenta così l’iniziativa: \n«KRONOS EXPO nasce per celebrare il tempo\, la memoria e il piacere della scoperta. \nVogliamo offrire a collezionisti\, neofiti e famiglie un luogo accogliente dove incontrarsi e dare continuità alla cultura del collezionismo. \nAbbiamo scelto l’Hotel dei Congressi per puntare sull’eccellenza: accessibilità\, sicurezza e una cornice paesaggistica unica per un’esperienza di visita impeccabile». \nL’associazione anticipa inoltre che KRONOS EXPO sarà il capofila di un nuovo calendario di iniziative che coinvolgeranno diverse città della Campania nei prossimi mesi\, con l’obiettivo di avvicinare sempre più pubblico al mondo del collezionismo. \nSCHEDA TECNICA DELL’EVENTO. \nQuando: \nVenerdì 13 Febbraio 2026\, dalle ore 09 alle 19 circa.\nSabato 14 Febbraio 2026\, dalle ore 09 alle 17 circa. \nDove: \nHotel dei Congressi (4 stelle) \nViale Puglia 45\, Castellammare di Stabia (NA). \n(Uscita autostradale consigliata: Gragnano)
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SUMMARY:Arcana - Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Dove la pietra diventa cammino\, tra San Francesco e simboli eterni: a Fabriano la mostra di Andrea da Montefeltro \nFabriano\, città creativa UNESCO e antico crocevia tra Appennino e Adriatico\, accoglie una delle più intense e significative esposizioni europee dedicate al dialogo tra arte\, natura e dimensione interiore: ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte\, grande mostra personale dello scultore Andrea da Montefeltro\, Premio della Pace nell’Arte.\nL’esposizione è allestita nelle sale gotiche del Palazzo del Podestà dal 24 gennaio al 30 marzo 2026. La mostra si inserisce nel programma nazionale dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, una ricorrenza che a Fabriano assume un significato particolarmente profondo. Proprio qui\, secondo la tradizione\, San Francesco fece tappa durante i suoi cammini\, lasciando un’impronta spirituale che ancora oggi attraversa il territorio\, i sentieri\, le pietre e il silenzio dei luoghi. ARCANA nasce idealmente da quel passaggio: non come celebrazione storica\, ma come esperienza viva di ascolto\, essenzialità e riconnessione. Patrocinata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona\, e co-organizzata dal Comune di Fabriano in collaborazione con il Gruppo AUSER di Fabriano e il Club per l’UNESCO di Firenze\, la mostra propone un percorso che intreccia scultura contemporanea\, simbolismo arcaico e ricerca spirituale. \nLe oltre cinquanta sculture in mostra sono realizzate con pietre provenienti dal Montefeltro e dalla Valtiberina\, territori profondamente legati alla spiritualità francescana e a una relazione primordiale con il paesaggio. In ARCANA\, la pietra non è materia inerte né semplice supporto formale: è presenza viva\, memoria geologica e specchio dell’essere umano. \nOgni opera nasce da un processo di ascolto e di sottrazione. Andrea da Montefeltro non impone una forma\, ma la accompagna\, lasciando emergere segni\, proporzioni auree\, geometrie sacre e iscrizioni arcaiche. La scultura diventa così atto simbolico\, strumento di conoscenza e di trasformazione. Attraverso la pietra\, l’artista esplora il tema universale della ricerca di sé\, invitando il visitatore a riconoscere nel peso\, nella resistenza e nella durata della materia una metafora del proprio cammino interiore. La direzione artistica è affidata ad Annalisa Di Maria\, studiosa di fama internazionale di estetica rinascimentale e tra i massimi esperti di Leonardo da Vinci. Il suo progetto curatoriale costruisce un percorso rigoroso e al tempo stesso profondamente esperienziale\, in cui la dimensione simbolica guida il visitatore attraverso una narrazione fatta di luce\, silenzio e tempo rallentato. \nLe sale gotiche del Palazzo del Podestà diventano così uno spazio di meditazione attiva: non un semplice contenitore espositivo\, ma una soglia. ARCANA non si attraversa: si abita. \nFabriano è da sempre una città di passaggi: di mercanti\, di pellegrini\, di artigiani\, di idee. I boschi che salgono verso l’Appennino\, le valli\, i sentieri che conducono agli eremi e alle sorgenti raccontano un rapporto antico con il paesaggio\, fondato sulla lentezza\, sul rispetto e sulla cura. \nRiconosciuta dall’UNESCO come polo internazionale della creatività\, Fabriano è oggi un laboratorio di sostenibilità culturale e ambientale. ARCANA si inserisce pienamente in questa visione\, proponendo l’arte come pratica di consapevolezza e responsabilità. L’Assessore alla Cultura Maura Nataloni ha sottolineato come la mostra rappresenti un ponte tra arte e spiritualità. Vittorio Gasparrini\, Presidente del Club per l’UNESCO di Firenze\, ha evidenziato il dialogo tra territori creativi: Fabriano\, città della carta e dell’ingegno\, e la Valtiberina\, custode di antichi saperi e spiritualità profonda. \nC’è un momento\, entrando nelle sale del Palazzo del Podestà\, in cui il tempo cambia ritmo. Le sculture non occupano lo spazio: lo trasformano. La pietra diventa bussola\, soglia\, compagna di viaggio. ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte non è una mostra da visitare in fretta\, ma un invito a rallentare\, a respirare\, a riconnettersi. \nÈ un viaggio interiore ed ecologico\, che ricorda come la sostenibilità non sia una tendenza\, ma un modo di abitare il mondo. Un cammino che parte dalla pietra e arriva alla coscienza.\nUn viaggio lento\, necessario\, profondamente umano. \nINFORMAZIONI \nLuogo: Palazzo del Podestà\, Fabriano (AN)\, Italia\nDate: 24 gennaio – 30 marzo 2026\nOrari: Sabato e Domenica 11:00–12:30 | 15:00–18:00\nVisite guidate con l’artista (anche nei giorni feriali):\nPrenotazione obbligatoria\n📧 info@andreadamontefeltro.it\n📞 +39 388 827 4551
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SUMMARY:Marcello Gallo e la sua “pittura”
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SUMMARY:Opera di poesi di strada e arte pubblica di Ivan Tresoldi
DESCRIPTION:INAUGURAZIONE DELLA NUOVA  \nOPERA DI POESIA DI STRADA E ARTE PUBBLICA  \nDI IVAN TRESOLDI  \n  \nCON LA PRESENZA DI ROSSELLA MICCIO\, PRESIDENTE EMERGENCY\, \nVINCENZO LUCIANO\, PESCATORE TESTIMONE DELLA STRAGE DI CUTRO E ALBERTO LOLLI\, RETTORE COLLEGIO BORROMEO PV \nMilano – EMERGENCY apre ufficialmente al pubblico la nuova opera di poesia e arte pubblica permanente realizzata da Ivan Tresoldi\, in arte “ivan”\, nel giardino di Casa EMERGENCY. L’inaugurazione avverrà domenica 14 dicembre alle ore 15.00 in via Santa Croce\, 19. Durante l’evento l’artista leggerà una poesia e presenterà l’opera\, realizzata nel corso di un mese di lavoro nella sede dell’ONG.  Insieme a ivan saranno presenti Rossella Miccio\, presidente di EMERGENCY\, Vincenzo Luciano\, pescatore di Cutro e Alberto Lolli\, rettore collegio Borromeo PV. L’evento sarà accompagnato musicalmente dalla Banda degli Ottoni a scoppio di Milano. \nDopo l’inaugurazione verranno offerti al pubblico vin brulè\, in collaborazione con E/N Enoteca Naturale e il Panettone Fatto per Bene\, simbolo natalizio dell’ONG.  \nL’opera nasce da 300 parole condivise da cittadini e cittadine: parole di speranza\, fragilità e resistenza\, trasformate in un intervento artistico collettivo. Al centro\, il pensiero di Gino Strada: “Non è mai troppo tardi per andare nella direzione giusta”. \nAlcuni listelli di legno utilizzati – frammenti di barconi che hanno attraversato il Mediterraneo – custodiscono storie e memorie che compongono un mosaico dedicato alla pace\, alla solidarietà e al rifiuto della guerra. Ogni frammento custodisce una storia; ogni parola si intreccia alle altre formando una mappa di memoria condivisa e di resistenza civile. L’opera diventa così un luogo di ascolto\, un mosaico di esistenze che trasforma la parete di Casa EMERGENCY in un simbolo di partecipazione e responsabilità. \nL’inaugurazione si inserisce nel secondo anno della campagna R1PUD1A di EMERGENCY\, con cui l’ONG vuole richiamare il diritto e il dovere di ripudiare la guerra\, come stabilito dall’Articolo 11 della Costituzione. Un impegno che l’organizzazione porta avanti da oltre trent’anni\, lavorando per una cultura di pace e garantendo cure gratuite e di qualità nelle aree colpite da guerra e povertà. Dalla sua fondazione\, EMERGENCY è intervenuta in 21 Paesi curando\, in tutte le sue strutture\, oltre 13 milioni di pazienti nel mondo. Oggi l’organizzazione è presente in 9 Paesi del mondo\, tre dei quali con un conflitto in corso: il Sudan\, l’Ucraina e la Striscia di Gaza in Palestina. Proprio grazie alla sua esperienza sul campo EMERGENCY afferma\, ancora una volta\, che il 90% dei morti e dei feriti sono civili.  \nLa Scuola di Restauro di Botticino ha assistito e supportato con i suoi docenti e gli studenti l’artista Ivan Tresoldi nell’individuazione delle migliori soluzioni per la conservazione e per il buon mantenimento dell’opera nel tempo.
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SUMMARY:Talk di presentazione “Trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone”
DESCRIPTION:Via G.Lunati\, 14\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n12 dicembre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzato da: Agarte – Fucina delle Arti \nIn collaborazione con: Castello di Fumone \nIn partnership con: Cantina Ciccariello \nOpere di: Antonella Iris De Pascale \nTalk organizzato dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti con l’esposizione degli ultimi lavori pittorici dell’artista contemporanea Antonella Iris De Pascale. La rassegna si svolgerà all’interno dei locali della nuova sede espositiva dell’associazione di Frascati in un dialogo artistico tra varie realtà di spicco aprendo ufficialmente il nuovo spazio della galleria al pubblico. \nComunicato: \nIl talk apre il nuovo spazio artistico di Agarte\, un luogo di contrasto e dialogo tra tradizione e contemporaneità dove il confronto culturale è alla base delle ricerche artistiche selezionate. Il talk presenta ufficialmente il catalogo monografico prodotto durante la mostra personale di Antonella Iris De Pascale all’interno del Castello di Fumone “Trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone”. \nCon l’introduzione di Alessandro Giansanti\, il contributo di Eduardo Blum (fashion film: “Fugit Irreparabile Tempus”)\, le poesie di Davide Soldani\, l’intervento di Francesca Pietracci (sul ruolo dell’arte contemporanea nel 2025)\, il contributo di Giulio De Paolis (sulla musealizzazione dell’arte contemporanea) e Alessandro Ciccarese ed Antonella Iris De Pascale (sulla mostra trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone). Durante la presentazione si potrà degustare il vino offerto dalla Cantina Ciccariello. \nLa presentazione aprirà venerdì 12 dicembre dalle ore 18 fino alle ore 20.30 nella nuova sede di Via G.Lunati 14\, 00044 Frascati (RM) (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Oltre le nuvole | Opere di Federica Anna Molfese (FAM)
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n24 Ottobre – 31 ottobre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori pittorici\, fotografici e delle poesie dell’artista contemporanea Federica Anna Molfese (FAM). \nComunicato: \n“Oltre le nuvole” propone una raccolta di opere realizzate durante gli anni dall’artista Federica Anna Molfese (FAM)\, creativa poliedrica con focus pittorico\, scultoreo e fotografico. l’opera artistica di FAM si distingue per la potente narrazione autobiografica che ne compone la vasta produzione. \nLa selezione portata in mostra si muove tra potenti cromie delle tele ad intimi scatti fotografici\, accompagnati da poesie e pensieri che ne ricordano la profonda sensibilità in una esposizione multimediale ragionata per ricomporre un percorso creativo variegato quanto vasto. \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro è memoria e testimonianza\, aprendo con vernissage venerdì 24 ottobre dalle ore 18:30 fino alle ore 20.30\, proseguendo tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione venerdì 31 ottobre 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Nigri corvi parturient albas columbas
DESCRIPTION:Illusione e disillusione sono i poli dialettici che percorrono da anni la ricerca di Magdalena Fermina e che convergono nelle opere di Nigri corvi parturient albas columbas\, la mostra personale allestita dal 18 ottobre al 15 novembre 2025 a SCD Studio\, via Bramante 22N\, a Perugia\, curata da Barbara Pavan. \nIl progetto espositivo inaugura sabato 18 ottobre\, ore 17:30 raccoglie e mette in dialogo alcuni tra i cicli più significativi dell’artista\, tracciando un percorso tanto intimo quanto universale. \nLa mostra è accompagnata da un catalogo di Al3vie Editore\, con testi di Davide Artico\, Lorella Giudici\, Luca Vannozzi. \nLa mostra \nIl percorso inizia con la tenda ricamata con La colomba di Trilussa: un gesto liminale che invita a oltrepassare la soglia delle illusioni per interrogarsi sulla realtà nella sua essenza più nuda. È qui che si apre il primo capitolo\, Disenkanto\, parola giudesma che racchiude l’esperienza della perdita dell’incanto\, della frattura tra ciò che si desidera e ciò che la realtà impone. L’installazione si compone di ricami bianchi su bianco di celebri slogan pubblicitari degli anni Ottanta\, decenni ottimista e fiducioso\, oggi svuotati e resi spettrali dalla consapevolezza delle contraddizioni e delle crisi che hanno seguito quelle promesse di benessere e progresso. Il percorso prosegue con Nuntius Dei\, ciclo avviato oltre quindici anni fa e tuttora in evoluzione: fotografie di angeli di pietra\, antichi custodi di sepolcri\, serrati da cuciture di filo chirurgico. Figure che un tempo simboleggiavano protezione e trascendenza si trasformano qui in reliquie silenziose\, private della loro voce e rese testimoni di un Occidente che\, emancipatosi dal potere delle religioni\, si è consegnato ad altre forme di fede: il mercato\, la tecnologia\, l’illusione del progresso infinito. Illusione e disillusione abitano anche le dinamiche del quotidiano. In AltF4\, Fermina esplora le vite sospese dietro i vetri delle finestre e degli schermi dei nostri smartphone\, frammenti di esistenze che oscillano tra l’essere e l’apparire in una società segnata da relazioni sempre più fragili e mediate. In Medea\, invece\, l’artista affronta l’ambivalenza dei sentimenti primari\, mostrando come anche l’amore materno possa trasformarsi in forza distruttiva e generare ferite che si tramandano di generazione in generazione. La mostra si chiude con De nexibus quibus mundus capitur (Delle connessioni da cui il mondo è catturato)\, ultimo progetto di Fermina. Qui i fili invisibili della tecnologia\, della comunicazione e del consumo si materializzano come una ragnatela che avvolge il pianeta e lo imprigiona\, rendendo evidente il prezzo – spesso rimosso – delle nostre scelte quotidiane. È un’opera che riflette sulle illusioni del presente e prefigura le disillusioni del futuro\, ma allo stesso tempo invita a una presa di coscienza\, offrendo attraverso l’arte la possibilità di guardare oltre la superficie. \nNigri corvi parturient albas columbas è dunque una mostra antologica e al tempo stesso un manifesto: frammenti di cicli e visioni che\, come tessere di un mosaico\, restituiscono l’immagine di un’epoca attraversata da promesse infrante\, ma ancora capace di generare nuove consapevolezze. In questo spazio sospeso tra poesia e politica\, l’opera di Fermina diventa invito a interrogare il nostro tempo\, a scostare il velo dell’illusione per ritrovare\, forse\, un nuovo modo di guardare al futuro. \nL’artista \nMagdalena Fermina (Novara 1968) è un’artista visiva e performer. Si è formata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, dove ha conseguito la laurea in Scenografia con una tesi sull’arte del popolo Makonde\, approfondita attraverso residenze in Mozambico\, e successivamente il biennio specialistico in Arti visive e discipline dello spettacolo\, indirizzo Scultura\, con una ricerca dedicata a Christian Boltanski e Roman Opałka. Ha esposto in numerose città italiane e all’estero\, presentando mostre personali in istituzioni e gallerie come il Centro Culturale Tedesco di Novara e Banca Sella a Genova. Il suo lavoro è stato presentato – per citare solo i progetti espositivi collettivi più recenti – in sedi di rilievo quali Palazzo Medici Riccardi a Firenze\, il Museo Civico del Marmo di Carrara\, il Castello delle Polveri all’Isola della Certosa di Venezia\, la Sala delle Pietre a Todi\, la Cupola di San Gaudenzio a Novara\, la Società Umanitaria di Milano e il Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina\, oltre che in contesti internazionali come la Biblioteca Centrale Akaki Tsereteli di Batumi (Georgia). Ha partecipato a festival e fiere tra cui il Borderline Arte Festival di Varallo Sesia e BAF – Bergamo Arte Fiera. \nScheda tecnica \nTitolo\nNigri corvi parturient albas columbas \nArtista\nMagdalena Fermina \nDate\n18 ottobre – 15 novembre 2025 \nInaugurazione\nSabato 18 ottobre 2025\, ore 17:30 \nSede\nSCD Studio – Project Room\nvia Bramante 22N\, Monteluce\nMAD Monteluce Art District \nPerugia \nCuratela\nBarbara Pavan \nCatalogo\nAl3vie Edizioni\nTesti critici di: Davide Artico\, Lorella Giudici\, Luca Vannozzi \nInfo\n+39 347 177 6001 | scdtextileandartstudio@gmail.com | www.scdtextileandartstudio.wordpress.com
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SUMMARY:Alla designer Patricia Urquiola va il Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera
DESCRIPTION:La Florence Biennale annuncia il conferimento del prestigioso Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (per il Design) a Patricia Urquiola\, architetto\, designer e art director di fama internazionale\, la cui assegnazione è fissata per il giorno giovedì 23 ottobre 2025. La scelta da parte del Direttivo della Biennale\, insieme al Comitato Curatoriale e alla Giuria Internazionale\, è motivata con le seguenti parole: \n“Per la costante ricerca\, la coraggiosa sperimentazione e lo straordinario talento con cui ha progettato spazi\, oggetti e processi produttivi\, pensati per migliorare la vita delle persone e costruiti nel rispetto della natura; il nostro riconoscimento a un architetto e designer\, che ha saputo raccogliere e sviluppare l’eredità del suo maestro Achille Castiglioni\, proiettando il design e l’architettura verso nuovi orizzonti che si collocano oltre i limiti di ciò che è stato sperimentato in precedenza e che rappresentano un mirabile esempio di ibridazione e unificazione degli opposti”.  \nFormatasi al Politecnico di Madrid e quello di Milano\, dove si laurea con Achille Castiglioni\, oggi Patricia Urquiola lavora operando con grande versatilità in ambiti che spaziano dal product design all’architettura\, dagli allestimenti grafici agli interni. Dal 2015 è Art Director di Cassina e collabora con importanti aziende del design come Flos\, Moroso\, Driade\, GAN\, Andreu World\, Glas Italia\, Kettal\, Kvadrat e gruppi internazionali come\, tra gli altri\, Haworth\, BMW\, Boeing\, Louis Vuitton\, Missoni\, Mandarin Oriental Hotels\, Four Seasons\, Marriott Group\, Starbucks\, Ferrari e Swarovski. In Spagna è stata insignita della Medaglia d’Oro delle Belle Arti e della Croce di Isabella la Cattolica. Nel 2023 ha ricevuto la distinzione come una delle nuove Ambasciatrici Onorarie della Marca España. Nel 2024 è stata nominata membro della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Nello stesso anno\, è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Italiana in riconoscimento dei suoi meriti. \nInsignita di numerosi premi e riconoscimenti internazionali\, Patricia Urquiola è stata nominata Designer of the Year da Wallpaper\, Elle Décor International\, AD Spagna\, Architektur&Wohnen e molte altre testate. Le sue creazioni fanno parte delle collezioni permanenti di alcuni dei più importanti musei del mondo tra cui il MoMa di New York\, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi\, il Museo della Triennale di Milano\, il Museum of Design di Monaco\, la National Gallery of Victoria di Melbourne\, il Vitra Design Museum di Basilea\, il Victoria & Albert Museum di Londra\, il Design Museum di Zurigo\, lo Stedelijk Museum of modern and contemporary art di Amsterdam\, il Design Museum di Barcellona e il Philadelphia Museum of Art. \nLa sua carriera ha segnato profondamente il panorama del design contemporaneo e i suoi lavori si caratterizzano per forme morbide\, materiali sensoriali e una forte attenzione alla sostenibilità. \nConsiderata nel suo ruolo di exempla per altri artisti e designer\, a partire dal 18 ottobre e per tutta la durata della Biennale sarà dedicato ampio spazio ad alcuni dei capolavori di Patricia Urquiola in uno spazio espositivo interamente riservato a lei. Il conferimento del Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (Design) avverrà il giorno giovedì 23 ottobre presso l’area teatro della Florence Biennale (Padiglione Spadolini\, Fortezza da Basso\, Firenze) in una cerimonia aperta al pubblico. \nLa celebre designer e architetta spagnola ha commentato così la notizia dell’assegnazione del Premio: “È un onore ricevere il Premio Leonardo da Vinci alla Florence Biennale\, un riconoscimento che celebra la curiosità e la capacità di cambiare. Ho avuto il piacere di lavorare a Firenze\, una città che custodisce l’arte del pensiero e della trasformazione. Progettare\, per me\, è un gesto continuo di sperimentazione\, fatto di domande più che di risposte. Non si tratta solo di trovare soluzioni\, ma di abitare il processo. E questo premio – che porta il nome di chi ha sempre unito arte\, scienza e curiosità – mi ricorda che il design è un modo per stare dentro alla complessità\, senza semplificarla. \nTra i premiati delle scorse edizioni nella categoria design figurano Salvatore e Wanda Ferragamo (2019)\, Elsa Peretti di Tiffany & Co. (2019)\, Paula Scher (2019)\, Vivienne Westwood (2021) e Santiago Calatrava (2023). \nLa XV edizione della mostra internazionale di arte contemporanea e design ha come tema centrale “The Sublime Essence of Light and Darkness. Concepts of Dualism and Unity in Contemporary Art and Design” e si svolgerà presso la Fortezza da Basso a Firenze dal 18 al 26 ottobre 2025\, con un calendario ricco di appuntamenti collaterali quali conferenze\, mostre\, performance\, proiezioni e iniziative didattiche\, offrendo diverse opportunità di incontro tra artisti e visitatori.
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SUMMARY:Dal cantiere alla galleria d’arte\, le opere materiche di Francesco Greco in mostra da Artètika
DESCRIPTION:Si intitola “Concrete” la mostra dell’artista Francesco Greco che si inaugurerà mercoledì 15 ottobre\, alle ore 18\,00\, da Artètika spazio espositivo per l’anima\, in via Giorgio Castriota 15 a Palermo\, perché concrete e tangibili sono le opere del giovane artista nato a Gela ma cittadino del mondo\, che vive oggi tra Lugano\, Milano e Alcamo. A presentarlo sarà il giornalista torinese Massimo Rocca\, insieme alle galleriste Esmeralda Magistrelli e Gigliola Beniamino. Testi critici di Massimiliano Reggiani. La mostra\, di arte appesa\, consta di una ventina di opere di cui due sculture\, ispirate al laterizio con materiali come resine\, stucchi\, composti per incollare\, pigmenti industriali\, sarà visitabile dal 16 al 25 ottobre 2025\, dalle 10 alle 13 e dalle 16\,30 alle 19\,30\, dal lunedì al sabato. Ingresso libero. Per informazioni telefonare al 333/5747244. \nLa critica di Massimiliano Reggiani \nTra le creazioni di Francesco Greco spicca\, per l’importanza che riveste per l’artista\, “Punto esclamativo”\, accompagnata dal pensiero che l’ha ispirata: “Libero l’anima dalla materia. La superficie tace\, il gesto parla. Non è solo pittura. È linguaggio. È espressione!”. Greco si sente egli stesso un punto esclamativo. “Non rappresenta né evoca: crea. È uno scultore cromatico\, un esteta della materia – commenta il critico d’arte Massimiliano Reggiani -. Non esalta solo quella che usa per i volumi\, intende anche il pigmento come materia. Dopo aver esplorato nella prima serie dei blu le insondabili profondità del Mediterraneo\, espande il proprio sguardo passando dalla poesia dei boschi alla frenesia cittadina\, all’ancestrale interrogarsi dell’uomo sulla propria immagine riflessa. L’artista\, infine\, arriva con questa esposizione a dare corpo ai segni della fonetica e dell’interpunzione\, catturando frammenti della nostra identità culturale”. \nChi è Francesco Greco \nFrancesco Greco non nasce\, in senso stretto\, come artista. Si forma nell’ambito delle costruzioni da cui trae ispirazione da subito. Il padre\, lavorava nelle finiture di interni: un gessista di talento che aveva un particolare pregio di artigianale maestria nel rigore dell’esecuzione e nella politezza delle forme. Oltre al fascino delle malte\, del gesso e degli intonaci vissuti nel laboratorio del padre\, affina il proprio rapporto con la materia applicandosi alle resine e ai metalli dell’odontotecnica\, suo settore di formazione\, preziosamente cesellati. Il polimero che si fa smalto e corona\, che da polvere diventa sorriso. Vi è poi una scintilla d’arte che ha incendiato l’animo di Francesco Greco\, svelandogli la potenza del linguaggio non verbale\, è il lascito di un catastrofico terremoto: il Cretto di Burri che svela un altro aspetto della materia: la capacità di essere memoria.
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SUMMARY:Biennale del Libro d’Artista - VIIª edizione L’Arte si Fa Libro\, il Libro si Fa Arte
DESCRIPTION:La Biennale del Libro d’Artista torna a Procida alla Biblioteca Comunale di Procida “Don Michele Ambrosino” dal 05 al 19 ottobre\, diretta da Nico Granito con la collaborazione del Comune di  Procida – Assessorato alla cultura del Comune\, delegato Michele Assante del Leccese\, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi nel panorama dell’arte contemporanea e dell’editoria creativa. L’evento\, giunto alla sua VIIª edizione\, riunisce artisti\, collezionisti e appassionati da tutto il mondo per celebrare il libro come opera d’arte\, luogo di sperimentazione e veicolo di idee. \nLa Biennale del libro d’artista ideata e curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito offre un ricco programma\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti che esplorano il libro d’artista nelle sue molteplici forme: dal libro-oggetto alle edizioni d’arte\, dai libri illustrati alle sperimentazioni digitali. \nL’esposizione vede la  presenza di oltre 160 libri d’artista provenienti da Italia\, Spagna\, U.S.A\, Cile\, Messico\, Ungheria\, Portogallo\, Polonia\, Cina\, Ucraina\, Brasile … Turchia. \nLa Biennale del Libro d’Artista si conferma così come piattaforma di dialogo tra arte\, editoria e pubblico\, promuovendo la creatività e la sperimentazione. \nIn questa edizione  viene presentata un’opera libro – Sei come 6 di Antonio Sormani –  facendo parte dell’Archivio della Biennale del libro d’artista della sezione dedicata all’eros “ Il piacere nei libri “ in considerazione della qualità del progetto\, apprezzato sia dal pubblico che dalla stampa\, si è deciso non solo di riproporre l’evento\, ma di renderlo un PROGETTO APERTO.  \nL’interesse e l’invito da parte di protagonisti culturali di altre realtà hanno reso la Biennale del libro d’artista itinerante\, sconfinando anche i confini nazionali\, appena conclusa la rassegna a Casa Museo Miguel Hernandez ad Orihuela (Spagna) dopo che era stata già ospitata al Museo arqueológico Municipal de Elda e al Museo arqueológico de Cartagena. \nLa Biennale del libro d’artista rientra nel programma degli eventi della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Il 4 ottobre ci sarà un’anteprima straordinaria dell’esposizione sul sito della Biennale: www.biennaledellibrodartista.org\, in coincidenza con la Giornata del Contemporaneo. \nArtisti  partecipanti \n\n Patrizia Aletta • Gilda Antoniello • Andreina Argiolas • Silene Arnaldi • Gianluca Badiani • Gianluigi Balsebre • Calogero Barba • Vincenzo Barba • Maddalena Bellorini • Elisabetta Bertulli • Maria Bifulco • Rovena Bocci • Leci Bohn • Roberto Fabio Brucci • Maria Grazia Brusegan • Annunziata Buggio • Alfonso Caccavale • Sirlei Caetano • Camilla Calato • Maria Rosanna Cafolla • Marzia Calì • Cecilia Caliari • Antonio Carbone • Mara Caruso • Enzo Catini • Sofia Cavicchini • Rosaria Cecere • Fabiola Cenci • Stefania Chierici • Mario Cobàs ( Carchini ) • Patrizia Maria Cocchiarella • Maria Grazia Colonnello • Alfredo Covato • Maria Rosaria Cozza • Flora D’Angelo • Antonio D’antonio • Rosita Dagrosa • Eleonora Del Giudice • Elena Dell’andrea • Carmen Delle Donne • Desart2 (Simona Sarti & Alessandra Degni) • Anna Di Lauro • Carla Di Pardo • Franco Di Pede • Dario Roberto Dioli • Giovanna Donnarumma • Cinzia Farina • Maria Cristina Fasulo • Salvatore Fellino • Piera Fidentea • Steven Fossiant • Francesca Fuentes Latoja • Fernando Gallo • Rosalie Gancie • Nico Granito • Stefania Guiotto • Luiza Gutierrez • Annamaria Iodice • Gennaro Ippolito • Valeria Iseppi • Silvia Iuliucci • Benedetta Jandolo • Jussara Leite • Maria Antonietta Letizia • Lucia Longo • Serse Luigetti • Tania Luzzatto • Ruggero Maggi • Alessio Manca • Loredana Manciati • Fernanda Mancini • Maria Manna • Ermìnia Marasca Soccol • Claudia Marchi • Gianluca Marinelli • Emanuele Marsigliotti • Giordano Martone • Alicante Mateos • Maria Teresa Mazzei • Monica Michelotti • Fernando Montà • Simona Negrini • Sara Nicoletti • Elena Pagani • Csaba Pál • Linda Paoli • Liliana Pardini • Aulo Pedicini • Sandro Pellarin • Chiara Pepe • Barbara Piani • Bruno Pierozzi • Giuliana Polimeni • Veronique Pozzi Paine • Alessandra Procaccio • Antonella Prota Giurleo • Stefania Puntaroli • Giampiero Reverberi • Maria Teresa Ricci • Angelo Ricciardi • Giuseppina Riggi • Remo Romagnuolo • Sabina Romanin • Mario Romano • Marino Rossetti • Romina Russo • Andrea Saltini • Teresa Sanfilippo • Gino Sansone • Simona Sarti • Antonio Sassu • Agostino Saviano • Roberto Scala • Carla Sello • Eugenia Serafini • Lucia Sforza • Manuela Simoncelli • Lucia Spagnuolo • Jane Sperandio Balconi • Arianna Spizzico • Gianna Maria Stellino • Irina Tall • Marco Terroni Grifola • Carmo Toniolo • Vincenzo Trepiccione • Filippo Tufano • Ilia (Ersilia) Tufano • Alessandro Tursi • Ivana Urso • Diana Isa Vallini • Claudia Vianello • Marina Vitolo\n\n\n Collettivo Ossigeno Rosso: Fausto Ferri\, Gregorio Prada Castillo\, Fabrizio Pavolucci\, Elena Butmalai e Eliseo Calcinari Ansidei\n\nCorso di Anatomia Artistica dell’Accademia di Belle Arti di di Carrara \n prof.ssa • Monica Michelotti\, Biennio Specialistico Pittura 1° e 2° anno Corso di Anatomia Artistica prof.  Mario Carchini\, Triennio di Grafica \n\n Elenco studenti partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, Toscana (nazionalità Italiana\, Cinese e Turca) • Li Chun • Li Chun & Lu Xiaoyang • Zhu Guoqiang • Yang Manni • Ana Micleusanu • Sophie Morosato Bianchi • Li Dan Ran • Gunel Rzayeva • Sun Weiwei • Fan Xiao • Leyla Irem Gulseren • Yitan Cao • Sohyeon Nam • Fattima Ezzaouia • Jennifer Guadagni • Alessia Petta\n\nCorso di Decorazione e Design dell’accessorio dell’ABA Lecce. \ndocente: • Lucia Ghionna cultrice della materia: • Aida Dzhafarova (Ucraina) \n\n Elenco studenti partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce\, Puglia (nazionalità Italiana della  Polonia e dell’Ucraina) Alessio Manca • Lorenzo Filieri • Cheren Spinelli • Rossella Montesano • Matilde Stigliano • Maria Paola Antonaci • Concetta Lacertosa • Magdalena Grzebyk • Julia Wiatrowska • Sude Kilicarslan • Michalina Klimas\n\nArchivio della Biennale del libro d’artista | Il piacere nei libri – libro ospite di Antonio Sormani \nScheda riassuntiva \nLuogo: Biblioteca Comunale di Procida “Don Michele Ambrosino”  \nPiazzetta S. Michele – 80078 Terra Murata – Procida (NA) \nDate: dal 04 al 19 ottobre  \nVernissage: online il 4 ottobre per la giornata del contemporaneo dalle ore 10 \n                     esposizione inaugurale in presenza ore 12 \nOrari: orari di apertura e chiusura della biblioteca \nIngresso: Gratuito \nPer ulteriori informazioni\, programma completo e accrediti stampa: \nwww.comune.procida.na.it/ \nwww.biennaledellibrodartista.org \nEmail: artelibronapoli@gmail.com \nUfficio Stampa \nLineadarte Officina Creativa
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SUMMARY:Sguardi: Viaggio introspettivo nel mondo delle donne
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n03 Ottobre – 12 ottobre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori pittorici dell’artista contemporanea Fabiola Bizzarri. \nComunicato: \n“Sguardi: Viaggio introspettivo nel mondo delle donne” propone una selezione di opere realizzate nel corso degli anni dall’artista Fabiola Bizzarri\, pittrice solita rappresentare un figurativo dai colori morbidi e dai lineamenti puliti. l’opera pittorica dell’artista si distingue per il tratto sicuro che compone la sua vasta produzione. \nLa selezione pittorica portata in mostra dalla Bizzarri si muove tra nature morte\, figure femminili\, volti ed animali in un corpus concreto e costante che riesce a contenere la potente creatività d’una artista emergente ma di livello. Dai pastelli e gli studi classici\, fino all’olio su tela\, Fabiola rappresenta il reale e la vita di tutti i giorni ponendo sotto la lente d’ingrandimento i colori e le forme ottenendo una rappresentazione della vita con uno sguardo vivace di colori e forme.  \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro narra delle donna e della femminilità\, aprendo con vernissage venerdì 03 ottobre dalle ore 18:30 fino alle ore 20.30\, proseguendo tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 12 ottobre 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Gesti Scolpiti di Jago
DESCRIPTION:Prosegue con successo “Gesti Scolpiti”\, la grande mostra personale dello scultore Jago\, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026. \nL’esposizione\, organizzata da Aditus e Civita Sicilia\, in collaborazione con BAM\, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012)\, Memoria (2015)\, Prigione (2016) e David (2024\, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina\, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo\, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. \nLe prime tre sculture\, scolpite in marmo statuario\, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto\, creazione\, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno\, affonda nella materia\, costruisce memoria. Non solo strumento\, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo. \nIn Impronta Animale\, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri\, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria\, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità\, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione\, l’immagine scolpita\, avvolta nelle pieghe del marmo\, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati\, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza\, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe. \nLa quarta scultura è quella della David\, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e\, ad oggi\, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico\, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea\, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa\, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo)\, nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso\, fino ad arrivare al modello attuale\, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva\, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri\, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago\, impegnandolo in una vera e propria impresa. \nDurante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori\, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo\, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta\, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione. \n“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”\, ha dichiarato Jago. Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.
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SUMMARY:Fotografie in dialogo | Mostra collettiva di fotografia
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n05 settembre – 14 settembre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Emanuele Andreozzi \nCon le note di: Alessandro Giansanti \nOpere di: Catia Montagna\, Francesca Marotta\, Giuseppe Tognarini\, Michela Petrocchi\, Miranda Wyszomirski\, Veronica Socci ed Emanuele Andreozzi.  \nRassegna collettiva di fotografia organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Emanuele Andreozzi. La mostra vede una selezione di opere fotografiche prodotte da: Catia Montagna\, Francesca Marotta\, Giuseppe Tognarini\, Michela Petrocchi\, Miranda Wyszomirski\, Veronica Socci ed Emanuele Andreozzi. \nComunicato: \n« Fotografie in Dialogo è un invito a leggere la poesia nascosta in ogni scatto\, a soffermarsi sul silenzio\, sulla luce\, sulle sfumature che spesso sfuggono nella frenesia dell’immagine contemporanea. In un’epoca in cui la fotografia rischia di diventare consumabile e veloce\, questa mostra restituisce valore allo sguardo attento\, al tempo necessario per osservare e comprendere\, e alla profondità emotiva di ogni fotografia. \nAttraverso il dialogo tra generi\, stili e approcci diversi\, le opere esposte creano conversazioni invisibili tra artisti e spettatori\, tra memoria e contemporaneità\, invitando chi guarda a riflettere sulla potenza del mezzo fotografico\, sulla sua capacità di raccontare storie\, evocare emozioni e aprire nuove prospettive. » (il curatore E.Andreozzi). \nIl percorso espositivo presentato nella sede dell’associazione e galleria Agarte – Fucina delle Arti\, propone 40 scatti rappresentativi della produzione dei 7 fotografi selezionati. La mostra aprirà con vernissage venerdì 5 settembre dalle ore 18.30 fino alle ore 20.30 e proseguirà tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 14 settembre 2025. \nL’esposizione collettiva sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Valerie Krause. Formulare il Processo
DESCRIPTION:Valerie Krause \nFormulare il processo \nOpening 30 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \na cura di Roberto Lacarbonara \nIn collaborazione con Rolando Anselmi\, Roma \nNell’opera di Valerie Krause\, ogni rigorosa soluzione formale\, solida e geometrica è sempre provvisoria: è solo una delle possibili organizzazioni della forma e dello spazio. \nIn questo senso il titolo dell’installazione\, ideata per Dep Art Out\, assume un valore ambivalente: “Formulare il processo”\, ovvero giungere a una formula – una struttura algebrica\, calcolabile\, perentoria – ma anche ammettere la provvisorietà\, l’evoluzione del modello\, il processo di trasformazione e rinnovamento. \nUna configurazione che deriva dalla sensibile lettura dell’architettura circolare che ospita la mostra\, la struttura conica del trullo e la sua matrice vernacolare\, spontanea\, nata con funzione di ricovero rurale temporaneo (a partire dalla memoria delle antiche edificazioni a capanna) e dal reperimento di materiale lapideo proveniente dai calcari stratificati e affioranti dei suoli circostanti. \n“Non avevo mai visitato un trullo – afferma l’artista –. Mi sono chiesta: come può il mio lavoro essere appropriato alla forma di un trullo? Questo luogo è così diverso e speciale nella sua struttura\, forma e materialità. Muri spessi\, strutture libere tenute insieme dalla gravità\, un disegno discontinuo dai giunti aperti\, spazi vuoti tra materiali solidi giustapposti nel processo di stratificazione: sono tutti elementi di assoluto rilievo”. \nNella sala centrale dello spazio espositivo\, Krause dispone a pavimento elementi in terracotta dal profilo circolare\, provenienti dall’intersezione di forme concentriche disegnate dall’artista\, in una sorta di proiezione\, migrazione e stratificazione delle linee di perimetro che compongono l’architettura conica. Cerchi che\, disponendosi nello spazio\, collidono e generano frammenti\, conci\, schegge a partire dagli interstizi tra le forme. L’argilla impiegata per la produzione degli elementi scultorei – un ricorso alla materia prima della terra –\, così come la produzione di singole sagome\, ciascuna differente dalle altre\, alludono a un processo di umanizzazione della formula\, una costruzione empirica e\, pertanto\, irregolare e mutevole. L’installazione dell’opera\, inoltre\, rivela una sostanziale disimmetria rispetto alla volumetria centrica dell’edificio: i frammenti sembrano abitare lo spazio\, ruotando al suolo e migrando verso sud\, sul lato sinistro\, dove è posta un’alcova ottenuta dal sottomodulo di un cono minore. \nSul lato opposto Krause dispone una seconda scultura\, prodotta arrotolando una sottile lastra di alluminio perforata. Questa volta\, l’intervento dell’artista rielabora la componente verticale dell’architettura attraverso una soluzione cilindrica che\, dal pavimento\, si erge verso l’alto (si noti che\, nel gergo locale\, “candela” è il nome con cui ci si riferisce alla falsa cupola di copertura del trullo). \nI fori vengono praticati manualmente sulla lastra distesa\, seguendo un movimento spontaneo che l’artista compie sulla superficie. In seguito\, avvolgendo su sé stessa questa “costellazione” di punti\, si giunge a una nuova configurazione di cui non è più possibile prevedere esito e disegno complessivo. \nDall’irradiarsi delle forme in terracotta alla concentrazione del cilindro in alluminio\, emerge la duplice presenza di forze complementari che l’artista convoca nel suo intervento. Una componente energetica che abita lo spazio dell’architettura e che Krause sempre accoglie nella propria ricerca: “l’assenza di qualcosa che dia forma\, le sovrapposizioni di elementi e di stati\, i punti in cui si verificano deviazioni / tensioni\, la combinazione di elementi liberi\, le relazioni tra paesaggio e costruzioni organizzate geometricamente e tecnicamente\, così come la visualizzazione del processo che si inscrive nell’opera e ne determina la configurazione finale sono riflessioni che accompagnano da sempre il mio lavoro”. \nNota biografica \nValerie Krause (Krefeld\, Germania\, 1976) si laurea nel 2007 all’Accademia di Düsseldorf con Didier Vermeiren. Nel 2008\, ottiene ad Art Cologne il Premio “Audi Art Award for New Talents”\, cui segue una mostra personale all’Artothek di Colonia e la pubblicazione di un catalogo monografico. Negli anni successivi\, riceve una borsa di studio dalla Kunststiftung NRW\, dalla Konrad Adenauer Stiftung e dalla Stiftung Kunstfonds. Spazio e movimento sono temi centrali della sua ricerca\, sia nella scultura che in fotografia. Le sue opere sono state esposte in gallerie internazionali\, tra cui la galleria Rolando Anselmi di Berlino e Roma\, la galleria Greta Meert di Bruxelles\, la galleria L21 oggi Florit/Florit di Madrid e Palma di Maiorca e la galleria Heinz Holtmann di Colonia. Ha inoltre partecipato a mostre collettive in istituzioni quali il Museum Kunstpalast di Düsseldorf\, il Bbb Centre Régional D’initiatives Art Contemporain di Tolosa\, il Martin Gropius Bau di Berlino\, il KIT di Düsseldorf\, la Bundeskunsthalle di Bonn\, la Galleria d’Arte Moderna di Palermo e Köln Skulptur 7# nel Skulpturenpark di Colonia. \nIl lavoro di Valerie Krause è presente in importanti collezioni\, tra cui Sammlung Zeitgenossischer Kunst der Bundesrepublik Deutschland\, Konrad Adenauer Stiftung presso Villa la Collina a Cadenabbia e Sammlung des Landes NRW\, Aachen-Kornelimünster. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nRolando Anselmi\, Roma\nhttps://www.rolandoanselmi.com/valerie-krause-artist \n@rolandoanselmigalerie \nValerie Krause\n@valerie_krause
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