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SUMMARY:Girotondi – cromie condivise
DESCRIPTION:Venerdì 13 ottobre 2023 alle ore 10.00 apre la mostra “Girotondi – cromie condivise”\, evento ospitato da Stecca3\, Milano. L’installazione collettiva\, organizzata dall’associazione di promozione sociale LeArtiPossibili\, è frutto di una call lanciata nei mesi scorsi e raccoglie i contributi di 85 partecipanti tra artisti\, creativi\, gruppi provenienti da strutture di accoglienza e riabilitazione e gruppi di libera aggregazione\, per un totale di 886 manufatti ricevuti. \nL’iniziativa\, che gode dei patrocini del Comune di Milano\, Consiglio di zona 9 e della Città Metropolitana\, rientra nel biennio 2022-2023 che LeArtiPossibili ha dedicato alla lana\, andando ad approfondire il focus sulla lavorazione del materiale già evidenziato nell’esposizione del 2022 “LANA – dal bianco al nero” andando ora a esplorare l’intero spettro cromatico. \nI “Girotondi” creati dai partecipanti sono cerchi di lana modulati in tre dimensioni\, diversi tra loro per colore e lavorazione. Dall’uncinetto alla maglia\, dalla tessitura alla cardatura\, dal feltro al ricamo\, dai pon-pon al collage\, fino alle tecniche meno comuni o alle combinazioni più personali delle lavorazioni\, i manufatti realizzati dai partecipanti sottolineano la libera rielaborazione del materiale\, mantenendo l’aderenza alla modalità proposta per l’installazione collettiva. \n“Girotondi – cromie condivise – dice Fiorenza Giuriani\, presidente LeArtiPossibili – vuole inserirsi in un’ottica di collaborazione\, per fare della pratica artistica uno strumento non solo espressivo\, ma anche terapeutico\, educativo e di condivisione\, in una prospettiva di allargamento degli orizzonti di confronto e di crescita reciproca. Anche il titolo dell’esposizione rimanda ai movimenti di cittadini sorti spontaneamente nei primi anni del Duemila per la difesa della democrazia\, delle libertà civili e della legalità”. \nL’installazione collettiva “Girotondi – cromie condivise” verrà esposta per la prima volta alla Stecca3 di Milano\, per poi proseguire il suo viaggio in diversi contesti espositivi in collaborazione con altre realtà associative. \nL’iniziativa alla Stecca3 prevede il contributo di altri soggetti. L’associazione “Sul filo dell’Arte” sarà presente con un pannello interattivo di crochet art dedicato all’artista Yayoi Kusama\, mentre per il progetto “Trappeto” verranno esposti alcuni prototipi di tappeti realizzati con le catenelle a crochet utilizzate durante l’esposizione “LANA – dal bianco al nero”\, nell’ambito dell’installazione di Urban Knitting. \nInoltre\, Domenica 15 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 l’associazione “Parole e Punti” sarà presente con le “Coperte dell’Abbraccio” e le “Presine-Piadine”\, manufatti realizzati all’uncinetto e a maglia il cui ricavato verrà devoluto\, rispettivamente\, a favore delle donne maltrattate e vittime di violenza di genere\, e per l’emergenza in Emilia-Romagna. \nSabato 21 Ottobre\, alle 15.30\, avrà luogo l’incontro pubblico dal titolo “La Possibilità del Limite”\, con interventi di docenti\, artisti e altri professionisti nell’ambito del sociale\, che si confronteranno sul tema del limite inteso non come ostacolo\, ma come stimolo alla creatività\, un elemento costrittivo in grado di generare sviluppi inattesi.\nTra gli invitati al panel\, Isabella Bolech – psicologa\, arteterapeuta\, formatrice e supervisore Art Therapy Italiana; Paola Parma – arteterapeuta\, direttrice didattica dipartimento AT presso Art Therapy e formatrice aziendale; Pietrina Atzori – fiber artist; Francesca Morini – Atelier Poiesis La Nostra Comunità;  Francesco Fondacci – arteterapeuta e Ferruccio Colombo – Mater Gratiae; Barbara Pavan – curatrice e critica d’arte specializzata in Fiber Art.\nPer partecipare all’incontro pubblico “La Possibilità del Limite” è richiesta la prenotazione all’indirizzo prenotazioni@leartipossibili.it \nL’installazione collettiva “Girotondi – cromie condivise” è visitabile\, a ingresso libero\, dal 13 al 15 ottobre e dal 20 al 22 ottobre 2023\, nei seguenti orari di apertura: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00.
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SUMMARY:Melancholy
DESCRIPTION:Il 12 Ottobre alle ore 19.30 verrà inaugurata la mostra intitolata “Melancholy” presso il Buro\, sito in via Sant’ Isaia 57d a Bologna\, sarà visitabile sino al 19 Ottobre. La mostra curata da Elisabetta Eliotropio e Vanessa Viti\, vede la partecipazione di artisti internazionali\, attraverso le opere selezionate affronteranno il tema della malinconia e regaleranno al visitatore un momento unico\, un’esperienza in cui scoprire determinati stati d’animo. L’inaugurazione sarà accompagnata dalla performance della cantautrice Tabascomeno.  \nLe curatrici ci raccontano la scelta della tematica: “artisti\, poeti\, musicisti sempre intenti a osservare il malinconico eppure spesso sono loro stessi a impersonarne perfettamente il ruolo. Michelangelo\, considerato artista geniale e malinconico\, Durer ne disegna perfettamente i tratti in un’iconografia rinascimentale. Per arrivare al più recente Van Gogh\, Munch\, Modigliani\, De Chirico. La lista potrebbe continuare forse all’infinito\, perché la malinconia è un sentimento contagioso le cui vittime sono soprattutto gli animi sensibili e acuti. La malinconia richiama a se una sfera emotiva impervia quanto affascinante\, in cui tutti hanno modo di rispecchiare un lato della propria esistenza. Un carattere psicofisico di cui si è sempre parlato\, sin dall’antichità\, la malinconia\, da sempre\, il carattere considerato più vicino all’artista. Durante l’epoca Rinascimentale si è creata una vera e propria iconografia della malinconia\, elementi e caratteristiche fondamentali per rappresentare questo stato d’animo: il protagonista dell’opera malinconica poggia sempre il mento sulla mano\, perso in uno sguardo assorto\, pensieroso\, addolorato ma mai tragico. La malinconia è un passaggio necessario\, che accomuna tutti\, seppure in diversa misura. Negli esiti visivi di questa condizione emotiva possiamo rintracciare gli elementi in comune nonostante i diversi sviluppi formali e linguaggi. In occasione della mostra Melancholy siamo curiose di vedere gli effetti della malinconia di artisti internazionali. Per arrivare in ultima istanza a riconoscere\, nelle posture e negli sguardi messi degli altri\, un po di noi stessi.” \nGli artisti selezionati: Susanne Walser\, Анна Кузнецова\, Barbara Sebastiani\, Carey Mortimer\, Sabine Windischbauer\, Rossella Eula\, Ronal Bejarano\, Delphine Lemaitre-Auger\, Silvia Bignami\, Silvia Galletti\, Franco Pepe\, Rita Rozynek\, Pierrette Clèment\, Yuna Galejeva\, Jill Walker\, Maria Maksakova\, Ellen Essen\, Donata Andriuškevičienė\, Kaouteur Souibgui\, Mariken Heijwegen\, Nina Urlichs\, Anastasia Shevchenko. 
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SUMMARY:V BIENNALE OGGETTO LIBRO
DESCRIPTION:Milano\, Italia\, dall’ 11 al 30 Ottobre 2023\, l’ADI DESIGN MUSEUM di Milano ospita\nla V Biennale “Oggetto Libro”.\nLa mostra internazionale vede la partecipazione di 140 autori provenienti da 20 diverse nazioni di 3 continenti. L’esposizione propone 170 opere tra libri d’artista\, di design e ibridi. \nOGGETTO LIBRO è l’occasione per riflettere su due mondi apparentemente lontani\, quello del design e quello dell’arte\, che trovano nella creatività la propria ragion d’essere.\nI libri d’Artista rappresentano un esempio sorprendente di come un libro possa assumere le forme più inaspettate. Realizzati con tutti i materiali e le tecniche possibili\, queste opere si configurano come veri e propri artefatti in forma di oggetto o di scultura. La mostra di quest’anno dedica una parte importante alle creazioni su tessuto\, sottolineando la vitalità della fiber art\, corrente artistica nata nel Novecento\, che impiega filati e tessuti per esprimere la propria poetica. Sono inoltre presenti in mostra alcuni volumi della Collezione Librartis della Biblioteca Giuliano Briganti\, Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. \nI libri di Design\, proposti da questa selezione internazionale\, sono i portavoce della varietà presente nel mondo del design. Accanto al libro che rappresenta uno status di eleganza e pregio\, realizzato con tecnologia e cura raffinata\, in mostra troviamo opere il cui contenuto impone forme originali\, rendendo il libro testimone della creatività (e innovazione) di una determinata cultura. Come dimostra la nutrita partecipazione di libri di scuola tedesca. \nTra le due categorie\, per cercare di fare ordine nel multiforme mondo del libro d’artista\, la Biennale prevede una sezione di libri che definiamo Ibridi\, che coniugano gli elementi distintivi dei libri d’artista e di design. Realizzati grazie all’utilizzo di qualsiasi tecnica di stampa\, dalla calcografia tradizionale fino alle sperimentazioni più attuali\, come la stampa risografica o l’uso della realtà aumentata\, hanno una storia lunga e gloriosa\, come testimoniano il successo di editori come Giorgio Upiglio o Alberto Casiraghy. \nUn’ulteriore novità di quest’anno è rappresentata dal Concorso Best Book\, che premia il miglior libro di ogni categoria – design\, artista\, ibrido\, oltre al miglior video. La giuria del concorso è composta da personalità di spicco del mondo dell’arte e del design:\nJames Bradburne\, Direttore generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense\, Maria Dina Pontone\, già Direttrice della Biblioteca Nazionale Braidense\, Luciano Galimberti Presidente ADI\, Associazione Disegno Industriale\, Armando Milani designer\, Past president AGI\, Susanna Vallebona\, curatrice dell’iniziativa e Alkanoids per il miglior video. La premiazione è prevista l’11 ottobre\, in occasione dell’inaugurazione all’ADI Design Musuem. \nContemporaneamente alla mostra in ADI Design Museum\, la Biblioteca Nazionale Braidense\, storico partner della manifestazione\, celebra Oggetto Libro con un evento dedicato al grande stampatore Giorgio Upiglio a 10 anni dalla sua scomparsa\, con il particolarissimo libro: Mit Sophie in die Pilze gegangen testi e incisioni di Günter Grass.\nAccanto a quest’opera sono esposti il libro d’artista\, Pagine di Alberto Ghinzani\, una scultura in lamiera\, cemento e polvere di marmo e l’introvabile prima edizione New York: the new art scene del designer Michele Provinciali\, con foto di Ugo Mulas e testi di Alan Solomon. Una proposta unica che attesta la qualità di Oggetto Libro. \nInnovazione e interazione sono anche per questa edizione le parole chiave della manifestazione grazie alla realtà aumentata e alla partnership con Alkanoids che offre con l’APP gratuita “Aria The Ar Platform”\, l’opportunità di accedere a tutti i contenuti aggiuntivi dei libri esposti offrendo al pubblico un’esperienza dinamica\, interattiva\ned emozionante.\nCome di consuetudine la mostra sarà accompagnata da un catalogo di prestigio\,\nesso stesso libro di design\, stampato da Presspoint Milano su carta Fedrigoni\, sponsor dell’iniziativa. \nConclusa la mostra all’ADI Design Museum\, Oggetto Libro si sposterà in novembre 2023 all’Accademia di Belle Arti di Lecce che inaugura una serie di esposizioni nella Regione Puglia.\nSono previsti\, oltre Lecce\, quattro appuntamenti presso il Polo Biblio-museale della Regione e precisamente al Museo Archeologico Francesco Ribezzo di Brindisi\, alla Biblioteca Magna Capitana di Foggia\, alla Biblioteca Acclavio di Taranto e\, in fase di conferma\, alla Biblioteca Prospero Rendella di Monopoli.\nInfine dal 2 marzo 2024\, una selezione di Oggetto Libro sarà ospitata alla Biblioteca Giuliano Briganti\, Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. \nLa V Biennale “Oggetto Libro” è organizzata da SBLU_spazioalbello\, Associazione senza scopo di lucro dedicata alla diffusione della cultura visiva\, con la partecipazione di MIC Ministero della Cultura\, Pinacoteca di Brera\, Biblioteca Nazionale Braidense\, ADI Associazione per il Disegno Industriale e ADI Design Musuem.\nPatrocinano l’evento il Comune di Milano\, la Regione Puglia\, il Teatro Pubblico Pugliese\, i Poli Biblio-Museali di Puglia\, l’Accademia di Belle Arti di Lecce\, l’ADI Associazione per il Disegno industriale\, Delegazione Puglia\, il Comune di Siena\, la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena\, l’ISIA Romadesign\, il Politecnico di Milano Scuola del design e RUFA Rome University of Fine Art.\nLa Biennale è sostenuta da Presspoint Milano\, Fedrigoni\, Alkanoids\, Generali Agenzia Washington Milano\, Giovanardi e F.I.L.A. spa.
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SUMMARY:Ascesa\, Discesa: Un’Alba Libanese
DESCRIPTION:La galleria Maiocchi15 inaugura giovedì 21 settembre\, dalle ore 19 in via Achille\nMaiocchi 15 a Milano\, la mostra “Ascesa\, Discesa: Un’Alba Libanese”\, esposizione\npersonale delle opere di Rami Lazkani\, giovane artista e architetto che vive e\nlavora a Milano.\nIn mostra saranno esposte circa quindici opere uniche dell’artista di Tripoli\,\nrealizzate ad acrilico su tela. Inoltre\, durante il vernissage il pittore realizzerà una\nperformance dipingendo live tra i visitatori\, che potranno così osservare prender\nvita pian piano il suo affascinante e fitto universo composto di strade\, viuzze e\ncasette.\nIl lavoro di Lazkani si concentra sull’interpretazione\, tra percezione e memoria\,\ndella sua terra natale\, il Libano\, e delle due città principali: Tripoli\, con i suoi ritmi\nlenti e il carattere ottomano degli edifici\, e Beirut\, più cosmopolita e influenzata\nda molti movimenti architettonici.\nUnisce al pensiero comune del Libano come luogo caotico i suoi ricordi personali\,\nche alternano momenti di sicurezza ad altri d’instabilità politica e civile\,\ncatturando così l’essenza e il carattere più identificativo del suo luogo d’origine\, in\nun’osservazione collettiva e personale nello stesso momento. “Ascesa\, Discesa:\nUn’Alba Libanese” è un viaggio nella memoria\, un percorso interiore\, quasi un\nesperimento di consapevolezza come confessa lui stesso. Basta un dettaglio e il\nricordo del Libano riemerge\, vivido più che mai\, per trovare spazio poi sulla tela:\n“Un giorno mi sono svegliato nel mio piccolo studio di casa a Milano prima del\nsolito\, ed era l’alba. Non un’alba qualsiasi. Era un’alba libanese. Mi sono svegliato e\nil cielo era Libano. Il vento era il Libano. La temperatura\, l’umidità e le\nprecipitazioni erano Libano. Mi sono svegliato in Libano\, sono disceso da me stesso\ne sono salito nella mia pittura” (Rami Lazkani).\nIspirato dal libro “Le Città Invisibili” di Italo Calvino – che espone le sue riflessioni\nsulle megalopoli moderne attraverso racconti fantasiosi – e\, soprattutto\, dalla\ndescrizione surrealista di Zenobia\, nella quale rivede fortemente la sua Tripoli\,\nLazkani traduce sulla tela l’intensa densità urbana libanese – fatta di molti edifici\,\nstrade che s’intersecano vorticosamente e stratificazioni infinite di fili elettrici –\nattraverso una tecnica quasi astratta\, che non lascia spazio ad un apparente\nrigore. Lazkani non fotografa il paesaggio urbano così com’è\, ma ne inquadra\nl’atmosfera per trasmetterne l’energia intrinseca.\nLinee rette e curve\, stese con un colore denso\, si rincorrono sulla superficie dei suoi\ndipinti monocromatici. A primo sguardo il caos sembra prendere il sopravvento\,\nma l’osservatore potrà dipanare presto questa confusione riconoscendo una\ncasetta in un angolo\, una stradina che sale dall’altra parte\, un porticato in basso:\necco emergere una delle città invisibili dell’artista libanese\, ecco emergere\nun’evocazione di un ricordo.\n“Dove è avvenuto il caos\, dove accade il caos\, dove il caos ascende\, dove il\ncaos discende\, dove il caos prende il sopravvento\, dove il caos persiste. Il mio\nlavoro ne è il testimone.” (Rami Lazkani).
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SUMMARY:Marco Orler International Gallery presenta alla Pop House di Milano la mostra “Women”
DESCRIPTION:La Marco Orler International Gallery è lieta di annunciare la mostra dal titolo “Women“\, una straordinaria esposizione dedicata esclusivamente all’arte femminile moderna e contemporanea. La mostra\, curata da Luca Nannipieri\, inaugurerà il 20 ottobre alle 18.30 presso lo spazio espositivo Pop House a Milano e rimarrà accessibile al pubblico fino al 19 novembre. Marco Orler (figlio d’arte\, attivo da trent’anni nel mercato dell’arte) presenta una parte della propria collezione: una collettiva tutta al femminile basata sul progetto curatoriale del noto critico d’arte Luca Nannipieri. \n“Women” è un audace tentativo di tracciare una nuova narrazione nell’ambito dell’arte contemporanea\, mettendo in luce l’importante contributo di artiste donne che\, nonostante le sfide storiche e culturali\, hanno saputo emergere con forza nel panorama artistico globale. La mostra espone le opere di nove straordinarie artiste\, tra le più quotate e influenti nel contesto contemporaneo mondiale. Da Kiki Smith a Jenny Holzer\, da Niki de Saint Phalle a Joanna Pousette Dart\, da Maria Lai a Grazia Varisco\, fino a Tracey Emin\, Esiri Erheriene-Essi e Sherrie Levine\, questa eclettica selezione rappresenta un omaggio all’immensa diversità di espressioni artistiche e concettuali delle donne nell’arte. \n  \nIl curatore della mostra\, Luca Nannipieri\, condivide l’importanza di dedicare uno spazio esclusivo alle voci femminili nell’arte: “Se oggi possiamo fare una manifestazione dal titolo così icastico\, è perché per lunghi secoli l’arte è stata essenzialmente mestiere e gloria degli uomini. Dunque\, ecco quest’esposizione che non ha nessun filo rosso se non quello di voler approfondire il percorso di artiste che hanno dimostrato o stanno dimostrando una ricerca creativa riconosciuta ormai dal collezionismo internazionale\, dai maggiori musei d’arte contemporanea\, e\, in alcuni casi\, già dai manuali di storia dell’arte.” \nLa mostra “Women” rappresenta un’opportunità unica per immergersi nell’universo artistico delle donne che hanno ridefinito i confini dell’arte contemporanea\, sfidando stereotipi e superando limiti. Attraverso una varietà di media e stili\, queste nove artiste creano un dialogo ricco e profondo\, ispirando riflessioni sul ruolo dell’arte nella società e sulla potenza creativa delle prospettive femminili. \nCon questa mostra Marco Orler offre un’occasione unica per immergersi nelle visioni di queste artiste e cogliere l’opportunità di riflettere sull’evoluzione dell’arte attraverso l’obiettivo femminile. \nLe artiste in mostra \n  \n\nKiki Smith (Norimberga\, Germania 1954) è considerata una tra le artiste concettuali più influenti del panorama contemporaneo femminista. Nelle sue opere sono centrali i temi della mortalità\, della spiritualità e del misticismo. Durante la sua carriera vanta l’uso di materiali singolari come capelli e lattice\, cera d’api e oro\, gesso\, bronzo\, carta\, vetro e porcellana\, attraverso varie espressioni artistiche come la pittura\, la fotografia\, la scultura\, il disegno\, le installazioni\, i gioielli\, i libri d’artista\, i video e le opere cinematografiche. Le sue opere sono presentate nei più importanti musei del mondo tra i quali Centre Pompidou di Parigi\, Solomon R. Guggenheim Museum di New York\, Tate Gallery di Londra. \n\n\nNiki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine\, Francia 1930 – San Diego\, USA 2002) spazia attraverso varie forme creative\, dalla scultura alla pittura\, all’incisione\, all’architettura fino alla regia. I temi da lei trattati riguardano la femminilità e il femminismo\, lo svago e la violenza\, la felicità e il dolore. Si scaglia contro la società chiaramente patriarcale dei suoi tempi\, ma anche contro la religione e il razzismo. Soggetti della sua arte ono figure stravaganti\, dai colori accesi\, dapprima realizzati con lana\, filati\, cartapesta e filo metallico\, in seguito in poliestere. Le sue opere sono presentate nei più importanti musei del mondo tra i quali Metropolitan Museum of Art di New York\, Musée d’Art Contemporain di Marsiglia\, Museo Stedelijk di Amsterdam\, Tate Gallery di Londra.\n\n\nJenny Holzer (Gallipolis\, USA 1950)\, artista concettuale\, si specializza in pittura e incisione alla Ohio University nel 1972\, per poi trasferirsi nel 1977 a New York dove attualmente vive e lavora. Negli anni ’80 progetta i primi “LED” che posiziona al centro della città di New York. Sono aforismi che invitano i passanti a credere in sé stessi e a fronteggiare con consapevolezza i momenti più bui della vita. Le opere di Jenny Holzer sono esposte nei più importanti musei del mondo tra i quali Museo Solomon R. Guggenheim di New York\, Centre Pompidou di Parigi\, Museum of Modern Art di New York\, Neue Nationalgalerie di Berlino. Nel 1990\, l’artista viene riconosciuta come prima donna americana vivente a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.\n\n\nSherrie Levine (Hazleton\, USA 1947) fotografa e artista concettuale. Insieme a Cindy Sherman\, Robert Longo e David Salle è una delle maggiori esponenti del “Appropriation Art”. L’artista è impegnata nel dibattito femminista; si appropria di opere di predecessori uomini per analizzarne il ruolo nel mondo dell’arte ed evidenziare il concetto di differenza di generi. Le sue opere sono state esposte in numerosi musei di fama internazionale tra i quali Hirshhorn Museum di Washington D.C\, San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco\, Centre Pompidou di Parigi\, Whitney Museum of American Art di New York.\n\n\nMaria Lai (Ulassai\, Italia 1919 – Cardeu\, Italia 2013)\, artista concettuale. Fin da adolescente è appassionata d’arte. Diviene famosa per i suoi lavori tessili\, opere derivanti da una ricerca minuziosa di nuovi materiali e nuove forme di espressione come libri e tele cucite\, pani e terrecotte. Le opere di Maria Lai sono esposte in alcune delle più prestigiose istituzioni pubbliche tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze\, Museum of Modern Art di New York\, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma\, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART).\n\n\nJoanna Pousette-Dart (New York\, USA 1947). Nel dinamismo della sua arte si percepiscono la forma e la luce in continua mutazione\, come anche gli spazi aperti e il senso della curvatura terrestre. Dipinge attingendo a varie linee artistiche: islamica\, mozarabica\, catalana\, calligrafia e pittura di paesaggi cinesi\, arte Maya e degli indiani d’America. I suoi lavori sono conservati in collezioni pubbliche di fama internazionali come Solomon R. Guggenheim Museum di New York\, Indianapolis Museum of Art di Indianapolis\, Museum of Fine Arts di Boston. \n\n\nEsiri Erheriene-Essi (Londra\, Inghilterra 1982)\, pittrice figurativa; attualmente vive e lavora ad Amsterdam. Le opere di Esiri raccontano scene di vita popolare tra amici o parenti realizzate traendo ispirazione da eventi storici\, da esperienze di vita personale oppure dalla consultazione di album di famiglia. Utilizza tele di grande formato (quasi a misura d’uomo)\, in cui inserisce figure dai colori molto vivaci\, rappresentazioni di storie d’archivio mai tramandate\, tenute nascoste o scordate. Le opere dell’artista sono esposte nelle collezioni dello Stedelijk Museum di Amsterdam\, dell’Institute of Contemporary Art di Miami (ICA)\, del Ministero dell’Interno e delle Relazioni del Regno dei Paesi Bassi. \n\n  \n\nGrazia Varisco (Milano\, Italia 1937) è figura di spicco nell’arte cinetica e programmata. Nei primi anni ‘60 diviene l’unica esponente femminile e co-fondatrice del Gruppo T insieme a Colombo\, Anceschi\, De Vecchi e Boriani. Le sue opere spaziano attraverso numerosi temi: la correlazione fra tempo e spazio\, tra caso e programma\, ma anche la percezione e il confronto fra opposti\, la concezione del divenire\, la transitorietà e la provvisorietà. I materiali utilizzati sono spesso magneti\, vetri\, fogli di carta o ferro\, elementi semplici che esortano il fruitore a prendere parte all’esperimento percettivo\, regalandogli un’esperienza unica\, tra stupore e curiosità. Le opere di Grazia Varisco sono presenti in musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere tra cui la Collezione Farnesina di Roma\, Museum of Modern Art di New York\, Centre Georges Pompidou di Parigi\, Museo del ‘900 di Milano\, Fondazione Prada di Milano. \n\n  \n\nTracey Emin (Londra\, Inghilterra 1963) è un’artista femminista e post-modernista. Nelle opere realizzate dall’artista emergono tematiche quali l’amore\, la passione\, la perdita e il dolore\, che avvolgono lo spettatore in un’atmosfera altamente emotiva. Ciò si può notare innanzitutto dai famosi neon\, caratterizzati da una scrittura corsiva e da una grammatica propria riconoscibile. Sono frasi che colpiscono per il loro carattere forte e contemporaneamente fragile\, due aspetti che ritroviamo anche nelle relazioni umane. I lavori di Emin si trovano esposti in numerose istituzioni come Royal Academy of Arts di Londra\, Musée d’Orsay di Parigi\, Museo de Arte Latinoamericano di Buenos Aires\, Museo Stedelijk di Amsterdam. \n\nMarco Orler International Gallery \nLa Marco Orler International Gallery nasce dall’esperienza e dalla passione che Marco Orler nutre per l’arte fin da adolescente. \nOrler è stato titolare di un’azienda televisiva nazionale per circa vent’anni e ad oggi ha deciso di voltare pagina riuscendo a coronare uno dei suoi più grandi sogni. Si occupa di arte moderna e contemporanea\, selezionando opere pregiate di artisti internazionali. Per fare ciò\, viaggia per il mondo alla ricerca di opere importanti e particolarmente significative. Orler opera un’accurata scelta con l’obiettivo di raggiungere e mantenere dei livelli qualitativi considerevoli\, al contempo intende coinvolgere un pubblico sempre più vasto nel mondo affascinante dell’arte contemporanea.  “Ciò che più amo del mio lavoro è l’opportunità di stringere contatti con artisti e professionisti del settore\, creando una rete di persone specializzate che condividono lo stesso amore e la stessa passione per il panorama dell’arte contemporanea”. \nMaggiori info su: https://www.marco-orler.it/ \nLuca Nannipieri \nLuca Nannipieri è uno dei critici d’arte più noti. Ha pubblicato i libri “Candore immortale” (Rizzoli\, 2022)\, “Capolavori rubati” (Skira\, 2019)\, “Raffaello” (Skira\, 2020)\, “A cosa serve la storia dell’arte” (Skira\, 2020)\, “Il destino di un amore. Tiziano Vecellio” (Skira\, 2021)\, “Bellissima Italia. Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale” (RAI Libri\, 2016). I suoi volumi\, alcuni tradotti e pubblicati all’estero\, sono stati anche allegati a quotidiani nazionali. Il suo volume “A cosa serve la storia dell’arte” (Skira\, 2020) è stato pubblicato in Francia da L’Harmattan\, nella collana diretta dal Professore Emerito di Sociologia della Sorbonne di Parigi. Tiene e ha tenuto conferenze nei principali musei italiani\, dai Musei Capitolini a Roma alla Pinacoteca di Brera a Milano\, dagli Uffizi di Firenze al Parco Archeologico di Pompei. È spesso ospite di trasmissioni televisive sulle reti nazionali\, presentando rubriche d’arte da RaiUno a Striscia La Notizia su Mediaset.
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SUMMARY:Olmo in Arte: 2ª Edizione
DESCRIPTION:Via dell’Olmo\, 00044 Frascati – Roma \nDal 25/08/2023 – al 30/09/2023 \nOgni venerdì e sabato dalle 17.30 alle 20 \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nIngresso libero \nGeneri: pittura\, arte contemporanea \nEsposizione collettiva diffusa su strada di pittura contemporanea nella storica via commerciale dell’Olmo di Frascati (Roma)\, a cura della Galleria d’Arte ed Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti”. \nLa seconda edizione di “Olmo in Arte” racchiude il lavoro pittorico realizzato da 6 artisti emergenti selezionati da Agarte – Fucina delle Arti durante tutto il 2023 in una selezione che va dalle 6 alle 10 opere su tela a testa\, esposte tutti i venerdì ed i sabato di settembre lungo la storica via dell’Olmo.  \nL’esposizione collettiva propone un viaggio in sei stili pittorici differenti tra loro che ben riassumono il creativo mondo della pittura contemporanea emergente. 25-26 Agosto Ivano Petrucci\, 01-02 Settembre Antonella Iris de Pascale\, 08-09 Settembre Matteo Tomaselli\, 15-16 Settembre Alyssa Canepa\, 22-23 Settembre Mauro Romano e 29-30 Settembre Fabio Pini. \nLa mostra serale e all’aperto porta il patrocinio del Comune di Frascati ed è sponsorizzata da BluBanca\, espone ogni week-end con cavalletti su strada gli ultimi lavori degli artisti\, alcuni dei quali lavoreranno dal vivo realizzando opere pittoriche su strada (Alyssa Canepa e Mauro Romano). \nL’esposizione con ingresso libero e gratuito resterà visibile tutti i venerdì ed i sabato dalle ore 17.30 alle 20 presso la storica via commerciale dell’Olmo sita nel centro storico di Frascati (Roma) con apertura il giorno venerdì 25 agosto dalle 17.30 alle 20\, e avrà termine sabato 30 settembre 2023 dalle 17.30 alle 20 (per qualsiasi info +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:BANDO Girotondi – cromie condivise
DESCRIPTION:Scade il 23 luglio il bando per l’installazione collettiva d’arte e artigianato artistico dell’associazione LeArtiPossibili. \nNell’esposizione collettiva del 2023 “GIROTONDI – cromie condivise” il materiale indagato\, come nella precedente Biennale LeArtiPossibili\, sarà la lana\, con prodotti realizzati con ogni genere di lavorazione: dall’uncinetto alla maglia\, dalla tessitura alla cardatura\, dal feltro al ricamo\, dai pon pon al collage\, fino alle tecniche meno comuni o alle combinazioni più personali delle lavorazioni. \nLe installazioni collettive de LeArtiPossibili operano per la realizzazione di un’opera unitaria composta da centinaia di piccoli manufatti realizzati singolarmente dai partecipanti\, per far emergere un’unità di intenti attraverso la diversità. \nIl manufatto da realizzare dovrà avere un formato circolare di diametro fisso\, 15 o 20 o 25 centimetri\, e uno spessore massimo di 2 cm. Per ogni singolo tondo dovrà essere scelta una sola tonalità di colore\, con l’esclusione del bianco\, del nero e del grigio\, che sono stati invece al centro della Biennale recentemente conclusa. Ciascun partecipante potrà realizzare fino a un massimo di 7 manufatti\, anche diversi tra loro per dimensione\, lavorazione e cromia.
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SUMMARY:Crossover. Supereroi in torre
DESCRIPTION:Nella sede della Fondazione Natalino Sapegno\, la Tour de l’Archet\, situata nell’affascinante castello di Morgex in Valle d’Aosta\, sarà ospitata dal 3 agosto al 17 settembre 2023 la mostra “Crossover. Supereroi in Torre”. Si tratta di un progetto site-specific con le opere degli artisti Giuseppe Camuncoli e Adrian Tranquilli\, a cura di Enrico Fornaroli\, professore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e direttore artistico del Biblio-Museo del Fumetto Demetrio Mafrica. Proprio all’interno della Tour de l’Archet\, edificio risalente al 998 d.C.\, dal 2010 la Fondazione Natalino Sapegno conserva un ricchissimo fondo di oltre 80.000 volumi dei quali 30.000 di albi a fumetti\, che ha organizzato allestendo il Biblio-Museo del Fumetto Demetrio Mafrica: uno spazio a metà fra una biblioteca e un museo\, concepito per favorire un primo avvicinamento all’universo fumettistico ma anche per incentivarne la lettura e lo studi. Grazie alle sue attività di ricerca\, formazione\, didattica e divulgazione la Fondazione Natalino Sapegno ad oggi è un vero e proprio polo culturale a 360 gradi. \nIn questo contesto si inserisce la mostra “Crossover. Supereroi in torre”\, promossa dalla Fondazione Natalino Sapegno\, che mira a valorizzare non solo le opere degli artisti coinvolti\, ma anche il monumento che ospiterà l’esposizione\, con installazioni e interventi site-specific sia all’interno che all’esterno dell’edificio storico\, creando un connubio tra passato e presente\, tra storia e arte contemporanea. Il tema prescelto è la trasversalità\, l’incontro tra universi linguistici diversi con campi semantici distinti come il fumetto e le arti visive contemporanee. La torre stessa diventa un punto di incontro e confronto tangibile tra due artisti di fama internazionale: Giuseppe Camuncoli e Adrian Tranquilli. \nL’esposizione\, infatti\, offre ai visitatori una prospettiva incrociata tra le opere di Tranquilli\, artista visivo che esplora l’impetuosa forza evocativa ed epica delle figure create dal fumetto e che ormai appartengono all’immaginario contemporaneo\, e quelle di Camuncoli\, un autore che con le sue tavole disegnate per Marvel\, DC Comics e altri editori statunitensi ha dato vita narrativa e visiva a quelle figure mitiche\, vere icone della civiltà occidentale\, rappresentate da supereroi come Batman\, Superman\, Spider-Man\, Silver Surfer\, Wolverine e Hulk. Installazioni\, video e opere interattive permetteranno al pubblico di entrare nel mondo creativo di Camuncoli e Tranquilli\, di esplorare le loro visioni e di cogliere l’energia e l’epicità delle figure supereroiche che li hanno ispirati. \nUniversi poetici e di produzione artistica che non solo saranno messi a confronto ma che verranno contaminati e fatti interagire mediante un espediente narrativo tipico dell’orizzonte fumettistico supereroistico: il crossover. Un crossover\, dal quale prende il titolo la mostra\, che si concretizzerà fisicamente nelle opere site-specific dei due artisti\, realizzate mixando sensibilità\, tecniche e suggestioni in dialogo con l’ambiente circostante. \nCome scrive Enrico Fornaroli nel suo testo critico: “Nelle opere di Adrian Tranquilli non vi è traccia del significante – la vignetta\, il balloon\, l’onomatopea grafica – mentre entrano in scena\, con una impetuosa forza evocativa\, le figure che il fumetto ha creato e che ormai appartengono all’immaginario contemporaneo: Batman\, Superman\, Spider-Man\, Silver Surfer\, Wolverine\, Hulk non sono più solamente eroi di una saga che ha intrattenuto lettori di ogni età e provenienza\, sono divenute figure del mito\, icone della civiltà occidentale. E come tali Tranquilli le utilizza\, facendole interagire con un altro potente artefice di narrazioni mitiche\, le religioni\, e ponendosi al centro di una profonda riflessione sul valore salvifico del supereroe. Così Buddha si compenetra nell’Incredibile Hulk\, Batman si sovrappone a iconografie cristologiche e non solo\, Superman\, Spider-Man\, Joker giacciono “appallottolati” in posizione fetale\, arresi\, intimoriti\, in balia degli eventi\, mentre Wolverine si raccoglie genuflesso in meditazione davanti a una tela solcata di tagli di chiara matrice fontaniana.”. \nProsegue sempre Fornaroli: “Uno sguardo quello di Camuncoli capace di offrire all’immaginario supereroistico una sensibilità tutta europea nello stile e nei riferimenti fumettistici che hanno nutrito il suo inconfondibile segno. Una propensione a farsi coinvolgere in nuove sfide e nuovi ‘incroci’ come la miniserie Batman: Europa\, realizzata insieme a Jim Lee\, Brian Azzarello e Matteo Casali appositamente per il mercato europeo\, in cui il famoso Cavaliere Oscuro deve unire le forze con il suo epico avversario Joker e insieme transitare attraverso quattro capitali europee: Berlino\, Praga\, Parigi e Roma. Analogo spirito\, con cui esplorare nuovi scenari e sperimentare differenti soluzioni narrative\, che ritroviamo anche quando realizza i disegni per le collane statunitensi The Amazing Spider-Man e The Superior Spider-Man\, entrambe con protagonista l’Uomo Ragno”. \nIn mostra saranno esposte tavole originali provenienti dalle più prestigiose serie supereroistiche statunitensi\, una serie di contributi video\, un’installazione che riprodurrà per lo spettatore il backstage di produzione di un’opera a fumetti\, nonché una dozzina di opere scultoree e tavole grafiche che occuperanno e interagiranno con gli spazi interni ed esterni della Tour de l’Archet. \n“Dal nostro insediamento nella Tour de l’Archet\, il castello di Morgex – racconta Giulia Radin\, direttrice della Fondazione Natalino Sapegno – abbiamo previsto numerose iniziative per valorizzare il patrimonio librario\, archivistico e architettonico che ci è stato affidato\, raccontandolo attraverso visite guidate e percorsi didattici. Per favorire la fruizione del Fondo Mafrica – una collezione di fumetti straordinaria tanto per la sua estensione (oltre 30.000 albi) quanto per la sua completezza – abbiamo allestito nel 2014 un Biblio-Museo del Fumetto\, organizzando parallelamente esposizioni e incontri con disegnatori\, sceneggiatori\, critici. Quest’anno abbiamo in programma un’iniziativa ancora più articolata\, ideata appositamente per far risaltare il ruolo della nostra sede quale polo culturale di riferimento per l’arte e la letteratura disegnata: il castello dell’Archet verrà infatti abitato dai supereroi di Camuncoli e Tranquilli\, attraverso un progetto site-specific che metterà in dialogo i due artisti fra loro e con il monumento. Grazie alle loro installazioni i personaggi usciranno letteralmente dagli albi del Biblio-Museo per affacciarsi sulla piazza e sulla corte interna”. \nI contenuti e i temi della mostra\, rivolta al grande pubblico e in particolare ai numerosi turisti italiani e stranieri presenti in Valle d’Aosta nel periodo estivo (in particolare dalle vicine Francia e Svizzera)\, verranno sviluppati non solo mediante visite guidate e workshop per bambini\, ma anche attraverso iniziative indirizzate a target specifici\, come l’evento conclusivo che rivedrà a Morgex la presenza dei due autori. \nFondazione Natalino Sapegno \nIstituita nel 1991\, la Fondazione Sapegno – intitolata a uno dei maggiori storici della letteratura italiana – opera ininterrottamente da trent’anni in Valle d’Aosta con iniziative a livello nazionale e internazionale: il Centro Studi cura infatti pubblicazioni e organizza seminari di alta formazione rivolti a dottorandi provenienti da Italia\, Francia e Svizzera\, giornate e convegni di studio\, attività di formazione e aggiornamento per insegnanti. Il trasferimento\, nel 2010\, nella Tour de l’Archet di Morgex (un castello risalente al X secolo)\, ha favorito una notevole estensione del raggio d’azione della Fondazione\, che ha finalmente potuto acquisire e collocare i preziosi fondi librari e archivistici di Natalino Sapegno\, del poeta e saggista Sergio Solmi\, della germanista Lea Ritter Santini\, del francesista Lionello Sozzi (per un totale di circa 80.000 volumi e 35 metri lineari di archivio). \nNel 2014 è stato allestito all’interno di un’ala del castello il Biblio-Museo del Fumetto Demetrio Mafrica\, nel quale è custodita una fra le più ricche e complete collezioni italiane di fumetti (circa 30.000 pezzi\, fra albi\, monografie e riviste). Il BMF consente di avvicinarsi al variegato universo fumettistico attraverso un percorso cronologico che guida il visitatore all’interno della Collezione Mafrica.
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SUMMARY:Nel tumulto – La nuova video installazione di Vitruvio Virtual Reality per “Rivoluzione Vedova” mostra di M9 Museo
DESCRIPTION:In occasione della mostra “Rivoluzione Vedova” ideata e progettata da Fondazione Emilio e Annabianca Vedova e coprodotta con M9 – Museo del ’900\, Vitruvio Virtual Reality ha curato\, ideato e realizzato la video installazione site specific e l’area immersiva di proiezione per celebrare l’arte di Emilio Vedova. L’esposizione\, a cura di Gabriella Belli\, è visitabile fino al 26 novembre 2023 al terzo piano dell’M9 – Museo del ‘900 di Mestre. \nLa mostra apre un percorso inedito che sceglie l’arte contemporanea come strumento per esplorare e interpretare la storia sociale\, culturale\, politica ed economica del Novecento\, una scelta che sottolinea il ruolo centrale di Emilio Vedova\, la cui opera è interprete e testimone di un forte legame storico e civile con gli eventi che hanno segnato il XX secolo\, mantenendo oggi la forza di una costante attualità. \nIn questo contesto ben si inserisce l’installazione di Vitruvio Virtual Reality\, studio bolognese specializzato in computer grafica che realizza spot pubblicitari\, tour virtuali per mostre o eventi di moda\, esperienze di realtà aumentata e virtuale. Vitruvio Virtual Reality recentemente con lo showroom VVR Fashion Metaverse ha guadagnato il posto di unico studio europeo finalista nella categoria Built Experiential del premio internazionale Metaverse Architecture and Design Awards creato dalla rivista statunitense Interior Design Magazine. \nL’intervento è una sfida alla rappresentazione\, una guida alla scoperta del segno e dei luoghi che hanno caratterizzato la vita dell’artista. Attraverso l’analisi del suo lavoro e del corpus teorico\, il team multidisciplinare di Vitruvio Virtual Reality ha portato il proprio tributo con un corto in qualità cinematografica della durata di 3 minuti e 30 secondi pensato per essere proiettato in un apposito spazio immersivo composto da 4 pareti contrapposte (superficie totale 56 mq) che avvolgeranno il visitatore ponendolo al centro dell’immaginario del grande artista veneziano. Una sala immersiva che promette un’esperienza emozionale nel mondo gestuale e creativo di Vedova. \n  \nNel tumulto: il concept \n  \n“Nel tumulto” è un’opera multimediale site specific che si colloca all’incrocio tra la pittura\, la filosofia\, l’architettura e i segni di un immaginario visivo mutuato dal genius loci veneziano. \n“Mediante l’elaborazione tridimensionale dell’immagine restituita con una tecnica apparentemente bidimensionale\, in bianco e nero\, colori chiave del linguaggio pittorico dell’artista\, abbiamo creato un’immedesimazione empatica tra fruitore e artista sotto forma di dialogo introspettivo con il contesto semiotico della città” così dichiara Simone Salomoni coordinatore del progetto e co-fondatore di Vitruvio Virtual Reality. \nIl tema centrale dell’installazione è il rapporto tra l’artista e la città\, che Vedova ha sempre considerato come fonte d’ispirazione. Il suo lavoro\, infatti\, è strettamente legato al contesto lagunare\, alla sua luce\, ai suoi colori e alle sue architetture. Nel video si esplora lo stato emozionale dell’artista\, la traslazione semantica tra oggetto e segno\, l’impulso cinestesico e la gestualità che diventa un’azione energica\, quasi una performance. L’installazione di Vitruvio Virtual Reality completa così il percorso espositivo della mostra che racconta con centotrenta opere il punto di vista di questo grande artista ed intellettuale\, mettendoci a confronto\, attraverso i suoi lavori\, con i capitoli “caldi” della nostra storia recente\, dalle macerie della Seconda guerra mondiale agli avvenimenti della politica internazionale che hanno sconquassato il mondo negli anni Sessanta e Settanta e ben oltre\, fino alle soglie del Duemila. \nImmergendosi “Nel tumulto” il visitatore\, il cui punto di vista coincide anche con il piano pittorico\, assisterà a una narrazione sviluppata su due livelli convergenti\, scanditi da momenti di immedesimazione nell’azione-gesto in cui strati di segni e di pittura si sommano tra loro e da momenti contemplativi in cui emergono i luoghi e le architetture di Venezia che hanno ispirato i lavori di Vedova. \nL’esposizione si avvale del patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Venezia ed è sostenuta in qualità di main sponsor da Generali Valore Cultura\, il programma pluriennale di Generali Italia per rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più vasto e per valorizzare la comunità e i territori\, e dal Gruppo SAVE\, sempre attento a promuovere iniziative culturali di rilievo. \nHanno contribuito Venezia Unica\, AVA – Associazione Veneziana Albergatori e\, in qualità di Official Partner\, Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Trenitalia.
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SUMMARY:VVR Fashion Metaverse - Il nuovo progetto digitale di Vitruvio Virtual Reality
DESCRIPTION:Arte\, moda\, architettura e tecnologia si fondono in VVR Fashion Metaverse\, il nuovo progetto digitale di interior design realizzato da Vitruvio Virtual Reality. Un’esperienza immersiva innovativa\, uno spazio nel Metaverso dedicato al fashion e al luxury.  \n  \nTra oltre cento candidature arrivate da noti progettisti di tutto il mondo\, Vitruvio Virtual Reality\, con lo showroom VVR Fashion Metaverse\, è l’unico studio europeo finalista del MAD – Metaverse Architecture and Design Awards nella categoria Built – Experiential\, il premio internazionale promosso dalla rivista statunitense Interior Design in partnership con Digby che celebra il talento di studi creativi che realizzano progetti e spazi per il Web3. Essere selezionati come finalisti è un riconoscimento significativo per Vitruvio Virtual Reality e un attestato alla qualità e all’innovazione del progetto. Questo successo dimostra l’importanza di un approccio multidisciplinare che combina diversi linguaggi artistici per creare spazi digitali stimolanti. \nGrazie all’uso della realtà virtuale\, in VVR Fashion Metaverse gli utenti potranno immergersi completamente in un ambiente virtuale unico\, che combina l’estetica artistica\, le tendenze della moda più innovative e la bellezza dell’architettura moderna. Questa fusione di elementi crea un’esperienza coinvolgente e straordinaria per gli amanti della moda e per coloro che desiderano scoprire nuovi orizzonti. \n“VVR Fashion Metaverse\, il nostro spazio dedicato al fashion e al luxury\, è un’architettura sospesa\, elegante e pura\, progettata con libertà d’introspezione e incurante delle leggi della fisica. Uno showroom virtuale nel quale mettere in mostra abiti e accessori digitali con i quali è possibile interagire a vari livelli. Uno spazio luogo che abbiamo dedicato alla moda per celebrare le nuove frontiere digitale e creare un ponte tra i migliori marchi del fashion e del luxury e il metaverso” così racconta Simone Salomoni coordinatore del progetto e co-fondatore di Vitruvio Virtual Reality. \nL’obiettivo principale di VVR Fashion Metaverse è quello di restituire uno spazio etereo in grado di vincere le leggi della fisica attraverso un’architettura imponente ma al tempo stesso leggera\, sospesa in un paesaggio onirico dove alba e tramonto si susseguono senza soluzione di continuità. Questa innovativa esperienza nel metaverso apre nuove possibilità per i brand di moda\, consentendo di presentare le loro collezioni in modo creativo e coinvolgente. VVR Fashion Metaverse rappresenta il punto di incontro tra la moda e la tecnologia\, dove le barriere fisiche vengono superate e l’arte prende vita. \nAd oggi l’industria della moda sta scommettendo molto sul metaverso\, utilizzando la piattaforma per raggiungere nuovi mercati e promuovere i suoi prodotti. Proprio sul metaverso è stata organizzata la prima Metaverse Fashion Week\, quattro giorni di sfilate e tavole rotonde ospitate nel mondo virtuale 3D ai quali hanno partecipato i più grandi marchi del fashion. In questo contesto in continua espansione e molto apprezzato dal pubblico\, si inserisce il nuovo progetto di Vitruvio Virtual Reality studio bolognese multidisciplinare specializzato in CGI e cinema 3D che da tempo collabora con alcune rinomate case di moda internazionali. Lo studio inoltre realizza spot pubblicitari\, tour virtuali per mostre o eventi di moda\, esperienze di realtà aumentata e virtuale. VVR Fashion Metaverse però “va oltre il fashion”\, proponendo al pubblico un ambiente innovativo dove arte\, architettura e design dialogano in un solo spazio. \nLo showroom si articola in due aree diverse collegate tra loro da una passerella. All’interno di ognuno dei due ambienti saranno esposti asset digitali\, tra cui accessori e vestiti di alta moda\, che sarà possibile veder sfilare indosso a modelli 3D. Si può vivere l’esperienza immersiva entrando in Spatial\, anche senza essere utenti registrati: https://www.spatial.io/s/VVR-Fashion-Metaverse-63fcb8fe6d2cd1839a856afe?share=2474607036114180015 \nIl trailer di VVR Fashion Metaverse è disponibile al seguente link: https://vimeo.com/821181462
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SUMMARY:Fabio pini | Mirabilia
DESCRIPTION:Piazza del Mercato\, Frascati (Roma) \nMercato coperto \nDal 16 giugno – al 25 giugno 2023 \nTutti i giorni dalle ore 16.00 fino alle 20.00 \nIngresso gratuito \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nTesti critici: Alessandro Giansanti \nCol patrocinio del Comune di Frascati \nGeneri: disegno\, arte contemporanea \nEsposizione personale di arte contemporanea dell’artista emergente capitolino Fabio Pini all’interno della location comunale del Mercato coperto in Piazza del Mercato di Frascati (Roma) a cura della Galleria d’Arte ed Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti” con testi critici di Alessandro Giansanti. \n“Mirabilia” racchiude il lavoro realizzato dall’emergente artista romano Fabio Pini in una selezione di 50 disegni di varie dimensioni realizzati con matita colorata\, grafite\, tempera e punta d’argento su carta\, esposti all’interno della location comunale nel centro cittadino di Frascati (Roma). Le opere realizzate negli ultimi anni da Pini riflettono la sua ricerca in un disegno figurativo ricercato\, a tratti surreale\, un disegno carico di simbolismo\, intimo ed incentrato sulla tematica del sogno. \nL’esposizione personale\, propone un viaggio nel figurativo di un artista che ha fatto del disegno il suo linguaggio prediletto; dalla mano ferma e dettagliata\, Pini\, artista abile qual’è\, si districa in un mondo di freaks\, di diversi e di mutanti\, tutti interconnessi dal fil rouge che è il mondo onirico di un creativo che riesce a padroneggiare la tecnica muovendosi tra metamorfosi kafkiane ed una buona dose di surrealismo. \nFabio Pini con questa selezione di disegni composta da 50 opere uniche nel loro genere e provenienti da una produzione che spazia dal 2018 al 2023\, ci racconta di un universo misterioso fatto di meraviglie\, mondi onirici e personaggi criptici in un viaggio denso di rimandi che vanno dal fumetto italiano sino agli horror e alla cultura letteraria. L’esposizione organizzata da Agarte – Fucina delle Arti col patrocinio del Comune di Frascati\, mostrerà ufficialmente al pubblico le opere selezionate ed inserite in un apposito catalogo dall’omonimo titolo ed edito da “Agarte – Fucina delle Arti”. \nL’esposizione con ingresso libero e gratuito avrà inizio venerdì 16 giugno 2023 dalle ore 16.00 fino alle 22.00 (ingresso libero) e resterà visibile per dieci\, ogni giorno dalle 16.00 alle 20.00\, fino al giorno di domenica 25 giugno 2023 (dalle ore 16.00 alle 20.00) e si terrà al Mercato coperto di Piazza del Mercato\, Frascati (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:«Chiudi gli occhi»: dalle parole del poeta romantico Nâzım Hikmet\, la mostra della romana Giusy Lauriola\, da Artètika
DESCRIPTION:«Anima mia\, chiudi gli occhi piano piano e come s’affonda nell’acqua\, immergiti nel sonno\, nuda e vestita di bianco». Questi i primi versi della poesia “Chiudi gli occhi”\, del più importante poeta turco del Novecento\, il rivoluzionario romantico Nâzım Hikmet\, che dà il nome all’ultima mostra della pittrice romana Giusy Lauriola in cui l’artista analizza il rapporto uomo – natura in un momento di disastri naturali\, epidemie e alluvioni. Sarà inaugurata mercoledì 7 giugno\, alle ore 19\,00 alla galleria d’arte Artétika di via Giorgio Castriota\, 15 a Palermo e sarà visitabile fino al 21 giugno. Ingresso libero dal lunedì al sabato\, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nLa gallerista Esmeralda Magistrelli: “Celebriamo l’arte al femminile” \nAl vernissage della mostra “Chiudi gli occhi”\, di mercoledì 7 giugno\, alle ore 19\,00\, l’artista Giusy Lauriola e la curatrice\, Federica Di Stefano\, racconteranno le dieci grandi opere che la compongono\, tra cui un trittico e due dittici. «Portiamo in piccolo\, negli spazi della galleria Artètika di Palermo\, la stessa mostra già esposta\, con grande successo\, all’Aranciera di San Sisto a Roma – spiega Esmeralda Magistrelli\, testa e anima di Artètika -. Siamo entusiaste di proseguire l’attività culturale della nostra galleria con una grande professionista e di continuare ad esporre l’arte al femminile. In questa occasione l’artista è donna\, la curatrice è donna e la gallerista è donna. Meglio di così!». \nLo stile e il messaggio ecologista di Giusy Lauriola \nLa serie di opere della pittrice romana Giusy Lauriola\, Chiudi gli Occhi\, racconta un dualismo tra elementi della natura e oggetti legati alla sfera della quotidianità\, rimandando ad una fruizione dell’ambiente consapevole. «Il titolo della mostra – spiega l’artista – vuole invitare a chiudere gli occhi con cui normalmente vediamo il mondo per aprirli ad una visione diversa. La relazione tra essere umano e natura\, in un periodo in cui l’ambiente è infestato da epidemie\, alluvioni e altri disastri\, ha bisogno di un cambio di rotta. Nella natura\, rappresentata da foglie\, fiori e arbusti – prosegue -\, fanno capolino sedie\, poltrone e arredamenti che evocano la presenza dell’uomo che\, se decide di entrare in relazione\, deve rispettare i ritmi della natura. Il tutto con colori forti come inno alla gioia e alla vita».
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SUMMARY:“Incontriamoci in villa”
DESCRIPTION:Per la rassegna “Incontriamoci in villa” con la direzione artistica di Antonino Giammarino \nLunedì 29 maggio ore 19:00 Villa Fiorentino – Fondazione Sorrento \nKalìka – Showcase \nModera Luigi De Rosa \nMusica come ricordo\, suggestione\, vocalità come contatto e relazione: dietro un album possono celarsi storie antiche e profonde\, portate in superficie con maestria e fascino da tre eccezionali voci napoletane. Questo il senso di Ago\, filo ‘e parole…\, primo album delle Kalìka pubblicato da SoundFly (distribuzione fisica e digitale Self) dopo i due singoli Fatmah e Era sulo ajere. \nLe Kalìka sono il trio composto da Vania Di Matteo (voce)\, Anna Rita Di Pace (voce e violino) e Giulia Olivieri (voce) – con la direzione musicale e gli arrangiamenti a cura di Gianluigi  Capasso. \nOrganizzazione\, produzione e promozione evento: Soundfly \nIngresso libero ad esaurimento posti \nInfo: 328 200 5169
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SUMMARY:DE FILO Mostra di arte tessile e contemporanea
DESCRIPTION:Per i suoi 150 anni Linificio e Canapificio Nazionale ospiterà\, fino a fine anno\,\nDE FILO: un’esposizione di opere di importanti esponenti internazionali di arte tessile e contemporanea. \nUn viaggio alla scoperta della cultura del lino e dell’eccellenza dell’industria tessile bergamasca\, nell’anno in cui la città\, assieme a Brescia\, è Capitale Italiana della Cultura.\nAzienda di riferimento a livello internazionale per la filatura di lino e canapa di alta qualità\, Linificio e Canapificio Nazionale B Corp è una delle più antiche filature europee che da 150 anni mantiene i suoi filati attivi\, con un know-how unico nel settore tessile\, promuovendo la cultura del lino e il ritorno alla coltivazione della fibra sul territorio italiano e sperimentando parallelamente applicazioni sostenibili all’avanguardia di lino e canapa in settori extra tessile come il packaging alimentare e l’industria automobilistica. \nDal 1873\, Linificio e Canapificio Nazionale scrive una storia di amore incondizionato per le fibre naturali di lino e canapa\, che si esprime attraverso un profondo rispetto per la tradizione\, una coraggiosa spinta all’innovazione e una spiccata sensibilità verso cultura e ambiente. \nNel 2023\, in occasione dei suoi 150 anni e nel contesto degli eventi organizzati per Bergamo- Brescia Capitale Italiana della Cultura\, questa eccellenza italiana del tessile vive un anno unico\, scandito da numerose novità ed eventi dedicati all’azienda\, ai suoi protagonisti e al territorio in cui opera. \nSono poche le realtà che possono vantare una storia come quella del Linificio. Una storia che\, come i fili magistralmente prodotti\, si intreccia indissolubilmente alla tradizione\, alla cultura e al territorio\, costruendo intorno a sé una vera e propria filiera del valore che\, oltre alla fabbrica\, abbraccia concetti ben più ampi come sostenibilità\, arte\, comunità e molti altri. Da sempre attivo in numerosi progetti di responsabilità sociale\, come testimoniato anche dal recente ottenimento della certificazione B-Corp\, il Linificio opera con l’obiettivo ultimo di creare e diffondere cultura\, non solamente tessile. \nÈ proprio con l’intento di farsi portatrice di cultura che\, in occasione di questo importante traguardo\, l’azienda ha deciso di dare vita a DE FILO: l’esposizione d’arte tessile e contemporanea che a partire dal 20 maggio animerà gli ambienti aziendali. \nAllestita all’interno della sede di Linificio e Canapificio Nazionale a Villa d’Almé (BG) presso uno spazio industriale precedentemente adibito alla roccatura\, la mostra parte dalla tradizione industriale italiana\, passa per i linguaggi della comunicazione e approda all’arte per raccontare la storia e la filosofia dell’azienda e diffondere l’antica cultura del lino. \nUn omaggio all’industria tessile italiana e alle sue possibili visioni sostenibili\, declinato attraverso molteplici interpretazioni di arte contemporanea\, che stimolano nuove riflessioni su umanità\, relazioni\, natura ed industria. \nDa questi presupposti si disarticola DE FILO\, un concetto dai molteplici significati e contrasti esperienziali: de-filarsi per nascondersi o per distinguersi virtuosamente\, arrotolarsi ordinatamente o srotolarsi liberamente\, filare per stringersi o per espandersi\, tessere per proteggere o per connettere. DE FILO propone un possibile approfondimento multidisciplinare sull’oggetto “filo” (usando “DE” nell’accezione della preposizione latina “in merito al” ma anche “sul” filo) e\, attraverso il lavoro di artisti contemporanei e designer in ambito tessile e non\, intende trasmettere messaggi legati al Linificio\, alla sua storia\, ai suoi luoghi\, ai prodotti\, alle tecnologie e soprattutto alle innovazioni sostenibili e alle nuove applicazioni pionieristiche. Dai filati per i tessuti di lino e canapa alle azioni per la salvaguardia dei fondali marini (Marevivo)\, dalle reti naturali per packaging alimentari (L!NCREDIBLE ®) alle iniziative di compensazione per tutelare la biodiversità\, oltre alle attività culturali\, educative e di valorizzazione del territorio: questi sono solo alcuni dei progetti che negli ultimi tempi hanno caratterizzato la storia dell’azienda e che danno il via all’interpretazione di alcune opere presenti all’interno dell’esposizione. \nL’esposizione propone i lavori di oltre 20 esponenti dell’arte tessile e contemporanea nazionale e internazionale: a partire dalle opere site specific di Kaori Miyayama\, Matteo Berra e dello street artist Moneyless\, pensate e realizzate direttamente per gli ambienti del Linificio. Tra gli artisti presenti in mostra spiccano le opere di: Matthew Attard\, Daniela Frongia\, Eva e Franco Mattes\, Federica Patera e Andrea Sbra Perego\, Mimmo Totaro. \nIdeata dalla società di comunicazione NT Next – Evolving Communication\, DE FILO è il risultato di mesi di ricerca e studi approfonditi del settore. L’esposizione è\, di fatto\, parte di un progetto più ampio di comunicazione strategica e di coinvolgimento di tutti gli stakeholder del Linificio che ha portato alla creazione della nuova immagine coordinata dell’azienda\, all’aggiornamento degli strumenti di comunicazione e all’organizzazione di eventi\, open day e incontri con le scuole: un insieme di iniziative orientate a seminare nuove idee e valorizzare la creatività anche in ambiti solo apparentemente lontani. \nOltre all’evento speciale del 20 maggio\, che prevede anche un esclusivo tour degli spazi di produzione\, sarà possibile registrarsi per le giornate di visita alla mostra (una serie di venerdì nel corso dell’anno) al sito: https://www.linificio.it/de-filo/ \nPer registrarsi allo speciale open-day del 20 maggio – visita mostra e azienda: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-150-linificio-e-canapificio-nazionale-open-day-20-maggio- 619466088747 \nINFO EVENTO: \n20 maggio – 31 dicembre \nOpening 20 maggio\, 14:30 registrazione obbligatoria QUI Linificio e Canapificio Nazionale \nVia Ghiaie\, 55\, 24018 Villa d’Almè BG Tel.+39 035 634011 \nLinificio e Canapificio Nazionale per la sostenibilità e la biodiversità: RETI FANTASMA\nLinificio e Canapificio Nazionale ha supportato Marevivo in un’operazione di recupero e \nsalvaguardia dei fondali marini che sono stati liberati da lenze ed esche artificiali che avvolgono i rami di gorgonia e minacciano l’ecosistema subacqueo del promontorio dell’Argentario. \nL’iniziativa è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile che un’azienda certificata B Corp come Linificio e Canapificio Nazionale persegue. \nhttps://www.linificio.it/marevivo/ \nIL BOSCO DI LINIFICIO \nUna delle iniziative atte a ridurre l’impatto ambientale dell’azienda è la piantumazione di 1.000 nuovi alberi\, uno per ogni dipendente di Linificio e Canapificio Nazionale\, presso la riserva biogenetica della Sila Piccola in Calabria\, con l’obiettivo di mitigare la quasi totalità delle emissioni di CO2 prodotta dalla flotta aziendale e di tutelare il patrimonio naturale e la biodiversità dell’area Riserva della Biosfera dell’UNESCO dal 2014. \nLINO D’ITALIA \nLinificio e Canapificio Nazione promuove non solo la cultura\, ma anche la coltura del lino. Lino d’Italia è il primo filato di lino 100% italiano con filiera tracciabile nato su campi di lino coltivati in Italia e filato presso la sede di Villa d’Almé. \nUn inno all’eccellenza\, al saper fare e alla tradizione della coltivazione del lino che è tornata in Italia grazie all’opera di sensibilizzazione promossa da Linificio e Canapificio Nazionale. https://www.linificio.it/lino-ditalia/ \n1873 THE OULD LINEN \nIl lino come quello di una volta. 1873 è l’anno di fondazione di Linificio e Canapificio Nazionale\, che quest’anno celebra 150 anni. Da un seme puro come la natura che l’ha selezionato\, nasce un filato di lino realizzato secondo la tradizione. Solo Linificio\, grazie al suo know-how radicato in 150 anni di attività riesce a selezionare e produrre un filato di lino purissimo\, certificato\, che mantiene inalterate le sue proprietà. \nhttps://www.linificio.it/prodotti/1873-the-ould-linen/ \nA proposito di Linificio e Canapificio Nazionale\nLinificio e Canapificio Nazionale\, fondato nel 1873\, oggi parte del Gruppo Marzotto\, è una delle più antiche aziende europee\, simbolo dell’eccellenza italiana e punto di riferimento a livello internazionale per la filatura di lino e canapa di alta qualità\, destinati al settore abbigliamento e arredo casa e applicazioni tecniche. \nSocietà Benefit e B Corp™\, da anni Linificio e Canapificio Nazionale è impegnato attivamente per il cambiamento del modello economico attuale in uno più equo e sostenibile\, sia dal punto di vista ambientale che sociale. \nEntra nel mondo del Linificio e scopri di più sul sito www.linificio.it. \nLinificio e Canapificio Nazionale S.r.l. Società Benefit Via Ghiaie 55 \nVilla d’Almè (BG) \n  \nPer informazioni contattare c.xodo@linificio.it
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SUMMARY:World Pinhole Photography Day | SpazioPitteri8\, Milano
DESCRIPTION:Domenica 30 aprile\, in occasione del World Pinhole Photography Day – giornata mondiale della fotografia con foro stenopeico – il fotografo Alessandro Gatto\, in collaborazione con Claudia Conserva ed Erika Lacava\, organizza dei laboratori di fotografia stenopeica rivolti ad adulti\, bambini e ragazzi. \nI workshop si terranno negli studi fotografici di SpazioPitteri8\, Milano (M2 Lambrate) e saranno l’occasione per conoscere e praticare questa antica quanto particolare tecnica fotografica basata sui meccanismi ottici delle prime camere oscure. \nI partecipanti avranno modo di costruire una macchina fotografica “fai da te” con una semplice scatola di cartone o di latta su cui verrà praticato un piccolo foro (stenos opaios\, da cui il nome “fotografia stenopeica”)\, attraverso cui passerà la luce che andrà a impressionare la carta fotografica. Le fotografie così ottenute potranno essere sviluppate dai partecipanti nella camera oscura allestita all’interno dello studio fotografico. Si otterranno immagini in bianco e nero uniche e singolari caratterizzate da una accentuata distorsione ottica e sgranatura\, aspetti tipici delle fotografie stenopeiche. Tempi di ripresa più o meno lunghi\, particolari condizioni di luce\, soggetti in movimento saranno le variabili in gioco per trovare il giusto equilibrio tra buona ripresa fotografica e sperimentazione. \nLe attività laboratoriali proposte sono gratuite e sono adatte ad adulti\, ragazzi e bambini a partire dai 6 anni di età. Per gli adulti\, accesso libero e senza prenotazione dalle 14.30 alle 18.30. Per bambini e ragazzi prenotazione obbligatoria. \nPer partecipare ai workshop è consigliato portare una scatola di cartone o di latta di medie o piccole dimensioni. \nL’evento è inserito nel calendario internazionale del World Pinhole Photography Day https://pinholeday.org/events/ \nPer informazioni: pinholeworkshops@gmail.com \n– attività adulti e ragazzi: Alessandro Gatto\, tel. 328 831 5112 \n– attività bambini da 6 a 11 anni: Claudia Conserva\, tel. 388 633 1722 | Erika Lacava\, tel. 349 1509 008
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SUMMARY:MEDEA Mostra d’Arte Contemporanea a cura di Demetrio Paparoni
DESCRIPTION:Medea\, icona tragica della condizione femminile è la protagonista della mostra internazionale d’arte contemporanea proposta dall’Amministrazione Comunale di Siracusa e curata dal noto critico d’arte Demetrio Paparoni. Ospitata negli storici spazi del loggiato dell’Antico Mercato di Siracusa\, la mostra si inaugurerà il 5 maggio 2023 e sarà aperta ai visitatori\, con ingresso gratuito\, fino al 30 settembre 2023. Sempre a Siracusa\, al Teatro Greco\, una settimana dopo l’inaugurazione della mostra\, il dramma di Euripide tornerà in scena (fino al 2 luglio) prodotto dall’INDA – Istituto Nazionale Dramma Antico\, con la regia di Federico Tiezzi. \nSoggiogata dalla passione per Giasone\, Medea lo aiuta con le sue arti magiche a conquistare il vello d’oro\, tradendo suo padre e la sua patria. Capace di ogni efferatezza pur di raggiungere il suo scopo\, vedrà il suo amato trasformarsi sotto i suoi occhi da coraggioso eroe in meschino opportunista e il suo amore in dolore\, umiliazione\, odio profondo e rabbia. Una rabbia che\, nella tragedia di Euripide\, culminerà nell’uccisione dei loro figli. Medea è una delle più attuali protagoniste del mito antico: la sua tenacia e la sua disperata fierezza sono ritrovabili in tante relazioni contemporanee. La sua esclusione dalla società\, la sua tragica vendetta\, il senso di isolamento non sono estranei a tanti fatti di cronaca dei nostri giorni. La mostra affronta però il mito di Medea andando oltre la narrazione dell’infanticidio. \nLa mostra comprende opere di 17 artisti realizzate espressamente sul tema di Medea\, tra i personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. La mostra testimonia quanto la vicenda della maga\, infanticida nella narrazione di Euripide\, incida ancora oggi nell’immaginario dei nostri giorni. Attraverso lo sguardo inedito di artisti del nostro tempo provenienti da aeree geografiche diverse – dal Nord Europa alla Cina\, dalla regione del Caucaso al Sudest asiatico\, oltre che dall’Italia – la mostra mette in evidenza il legame inscindibile tra Siracusa e il teatro antico. La tragedia classica rivive così a Siracusa attraverso espressioni artistiche contemporanee anche nell’ambito delle arti visive. \nProdotta dall’Amministrazione comunale di Siracusa e organizzata da Aditus\, Medea sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Skira\, una delle maggiori case editrici d’arte in Europa. Oltre al saggio di Demetrio Paparoni\, sono presenti in catalogo testi su Medea scritti per l’occasione da Roberto Alajmo\, da Tiziano Scarpa e dagli artisti\, che riflettono in prima persona sui loro rispettivi lavori. Il catalogo comprende inoltre un ampio repertorio iconografico di opere del passato incentrate sul mito di Medea\, con immagini di Artemisia Gentileschi\, Peter Paul Rubens\, Charles André van Loo\, Eugène Delacroix\, Anselm Feuerbach\, William Russell Flint\, George Romney\, Frederick Sandys\, Johann Heinrich Füssli\, Gustave Moreau\, William Turner\, Christian Wilhelm Ernst Dietrich\, John William Waterhouse e Paul Cézanne.
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SUMMARY:Sabrina Poli\, lo Sguardo Diagonale SANTAFRIKA - A cura di Marcella Pralormo
DESCRIPTION:Dopo la tappa in Kenya al Blue Empire Cottage\, le fotografie di SantAfrika tornano in Italia a Torino nella settimana dedicata alla fotografia. \n  \nDal 3 al 26 maggio 2023 negli spazi di 515 Creative Shop di Torino sarà ospitata la mostra fotografica SantAfrika ideata da Sant’Era\, con le fotografie di Sabrina Poli\, e sotto la curatela di Marcella Pralormo\, storica dell’arte\, già Direttrice della Pinacoteca Agnelli di Torino e ideatrice del progetto curatoriale Arte\, Benessere e Colori. \nSantAfrika si presenta al pubblico attraverso questo nuovo e innovativo taglio curatoriale che vede al centro il rapporto tra Arte e Benessere\, dove si legge una celebrazione della libertà e una visione di bellezza spontanea e inconsueta. Le fotograﬁe di Sabrina Poli rappresentano donne keniote\, che indossano abiti senza tempo di stilisti nordici provenienti dalla collezione di Sant’Era. Scatti che raccontano la libertà di chi ha posato\, donne normali\, che di solito lavorano in un albergo o in un ristorante\, che lo sguardo di Sabrina Poli che\, in collaborazione con Sant’era\, le trasforma in donne padrone di sé stesse e del proprio corpo. \nL’artista-fotografa ci racconta\, attraverso l’arte\, la sua esperienza di vita anche dolorosa e conduce lo spettatore in un viaggio intimo e personale dove l’arte rappresenta una vera e propria cura sia per l’artista che la crea che per lo stesso spettatore che la osserva. Nel suo testo la curatrice scrive: “Come una contemporanea Frida Kahlo\, Sabrina mostra a noi oggi come da una ferita ﬁsica e psicologica possa nascere l’arte”. Una ferita che si è trasformata in pura bellezza\, la stessa bellezza che ritroviamo negli scatti della mostra. \nProseguendo\, la curatrice osserva che: “Sabrina ha uno sguardo ‘diagonale’\, riprende le modelle dal basso verso l’alto attraverso una traiettoria inclinata che esprime la ferita di un lungo percorso di cura che l’ha segnata profondamente e ancora oggi inﬂuenza il suo modo di vestirsi e di portarsi nel mondo. Il suo corpo ha bisogno di libertà. E la libertà e la bellezza sono il tema di questa mostra […] Sabrina si rivolge d’istinto alla tecnica del ritratto di profilo perché la visione di una sola parte del volto le permette di sintetizzare la forma senza soffermarsi sull’indagine psicologica che non le interessa. L’artista vuole rappresentare quella solennità ancestrale che percepiamo immediatamente quando guardiamo queste donne dalla bellezza antica. Il genere del ritratto di profilo risale infatti all’antichità classica: gli Egizi e i Greci lo utilizzavano per conferire regalità e solennità alle figure ritratti con la tecnica del bassorilievo e nelle pitture”. \nL’esposizione è un racconto di armonia sulla libertà del corpo attraverso le immagini del reef lunare del mattino quando il mare è lontano dalla riva\, di donne che si vestono come non hanno mai avuto occasione di fare. I colori che prevalgono in SantAfrika sono il Bianco della luce e il Nero dei corpi\, simbolo del maschile e del femminile\, dello Yin e lo Yang\, ossia due opposti che si attraggono e si completano. In alcuni scatti compare il Rosso\, il colore della terra e del radicamento. Questi sono i colori del continente africano che rappresentano la luce\, la terra e le persone. All’interno dell’esposizione sarà inoltre presente un percorso audio dedicato al benessere e ai colori a cura di Marcella Pralormo; la curatrice condurrà inoltre delle meditazioni come momento di benessere per i visitatori. \nQuesto nuovo modo di vivere e sperimentare l’arte si ricollega anche alla scelta dello spazio\, per nulla casuale: 515 Creative Shop non è una galleria tradizionale ma è un luogo dove diverse arti\, visive\, performative e ludiche\, dialogano tra di loro; proprio questa trasversalità si abbina all’idea che sta dietro l’esposizione.
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SUMMARY:Apre a Palazzo del Vermexio ad Ortigia la mostra Argentovivo
DESCRIPTION:Esperienza\, sogno\, racconto: Argentovivo è questo e molto altro. Difficile dare una definizione a quello che a tutti gli effetti è un viaggio immersivo nella cultura antica\, una mostra dove l’esperienza è conoscenza e il sogno si mescola alla realtà. \nUn perfetto connubio di tradizione e tecnologia\, grazie alla quale le protagoniste dell’esposizione – le monete del Medagliere del Museo Archeologico Paolo Orsi – prendono vita e ci accompagnano a scoprire i grandi miti del passato. Dalla superficie metallica a quella digitale\, in mostra si rincorrono\, alla stregua di giochi illusionistici\, racconti di ninfe\, eroi\, dei e mortali\, che trovano una nuova dimensione in un viaggio dal sapore epico. \nQueste monete ricche di storie aprono una finestra sulla vita dell’epoca trasportando fisicamente il visitatore nei miti e nelle leggende che le corredano. Un modo alternativo di raccontare la mitologia grazie ad un linguaggio contemporaneo\, trasversale e poetico al tempo stesso\, capace di ammaliare il visitatore di ogni età. \nArrivato alla sua seconda edizione\, Argentovivo è un invito ad intraprendere un percorso che permette di toccare con mano le grandi culture del passato\, avvolgendo il viaggiatore nelle spire della storia e coinvolgendolo come mai una mostra ha fatto prima. \nScheda tecnica \nTitolo: Argentovivo \nPromossa da: ADITUS CULTURE \nSede: Palazzo del Vermexio\, Ortigia (SR) \nDate: 30 marzo – 31 ottobre 2023 \nInaugurazione: giovedì 30 marzo 2023\, ore 11 \nOrari: lunedì chiuso; martedì – venerdì 10 – 19; sabato\, domenica e festivi 10 – 19. Per le aperture serali visitare il sito http://www.aditusculture.com/esperienze/siracusa/mostre-eventi/argentovivo-palazzo-vermexio \nIngresso: 4€ a persona. Riduzioni e gratuità su http://www.aditusculture.com/esperienze/siracusa/mostre-eventi/argentovivo-palazzo-vermexio \nInfo al pubblico: info@aditusculture.com | www.aditusculture.com \nSi ringrazia: Il Comune di Siracusa e il sindaco Francesco Italia; Assessore Tutela e valorizzazione dei Beni e Attività Culturali Benedetto Fabio Granata; Dirigente settore Cultura e turismo Enzo Miccoli; Responsabile servizio cultura e turismo Nunzio Marino; Funzionario ufficiale gabinetto del sindaco Emanuela Sipione; un ringraziamento speciale va alla Dott.ssa Angela Maria Manenti
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SUMMARY:Alessandro Medori | Tremate\, tremate!
DESCRIPTION:Scuderie Aldobrandini \nPiazza Guglielmo Marconi\, 6\, Frascati \nDal 07/04/2023 – al 23/04/2023 \nDal martedì al giovedì dalle 15 alle 18 \ne dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 19 (esclusa domenica 9) \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nTesti: Alessandro Giansanti \nIngresso libero \nGeneri: pittura\, arte contemporanea \nEsposizione personale di pittura contemporanea dell’artista capitolino Alessandro Medori all’interno della location comunale delle Scuderie Aldobrandini di Frascati (Roma) in Piazza Guglielmo Marconi\, 6\, a cura della Galleria d’Arte ed Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti” con testi critici di Alessandro Giansanti. \n“Tremate\, tremate!” racchiude il lavoro pittorico realizzato dall’emergente artista romano Alessandro Medori in una selezione di 20 opere ad olio su tela e 6 sculture in terracotta esposte all’interno della suggestiva location delle Scuderie Aldobrandini. Le opere realizzate negli ultimi anni da Medori riflettono la sua ricerca oscura\, intima e a tratti esoterica. \nL’esposizione personale propone un viaggio nella pittura figurativa dai colori scuri e densi\, di un artista abile nel rappresentare gli ultimi ed i dannati quale Medori; ribaltando l’estetica del bello ed analizzando a fondo la natura umana\, l’artista riesce districandosi tra il fumettistico di Sergio Toppi/Guido Crepax\, i nudi corpi di Lucian Freud ed Egon Schiele ed il figurativo di Boccioni\, a rappresentare tematiche fuori dagli standard culturali e dai pregiudizi. \nAlessandro Medori con questa selezione di opere composta da 26 pezzi provenienti da una produzione che va dal 2019 al 2023\, ci racconta un universo criptico fatto di simboli\, magia e meraviglie di mondi perduti in un viaggio denso di rimandi culturali ed antropologici. L’esposizione organizzata da Agarte – Fucina delle Arti col patrocinio del Comune di Frascati e la partecipazione di UBIK Libreria di Frascati e ODEA Officina delle espressioni artistiche\, mostrerà ufficialmente per la prima volta al pubblico le opere a tematica stregonesca: perciò tremate\, tremate! Le streghe son tornate. \nL’esposizione con ingresso libero e gratuito resterà visibile dal martedì al giovedì dalle 15 alle 18 e dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 19 (orario continuato) presso lo spazio delle Scuderie Aldobrandini di Frascati (Roma) sito in Piazza Guglielmo Marconi 6 con apertura il giorno venerdì 7 aprile dalle 16.30 alle 19\, e avrà termine domenica 23 aprile 2023 alle 17 alle 19 (per qualsiasi info +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Jardins d’Europe di Loris Liberatori in mostra al Circolo degli Esteri di Roma
DESCRIPTION:Dal 24 febbraio al 19 marzo 2023 il Circolo degli Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma ospita la mostra personale di Loris Liberatori “Jardins d’Europe” con una ricca selezione di grandi opere pittoriche dell’artista: un omaggio all’acqua come origine della vita e un messaggio in difesa dell’ambiente e del paesaggio europeo. \nL’esposizione sarà inaugurata il 24 febbraio alle ore 18.00 alla presenza dell’artista con gli interventi del noto storico dell’arte e scrittore Costantino D’Orazio e di Benedetta Kojanec Carafa d’Andria\, Rappresentante dei soci Aggregati. \nNei quadri di Liberatori c’è la meraviglia dell’artista di fronte a monumenti del verde da lui stesso visitati\, come le Jardin de Bagatelles a Parigi o Kew Gardens a Londra\, ma anche lo straordinario fascino di quello che è stato eletto il giardino più bello del mondo\, il parco di Ninfa ai piedi di Sermoneta nel Lazio. \nUna sede prestigiosa quella del Circolo degli Esteri di Roma per lanciare il suo messaggio in difesa dell’ambiente e del paesaggio europeo\, nel quale storia e cultura hanno prodotto straordinari ambienti. Ecco quindi grandi tele\, con spessori e velature dipinte a olio e tecniche varie\, illustrano un viaggio onirico dove protagonista è la magia dell’acqua\, da sempre filo conduttore della ricerca pittorica di Liberatori. “Sono nato davanti al mare. Ma l’acqua per me è un pretesto per raccontare l’energia che ci circonda e ci dà la vita. È un modo per riportare l’attenzione sull’assoluta necessità di difenderla e rispettarla” così dichiara l’artista. \nLoris Liberatori da anni conduce la sua indagine sul mondo dell’acqua e gli straordinari effetti di luce che produce\, un lavoro che lo ha portato in giro per il mondo: ha rappresentato l’Italia con una mostra a Strasburgo al Consiglio d’Europa nell’Anno Internazionale dell’Acqua\, ha fatto da ambasciatore del Mediterraneo in Australia su invito degli Istituti Italiani di Cultura di Sydney\, Canberra e Melbourne.
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SUMMARY:Davide Nugeni | Speculazione e consumo
DESCRIPTION:Teatro di Tor Bella Monaca (Roma) \nDal 28/01/2023 – al 24/02/2023 \nDal lunedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30 \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nTesti: Alessandro Giansanti \nIngresso libero \nGeneri: pittura\, arte contemporanea \nEsposizione personale di pittura contemporanea dell’artista capitolino Davide Nugeni all’interno del Teatro di Tor Bella Monaca a Roma in via Bruno Cirino\, 5\, a cura della Galleria d’Arte ed Associazione Culturale di Frascati (Roma) “Agarte – Fucina delle Arti” con testi critici di Alessandro Giansanti. \nComunicato: \n“Speculazione e consumo” racchiude il lavoro pittorico realizzato dal giovane artista romano Davide Nugeni in una selezione di opere ad olio su tela esposte all’interno del Teatro di Tor Bella Monaca. I quadri realizzati negli ultimi anni da Nugeni riflettono la tematica della periferia\, del consumo e della speculazione. \nL’esposizione personale propone un viaggio pregno del tipico realismo crudo e dell’approccio pittorico di un abile artista quale Nugeni\, pittore che la periferia la conosce bene e l’analizza nei suoi aspetti visibili e nelle dinamiche invisibili. Davide indaga i luoghi di povertà\, disoccupazione\, criminalità\, ignoranza\, in cui da decenni crescono generazioni di “accattoni” e “mamme Roma” personaggi tanto cari alla ricerca critico/letteraria di Pier Paolo Pasolini. Nelle vedute con rifiuti\, landscape di palazzi e luoghi dove l’uomo moderno consuma (venendo consumato)\, troviamo lo sguardo di un’artista attento alle tematiche sociali del suo tempo. \nIl viaggio dell’Ulisse moderno\, che è l’uomo dei nostri tempi\, viene rappresentato dai toni cupi e dal figurativo “senza mezzi termini” di opere quali “Banchi di scuola”\, “Rifiuti” e “Carne e mosche”. Artista dalla tecnica fine\, Nugeni si districa dunque nelle tematiche a noi più vicine utilizzando la carne e la materia come simbolo e metafora della caducità e della vita e del figurativo stesso. \nL’esposizione con ingresso libero e gratuito resterà visibile dal lunedì alla domenica dalle 10.30 alle 19.30 (orario continuato) presso lo spazio del Teatro di Tor Bella Monaca sito in via Bruno Cirino 5 (Roma) con apertura il giorno sabato 28 gennaio 2023 dalle 18 alle 21\, e avrà termine venerdì 24 febbraio 2023 alle 21 (per qualsiasi info +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Roberto Salbitani - Il viaggiatore parallelo
DESCRIPTION:L’edizione 2023 di BAF\, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Bergamo\, ospiterà\, come evento collaterale promosso da Promoberg s.r.l.\, la mostra “Il viaggiatore parallelo” di Roberto Salbitani\, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea. La mostra\, a cura di Sergio Radici\, sarà allestita all’ingresso della fiera di Bergamo dal 13 al 22 gennaio 2023 e si compone di 20 fotografie in bianco e nero accomunate dal tema del viaggio in treno. \nUn viaggio lento in cui farsi trasportare\, come dice l’autore\, “a corpo morto”\, restando orizzontali e paralleli al paesaggio\, mentre lo si attraversa sui binari e lateralmente\, senza poterci entrare\, da spettatori ripiegati su sé stessi. Il tempo del viaggio\, da parentesi apparentemente sospesa tra due luoghi e due occupazioni quotidiane\, è in realtà un tempo pieno durante il quale ci si può finalmente abbandonare all’immaginazione e ai propri pensieri più intimi. È in questo spostarsi che Roberto Salbitani\, da viaggiatore parallelo\, non subisce il tempo\, ma lo vive accostandosi al viaggio in punta di piedi\, mettendosi in ascolto\, “in attesa di un prodigio”. Che non tarda ad arrivare perché la meraviglia è il viaggio stesso\, in cui\, alloggiati “per un po’ in un corpo di ferro e di finta pelle diviso in tanti scomparti”\, possiamo assistere alla visione fugace di paesaggi incorniciati dai finestrini del treno\, grandi “mirini predisposti alla ripresa”.  \nA questo “mutismo scenografico” del vagone\, mentre scorrono le immagini esterne\, sempre mutevoli\, fanno da contraltare i viaggiatori\, ospiti anch’essi temporanei di un viaggio condiviso per un lasso di tempo\, riuniti nello stesso luogo il più delle volte dal caso. Dice Roberto Salbitani: “Il treno è un contenitore di esistenze che non si sono scelte”. E in questo spazio-tempo comune in cui le vite si incrociano per un istante\, ognuno osserva e viene osservato in uno “sguardo multiplo e sincronico”. “Il treno è una girandola continua di sguardi”\, che pone interrogativi sull’identità\, propria e altrui\, senza donare\, come in un racconto di Calvino\, la certezza di una risposta. \nIl viaggiare di Salbitani\, nel suo fotografare discreto\, non si risolve infatti in un topos estetico ma si fa domanda e ricerca esistenziale\, in un’analisi interiore connaturata al suo sguardo di fotografo\, che usa la macchina fotografica per vedere più a fondo. In una sintesi estrema del fascino offerto da questo mezzo di trasporto ottocentesco\, figlio della seconda rivoluzione industriale al pari della fotografia\, Salbitani afferma: “Il treno è metafora di vita. È interno ed esterno\, organismo introflesso ed estroflesso\, luce ed ombra. […] Camera chiara personale ma anche camera oscura pubblica”. \nLe fotografie esposte negli spazi di Bergamo Arte Fiera sono parte del progetto omonimo avviato tra gli anni Settanta e Ottanta\, un’ottantina di fotografie scattate dall’interno dei treni in viaggio tra Italia\, Francia e gli Stati della ex Jugoslavia. Dalla raccolta di queste fotografie e degli scritti teorici e personali relativi al viaggio nasce nel 2019 il volume “Roberto Salbitani\, Il viaggiatore parallelo. Fotografie e scritti in diretta dal treno”\, edito da Contrasto. Un tassello che si aggiunge alle già molte pubblicazioni dell’autore che indaga\, con sguardo sempre genuino\, il difficile rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive\, dalle città in crescita ai territori snaturati dal violento processo di urbanizzazione. L’autore affianca all’attività di fotografo quella di insegnante e compagno di strada in programmi integrati di fotografia\, dai “corsi in viaggio” alla Scuola di Fotografia nella Natura da lui fondata. \nRoberto Salbitani sarà presente negli spazi di Bergamo Arte Fiera sabato 14 gennaio alle ore 15.00 per una conversazione sul suo lavoro intitolata “La vista immaginativa in 10 movimenti”: un dialogo con Roberta Valtorta\, storica della fotografia\, che a Salbitani ha dedicato nel 2013 un’ampia retrospettiva al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.
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SUMMARY:Fiberstorming – INFERNOPARADISO
DESCRIPTION:FIBERSTORMING\, il progetto dedicato alla fiber art contemporanea promosso da ArteMorbida nell’ambito del Salone Italia 25WTA World Textile Art\, sarà ospite della Fiera di Bergamo in occasione di IFA e BAF – le fiere d’arte antica\, moderna e contemporanea – dal 13 al 22 gennaio 2023.  \nLa mostra\, che gode del patrocinio di IILA – Istituto Italo Latino Americano\, rientra tra le manifestazioni del WTA\, organizzazione internazionale che ha celebrato il suo giubileo d’argento con la 10ª Biennale Internazionale di Arte Tessile Contemporanea a partire da ottobre 2022 in molti Paesi del mondo\, attraverso saloni nazionali con diversi appuntamenti espositivi e un grande evento al MIFA Miami International Fine Arts. \nIl progetto FIBERSTORMING\, curato da Barbara Pavan\,  viene declinato negli spazi della Fiera di Bergamo in un percorso di otto macro installazioni collocate poco oltre l’ingresso e racchiuse sotto l’unico titolo di INFERNOPARADISO. Saranno le opere di Elham M. Aghili\, Mariantonietta Bagliato\, Michela Cavagna\, DAMSS\, Lucia Bubilda Nanni\, Guido Nosari\, il duo Federica Patera e Andrea Sbra Perego\, Elena Redaelli a raccontare una pluralità di significati e di interpretazioni di inferno e paradiso\, in una crasi ortografica che rispecchia l’ambiguità di ogni definizione assoluta. Così come la classificazione di bene e male è suscettibile di una diversa valutazione a seconda della cultura e dell’epoca che la esprime\, il luogo in cui l’uno trova il suo premio e l’altro la sua espiazione assumono forme e rappresentazioni differenti nella diversità di religioni\, miti\, tradizioni e letterature\, non meno che nel punto di vista da cui si osserva un qualunque singolo evento o fenomeno condizionandone il giudizio individuale: una palude è un paradiso per le zanzare\, un inferno per gli esseri umani. In un percorso che si muove lungo il crinale incerto e indefinito tra gli opposti\, il visitatore attraversa questa terra di mezzo\, ibrida\, multiforme e stratificata. \nNasce dalla ricerca artistica influenzata da un immaginario che trae le sue origini dal teatro di figura il Serpendrillo di Mariantonietta Bagliato (Bari\, 1985)\, creatura fantastica a metà tra un coccodrillo e un serpente\, animali ricchi di riferimenti simbolici e mitologici. Al pari del coccodrillo\, questa creatura è sopravvissuta ai diversi cambiamenti climatici adattandosi per sopravvivere anche in una immaginaria era post-umana dominata dai deserti e\, come il serpente\, evoca il perenne avvicendarsi del ciclo della vita. Alle tracce di questo scorrere del tempo fa riferimento anche Quasi-static\, l’opera di Elena Redaelli (Erba\, 1981) in cui masse di aggregati di polpa di carta e lana sono mantenuti assieme in modo più o meno stabile\, mostrando una trasformazione impercettibile\, quasi statica\, dove gli stati di sviluppo intermedi sono prossimi all’equilibrio di corpi tendenti verso la vera metamorfosi. \nÈ invece una foresta l’installazione di Michela Cavagna (Biella\, 1971)\, un progetto interamente sostenuto da Piacenza Cashmere\, realizzato con materiale di scarto da lavorazione industriale tessile. Blu Forest mantiene i toni anomali della dimensione onirica ed evocano una Natura fredda\, invernale\, lontana dall’immaginario di una Madre Terra accogliente e consolatoria\, in un’idea di foresta che contiene e declina entrambe – la madre e la matrigna. La foresta è riparo\, ma è anche piena di voci e di rumori che non riconosciamo\, è silenzio e il luogo dove si rifugiano le nostre paure. Ma è anche il ritmo placido del tempo naturale\, il sussurro della brezza che muove leggera le foglie e placa ogni ansia. È essa stessa viaggio e meta\, dentro e fuori di noi. Inferno3000 è invece il grande pannello dei DAMSS (12 metri di lunghezza per 4 di altezza)\, un lavoro colossale realizzato in oltre 4.500 ore di lavoro\, con più di 200 mq di tessuto. I due artisti (Daniela Arnoldi\, ingegnere ambientale e Marco Sarzi-Sartori\, architetto)\, la cui ricerca è da anni rivolta all’uso critico dei materiali tessili imperniato all’upcycling\, mettono l’osservatore di fronte all’unico inferno di cui abbiamo traccia visibile e concreta\, proprio qui\, sulla terra. Siamo noi ad aver trasformato il nostro pianeta in un luogo infernale e dunque l’unica via per la salvezza e il futuro è una responsabilità riconducibile esclusivamente a noi\, individui e collettività. \nRuba il canto al gallo silvestre delle Operette morali di Leopardi\, Cantico\, l’enorme tulle ricamato di Lucia Bubilda Nanni (Ravenna\, 1976). Un gallo misterioso\, dotato di ragione\, che tocca il cielo con la cresta e col becco mentre canta il memento mori al torpore umano per destarlo. Nei 48 metri quadrati di controsoffitto l’artista auspica un nuovo cantico\, più creaturale\, come un inno alla speranza\, il miraggio di un Eden impossibile da dimenticare. Allude a corpi mostruosi e paradossali che si generano nello spazio vuoto tra noi e gli altri l’installazione di Guido Nosari De Danieli (Bergamo\, 1984) realizzata durante la residenza Paratissima Factory 2022. Corpi che\, se provassimo a dar loro una forma\, vestiremmo di abiti ipertrofici che separano interno da esterno in modo da divenire essi stessi corpi. Tessuti che si fanno epidermide tatuata\, vestigia di un corpo impossibile che incarna processi fantastici e spaventosi allo stesso tempo. \nIocari serio è l’installazione di Federica Patera (Bergamo\, 1982) e Andrea Sbra Perego (Bergamo\, 1982)\, realizzata da tessuti rigenerati da bottiglie di plastica PET\, forniti da CARVICO S.p.A. L’opera mutua il titolo dall’omonimo libro di Ioan Petru Culianu\, innovativo storico delle religioni del Novecento\, e ha nel gioco la sua cifra formale mentre conduce l’osservatore muovendo da un passaggio del testo letterario attraverso il racconto del legame verbale tra il sole e una delle sue teofanie più antiche\, il cigno. La comune radice indoeuropea si articola in una successione ramificata di vocaboli in cui valore simbolico e semantico evolvono da un idioma all’altro fornendo una mappa tridimensionale accogliente e giocosa della pluralità di elementi generati da un’unica matrice. Il percorso approda infine a Transition\, l’installazione immersiva di Elham M. Aghili (Sassuolo\, 1989) che ha la sua cifra nelle forme ibride in bilico tra la vita sommersa marina e la vegetazione emersa terrena. Amplificando le sembianze di una natura percepita che si prende gioco dei nostri sensi e accentuando il contrasto della sua relazione con ciò che le è estraneo\, la decontestualizzazione di un piccolo campione che allude all’esperienza del selvatico e dell’addomesticato assume qui un valore simbolico. Mentre terra e mare si ibridano in nuove forme dai confini sfocati\, l’opera si interroga sui limiti della nostra percezione\, fra reale e virtuale\, fra la concretezza della vita materiale e la sua stessa illusione.
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SUMMARY:Monica Paulon\, Attese
DESCRIPTION:Giovedì 8 Dicembre 2022\, alle 15.00\, nella Chiesa di S. Martino in Tavernerio (CO) inaugura “Attese”\, installazione site-specific di Monica Paulon\, artista comasca legata alla fiber art dalla sua originaria professione di stilista di moda e passata all’arte grazie all’antica tecnica di infeltrimento della lana\, il felting. \nLa mostra\, a cura di Erika Lacava e con il patrocinio del Comune di Tavernerio\, riprende il progetto “Sfere silenti” avviato dall’artista all’inizio del 2022\, e si estende per tutta la navata centrale della Chiesa di S. Martino occupando visivamente lo spazio in una prospettiva che si allinea al punto di fuga. A partire dalla struttura della chiesa\, il cui impianto centrale risale al XIII secolo\, l’opera di Monica Paulon si dispiega in un progressivo abbassamento che guida lo sguardo dello spettatore verso l’abside\, delineando simbolicamente la discesa del divino sulla terra e la sua incarnazione. \nNel lavoro di Monica Paulon trovano dimora elementi religiosi e filosofici insieme\, in un complesso di segni armonico e universalmente condivisibile. Attraverso la luce che filtra dalle vetrate della chiesa\, che rimanda a quel segno specifico con cui si esprime il divino\, le sfere dorate di Monica Paulon prendono volume emergendo dal buio della navata\, lasciandosi a loro volta attraversare dalla luce tra le fibre\, in un gioco di trasparenze e opacità che dona alle sfere l’aspetto organico di un tessuto ricco di venature. I materiali usati dalla Paulon – lana chiara intrecciata di fili di seta dorati – sono naturali e biodegradabili\, frutto di scarti tessili di lavorazione recuperati per dar loro nuova vita\, nel doppio significato che racchiude in sé la parola “avanzo”\, ossia rifiuto e allo stesso tempo progresso\, balzo in “avanti”. \nLe sfere tessili che compongono l’installazione sono realizzate a mano senza l’ausilio di utensili\, per tornare\, in simbiosi con i materiali naturali\, a una lavorazione primigenia fatta dalla sola azione della natura\, con acqua e fuoco\, due degli elementi primari individuati nell’antica Grecia come archè\, i principi primi all’origine del mondo. Accarezzando il tessuto con la tecnica del felting\, Monica Paulon dà nuova forma all’informe\, facendo assumere al tessuto la forma perfetta per eccellenza: quella della sfera.
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SUMMARY:Mostra. Ritratti di famiglia\, Bernardino Luini e Luca Crippa
DESCRIPTION:Ritratti di famiglia \nTradizione di umanità raccontata da due artisti lombardi \n5 novembre – 31 dicembre 2022 \nSeregno (Monza-Brianza)\, Palazzo Landriani Caponaghi – Sala Crippa\, Piazza Martiri della libertà\, 1 \nOrari giovedì e venerdì: 16.00-20.00 / sabato e domenica: 10.00-12.00 – 16.00-20.00 \ningresso gratuito \ninaugurazione aperta al pubblico: sabato 5 novembre\, ore 17.30 \nufficio stampa Comune di Seregno \nstampa@seregno.info – t. 0362263212 \nufficio stampa Accademia Carrara Bergamo – Adicorbetta \npress@adicorbetta.org – t. 0236594081 \nSaggio critico e produzione audiovisiva a cura di Dorian Cara. \nLa città di Seregno e Accademia Carrara di Bergamo\, ancora una volta insieme. In vista delle festività natalizie\, presentano un nuovo progetto dedicato all’interpretazione dell’affetto familiare attraverso il confronto di due artisti lombardi separati da cinque secoli\, accostati per sensibilità e umanità: Bernardino Luini e Luca Crippa. \nOspitato presso Palazzo Landriani Caponaghi di Seregno\, il progetto celebra l’arte attraverso il dialogo tra due artisti distanti nel tempo ma accomunati dalle origini e dai sentimenti: Bernardino Luini (Dumenza 1481/1482 circa – Milano\, giugno 1532)\, tra gli autori più rappresentativi della realtà milanese di fine Quattrocento e Luca Crippa (Seregno 1922 – 2002). È stata scelta la famiglia\, un tema intimo che\, in due declinazioni lontane fra loro mezzo millennio\, si trasfigura per approdare a una dimensione più universale. \nRitratti di famiglia\, attraverso l’esposizione di quattro opere\, racconta il tema dell’affetto\, tra pittura antica e arte contemporanea. Da una parte\, Bernardino Luini con Adorazione del Bambino (1524)\, prestito straordinario dalle collezioni di Accademia Carrara\, esprime il sentimento con semplicità e compostezza\, cogliendo l’intimità del rapporto tra genitori e figli\, senza dimenticare la grandezza della lettura teologica. Dall’altra\, Luca Crippa interpreta lo stesso tema attraverso un linguaggio contemporaneo\, astratto e simbolico\, con tre diverse opere – due collages e una realizzazione polimaterica – caratterizzate da una giocosa sintesi tra i diversi elementi e sottile ironia. Questa preziosa e originale dimensione di dialogo fra lontani si crea in uno spazio che si fa crocevia: Accademia Carrara di Bergamo e il Comune di Seregno traggono dai rispettivi scrigni tesori antichi e sapienze nuove.
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SUMMARY:LANA dal bianco al nero
DESCRIPTION:“LANA – dal bianco al nero” è la quarta edizione della Biennale LeArtiPossibili\, quest’anno dedicata alla lana\, che si terrà dal 2 al 6 novembre 2022 negli spazi della Stecca3\, a Milano\, con il patrocinio del Municipio 9 del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Milano. \nL’intento dell’associazione di promozione sociale LeArtiPossibili\, nata nel 2018 da un progetto di Francesca Bagnoli\, Cristina Ghiglia e Fiorenza Giuriani\, è di far convergere in un’unica esposizione opere provenienti da contesti artistici differenti. Artisti\, artigiani\, creativi\, arteterapeuti\, strutture di accoglienza e riabilitazione\, istituti scolastici e  collettivi artistici si incontrano in questa biennale\, che sta diventando parte integrante del tessuto artistico\, sociale e culturale di Milano\, per fare della pratica artistica uno strumento non solo espressivo\, ma anche terapeutico\, educativo e di condivisione. Grazie alla presenza di lavori di provenienza eterogenea è possibile infatti scoprire la ricchezza dell’imprevisto\, del non ancora sperimentato\, frequente spesso nell’approccio artistico libero e amatoriale\, che\, andando a collocarsi accanto a quello artistico più strutturato\, va a costituire un orizzonte di crescita esperienziale per tutti\, secondo una modalità innovativa di affrancamento da giudizi di valore e da pregiudizi formativi. \nLa Biennale LeArtiPossibili 2022 “LANA – dal bianco al nero” ha registrato una grande partecipazione\, a testimonianza della volontà di mettersi in gioco in uno spazio interdisciplinare e “altro” in cui le divisioni e le categorizzazioni vengono abbandonate per lasciar posto al piacere della partecipazione e della condivisione. 134 le adesioni\, di cui 92 individuali e 42 di gruppo\, grazie alla presenza di artisti\, terapisti\, Centri Diurni per Disabili\, RSA\, istituti scolastici e gruppi di tessitori provenienti da tutta la Lombardia\, dal Lazio\, dal Veneto e dalla Sardegna. Le opere\, omogenee per dimensioni e materiale impiegato\, variano cromaticamente dalle tonalità del bianco a quelle del nero per esprimere la vasta gamma di sensazioni che un unico materiale può trasmettere. Una ricchezza che si manifesta anche nella tipologia di lavorazione della lana che nelle opere esposte si trova filata\, cardata\, pettinata\, intrecciata\, infeltrita o raggomitolata\, lavorata a maglia o uncinetto\, impiegata spessa o fina\, grezza o tinta. \nSulla scalinata della Stecca3 sarà inoltre esposta l’installazione collettiva di urban knitting “SPAZIO ALL’ARTE” composta da centinaia di strisce di lana lavorate a maglia e a uncinetto\, create nei mesi scorsi durante sessioni di knitting collettivo in vari contesti aggregativi\, a cui si sono aggiunti vari contributi individuali. L’evento è stato realizzato in collaborazione con “Parole di Lana”\, luogo di creatività milanese\, e ha visto la partecipazione di un centinaio di persone di ogni genere\, età e formazione che hanno abbracciato questa pratica artistica comune come risorsa personale e sociale di avvicinamento e condivisione. \nPartecipano all’esposizione: \nMarco Acerbi\, Antonella Agosti\, Amato Laura\, Pietrina Atzori\, Laetitia Autrand\, Donatella Barbuio\, Baresi Camilla\, Baresi Gaia\, Luciana Bellotti\, Nicoleta Bica Bucsaro\, Cosma Tosca Bolgiani\, Carla Borghetti\, Giancarlo Bosini\, Gabriella Bottaru\, Valeria Brando\, Cristina Busnelli\, Veronica Caleo\, Lucia Canacci\, Norma Carpignano\, Francesca Catellani\, Susanna Cati\, Michela Cavagna\, Serena Cendron\, Cinzia Chiesa\, Silvia Cibaldi\, Angela Clemeno\, Nietta Condemi De Felice\, Antonio Cuoccio\, Elisabetta Cusato\, Elena D’Andrea\, Giulia De Serio\, Daniela Dente\, Antonella Di Dedda\, Anna Esposito\, Simona Fantappiè\, Margherita Fergnachino\, Cinzia Ferrero\, Eliana Frontini\, Silvia Gardiol\, Elga Gazzoli\, Annette Gieb\, Luigi Golin\, Francesca Gramenzi\, Federica Grandi\, Silvia Grassi\, Jessica Guidi\, La Chigi\, Cinzia Li Volsi\, Raffaella Liberatore\, Nadia Magnabosco\, Marilde Magni\, Monica Michelotti\, Virginia Milani\, Laura Monteleone\, Laura Monticelli\, Cristian Moretti\, Franca Munafò\, Carmela Nasprato\, Ileana Romina Negri\, Paolo Nocera\, Angela Oregio Catelan\, Agostina Pallone\, Eleonora Parenti\, Paola Parma\, Monica Paulon\, Roberta Petrangeli\, Pina Pila\, Adriana Puppi\, Luisa Rapizzi\, Viviana Ravelli\, Paola Ricchiuti\, Simone Ricciardiello\, Nadia Riotto\, Serena Rossi\, Camelia Rostom\, Daniela Santucci\, Federica Sarigu\, Sonia Scaccabarozzi\, Elena Sellerio\, Enrico Serraglini\, Daniela Soren\, Celina Spelta\, Ludmilla Swarczewskaja\, Maria Tarantino\, Maria Cristina Tebaldi\, Maria Tenore\, Nadia Trotti\, Daniela Vignola\, Patrizia Visciani\, Maria Letizia Volpicelli\, Micaela Zeminian\, Paola Zerboni. \nAllievi Liceo Stendhal\, Arte E.N.E.A.\, Asilo Dei Vecchi\, Associazione Aps Mu.Se\, Associazione Cada’\, Associazione Volontaria Arcobaleno\, Atelier Armonico\, Atelier Mater Gratiae\, Atelier Poiesis\, Atelier Spazio Vita\, Centro Diurno Alzheimer del Rifugio Re Carlo Alberto\, Chiacchiere\, Collettiva Tr-Amanti\, Collettivo Indomite\, CSE Oasi Due\, Fraternità e Amicizia\, Ghignomai\, Giochi di Lana\, Gli ospiti della Comunità “Monica Crescini”\, Gruppo Pedro\, Gruppo per la Tessitura a Mano\, I Creativi della Lana\, Il Faro\, Il Laboratorio\, Impronte Diverse\, L’Abbraccio\, L’Aquilone Centro Diurno\, L’Arcobaleno\, L’Ortica\, Le Piccole Artiste\, Le Sinergiche\, Le Sirene Magiche\, NeArteNeParte\, Percorsi Insieme\, Pittura e Creatività CRSC “Carlo Poma”\, RicreAttivamente\, Scuola Sicomoro I Care.
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DESCRIPTION:La Venere dei guardoni\nuna  installazione di  \nMoMò Calascibetta\na cura di  \nAndrea Guastella\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nMartedì 21 giugno 2022 alle 18:00 si inaugura presso la vetrina del Museo di arte moderna e contemporanea di Palermo Palazzo Riso La Venere dei guardoni di Momò Calascibetta\, a cura di Andrea Guastella.  \nL’installazione\, in dialogo con la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto\, attualmente in esposizione presso il Palazzo Reale di Palermo\, rimarrà in mostra nella vetrina del museo sino alla fine di agosto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nAd oltre cinquant’anni di distanza dal capolavoro di Pistoletto\, nella Venere dei guardoni di Momò Calascibetta la statua di Thorvaldsen ha voltato le spalle agli stracci\, in cui non rovista più come un barbone\, e non nasconde le sue grazie\, anzi le mette in vetrina: come nella Maja vestida di Goya\, gli abiti à la page che la ricoprono sono\, più che un freno\, un incentivo alla lussuria\, al consumo sfrenato.  \nDel resto la Venere “vestita” non rappresenta mai l’amore sacro\, cui ben si addiceva la nudità di Pistoletto\, ma il suo doppio profano. Anche i materiali hanno un peso diverso; figlia di un’epoca “leggera”\, in cui l’essere è apparire\, non importa che il suo corpo sia di cemento\, di gesso o di marmo pregiato: una sagoma basta a impersonarla.  \nNon a caso i veli che la cingono\, come certi risicatissimi abiti neopunk\, affermano fuori quanto forse dovrebbe restare celato: le ossa di un cadavere\, un teschio all’altezza del pube.  \nSe dunque riassumendo\, Pistoletto si interrogava sul linguaggio dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità\, il focus di Calascibetta non è tanto sull’espressione artistica\, articolata in modi naturali come il cucito o la pittura\, quanto sui guardoni : i finali \, destinatari o meglio le vittime\, di un’arte corrotta dagli abusi del mercato e dalla pubblicità.  \nLi ritroviamo ora\, come nella Venere che esce dal bagno di Giambologna presso la grotta del Buontalenti\, raccolti tutti intorno a Venere e vogliosi di guardare.  \nEssi però\, come è sempre più frequentato in tempi di trionfo del virtuale\, non sono presenti in forma fisica. I loro volti “viziosi” si riflettono\, vengono in Velázquez\, o in tanti altri lavori di Pistoletto\, su uno specchio collocato alle spalle della sagoma.  \nChi\, traversando Corso Vittorio\, ritrovi per un attimo il suo volto in compagnia dei loro\, non si preoccupi troppo. Venere non cambia\, è sempre uguale. Il suo unico scopo\, come è solito ripetere un amico banditore\, è “diffondere amore”.  \nAndrea Guastella \nArtista satirico tra i più noti\, Momò Calascibetta ha già esposto presso il Museo Riso\, Cappella dell’Incoronata\, in occasione della mostra itinerante Cenere (2018). Una sua antologia\, Il giardino delle delizie \, a cura di Andrea Guastella\, si è poi svolta l’estate scorsa presso la sede centrale del museo. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nInfo mostra: \nmostra – La Venere dei guardoni\nAutore – Momò Calascibetta\nCuratore – Andrea Guastella\nLuogo – Palazzo Belmonte Riso – Vetrina  \nvia Vittorio Emanuele 365 – Palermo tel. 091.587717  \nInaugurazione: martedì 21 giugno 2022\, ore 18:00  \nDurata della mostra: 21 giugno – 17 luglio 2022\nPerformance ed esecuzione da progetto – Francesca Annaloro atelier  haute couture\nwww.museoartecontemporanea.it \nAssociazione “Aurea Phoenix” tel. 327.4059001 mail: andreguast@yahoo.com
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