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SUMMARY:PERMANENZA | ogni cosa è impermanente #2
DESCRIPTION:Dopo la prima edizione della mostra “PERMANENZA – ogni cosa è impermanente” dello scorso novembre\, dal 22 al 29 marzo 2024 la galleria Quintocortile di Milano\, viale Bligny 42\, presenterà una variante della mostra sul tema dell’impermanenza con una selezione di opere a cura di Erika Lacava e Mavi Ferrando. \nJorgelina Alessandrelli\, Daniele Cabri\, Antonella De Sarno\, Grazia Gabbini\, Patrizia Fratus\, Oriella Montin\, Mauro Pinotti e Simonetta Testa sono gli 8 gli artisti coinvolti in questa seconda edizione\, alcuni dei quali esporranno opere diverse rispetto alla prima edizione della mostra per approfondire  l’analisi del tema. Le opere esposte spaziano tra contenuti di carattere esistenziale\, come l’inevitabile memento mori\, a tematiche di forte attualità come il cambiamento climatico\, fino alla memoria e alla costruzione della nostra identità.  \nAttraverso mezzi espressivi che vanno dalla video arte alla fiber art\, dall’installazione alla fotografia e alla scultura\, gli artisti in mostra si muovono sul confine labile tra il concetto di permanenza e quello di impermanenza\, mostrando la loro fragilità e il reciproco ridefinirsi e modificarsi nel tempo. Nel confronto tra le opere in mostra i significati attribuiti dagli artisti al concetto di permanenza e impermanenza si rafforzano a vicenda in un dialogo prolifico ricco di rimandi e suggestioni. \nLa metafora materica della solidità della stratificazione del “Manto della terra” di Jorgelina Alessandrelli si contrappone visivamente a quella della fragilità dell’esistenza umana\, rappresentata dalla pelle sfrangiata di Daniele Cabri (“Avec le temps”)\, appesa emblematicamente a ganci da macellaio. Il video “In Perpetuum” di Antonella De Sarno riproduce l’esistenza senza tempo e la fuggevolezza di ogni istante che si riscontra in gravi stati di autismo\, accanto al trascorrere del tempo rappresentato dalle acque lievi\, di strati di carta\, del “Fiume” di Simonetta Testa. In carta sono anche le “Pagine sparse” di Grazia Gabbini\, progetto nato durante il periodo pandemico come riappropriazione dello spazio muto del foglio\, privato ma adatto ad essere condiviso. “L’ultimo lenzuolo” di Oriella Montin indaga la dimensione intima di un vissuto emotivo cercando di analizzarlo tramite gabbie geometriche ricamate a mano. Si liberano invece nello spazio le tre “Radici” di Patrizia Fratus\, figure dalle sembianze di donne con elementi non umani all’inizio e alla fine del corpo\, per ricongiungersi alla terra. Ci riportano infine alla Terra le piccole sculture di Mauro Pinotti\, fragili pianeti mononucleari ruotanti ognuno in un proprio orizzonte di senso\, in un distopico “Futuro semplice” caratterizzato dalla scomparsa del nostro pianeta originario. \nLa mostra inaugura venerdì 22 marzo alle ore 18.00 ed è visitabile\, fino al 29 marzo 2024\, dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.30 su appuntamento al 338 8007617. \nCatalogo digitale.
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SUMMARY:DIS/COMFORT
DESCRIPTION:Mostra Collettiva \nP.za della Indipendenza 18\, 00039 Zagarolo (RM)\nPalazzo Rospigliosi\n6 marzo – 24 marzo 2024\nIngresso gratuito\nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti\nA cura di: Roberta Cristofari\, Alessandro Giansanti\, Giusy Longo ed Eleonora Turli\nCol patrocinio di: Regione Lazio\, Comune di Zagarolo\, Museo del Giocattolo\, Palazzo Rospigliosi\, Comunità\nMontana Castelli Romani e Prenestini e Ordine degli Avvocati di Tivoli. \nDurante la rassegna Marzo\, Illimitati diritti: genitorialità\, comunicazione e disparità di genere\, che si svolgerà a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo all’interno del contesto di Ex Marzo Donna in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali e al delegato alla cultura\, si terrà la mostra collettiva DIS/COMFORT che coinvolge 12 artisti attivi nel panorama nazionale ed internazionale contemporaneo selezionati dai curatori Roberta Cristofari\, Alessandro Giansanti\, Giusy Longo\, Eleonora Turli e dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte Agarte – Fucina delle Arti. L’esposizione ospita i lavori di: Alex Ciuffardi\, Matteo Costanzo\, Daniele de Luca\, Edoardo Di Benedetto\, Oriana Impei\, Mirna Manni\, Matthias Omahen\, Vincenzo Palladio\, Paolo Porelli\, Mauro Romano\, Navid Azimi Sajadi e Ferdinando Vassallo. \nLa mostra indaga sulle difficoltà comunicative ed inclusive di un “diverso” che ci è più vicino di quanto pensiamo\, narrando della sofferenza di chi si sente non compreso e di chi non riesce a trasmettere la propria condizione di disagio all’infuori di sé. Ognuno nel corso della propria esistenza ha fatto esperienza della privazione: nell’attraversare questo terreno impervio\, si tesse invisibilmente un legame tra noi e gli altri. Ciò che spesso sfugge è che nel vasto mosaico dell’esistenza\, la ricerca esterna di riconoscimento\, diritto e libertà è un riflesso dello stesso anelito interiore del singolo\, ignaro di quanto nel profondo il suo percorso sia intrecciato con quello altrui in una comune ricerca. \nL’esposizione segue il calendario delle presentazioni offerte dall’Ordine degli Avvocati di Tivoli che si terranno ogni mercoledì dalle ore 18 in poi\, con focus in particolar modo sui diritti alla genitorialità. Il giorno venerdì 22 marzo è prevista una presentazione offerta dalla libreria UBIK Frascati con relatore Francesco Collacchi del libro I Sopravviventi di Girolamo Grammatico (edito da Einaudi Edizioni). \nPer le giornate del 6 e del 24 marzo è prevista\, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Rospigliosi a partire dalle ore 17:30\, la proiezione del cortometraggio L’inusuale proposta di vivere di Alex Ciuffardi. L’esposizione si aprirà con vernissage e taglio del nastro mercoledì 6 marzo dalle ore 17:30 fino alle ore 20.00 e proseguirà tutti i giorni della settimana\, esclusi i lunedì\, con chiusura domenica 24 marzo 2024 dalle ore 17.00 fino alle ore 20.00. La mostra sarà liberamente visitabile (ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì 9-13 / 15-18\, mercoledì e giovedì 9-13\, venerdì 9-13 / 15-18\, sabato e domenica 10-13 / 15-18. \nSi ringraziano gli sponsor LaNova Farmaceutici e MGS Graphic Design Studio\, i partner DAMA GALLERIA\, Di-Versi e Forma: festival dell’Editoria e dell’Arte e Libreria Ubik di Frascati ed i media partner Art & Investments\, Exit Urban Magazine ed Image in Progress. Per maggiori informazioni: +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it
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SUMMARY:V Biennale Oggetto Libro Itinerante
DESCRIPTION:V Biennale Oggetto Libro itinerante \nSiena\nSanta Maria della Scala\, Sale ex Refettorio e Biblioteca Giuliano Briganti\ndal 23 marzo al 7 luglio. \nInaugurazione Santa Maria della Scala\nSiena\, 23 Marzo 2024\, ore 11.00 \nTour della Puglia\nLecce\, ABA Accademia di Belle Arti dal 1 al 20 marzo 2024;\nBrindisi\, Museo archeologico “F. Ribezzo” dal 26 marzo al 15 aprile;\nTrani\, Biblioteca comunale “G. Bovio” dal 18 aprile al 9 maggio;\nTaranto\, Biblioteca civica “P. Acclavio” dal 14 maggio al 2 giugno. \nA cura di Susanna Vallebona\nIn collaborazione con\nFondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala\, Siena\nABA Accademia di Belle Arti di Lecce\, Polo Biblio – Museale Regione Puglia\nADI Associazione per il Disegno Industriale\, Delegazione Puglia e Basilicata \nDopo il grande successo all’ADI DESIGN MUSEUM di Milano in ottobre 2023\, la V edizione di OGGETTO LIBRO\, unico evento internazionale dedicato al libro d’artista e al libro di design\,\nmoltiplica gli appuntamenti e inaugura una serie di mostre in centro e sud Italia\, diventando di fatto un evento di interesse nazionale.\nLa V edizione di OGGETTO LIBRO ha proposto 170 opere tra libri d’artista\, di design e ibridi\, provenienti da 20 diverse nazioni di 3 continenti.\nLa mostra di Siena e quella pugliese\, che parte da Lecce e tocca alcuni musei e biblioteche della regione\, propongono un significativo spaccato della Biennale\, ospitando\, quando presenti\, gli artisti legati al territorio. \nChe cosa è OGGETTO LIBRO \nOGGETTO LIBRO è una mostra biennale nata nel 2016 come occasione per riflettere su due mondi apparentemente lontani\, quello del design e quello dell’arte\, che trovano nella creatività la propria ragion d’essere e nel libro un territorio di confronto comune. \nI libri d’Artista sono un esempio sorprendente di come il libro possa assumere le forme più inaspettate. Realizzati con tutti i materiali e le tecniche possibili\, queste opere si configurano come veri e propri artefatti in forma di oggetto o di scultura.\nI libri di Design\, progettati dal designer che interpreta le potenzialità espressive del libro come entità\, sono oggetti della produzione industriale realizzati con particolari soluzioni tecniche e destinati a tirature elevate.\nI libri ibridi opere a tiratura limitata\, che sono realizzati grazie all’utilizzo di qualsiasi tecnica di stampa\, dalla calcografia tradizionale fino alla stampa risografica\, passando per il digitale fino alle sperimentazioni più attuali. \nOGGETTO LIBRO e la realtà aumentata \nInnovazione e interazione sono le parole chiave della manifestazione grazie alla\nrealtà aumentata che offre la possibilità inedita di accedere ai contenuti che si celano dietro l’artefatto. Circa un terzo dei libri esposti e riprodotti sul catalogo\, potranno essere esplorati coniugando mondo reale e mondo digitale\, permettendo di andare oltre l’impatto visivo dell’opera e di scoprire la poetica e le motivazioni dell’autore. \nL’esperienza è resa possibile dall’APP gratuita “Aria The Ar Platform” di Alkanoids. \nSIENA\nLa mostra propone una selezione di opere della V Biennale: 4 installazioni\, 46 libri d’artista\, Ibridi e di design\, 25 dei quali arricchiti dalla realtà aumentata\, più 8 libri della Collezione Librartis della Biblioteca Briganti\, già esposti a Milano.\nIn mostra sono inoltre presenti i libri vincitori del primo Best Book Award\, assegnato al miglior libro d’artista\, ibrido e di design e al miglior video per la realtà aumentata. \nLa mostra è accompagnata da un catalogo di prestigio\, esso stesso libro di design\, stampato da Presspoint Milano su carta Fedrigoni. \nLa V Biennale “Oggetto Libro” è organizzata da SBLU_spazioalbello\, Associazione senza scopo di lucro dedicata alla diffusione della cultura visiva\, con la partecipazione di MiBACT\, Pinacoteca di Brera\, Biblioteca Nazionale Braidense\, ADI Associazione Disegno Industriale e ADI Design Musuem. Patrocinano l’evento il Comune di Milano\, il Polo Biblio-Museale della Regione Puglia\, la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala\, il Comune di Siena\, l’ISIA Romadesign\, il Politecnico di Milano\, la Scuola del design e RUFA University of Fine Art\, la Regione Puglia\, l’Accademia di Belle Arti di Lecce\, l’ADI Associazione Disegno Industriale\, Delegazione Puglia e Basilicata. \nLa Biennale è sostenuta da Presspoint Milano\, Alkanoids\, Fedrigoni\, Fila spa\, Generali Agenzia Washington Milano e Giovanardi. \nInfo: tel. 0577/ 534560 – 534563\nfototeca.briganti@santamariadellascala.com\nbiblioteca.briganti@santamariadellascala.com\nwww.santamariadellascala.com \nSiena\, Santa Maria della Scala\, dal 23 marzo al 7 luglio 2024 \nex Refettorio\ntutti i giorni 10.00 – 19.00\, ultimo ingresso 18\,15. \nBiblioteca Giuliano Briganti\nDa lunedì a venerdì 10.00 – 14.00\nMartedì e giovedì 10.00 – 17.00 \nOggetto Libro\nNato nel 2016 e ospitato presso La Cavallerizza di Milano\, prestigiosa sede della Braidense e del FAI\, è una emanazione della XXI Triennale di Milano con il tema “Design\, after Design”\, Oggetto Libro ha come obiettivo di accompagnare il visitatore nelle modalità di lavoro del design e dell’arte e scoprire attraverso differenze e affinità l’arricchimento che nasce dal confronto.\nL’iniziativa\, giunta alla quinta edizione ha ricevuto numerosi riconoscimenti\, tra cui la Menzione d’Onore del Compasso d’Oro 2018\, il DNA Paris Design Awards 2022\, il Gold Stellar 2022\, il Graphis Silver Award Poster 2023 e il Graphis Silver Award Design 2023.\nDal 2020 la manifestazione ha introdotto l’utilizzo della realtà aumentata per completare la fruizione delle opera esposte e pubblicate sul catalogo. \nSusanna Vallebona\nNel 1981 Susanna Vallebona\, visual designer\, apre lo studio Esseblu attraverso il quale svolge attività di consulenza per aziende italiane ed estere\, sviluppa progetti per l’editoria e si occupa di tutti gli aspetti che compongono l’immagine coordinata dell’azienda e del prodotto. Progetta\, insieme a Giancarlo Iliprandi e Ino Chisesi\, lo stemma della Provincia di Milano e il programma di immagine coordinata\, selezionati al Design Index ADI 1999-2000. Avvia alla fine del 2001 l’attività editoriale\, a firma Edizioni Esseblu\, dedicate alla pubblicazione di visual book.\nÈ direttore artistico di SBLU_spazioalbello\, che inaugura nel 2007 per dare libero sfogo alla passion per l’arte. Socia ADI (Associazione per il Disegno Industriale) è membro del Direttivo ADI Lombardia e della Commissione Design della Comunicazione ADI Design Index. \nSBLU_spazioalbello è un’associazione senza fini di lucro\, nata con la finalità di diffondere cultura visiva\,di provocare dubbi e muovere domande nell’ambito della ricerca del bello\, per recuperare la capacità di costruire un’etica della bellezza.\nPer ottenere questo obiettivo propone iniziative e mostre che coinvolgono il grande pubblico\, come Lapis Ludica al Palazzo delle Stelline di Milano. O il progetto pluriennale multidisciplinare “Non di solo pane” dedicato al design\, l’arte\, la musica e la poesia che\, con il Patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e di Expo 2015 si è concretizzato in numerose collettive\, nella rassegna biennale “Alimenta la mente”\, in un’installazione site specific alla Mediateca Santa Teresa di Milano e 8 incontri culturali.
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SUMMARY:R’Accolte: valorizzazione e accesso al patrimonio culturale delle Fondazioni di origine bancaria. Al via il ciclo di mostre virtuali con “Pàthos. Valori\, passioni\, virtù”
DESCRIPTION:In mostra i capolavori di oltre 60 artisti tra i quali Elisabetta Sirani\, Guercino\, Parmigianino\, Guido Reni\, Giambattista Tiepolo\, Giacinto Gemignani e Agostino Carracci \nDal 30 gennaio al 31 marzo 2024 \nOnline \nR’Accolte\, il più grande catalogo multimediale in Italia\, promosso dalla Commissione per i Beni e le Attività Culturali di Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa\, continua a celebrare e diffondere il ricco patrimonio delle collezioni d’arte delle Fondazioni di origine bancaria. Dal suo avvio nel 2012\, R’Accolte ha reso accessibili oltre 15.000 opere\, censite secondo i più accurati standard internazionali\, appartenenti a 78 collezioni\, spaziando dal mondo antico al contemporaneo. Dal 2024\, R’Accolte inaugura una nuova fase nel suo impegno di valorizzazione culturale con l’avvio di un ciclo di mostre virtuali che offriranno al pubblico l’opportunità di esplorare e comprendere le collezioni d’arte delle Fondazioni in modi del tutto innovativi. \nLa prima mostra\, intitolata “Pàthos. Valori\, passioni\, virtù“\, sarà online su www.pathos-raccolte.it dal 30 gennaio al 31 marzo 2024. Curata dallo storico dell’arte Angelo Mazza\, l’esposizione esplora l’iconografia femminile dell’antichità e del Vecchio Testamento nelle collezioni d’arte delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio. La selezione di 80 opere di 60 artisti da 31 Fondazioni partecipanti include capolavori di artisti come Elisabetta Sirani\, Guercino\, Parmigianino\, Guido Reni\, Giambattista Tiepolo\, Giacinto Gemignani e Agostino Carracci. Si tratta prevalentemente di dipinti\, ma sono presenti anche incisioni\, maioliche\, bronzi e terrecotte\, opere che coprono un arco temporale dal XVI al XX secolo. \nCome scrive Donatella Pieri\, presidente Commissione Acri Beni e Attività culturali\, nel catalogo: “Questo nuovo progetto nasce dalla volontà di aggiungere conoscenza\, di ricostruire vicende della storia\, di diventare occasione per nuovi approfondimenti e accrescimenti di un’arte ancora ampiamente esplorabile. La conoscenza del patrimonio produce la consapevolezza del suo valore e coltiva la responsabilità della sua perenne conservazione”. \nAl centro dell’esposizione le passioni\, i valori e le emozioni raffigurate da artisti che hanno fatto la storia dell’arte\, ricorrendo all’iconografia di personaggi femminili come Cleopatra\, Lucrezia\, Eva\, Betsabea\, Rebecca e Giuditta. Angelo Mazza\, curatore della mostra\, scrive nel catalogo: “Il numero elevatissimo e la varietà delle opere d’arte confluite nel sito R’Accolte\, distribuite in un arco temporale alquanto ampio\, restituiscono una significativa galleria di immagini in cui le figure femminili si offrono come modelli esemplari di virtù per dignità\, onore\, coraggio\, forza\, eroismo\, integrità morale e fedeltà\, a tal punto da mettere a rischio la propria vita o sacrificarla deliberatamente. In taluni casi la sequenza delle immagini è così folta e iconograficamente variata da visualizzare i momenti essenziali della narrazione storica”. \nAd arricchire la mostra ci saranno un catalogo digitale\, video-interviste al curatore e contenuti multimediali che collegano le opere alla cultura popolare contemporanea. “Pathos. Valori\, passioni\, virtù” sarà inoltre accompagnata da un ricco calendario di eventi dal vivo\, tra cui lezioni di storia dell’arte\, visite guidate e laboratori per bambini\, organizzati dalle Fondazioni partecipanti nei loro territori di riferimento. \nLe Fondazioni per l’Arte: un impegno decennale nella promozione culturale \nLe Fondazioni di origine bancaria sono organizzazioni non profit\, private e autonome\, nate all’inizio degli anni Novanta dalla riforma del sistema del credito. Acri è l’organizzazione che le rappresenta collettivamente. \nLe Fondazioni di origine bancaria\, eredi delle Casse di Risparmio\, mantengono una lunga tradizione nel campo dell’arte e della cultura. Oltre a sostenere interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale\, le Fondazioni promuovono progetti che mirano a democratizzare la cultura\, favorendo l’accesso di un vasto pubblico ai beni culturali. L’impegno delle Fondazioni\, in questo campo\, riflette l’articolo 9 della Costituzione italiana e la Convenzione di Faro del 2005\, promuovendo la tutela del patrimonio culturale e l’accesso consapevole di tutti i cittadini. \nDal 2000 a oggi\, al settore Arte\, Attività e Beni culturali le Fondazioni hanno destinato complessivamente oltre 7\,5 miliardi di euro\, contribuendo significativamente allo sviluppo culturale delle comunità di riferimento e dell’intero Paese. Gli interventi sostenuti includono\, tra gli altri\, il recupero e la conservazione del patrimonio monumentale\, la tutela e la promozione di collezioni d’arte\, il sostegno a festival culturali e lo sviluppo di progetti di sistema a livello nazionale\, come R’Accolte.
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SUMMARY:A Palermo una mostra inedita di Sasha Vinci
DESCRIPTION:Alla Cappella dell’Incoronata\, una delle sedi del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, dal 20 dicembre 2023 al 20 gennaio 2024 l’artista siciliano Sasha Vinci presenta per la prima volta “La gravità delle forze nascoste”\, un progetto inedito a cura di Serena Ribaudo che si pone come omaggio e dichiarazione d’amore alla città di Palermo\, esplorandone il tessuto urbano e sociale\, attraverso un’esperienza artistica multisensoriale. “La gravità delle forze nascoste” di Sasha Vinci è un’occasione imperdibile per immergersi nell’anima vibrante e poliedrica del capoluogo siciliano\, attraverso gli occhi e le mani di un artista che continua a ridefinire i confini dell’espressione artistica contemporanea. \nIl lavoro di Vinci\, comparabile ad un’opera teatrale che si sviluppa in tre “atti” distinti\, prende vita nella parte centrale della Cappella dell’Incoronata dove è possibile ammirare la maestosa installazione “NON SI DISEGNA IL CIELO / Il Canto di Palermo“. Quest’opera\, parte della serie “NON SI DISEGNA IL CIELO” avviata a Volterra nel 2015\, trasforma lo skyline e le costellazioni di Palermo in armonie musicali. L’installazione site-specific è un grande poliedro a base ottagonale che trae ispirazione dall’antica simbologia dei Quattro Canti di Palermo\, detti anche Ottagono del Sole. La forma geometrica dell’ottagono viene generata dall’otto\, il numero dell’equilibrio cosmico\, simbolo dell’infinito\, della trasfigurazione e del tempo. Su questa sorte di monolite\, Vinci incide l’anima della città facendo uso di un marmo storico palermitano: il grigio Billiemi. L’ottagono realizzato con marmo riciclato e di recupero rappresenta il Cielo e la Terra che si fondono\, diventando un unico elemento. Vinci dimostra ancora una volta il suo profondo legame con la territorialità e il passato che vengono trasmutati nella contemporaneità. Il lavoro artistico di Sasha Vinci parla infatti con profondità alla realtà odierna\, affrontando le distanze\, le paure e le contraddizioni che caratterizzano il presente. Attraverso uno sguardo trasversale\, l’artista indaga sulle fratture di questo momento storico\, riconsiderando i rapporti tra la natura\, l’essere umano contemporaneo e il suo ambiente sociale\, con l’obiettivo di acquisire una nuova coscienza etica\, estetica e politica\, aprendo le porte a nuove prospettive di comprensione e di interazione con il mondo che ci circonda. \nCome scrive la curatrice Serena Ribaudo: “NON SI DISEGNA IL CIELO / Il canto di Palermo è un totem in grigio billiemi – marmo storicamente panormita – un’ara che dardeggia incorruttibile in questo palcoscenico regale. La base ottagonale fa chiaro riferimento ai Quattro Canti detti anche Ottagono del Sole. E questo grande sasso scolpito è un prodigio\, è un incanto antico\, è un figlio del cielo: su di esso Vinci incide le stelle sopra Palermo ed il suo Skyline trasmutato in un canto\, in una musica\, in un suono. La Melodia di Palermo. Lungi dall’essere una massa congelata\, NON SI DISEGNA IL CIELO brucia di una fiamma interiore\, dei fuochi divini delle sfere celesti\, non smette di cantare un canto antico e modernissimo“. \nIl percorso espositivo de “La gravità della forze nascoste” prosegue nella cripta che ospita un’installazione unica\, una sorta di mappatura della città ipotetica\, dove elementi naturali ed organici si mescolano con recuperi di piombo\, creando ancora una volta un suggestivo connubio tra la storia e la contemporaneità. Infine\, nella biblioteca\, un imponente corpo di alabastro a base esagonale diviene protagonista\, interagendo con il pubblico e trasmettendo una straordinaria luminosità traslucida. \nLa curatrice Serena Ribaudo aggiunge: “La mostra è un omaggio al capoluogo siciliano\, ai suoi profili\, ai suoi cieli. Una dichiarazione d’amore ad una città il cui ductus ardente viene simbolicamente auscultato e registrato nelle sue armonie e dissonanze per essere restituito ai cittadini in una nuova forma espressiva come dono straordinario. Un infiammato sogno sulla città di Palermo che si libera dai legacci della contingenza e ci dischiude al chiarore di una visione universale\, ci meraviglia nelle apparizioni delle sfere celesti. La gravità delle forze nascoste è una mirabile orchestrazione\, un poema in più strofe\, un’eccezionale operazione poietica ispirata alla legge del Bello\, ed è al contempo necessaria e luminosa nella sua volontà di sintonizzazione con le tematiche del nostro tempo”. \nSasha Vinci\, attraverso la sua continua sperimentazione di diversi linguaggi artistici come il disegno\, la scultura\, l’installazione\, la performance\, la fotografia e il suono\, crea un’opera d’arte totale e unica nel suo genere. “La gravità delle forze nascoste” rappresenta un’ode poetica al tessuto urbano di Palermo\, una celebrazione intima ed emozionante alla città che unisce passato e presente\, sacro e civile. La mostra è un invito ad esplorare la città attraverso gli occhi e le opere di un artista visionario\, un’esperienza che promette di affascinare e coinvolgere il pubblico in modo unico e indimenticabile.
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DESCRIPTION:In occasione di Artefiera 2024\, do ut do presenterà in anteprima al pubblico il tema centrale dell’VIII edizione: la Coscienza. Attraverso il potente linguaggio dell’arte\, quest’anno do ut do esplorerà la tematica della Coscienza coinvolgendo 13 artisti che metteranno in mostra 24 delle loro opere suddivise in 3 sedi espositive\, quali Artefiera\, con uno stand curato dall’architetto Mario Cucinella\, la Fondazione Cirulli e la Galleria Stefano Forni. \nDo ut do\, nasce a Bologna nel 2011 nel contesto delle attività di raccolta fondi dell’Associazione Amici della Fondazione Hòspice Seràgnoli\, organizzazione non-profit che opera nel campo dell’assistenza\, formazione\, ricerca e divulgazione della cultura delle cure palliative. Do ut do è un progetto charity di grande rilevanza culturale che unisce arte ed etica proponendo mostre ed eventi dedicati all’arte\, architettura\, design coinvolgendo artisti di fama internazionale\, istituzioni\, gallerie\, imprese e collezionisti per riflettere su diversi temi legati alla contemporaneità. Oltre a esplorare le ultime tendenze artistiche\, do ut do promuove valori etici e sociali\, evidenziando come l’arte possa essere uno strumento potente per affrontare questioni cruciali della nostra società. L’intero progetto si basa sul “dare per dare” che si oppone\, o quanto meno si discosta da un utilitaristico o egoistico “dare per ricevere”. Nel corso degli anni\, do ut do è infatti diventato un catalizzatore di creatività e impegno\, connettendo responsabilità e sensibilità\, etica ed estetica\, dimensione sociale e individuale. \nIl fil rouge della nuova edizione\, scelto dalla fondatrice e Presidente di do ut do Alessandra D’Innocenzo\, ha una natura complessa che sfida ancora la comprensione completa. La Coscienza è infatti un soggetto astratto\, la sua natura profonda è ignota e in quanto tale appare misteriosa agli occhi dell’essere umano. Essa è l’origine dell’intenzionalità\, della creatività\, della libertà e rende possibile trascendere i condizionamenti materiali\, elaborare idee astratte\, fare scelte deliberate. A tal proposito\, Alessandra D’Innocenzo afferma: “La Coscienza? Ognuno deve rispondere per sé\, è una questione personale\, mutevole e contemporanea a sé stessi. L’Arte ne è testimone”. \nTuttavia\, è anche una tematica attuale e riconducibile alla concretezza della vita quotidiana. L’Ambasciatrice di questa edizione di do ut do\, Karole Vail\, direttrice della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e della Fondazione Solomon R. Guggenheim per l’Italia\, si è ampiamente espressa e ha dichiarato: “Il mondo di oggi è più turbolento che mai\, il che rende urgente interrogarsi sul significato di una coscienza morale ed etica\, su ciò che crediamo sia giusto e su ciò che si decide sia giusto. Per citare e parafrasare un collega del museo\, stiamo attraversando un momento di grandi passioni e di molte urgenze e turbolenze politiche e sociali. In momenti come questi dobbiamo rimanere vigili e sostenere le proteste e le interazioni pacifiche con la garanzia di evitare ogni tipo di violenza\, mantenendo il rispetto e una sana dose di empatia per i diversi modi di vivere\, le fedi e i codici.” \nIn merito agli obiettivi della biennale si è espresso il docente e filosofo Sebastiano Maffettone\, che ha affermato: “L’idea geniale della Presidente di do  ut do Alessandra D’Innocenzo è quella di unire nella stessa serie di eventi dedicati all’arte i valori estetici – che\, come è naturale\, sono alla base della scelta delle opere d’arte e degli eventi sottoposti all’attenzione generale di biennio in biennio – il concetto di dono\, l’impegno filantropico e soprattutto\, a parer mio\, la capacità di farci riflettere su temi fondazionali del nostro tempo”. Maffettone ha poi indagato sul tema della coscienza ponendo l’attenzione sull’attualità e sul fenomeno della trasformazione digitale: “Viviamo infatti una condizione digitale\, e non ne conosciamo fino in fondo le conseguenze per la vita\, individuale e sociale\, di tutti noi. Siamo però convinti che tali conseguenze debbano essere sostenibili dal punto di vista etico\, sociale e politico. La coscienza è il punto di controllo di una possibilità del genere.” \nAnche il professore Pierpaolo Forte ha analizzato il leit motiv dell’VIII edizione\, sviluppando osservazioni filosofiche sul passato fino ad arrivare al presente con il concetto di “coscienza artificiale” e sostenendo che: “La questione della “coscienza artificiale”\, l’ipotesi che anche le macchine possano essere\, se non proprio consce di sé\, “slightly conscious”\, “un po’ coscienti” (lo vaticina uno dei creatori di ChatGPT)\, giacché non è impossibile che vengano dotate di una simil-coscienza\, una replica algoritmica\, certo\, di quella umana\, e dunque poco precipua e anche un po’ inquietante; e tuttavia\, così come tra gli umani la condizione cosciente è il presupposto per la punibilità\, e la consapevolezza e l’accettazione del rischio sono elementi decisivi per distinguere il comportamento colposo da quello doloso\, si discute della responsabilità autonoma degli agenti robotici e dell’intelligenza artificiale\, un’ipotesi presa molto sul serio dalla Commissione Europea\, al lavoro sulla disciplina legale delle attività automatiche e delle loro conseguenze.” \nVera Zamagni\, docente di Storia economica all’Università di Bologna\, ha condiviso la sua opinione sul tema e dichiara: “Oggi si discute se l’Intelligenza Artificiale mai arriverà alla Coscienza Artificiale. Non credo che ciò possa avvenire\, ma se ci si arrivasse\, allora l’umanità sarebbe finita. Infatti\, si possono sostituire le abilità manuali della persona e persino quelle intellettuali\, senza sostituire l’uomo. Ma se si arrivasse a sostituire la coscienza\, allora davvero l’uomo diventerà antiquato\, come già Günter Anders aveva preconizzato anni addietro. La tecnica avrà vinto e si sarà distrutta l’umanità\, senza nemmeno ricorre alla bomba atomica.” \n La Coscienza ci confronta con i limiti delle nostre capacità descrittive e ci ricorda che la comprensione definitiva della realtà trascende la portata della scienza. \nI 13 artisti che esporranno le loro opere saranno: Luigi Ontani\, Fabrizio Cotognini\, Danijel Zezelj\, Maurizio Finotto\, Nino Migliori\, Terry Pecora\, Andrew Holmes Huston\, Oliver D’Auria\, Rae Martini\, Simone Pellegrini\, Luca Maria Castelli e il duo Ornaghi e Prestinari. \nInoltre\, quest’anno per la prima volta do ut do darà spazio agli artisti emergenti. Per l’VIII edizione la scelta è ricaduta su Luca Blumer che esporrà la sua opera “Numero di prova 1”\, Trittico del quotidiano “Il manifesto” della fine degli anni ‘70 su cui sono applicati tessuti di cotone. L’opera si chiama “Numero di prova”\, una dicitura che l’editore usava per identificare alcuni numeri del giornale. \nLe opere\, dopo Artefiera\, entreranno ufficialmente nella grande collezione do ut do\, per poi essere assegnate a collezionisti o musei a fronte di un contributo di sostegno all’Associazione Amici della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli. L’intero ricavato verrà devoluto alla Fondazione Hospice. Come nelle passate edizioni\, infatti\, anche per il 2024 do ut do riunirà i generosi contributi di artisti\, gallerie e collezionisti per sostenere concretamente la missione della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli dedita all’assistenza e cura di pazienti affetti da malattie inguaribili e delle loro famiglie e alle attività di formazione e ricerca in medicina palliativa all’interno del Campus Bentivoglio \nAnche quest’anno è prevista una pubblicazione dedicata al tema dell’edizione in corso. Il volume dal titolo “Un fatto di coscienza”\, oltre alle 24 opere\, raccoglierà più di 100 contributi di personaggi della contemporaneità che si distinguono nell’ambiente lavorativo e sociale in cui vivono. Artisti\, curatori\, collezionisti\, critici d’arte\, direttori museali\, professori universitari\, attori\, scrittori e autorità con dettagli\, approfondimenti e spunti di riflessione sul tema della coscienza. \nDo ut do 2024 è stato realizzato anche grazie al sostegno di Banca di Bologna\, Mario Cucinella Architects\, Art Defender\, Labanti e Nanni\, Legatoria Carfi\, Casa Editrice Persiani\, Radio Sata\, Galleria Continua.  Si ringrazia: Arte Fiera\, Fondazione Cirulli e Galleria Stefano Forni. \nPer informazioni su orari e biglietti di ingresso alla fiera si rimanda al sito www.artefiera.it/
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SUMMARY:Secret Garden
DESCRIPTION:In occasione di ARTEFIERA 2024\, Maison laviniaturra presenta la mostra “Secret Garden” di Alessandra Calò\, con la curatela di Serena Ribaudo. Questo evento segna un ulteriore capitolo nella stagione espositiva della Maison laviniaturra\, celebre atelier-salotto di moda fondato dalla talentuosa fashion designer Lavinia Turra. La Maison prosegue così la mission di promuovere le artiste donne attraverso una serie di mostre che fondono abilmente l’arte visiva e l’alta moda. \nA partire dal 27 gennaio 2024\, i visitatori avranno l’opportunità di immergersi in un universo unico\, dove le creazioni sartoriali di Lavinia Turra si fondono armoniosamente con le opere suggestive di Alessandra Calò. La mostra rappresenta un’esperienza sinestetica\, un connubio di mondi apparentemente distanti\, ma capaci di dialogare in un ambiente che celebra la creatività in tutte le sue sfaccettature. \n“Secret Garden” di Alessandra Calò si presenta come una “grande opera d’arte” che va oltre i confini temporali e culturali\, trasformando il concetto di identità in un messaggio universale. È un invito a esplorare\, a guardare oltre le apparenze\, a immergersi nel giardino segreto della mente umana e a connettersi con la memoria collettiva che ci unisce tutti\, indipendentemente dalle diversità individuali. Alessandra Calò affronta così il concetto di identità e la preziosa connessione con la memoria collettiva. \nCome scrive la curatrice Serena Ribaudo: “The Secret Garden\, il fascinoso progetto di Alessandra Calò\, mi ha riportato alla mente in maniera fulminante alcuni dei versi più celebri del grande pittore e poeta Dante Gabriel Rossetti tratti dal componimento Sudden light: ‘I have been here before\, but when or how I cannot tell’. D’altra parte\, con Dante Gabriel Rossetti\, la Calò condivide molto da vicino lo sguardo di dolcezza\, l’incanto\, lo spettacolo del femminile. In Secret Garden vediamo sfilare dinanzi ai nostri occhi un firmamento di donne\, stelle fuggevoli nell’ evanescenza\, nell’incertezza dei loro tratti fisiognomici\, del loro vissuto\, della loro identità. Altrimenti dimenticate e abbandonate all’ abisso di un greve oblio\, vengono invece ri-novellate\, ri-magnetizzate; mirabilmente vengono loro donate una nuova fiamma\, una nuova storia\, un nuovo cuore segreto. All’interno del loro “diorama” in cui la Calò evoca\, grazie all’uso sapiente di elementi di natura\, un giardino segreto\, queste figure femminili sono trasformate in una sorta di nuovo misterioso Mito nel cui palpito\, nei cui misteriosi moti\, tutte {e perché no? tutti} ci riconosciamo e ci immergiamo sognanti: ‘I have been here before\, but when or how I cannot tell’”. \nLa mostra vuol essere un viaggio nell’interno della mente umana\, un giardino segreto che si svela a coloro che sono capaci di andare oltre l’apparenza. Il cuore del progetto è costituito da una raccolta di antiche lastre negative\, raffiguranti ritratti femminili\, abbinate a piccoli giardini collocati all’interno di un dispositivo. Ma questo è solo l’inizio: ogni donna ritratta nel progetto viene dotata di un nome e di una storia\, un’avventura ispirata liberamente ai racconti di grandi scrittrici contemporanee coinvolte nel processo creativo dell’artista. Ciò che emerge è un intreccio unico di storie e identità\, una variegata raccolta di donne provenienti da diverse sfere della vita\, dalla letteratura alla musica\, dalla poesia all’impegno politico e sociale. Queste donne\, con background eterogenei e forme d’espressione artistiche differenti\, diventano le protagoniste di racconti che si sviluppano come diari personali\, rendendo ogni storia straordinariamente attuale e significativa. \nI ritratti delle donne\, raffigurati sulle antiche lastre negative\, giungono a noi senza ulteriori dettagli biografici e ci immergono in un viaggio che attraversa due binari paralleli: il tempo reale e l’immaginazione. Questo doppio binario permette al pubblico di sperimentare una nuova modalità di lettura delle opere\, lontana dalla necessità di una chiara e fedele interpretazione ancorata all’immagine. La magia sta nell’ascoltare le voci di queste donne\, nascoste dietro i ritratti statici\, e nell’esplorare l’intimità delle loro esistenze attraverso frammenti di storie che si intrecciano in un percorso collettivo. \nCon questa mostra\, Alessandra Calò crea un ponte tra passato e presente\, tra realtà e immaginazione\, offrendo al pubblico l’opportunità di intraprendere un viaggio unico attraverso le storie intime di donne che\, seppur appartenenti a un’epoca passata\, parlano ancora con forza e attualità.
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SUMMARY:A SINGLE MOMENT | L’Effimero Eterno della fotografia
DESCRIPTION:In occasione di ARTE FIERA 2024\, Anna Caterina Masotti presenta per la prima volta le sue fotografie nella mostra “A Single Moment”. L’esposizione\, a cura di Alessia Locatelli\, è allestita presso la Cripta di San Zama nel pieno centro storico di Bologna\, dal 30 gennaio al 4 febbraio 2024\, in collaborazione con Laura Frasca\, Art Manager di Green Whale Space\, e l’Associazione Succede Solo a Bologna.  \nIn un percorso installativo\, immersivo e multimediale saranno esposte circa trenta fotografie inedite in bianco e nero di differenti formati e dei video dove il tema ricorrente è l’istante\, concetto da cui parte l’intera indagine fotografica di Anna Caterina Masotti. La fotografa bolognese immortala il qui e ora nel quotidiano\, nei paesaggi naturalistici\, negli elementi architettonici. L’ispirazione per questo progetto nasce infatti dalla profonda riflessione sul presente\, un momento di pura esistenza. La fotografia diventa lo strumento in grado di catturare l’effimero e renderlo eterno. Anna Caterina Masotti incanta gli spettatori con fotografie che esaltano la natura in tutte le sue forme\, con le tecniche della macrofotografia e della Landscape Photography. La luce gioca un ruolo centrale\, filtrando negli interni e creando pattern e contrasti\, riflettendosi nell’acqua e delineando delicati ornamenti floreali sui muri da lei immortalati. Un percorso sia materico che visivo\, dal buio verso la luce. \nCome scrive la curatrice Alessia Locatelli: “Alla morte del suo grande amico Robert Mapplethorpe\, Nan Golding decide di progettare una delle mostre più interessanti nella storia della fotografia\, dedicata al grande fotografo appena scomparso. Questa esposizione prenderà il titolo di “The Perfect Moment: il Momento Perfetto”. L’istante diviene il concetto da cui parte l’indagine fotografica di Anna Caterina Masotti. Le sue fotografie generano una osmosi tra esseri e natura in un dialogo cui il sentimento si riflette nell’ambiente e\, viceversa\, l’energia del paesaggio pervade tutto lo scatto. Lo stesso connubio tra estetica e poetica delle fotografie si rigenera nell’allestimento che ricrea ambienti intimi\, uterini\, dentro cui danzano la vita della quotidianità i suoi affetti\, i suoi spazi ed i paesaggi a lei cari. Stampe di grande formato si alternano ad altre in dimensione minore\, intime nell’approccio visivo oltre che nel soggetto rappresentato”.  \nQuesto legame tra estetica e poetica delle fotografie di Anna Caterina Masotti si ritrova nell’allestimento interno dell’ex monastero\, dove infatti il visitatore\, percorrendo un corridoio\, potrà da subito ammirare alcune fotografie stampate su stoffa chiffon e ricamate a mano\, le quali guidano progressivamente verso l’interno della preziosa cripta risalente all’XI secolo. Un monumento di grande rilievo sia dal punto di vista artistico che storico\, poiché sorge sui resti di quella che – secondo la tradizione – fu la casa di Vitale e Agricola\, i due santi protomartiri di Bologna. Ad arricchire l’allestimento saranno inoltre fotografie stampate su carta naturale con piccoli accenni di ricamo a mano che le rendono pezzi unici. La scelta di presentare le opere con differenti modalità (chiffon\, fineart\, videomapping) sottolinea la versatilità della visione artistica della fotografa e la sua capacità di dialogare con il contesto circostante in modo dinamico. In questo connubio tra passato e presente\, tra tradizione e innovazione\, emerge la bellezza intrinseca delle opere di Anna Caterina Masotti\, che si integrano con maestria nel contesto suggestivo della Cripta\, rendendo l’esperienza della visita un viaggio affascinante\, intimo ed emozionale attraverso la poetica della fotografia. \n“I preziosi momenti che la vita ci regala sono fissati dal gesto dello scatto fotografico affinché non svaniscano nella nebbia dei ricordi. Il ‘momento’ è perciò la forma spazio-temporale della poesia che si sottrae alla prosa del divenire. Comunica energia positiva\, viva\, autentica. È una forma spazio- temporale sospesa e concentrata\, una realtà da sentire\, una forma di guarigione sensazionale\, anche se fondata su piccole cose. Allo stesso modo\, è un monito\, una protezione rispetto al mondo frenetico e iperconnesso dove si corre per raggiungere obiettivi non obiettivi\, là dove invece l’obiettivo fotografico è un focus sulle emozioni essenziali\, quelle che contano. Così\, il singolo momento diventa universale” così scrive l’artista Anna Caterina Masotti. \nQuesta mostra offre un’opportunità unica di prendersi il proprio tempo e di contemplare la bellezza dell’istante\, catturato per l’eternità attraverso l’obiettivo fotografico. “A Single Moment” di Anna Caterina Masotti è un invito a vivere con consapevolezza\, a trovare la bellezza nell’attimo presente e a celebrare la magia dell’esistere. Non si tratta di perfezione\, ma di autenticità e di genuinità. La luce che emana dalle opere dell’artista non abbaglia\, ma illumina e crea metafore\, regalando al visitatore un’esperienza intima ed emozionale.
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SUMMARY:Bengt Lindström
DESCRIPTION:Giovedì 16 novembre alle ore 19.00 Lattuada Gallery\, Milano\, inaugura la mostra personale di Bengt Lindström\, che resterà aperta al pubblico fino al 22 Dicembre 2023. \nBengt Lindström è uno dei più noti artisti contemporanei svedesi. Influenzato dal lavoro degli artisti del gruppo CoBrA Asger Jorn e Karel Appel\, Bengt Lindström è stato pittore\, scultore e stampatore noto soprattutto per le sue opere dai colori vivaci che raffigurano figure distorte\, spesso basate su maschere\, divinità e mostri\, ispirate ai miti e alle leggende della Lapponia. \nAll’interno della mostra sono presenti lavori dagli anni ‘60 agli anni ’90\, con un nucleo centrale rappresentato da olii su tela di grandi dimensioni.
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SUMMARY:Frascati in Arte: Seconda Edizione
DESCRIPTION:Piazza del Mercato\, Frascati (Roma) \nMercato coperto \n27 ottobre – 03 novembre 2023 \nTutti i giorni dalle ore 17.00 fino alle 20.00 \nIngresso gratuito \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nTesti critici: Alessandro Giansanti & Mauro Giansanti \nCol patrocinio del Comune di Frascati \nGeneri: pittura\, arte contemporanea \nSeconda edizione della rassegna annuale di pittori emergenti “Frascati in Arte”: 17 artisti selezionati durante l’anno corrente dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” con sede in Frascati\, mostreranno i loro ultimi lavori per un totale di circa 120 tele di diverso genere\, stile e dimensione. \nL’Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti” continua il suo percorso di promozione artistica sul suolo di Frascati\, città dei Castelli romani\, proponendo la pittura nella location comunale del Mercato coperto in Piazza del Mercato di Frascati (Roma) e proseguendo il successo ottenuto con la precedente edizione (2022) e con la collettiva en-plein-air di “Olmo in Arte” (2022-2023). \nL’esposizione propone i lavori dei seguenti pittori: Matteo Tomaselli\, Ivano Petrucci\, Antonella Iris De Pascale\, Fabio Pini\, Mauro Romano\, Alex Medori\, Ana Paula Torres\, Amomì\, Creola Carla Cristofari\, Chiara Fiori\, Giovanni Giunta\, Lucia Novelli\, Martina Di Russo\, Fabiola Bizzarri\, Francesca De Angelis\, Alyssa Canepa e Federica Anna Molfese. \nL’esposizione col patrocinio del Comune di Frascati aprirà col vernissage di venerdì 27 ottobre dalle ore 17.30 fino alle 22.00\, con possibilità di assistere ad una performance di pittura dal vivo e\, proseguirà tutti i giorni per una settimana con chiusura venerdì 03 novembre. La mostra sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) e seguirà il seguente orario: dal lunedì al giovedì dalle ore 17.00 alle ore 20.00\, esclusi venerdì 27 e venerdì 03 con apertura dalle 18.00 e chiusura alle 22.00. Durante la II Edizione della rassegna “Frascati in Arte” si potranno ammirare i lavori dei pittori selezionati per un totale dalle 5 alle 10 tele ad artista\, verrà prodotto catalogo ufficiale edito dalla stessa associazione a cura di Alessandro Giansanti e Mauro Giansanti. \nLa mostra ha come sponsor MGS Studio Frascati\, come partner DAMA GALLERIA e libreria Cavour Ubik di Frascati e come media partner Exit Urban Magazine ed Art & Investments. Vernissage venerdì 27 ottobre 2023 dalle ore 17.30 fino alle 22.00 (ingresso libero)\, resterà visibile per una settimana ogni giorno dalle 17.00 alle 20.00\, fino al venerdì 03 novembre 2023 (dalle ore 17.30 alle 22.00) e si terrà al Mercato coperto di Piazza del Mercato\, Frascati (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Vincitori Best Book Oggetto Libro
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SUMMARY:Buonvento | Esposizione fotografica di Federica Anna Molfese
DESCRIPTION:Policlinico Tor Vergata\, Galleria Centrale \nViale Oxford\, 81\, 000133 Roma \n24 ottobre – 07 novembre 2023 \nIngresso libero \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti e Fondazione Policlinico Tor Vergata \nTesti critici: Alessandro Giansanti \nCol patrocinio della Regione Lazio \nGeneri: fotografia \nDurante il periodo di Ottobre Rosa\, mese con focus donna per la sensibilizzazione sulla prevenzione nella lotta al tumore al seno\, la Fondazione Policlinico Tor Vergata con il patrocinio della Regione Lazio\, l’intervento della Onlus “L’Arcobaleno della speranza”\, Agenzia Dire media partner ed in collaborazione con l’Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti”\, propone l’esclusivo lavoro fotografico in memoria di Federica Anna Molfese (1988-2023). \nEsposizione fotografica e autobiografica della pittrice\, fotografa e scultrice Federica Anna Molfese (FAM). 25 scatti realizzati in 6 anni di terapia oncologica senologica intrapresa dall’artista\, selezionati dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” con sede in Frascati\, a cura di Alessandro Giansanti (Curatore\, Gallerista ed Art Director) e mostrati in collaborazione con la Fondazione Policlinico Tor Vergata all’interno della Galleria Centrale della struttura ospedaliera. \nL’esposizione si aprirà con la conferenza in Aula Anfiteatro Giubileo 2000 del Policlinico Tor Vergata a partire dalle ore 12.15 con i saluti di benvenuto di Giuseppe Quintavalle (Direttore Generale\, Policlinico Tor Vergata) e Nathan Levialdi Ghiron (Rettore\, Università degli Studi di Roma Tor Vergata)\, l’intervento di Oreste Buonuomo (Responsabile\, UOSD Breast Unit) e Mario Roselli (Responsabile\, UOSD Oncologia) e le testimonianze a più voci del personale sanitario del Policlinico Tor Vergata\, di Nicoletta Di Placido (Giornalista\, Agenzia Dire) ed Alessandro Giansanti (Curatore\, Gallerista ed Art Director “Agarte – Fucina delle Arti”). \nL’incontro proseguirà con la presentazione del libro “Una Giornata normale” testimonianza di Gaia Casodi. La mostra fotografica rimarrà visitabile liberamente tutti i giorni fino al 07 novembre all’interno del Policlinico nella location della Galleria Centrale (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Girotondi – cromie condivise
DESCRIPTION:Venerdì 13 ottobre 2023 alle ore 10.00 apre la mostra “Girotondi – cromie condivise”\, evento ospitato da Stecca3\, Milano. L’installazione collettiva\, organizzata dall’associazione di promozione sociale LeArtiPossibili\, è frutto di una call lanciata nei mesi scorsi e raccoglie i contributi di 85 partecipanti tra artisti\, creativi\, gruppi provenienti da strutture di accoglienza e riabilitazione e gruppi di libera aggregazione\, per un totale di 886 manufatti ricevuti. \nL’iniziativa\, che gode dei patrocini del Comune di Milano\, Consiglio di zona 9 e della Città Metropolitana\, rientra nel biennio 2022-2023 che LeArtiPossibili ha dedicato alla lana\, andando ad approfondire il focus sulla lavorazione del materiale già evidenziato nell’esposizione del 2022 “LANA – dal bianco al nero” andando ora a esplorare l’intero spettro cromatico. \nI “Girotondi” creati dai partecipanti sono cerchi di lana modulati in tre dimensioni\, diversi tra loro per colore e lavorazione. Dall’uncinetto alla maglia\, dalla tessitura alla cardatura\, dal feltro al ricamo\, dai pon-pon al collage\, fino alle tecniche meno comuni o alle combinazioni più personali delle lavorazioni\, i manufatti realizzati dai partecipanti sottolineano la libera rielaborazione del materiale\, mantenendo l’aderenza alla modalità proposta per l’installazione collettiva. \n“Girotondi – cromie condivise – dice Fiorenza Giuriani\, presidente LeArtiPossibili – vuole inserirsi in un’ottica di collaborazione\, per fare della pratica artistica uno strumento non solo espressivo\, ma anche terapeutico\, educativo e di condivisione\, in una prospettiva di allargamento degli orizzonti di confronto e di crescita reciproca. Anche il titolo dell’esposizione rimanda ai movimenti di cittadini sorti spontaneamente nei primi anni del Duemila per la difesa della democrazia\, delle libertà civili e della legalità”. \nL’installazione collettiva “Girotondi – cromie condivise” verrà esposta per la prima volta alla Stecca3 di Milano\, per poi proseguire il suo viaggio in diversi contesti espositivi in collaborazione con altre realtà associative. \nL’iniziativa alla Stecca3 prevede il contributo di altri soggetti. L’associazione “Sul filo dell’Arte” sarà presente con un pannello interattivo di crochet art dedicato all’artista Yayoi Kusama\, mentre per il progetto “Trappeto” verranno esposti alcuni prototipi di tappeti realizzati con le catenelle a crochet utilizzate durante l’esposizione “LANA – dal bianco al nero”\, nell’ambito dell’installazione di Urban Knitting. \nInoltre\, Domenica 15 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 l’associazione “Parole e Punti” sarà presente con le “Coperte dell’Abbraccio” e le “Presine-Piadine”\, manufatti realizzati all’uncinetto e a maglia il cui ricavato verrà devoluto\, rispettivamente\, a favore delle donne maltrattate e vittime di violenza di genere\, e per l’emergenza in Emilia-Romagna. \nSabato 21 Ottobre\, alle 15.30\, avrà luogo l’incontro pubblico dal titolo “La Possibilità del Limite”\, con interventi di docenti\, artisti e altri professionisti nell’ambito del sociale\, che si confronteranno sul tema del limite inteso non come ostacolo\, ma come stimolo alla creatività\, un elemento costrittivo in grado di generare sviluppi inattesi.\nTra gli invitati al panel\, Isabella Bolech – psicologa\, arteterapeuta\, formatrice e supervisore Art Therapy Italiana; Paola Parma – arteterapeuta\, direttrice didattica dipartimento AT presso Art Therapy e formatrice aziendale; Pietrina Atzori – fiber artist; Francesca Morini – Atelier Poiesis La Nostra Comunità;  Francesco Fondacci – arteterapeuta e Ferruccio Colombo – Mater Gratiae; Barbara Pavan – curatrice e critica d’arte specializzata in Fiber Art.\nPer partecipare all’incontro pubblico “La Possibilità del Limite” è richiesta la prenotazione all’indirizzo prenotazioni@leartipossibili.it \nL’installazione collettiva “Girotondi – cromie condivise” è visitabile\, a ingresso libero\, dal 13 al 15 ottobre e dal 20 al 22 ottobre 2023\, nei seguenti orari di apertura: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00.
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SUMMARY:Melancholy
DESCRIPTION:Il 12 Ottobre alle ore 19.30 verrà inaugurata la mostra intitolata “Melancholy” presso il Buro\, sito in via Sant’ Isaia 57d a Bologna\, sarà visitabile sino al 19 Ottobre. La mostra curata da Elisabetta Eliotropio e Vanessa Viti\, vede la partecipazione di artisti internazionali\, attraverso le opere selezionate affronteranno il tema della malinconia e regaleranno al visitatore un momento unico\, un’esperienza in cui scoprire determinati stati d’animo. L’inaugurazione sarà accompagnata dalla performance della cantautrice Tabascomeno.  \nLe curatrici ci raccontano la scelta della tematica: “artisti\, poeti\, musicisti sempre intenti a osservare il malinconico eppure spesso sono loro stessi a impersonarne perfettamente il ruolo. Michelangelo\, considerato artista geniale e malinconico\, Durer ne disegna perfettamente i tratti in un’iconografia rinascimentale. Per arrivare al più recente Van Gogh\, Munch\, Modigliani\, De Chirico. La lista potrebbe continuare forse all’infinito\, perché la malinconia è un sentimento contagioso le cui vittime sono soprattutto gli animi sensibili e acuti. La malinconia richiama a se una sfera emotiva impervia quanto affascinante\, in cui tutti hanno modo di rispecchiare un lato della propria esistenza. Un carattere psicofisico di cui si è sempre parlato\, sin dall’antichità\, la malinconia\, da sempre\, il carattere considerato più vicino all’artista. Durante l’epoca Rinascimentale si è creata una vera e propria iconografia della malinconia\, elementi e caratteristiche fondamentali per rappresentare questo stato d’animo: il protagonista dell’opera malinconica poggia sempre il mento sulla mano\, perso in uno sguardo assorto\, pensieroso\, addolorato ma mai tragico. La malinconia è un passaggio necessario\, che accomuna tutti\, seppure in diversa misura. Negli esiti visivi di questa condizione emotiva possiamo rintracciare gli elementi in comune nonostante i diversi sviluppi formali e linguaggi. In occasione della mostra Melancholy siamo curiose di vedere gli effetti della malinconia di artisti internazionali. Per arrivare in ultima istanza a riconoscere\, nelle posture e negli sguardi messi degli altri\, un po di noi stessi.” \nGli artisti selezionati: Susanne Walser\, Анна Кузнецова\, Barbara Sebastiani\, Carey Mortimer\, Sabine Windischbauer\, Rossella Eula\, Ronal Bejarano\, Delphine Lemaitre-Auger\, Silvia Bignami\, Silvia Galletti\, Franco Pepe\, Rita Rozynek\, Pierrette Clèment\, Yuna Galejeva\, Jill Walker\, Maria Maksakova\, Ellen Essen\, Donata Andriuškevičienė\, Kaouteur Souibgui\, Mariken Heijwegen\, Nina Urlichs\, Anastasia Shevchenko. 
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SUMMARY:V BIENNALE OGGETTO LIBRO
DESCRIPTION:Milano\, Italia\, dall’ 11 al 30 Ottobre 2023\, l’ADI DESIGN MUSEUM di Milano ospita\nla V Biennale “Oggetto Libro”.\nLa mostra internazionale vede la partecipazione di 140 autori provenienti da 20 diverse nazioni di 3 continenti. L’esposizione propone 170 opere tra libri d’artista\, di design e ibridi. \nOGGETTO LIBRO è l’occasione per riflettere su due mondi apparentemente lontani\, quello del design e quello dell’arte\, che trovano nella creatività la propria ragion d’essere.\nI libri d’Artista rappresentano un esempio sorprendente di come un libro possa assumere le forme più inaspettate. Realizzati con tutti i materiali e le tecniche possibili\, queste opere si configurano come veri e propri artefatti in forma di oggetto o di scultura. La mostra di quest’anno dedica una parte importante alle creazioni su tessuto\, sottolineando la vitalità della fiber art\, corrente artistica nata nel Novecento\, che impiega filati e tessuti per esprimere la propria poetica. Sono inoltre presenti in mostra alcuni volumi della Collezione Librartis della Biblioteca Giuliano Briganti\, Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. \nI libri di Design\, proposti da questa selezione internazionale\, sono i portavoce della varietà presente nel mondo del design. Accanto al libro che rappresenta uno status di eleganza e pregio\, realizzato con tecnologia e cura raffinata\, in mostra troviamo opere il cui contenuto impone forme originali\, rendendo il libro testimone della creatività (e innovazione) di una determinata cultura. Come dimostra la nutrita partecipazione di libri di scuola tedesca. \nTra le due categorie\, per cercare di fare ordine nel multiforme mondo del libro d’artista\, la Biennale prevede una sezione di libri che definiamo Ibridi\, che coniugano gli elementi distintivi dei libri d’artista e di design. Realizzati grazie all’utilizzo di qualsiasi tecnica di stampa\, dalla calcografia tradizionale fino alle sperimentazioni più attuali\, come la stampa risografica o l’uso della realtà aumentata\, hanno una storia lunga e gloriosa\, come testimoniano il successo di editori come Giorgio Upiglio o Alberto Casiraghy. \nUn’ulteriore novità di quest’anno è rappresentata dal Concorso Best Book\, che premia il miglior libro di ogni categoria – design\, artista\, ibrido\, oltre al miglior video. La giuria del concorso è composta da personalità di spicco del mondo dell’arte e del design:\nJames Bradburne\, Direttore generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense\, Maria Dina Pontone\, già Direttrice della Biblioteca Nazionale Braidense\, Luciano Galimberti Presidente ADI\, Associazione Disegno Industriale\, Armando Milani designer\, Past president AGI\, Susanna Vallebona\, curatrice dell’iniziativa e Alkanoids per il miglior video. La premiazione è prevista l’11 ottobre\, in occasione dell’inaugurazione all’ADI Design Musuem. \nContemporaneamente alla mostra in ADI Design Museum\, la Biblioteca Nazionale Braidense\, storico partner della manifestazione\, celebra Oggetto Libro con un evento dedicato al grande stampatore Giorgio Upiglio a 10 anni dalla sua scomparsa\, con il particolarissimo libro: Mit Sophie in die Pilze gegangen testi e incisioni di Günter Grass.\nAccanto a quest’opera sono esposti il libro d’artista\, Pagine di Alberto Ghinzani\, una scultura in lamiera\, cemento e polvere di marmo e l’introvabile prima edizione New York: the new art scene del designer Michele Provinciali\, con foto di Ugo Mulas e testi di Alan Solomon. Una proposta unica che attesta la qualità di Oggetto Libro. \nInnovazione e interazione sono anche per questa edizione le parole chiave della manifestazione grazie alla realtà aumentata e alla partnership con Alkanoids che offre con l’APP gratuita “Aria The Ar Platform”\, l’opportunità di accedere a tutti i contenuti aggiuntivi dei libri esposti offrendo al pubblico un’esperienza dinamica\, interattiva\ned emozionante.\nCome di consuetudine la mostra sarà accompagnata da un catalogo di prestigio\,\nesso stesso libro di design\, stampato da Presspoint Milano su carta Fedrigoni\, sponsor dell’iniziativa. \nConclusa la mostra all’ADI Design Museum\, Oggetto Libro si sposterà in novembre 2023 all’Accademia di Belle Arti di Lecce che inaugura una serie di esposizioni nella Regione Puglia.\nSono previsti\, oltre Lecce\, quattro appuntamenti presso il Polo Biblio-museale della Regione e precisamente al Museo Archeologico Francesco Ribezzo di Brindisi\, alla Biblioteca Magna Capitana di Foggia\, alla Biblioteca Acclavio di Taranto e\, in fase di conferma\, alla Biblioteca Prospero Rendella di Monopoli.\nInfine dal 2 marzo 2024\, una selezione di Oggetto Libro sarà ospitata alla Biblioteca Giuliano Briganti\, Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. \nLa V Biennale “Oggetto Libro” è organizzata da SBLU_spazioalbello\, Associazione senza scopo di lucro dedicata alla diffusione della cultura visiva\, con la partecipazione di MIC Ministero della Cultura\, Pinacoteca di Brera\, Biblioteca Nazionale Braidense\, ADI Associazione per il Disegno Industriale e ADI Design Musuem.\nPatrocinano l’evento il Comune di Milano\, la Regione Puglia\, il Teatro Pubblico Pugliese\, i Poli Biblio-Museali di Puglia\, l’Accademia di Belle Arti di Lecce\, l’ADI Associazione per il Disegno industriale\, Delegazione Puglia\, il Comune di Siena\, la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena\, l’ISIA Romadesign\, il Politecnico di Milano Scuola del design e RUFA Rome University of Fine Art.\nLa Biennale è sostenuta da Presspoint Milano\, Fedrigoni\, Alkanoids\, Generali Agenzia Washington Milano\, Giovanardi e F.I.L.A. spa.
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SUMMARY:Ascesa\, Discesa: Un’Alba Libanese
DESCRIPTION:La galleria Maiocchi15 inaugura giovedì 21 settembre\, dalle ore 19 in via Achille\nMaiocchi 15 a Milano\, la mostra “Ascesa\, Discesa: Un’Alba Libanese”\, esposizione\npersonale delle opere di Rami Lazkani\, giovane artista e architetto che vive e\nlavora a Milano.\nIn mostra saranno esposte circa quindici opere uniche dell’artista di Tripoli\,\nrealizzate ad acrilico su tela. Inoltre\, durante il vernissage il pittore realizzerà una\nperformance dipingendo live tra i visitatori\, che potranno così osservare prender\nvita pian piano il suo affascinante e fitto universo composto di strade\, viuzze e\ncasette.\nIl lavoro di Lazkani si concentra sull’interpretazione\, tra percezione e memoria\,\ndella sua terra natale\, il Libano\, e delle due città principali: Tripoli\, con i suoi ritmi\nlenti e il carattere ottomano degli edifici\, e Beirut\, più cosmopolita e influenzata\nda molti movimenti architettonici.\nUnisce al pensiero comune del Libano come luogo caotico i suoi ricordi personali\,\nche alternano momenti di sicurezza ad altri d’instabilità politica e civile\,\ncatturando così l’essenza e il carattere più identificativo del suo luogo d’origine\, in\nun’osservazione collettiva e personale nello stesso momento. “Ascesa\, Discesa:\nUn’Alba Libanese” è un viaggio nella memoria\, un percorso interiore\, quasi un\nesperimento di consapevolezza come confessa lui stesso. Basta un dettaglio e il\nricordo del Libano riemerge\, vivido più che mai\, per trovare spazio poi sulla tela:\n“Un giorno mi sono svegliato nel mio piccolo studio di casa a Milano prima del\nsolito\, ed era l’alba. Non un’alba qualsiasi. Era un’alba libanese. Mi sono svegliato e\nil cielo era Libano. Il vento era il Libano. La temperatura\, l’umidità e le\nprecipitazioni erano Libano. Mi sono svegliato in Libano\, sono disceso da me stesso\ne sono salito nella mia pittura” (Rami Lazkani).\nIspirato dal libro “Le Città Invisibili” di Italo Calvino – che espone le sue riflessioni\nsulle megalopoli moderne attraverso racconti fantasiosi – e\, soprattutto\, dalla\ndescrizione surrealista di Zenobia\, nella quale rivede fortemente la sua Tripoli\,\nLazkani traduce sulla tela l’intensa densità urbana libanese – fatta di molti edifici\,\nstrade che s’intersecano vorticosamente e stratificazioni infinite di fili elettrici –\nattraverso una tecnica quasi astratta\, che non lascia spazio ad un apparente\nrigore. Lazkani non fotografa il paesaggio urbano così com’è\, ma ne inquadra\nl’atmosfera per trasmetterne l’energia intrinseca.\nLinee rette e curve\, stese con un colore denso\, si rincorrono sulla superficie dei suoi\ndipinti monocromatici. A primo sguardo il caos sembra prendere il sopravvento\,\nma l’osservatore potrà dipanare presto questa confusione riconoscendo una\ncasetta in un angolo\, una stradina che sale dall’altra parte\, un porticato in basso:\necco emergere una delle città invisibili dell’artista libanese\, ecco emergere\nun’evocazione di un ricordo.\n“Dove è avvenuto il caos\, dove accade il caos\, dove il caos ascende\, dove il\ncaos discende\, dove il caos prende il sopravvento\, dove il caos persiste. Il mio\nlavoro ne è il testimone.” (Rami Lazkani).
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SUMMARY:Marco Orler International Gallery presenta alla Pop House di Milano la mostra “Women”
DESCRIPTION:La Marco Orler International Gallery è lieta di annunciare la mostra dal titolo “Women“\, una straordinaria esposizione dedicata esclusivamente all’arte femminile moderna e contemporanea. La mostra\, curata da Luca Nannipieri\, inaugurerà il 20 ottobre alle 18.30 presso lo spazio espositivo Pop House a Milano e rimarrà accessibile al pubblico fino al 19 novembre. Marco Orler (figlio d’arte\, attivo da trent’anni nel mercato dell’arte) presenta una parte della propria collezione: una collettiva tutta al femminile basata sul progetto curatoriale del noto critico d’arte Luca Nannipieri. \n“Women” è un audace tentativo di tracciare una nuova narrazione nell’ambito dell’arte contemporanea\, mettendo in luce l’importante contributo di artiste donne che\, nonostante le sfide storiche e culturali\, hanno saputo emergere con forza nel panorama artistico globale. La mostra espone le opere di nove straordinarie artiste\, tra le più quotate e influenti nel contesto contemporaneo mondiale. Da Kiki Smith a Jenny Holzer\, da Niki de Saint Phalle a Joanna Pousette Dart\, da Maria Lai a Grazia Varisco\, fino a Tracey Emin\, Esiri Erheriene-Essi e Sherrie Levine\, questa eclettica selezione rappresenta un omaggio all’immensa diversità di espressioni artistiche e concettuali delle donne nell’arte. \n  \nIl curatore della mostra\, Luca Nannipieri\, condivide l’importanza di dedicare uno spazio esclusivo alle voci femminili nell’arte: “Se oggi possiamo fare una manifestazione dal titolo così icastico\, è perché per lunghi secoli l’arte è stata essenzialmente mestiere e gloria degli uomini. Dunque\, ecco quest’esposizione che non ha nessun filo rosso se non quello di voler approfondire il percorso di artiste che hanno dimostrato o stanno dimostrando una ricerca creativa riconosciuta ormai dal collezionismo internazionale\, dai maggiori musei d’arte contemporanea\, e\, in alcuni casi\, già dai manuali di storia dell’arte.” \nLa mostra “Women” rappresenta un’opportunità unica per immergersi nell’universo artistico delle donne che hanno ridefinito i confini dell’arte contemporanea\, sfidando stereotipi e superando limiti. Attraverso una varietà di media e stili\, queste nove artiste creano un dialogo ricco e profondo\, ispirando riflessioni sul ruolo dell’arte nella società e sulla potenza creativa delle prospettive femminili. \nCon questa mostra Marco Orler offre un’occasione unica per immergersi nelle visioni di queste artiste e cogliere l’opportunità di riflettere sull’evoluzione dell’arte attraverso l’obiettivo femminile. \nLe artiste in mostra \n  \n\nKiki Smith (Norimberga\, Germania 1954) è considerata una tra le artiste concettuali più influenti del panorama contemporaneo femminista. Nelle sue opere sono centrali i temi della mortalità\, della spiritualità e del misticismo. Durante la sua carriera vanta l’uso di materiali singolari come capelli e lattice\, cera d’api e oro\, gesso\, bronzo\, carta\, vetro e porcellana\, attraverso varie espressioni artistiche come la pittura\, la fotografia\, la scultura\, il disegno\, le installazioni\, i gioielli\, i libri d’artista\, i video e le opere cinematografiche. Le sue opere sono presentate nei più importanti musei del mondo tra i quali Centre Pompidou di Parigi\, Solomon R. Guggenheim Museum di New York\, Tate Gallery di Londra. \n\n\nNiki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine\, Francia 1930 – San Diego\, USA 2002) spazia attraverso varie forme creative\, dalla scultura alla pittura\, all’incisione\, all’architettura fino alla regia. I temi da lei trattati riguardano la femminilità e il femminismo\, lo svago e la violenza\, la felicità e il dolore. Si scaglia contro la società chiaramente patriarcale dei suoi tempi\, ma anche contro la religione e il razzismo. Soggetti della sua arte ono figure stravaganti\, dai colori accesi\, dapprima realizzati con lana\, filati\, cartapesta e filo metallico\, in seguito in poliestere. Le sue opere sono presentate nei più importanti musei del mondo tra i quali Metropolitan Museum of Art di New York\, Musée d’Art Contemporain di Marsiglia\, Museo Stedelijk di Amsterdam\, Tate Gallery di Londra.\n\n\nJenny Holzer (Gallipolis\, USA 1950)\, artista concettuale\, si specializza in pittura e incisione alla Ohio University nel 1972\, per poi trasferirsi nel 1977 a New York dove attualmente vive e lavora. Negli anni ’80 progetta i primi “LED” che posiziona al centro della città di New York. Sono aforismi che invitano i passanti a credere in sé stessi e a fronteggiare con consapevolezza i momenti più bui della vita. Le opere di Jenny Holzer sono esposte nei più importanti musei del mondo tra i quali Museo Solomon R. Guggenheim di New York\, Centre Pompidou di Parigi\, Museum of Modern Art di New York\, Neue Nationalgalerie di Berlino. Nel 1990\, l’artista viene riconosciuta come prima donna americana vivente a rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.\n\n\nSherrie Levine (Hazleton\, USA 1947) fotografa e artista concettuale. Insieme a Cindy Sherman\, Robert Longo e David Salle è una delle maggiori esponenti del “Appropriation Art”. L’artista è impegnata nel dibattito femminista; si appropria di opere di predecessori uomini per analizzarne il ruolo nel mondo dell’arte ed evidenziare il concetto di differenza di generi. Le sue opere sono state esposte in numerosi musei di fama internazionale tra i quali Hirshhorn Museum di Washington D.C\, San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco\, Centre Pompidou di Parigi\, Whitney Museum of American Art di New York.\n\n\nMaria Lai (Ulassai\, Italia 1919 – Cardeu\, Italia 2013)\, artista concettuale. Fin da adolescente è appassionata d’arte. Diviene famosa per i suoi lavori tessili\, opere derivanti da una ricerca minuziosa di nuovi materiali e nuove forme di espressione come libri e tele cucite\, pani e terrecotte. Le opere di Maria Lai sono esposte in alcune delle più prestigiose istituzioni pubbliche tra cui la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze\, Museum of Modern Art di New York\, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma\, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART).\n\n\nJoanna Pousette-Dart (New York\, USA 1947). Nel dinamismo della sua arte si percepiscono la forma e la luce in continua mutazione\, come anche gli spazi aperti e il senso della curvatura terrestre. Dipinge attingendo a varie linee artistiche: islamica\, mozarabica\, catalana\, calligrafia e pittura di paesaggi cinesi\, arte Maya e degli indiani d’America. I suoi lavori sono conservati in collezioni pubbliche di fama internazionali come Solomon R. Guggenheim Museum di New York\, Indianapolis Museum of Art di Indianapolis\, Museum of Fine Arts di Boston. \n\n\nEsiri Erheriene-Essi (Londra\, Inghilterra 1982)\, pittrice figurativa; attualmente vive e lavora ad Amsterdam. Le opere di Esiri raccontano scene di vita popolare tra amici o parenti realizzate traendo ispirazione da eventi storici\, da esperienze di vita personale oppure dalla consultazione di album di famiglia. Utilizza tele di grande formato (quasi a misura d’uomo)\, in cui inserisce figure dai colori molto vivaci\, rappresentazioni di storie d’archivio mai tramandate\, tenute nascoste o scordate. Le opere dell’artista sono esposte nelle collezioni dello Stedelijk Museum di Amsterdam\, dell’Institute of Contemporary Art di Miami (ICA)\, del Ministero dell’Interno e delle Relazioni del Regno dei Paesi Bassi. \n\n  \n\nGrazia Varisco (Milano\, Italia 1937) è figura di spicco nell’arte cinetica e programmata. Nei primi anni ‘60 diviene l’unica esponente femminile e co-fondatrice del Gruppo T insieme a Colombo\, Anceschi\, De Vecchi e Boriani. Le sue opere spaziano attraverso numerosi temi: la correlazione fra tempo e spazio\, tra caso e programma\, ma anche la percezione e il confronto fra opposti\, la concezione del divenire\, la transitorietà e la provvisorietà. I materiali utilizzati sono spesso magneti\, vetri\, fogli di carta o ferro\, elementi semplici che esortano il fruitore a prendere parte all’esperimento percettivo\, regalandogli un’esperienza unica\, tra stupore e curiosità. Le opere di Grazia Varisco sono presenti in musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere tra cui la Collezione Farnesina di Roma\, Museum of Modern Art di New York\, Centre Georges Pompidou di Parigi\, Museo del ‘900 di Milano\, Fondazione Prada di Milano. \n\n  \n\nTracey Emin (Londra\, Inghilterra 1963) è un’artista femminista e post-modernista. Nelle opere realizzate dall’artista emergono tematiche quali l’amore\, la passione\, la perdita e il dolore\, che avvolgono lo spettatore in un’atmosfera altamente emotiva. Ciò si può notare innanzitutto dai famosi neon\, caratterizzati da una scrittura corsiva e da una grammatica propria riconoscibile. Sono frasi che colpiscono per il loro carattere forte e contemporaneamente fragile\, due aspetti che ritroviamo anche nelle relazioni umane. I lavori di Emin si trovano esposti in numerose istituzioni come Royal Academy of Arts di Londra\, Musée d’Orsay di Parigi\, Museo de Arte Latinoamericano di Buenos Aires\, Museo Stedelijk di Amsterdam. \n\nMarco Orler International Gallery \nLa Marco Orler International Gallery nasce dall’esperienza e dalla passione che Marco Orler nutre per l’arte fin da adolescente. \nOrler è stato titolare di un’azienda televisiva nazionale per circa vent’anni e ad oggi ha deciso di voltare pagina riuscendo a coronare uno dei suoi più grandi sogni. Si occupa di arte moderna e contemporanea\, selezionando opere pregiate di artisti internazionali. Per fare ciò\, viaggia per il mondo alla ricerca di opere importanti e particolarmente significative. Orler opera un’accurata scelta con l’obiettivo di raggiungere e mantenere dei livelli qualitativi considerevoli\, al contempo intende coinvolgere un pubblico sempre più vasto nel mondo affascinante dell’arte contemporanea.  “Ciò che più amo del mio lavoro è l’opportunità di stringere contatti con artisti e professionisti del settore\, creando una rete di persone specializzate che condividono lo stesso amore e la stessa passione per il panorama dell’arte contemporanea”. \nMaggiori info su: https://www.marco-orler.it/ \nLuca Nannipieri \nLuca Nannipieri è uno dei critici d’arte più noti. Ha pubblicato i libri “Candore immortale” (Rizzoli\, 2022)\, “Capolavori rubati” (Skira\, 2019)\, “Raffaello” (Skira\, 2020)\, “A cosa serve la storia dell’arte” (Skira\, 2020)\, “Il destino di un amore. Tiziano Vecellio” (Skira\, 2021)\, “Bellissima Italia. Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale” (RAI Libri\, 2016). I suoi volumi\, alcuni tradotti e pubblicati all’estero\, sono stati anche allegati a quotidiani nazionali. Il suo volume “A cosa serve la storia dell’arte” (Skira\, 2020) è stato pubblicato in Francia da L’Harmattan\, nella collana diretta dal Professore Emerito di Sociologia della Sorbonne di Parigi. Tiene e ha tenuto conferenze nei principali musei italiani\, dai Musei Capitolini a Roma alla Pinacoteca di Brera a Milano\, dagli Uffizi di Firenze al Parco Archeologico di Pompei. È spesso ospite di trasmissioni televisive sulle reti nazionali\, presentando rubriche d’arte da RaiUno a Striscia La Notizia su Mediaset.
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SUMMARY:Olmo in Arte: 2ª Edizione
DESCRIPTION:Via dell’Olmo\, 00044 Frascati – Roma \nDal 25/08/2023 – al 30/09/2023 \nOgni venerdì e sabato dalle 17.30 alle 20 \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nIngresso libero \nGeneri: pittura\, arte contemporanea \nEsposizione collettiva diffusa su strada di pittura contemporanea nella storica via commerciale dell’Olmo di Frascati (Roma)\, a cura della Galleria d’Arte ed Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti”. \nLa seconda edizione di “Olmo in Arte” racchiude il lavoro pittorico realizzato da 6 artisti emergenti selezionati da Agarte – Fucina delle Arti durante tutto il 2023 in una selezione che va dalle 6 alle 10 opere su tela a testa\, esposte tutti i venerdì ed i sabato di settembre lungo la storica via dell’Olmo.  \nL’esposizione collettiva propone un viaggio in sei stili pittorici differenti tra loro che ben riassumono il creativo mondo della pittura contemporanea emergente. 25-26 Agosto Ivano Petrucci\, 01-02 Settembre Antonella Iris de Pascale\, 08-09 Settembre Matteo Tomaselli\, 15-16 Settembre Alyssa Canepa\, 22-23 Settembre Mauro Romano e 29-30 Settembre Fabio Pini. \nLa mostra serale e all’aperto porta il patrocinio del Comune di Frascati ed è sponsorizzata da BluBanca\, espone ogni week-end con cavalletti su strada gli ultimi lavori degli artisti\, alcuni dei quali lavoreranno dal vivo realizzando opere pittoriche su strada (Alyssa Canepa e Mauro Romano). \nL’esposizione con ingresso libero e gratuito resterà visibile tutti i venerdì ed i sabato dalle ore 17.30 alle 20 presso la storica via commerciale dell’Olmo sita nel centro storico di Frascati (Roma) con apertura il giorno venerdì 25 agosto dalle 17.30 alle 20\, e avrà termine sabato 30 settembre 2023 dalle 17.30 alle 20 (per qualsiasi info +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:BANDO Girotondi – cromie condivise
DESCRIPTION:Scade il 23 luglio il bando per l’installazione collettiva d’arte e artigianato artistico dell’associazione LeArtiPossibili. \nNell’esposizione collettiva del 2023 “GIROTONDI – cromie condivise” il materiale indagato\, come nella precedente Biennale LeArtiPossibili\, sarà la lana\, con prodotti realizzati con ogni genere di lavorazione: dall’uncinetto alla maglia\, dalla tessitura alla cardatura\, dal feltro al ricamo\, dai pon pon al collage\, fino alle tecniche meno comuni o alle combinazioni più personali delle lavorazioni. \nLe installazioni collettive de LeArtiPossibili operano per la realizzazione di un’opera unitaria composta da centinaia di piccoli manufatti realizzati singolarmente dai partecipanti\, per far emergere un’unità di intenti attraverso la diversità. \nIl manufatto da realizzare dovrà avere un formato circolare di diametro fisso\, 15 o 20 o 25 centimetri\, e uno spessore massimo di 2 cm. Per ogni singolo tondo dovrà essere scelta una sola tonalità di colore\, con l’esclusione del bianco\, del nero e del grigio\, che sono stati invece al centro della Biennale recentemente conclusa. Ciascun partecipante potrà realizzare fino a un massimo di 7 manufatti\, anche diversi tra loro per dimensione\, lavorazione e cromia.
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SUMMARY:Crossover. Supereroi in torre
DESCRIPTION:Nella sede della Fondazione Natalino Sapegno\, la Tour de l’Archet\, situata nell’affascinante castello di Morgex in Valle d’Aosta\, sarà ospitata dal 3 agosto al 17 settembre 2023 la mostra “Crossover. Supereroi in Torre”. Si tratta di un progetto site-specific con le opere degli artisti Giuseppe Camuncoli e Adrian Tranquilli\, a cura di Enrico Fornaroli\, professore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e direttore artistico del Biblio-Museo del Fumetto Demetrio Mafrica. Proprio all’interno della Tour de l’Archet\, edificio risalente al 998 d.C.\, dal 2010 la Fondazione Natalino Sapegno conserva un ricchissimo fondo di oltre 80.000 volumi dei quali 30.000 di albi a fumetti\, che ha organizzato allestendo il Biblio-Museo del Fumetto Demetrio Mafrica: uno spazio a metà fra una biblioteca e un museo\, concepito per favorire un primo avvicinamento all’universo fumettistico ma anche per incentivarne la lettura e lo studi. Grazie alle sue attività di ricerca\, formazione\, didattica e divulgazione la Fondazione Natalino Sapegno ad oggi è un vero e proprio polo culturale a 360 gradi. \nIn questo contesto si inserisce la mostra “Crossover. Supereroi in torre”\, promossa dalla Fondazione Natalino Sapegno\, che mira a valorizzare non solo le opere degli artisti coinvolti\, ma anche il monumento che ospiterà l’esposizione\, con installazioni e interventi site-specific sia all’interno che all’esterno dell’edificio storico\, creando un connubio tra passato e presente\, tra storia e arte contemporanea. Il tema prescelto è la trasversalità\, l’incontro tra universi linguistici diversi con campi semantici distinti come il fumetto e le arti visive contemporanee. La torre stessa diventa un punto di incontro e confronto tangibile tra due artisti di fama internazionale: Giuseppe Camuncoli e Adrian Tranquilli. \nL’esposizione\, infatti\, offre ai visitatori una prospettiva incrociata tra le opere di Tranquilli\, artista visivo che esplora l’impetuosa forza evocativa ed epica delle figure create dal fumetto e che ormai appartengono all’immaginario contemporaneo\, e quelle di Camuncoli\, un autore che con le sue tavole disegnate per Marvel\, DC Comics e altri editori statunitensi ha dato vita narrativa e visiva a quelle figure mitiche\, vere icone della civiltà occidentale\, rappresentate da supereroi come Batman\, Superman\, Spider-Man\, Silver Surfer\, Wolverine e Hulk. Installazioni\, video e opere interattive permetteranno al pubblico di entrare nel mondo creativo di Camuncoli e Tranquilli\, di esplorare le loro visioni e di cogliere l’energia e l’epicità delle figure supereroiche che li hanno ispirati. \nUniversi poetici e di produzione artistica che non solo saranno messi a confronto ma che verranno contaminati e fatti interagire mediante un espediente narrativo tipico dell’orizzonte fumettistico supereroistico: il crossover. Un crossover\, dal quale prende il titolo la mostra\, che si concretizzerà fisicamente nelle opere site-specific dei due artisti\, realizzate mixando sensibilità\, tecniche e suggestioni in dialogo con l’ambiente circostante. \nCome scrive Enrico Fornaroli nel suo testo critico: “Nelle opere di Adrian Tranquilli non vi è traccia del significante – la vignetta\, il balloon\, l’onomatopea grafica – mentre entrano in scena\, con una impetuosa forza evocativa\, le figure che il fumetto ha creato e che ormai appartengono all’immaginario contemporaneo: Batman\, Superman\, Spider-Man\, Silver Surfer\, Wolverine\, Hulk non sono più solamente eroi di una saga che ha intrattenuto lettori di ogni età e provenienza\, sono divenute figure del mito\, icone della civiltà occidentale. E come tali Tranquilli le utilizza\, facendole interagire con un altro potente artefice di narrazioni mitiche\, le religioni\, e ponendosi al centro di una profonda riflessione sul valore salvifico del supereroe. Così Buddha si compenetra nell’Incredibile Hulk\, Batman si sovrappone a iconografie cristologiche e non solo\, Superman\, Spider-Man\, Joker giacciono “appallottolati” in posizione fetale\, arresi\, intimoriti\, in balia degli eventi\, mentre Wolverine si raccoglie genuflesso in meditazione davanti a una tela solcata di tagli di chiara matrice fontaniana.”. \nProsegue sempre Fornaroli: “Uno sguardo quello di Camuncoli capace di offrire all’immaginario supereroistico una sensibilità tutta europea nello stile e nei riferimenti fumettistici che hanno nutrito il suo inconfondibile segno. Una propensione a farsi coinvolgere in nuove sfide e nuovi ‘incroci’ come la miniserie Batman: Europa\, realizzata insieme a Jim Lee\, Brian Azzarello e Matteo Casali appositamente per il mercato europeo\, in cui il famoso Cavaliere Oscuro deve unire le forze con il suo epico avversario Joker e insieme transitare attraverso quattro capitali europee: Berlino\, Praga\, Parigi e Roma. Analogo spirito\, con cui esplorare nuovi scenari e sperimentare differenti soluzioni narrative\, che ritroviamo anche quando realizza i disegni per le collane statunitensi The Amazing Spider-Man e The Superior Spider-Man\, entrambe con protagonista l’Uomo Ragno”. \nIn mostra saranno esposte tavole originali provenienti dalle più prestigiose serie supereroistiche statunitensi\, una serie di contributi video\, un’installazione che riprodurrà per lo spettatore il backstage di produzione di un’opera a fumetti\, nonché una dozzina di opere scultoree e tavole grafiche che occuperanno e interagiranno con gli spazi interni ed esterni della Tour de l’Archet. \n“Dal nostro insediamento nella Tour de l’Archet\, il castello di Morgex – racconta Giulia Radin\, direttrice della Fondazione Natalino Sapegno – abbiamo previsto numerose iniziative per valorizzare il patrimonio librario\, archivistico e architettonico che ci è stato affidato\, raccontandolo attraverso visite guidate e percorsi didattici. Per favorire la fruizione del Fondo Mafrica – una collezione di fumetti straordinaria tanto per la sua estensione (oltre 30.000 albi) quanto per la sua completezza – abbiamo allestito nel 2014 un Biblio-Museo del Fumetto\, organizzando parallelamente esposizioni e incontri con disegnatori\, sceneggiatori\, critici. Quest’anno abbiamo in programma un’iniziativa ancora più articolata\, ideata appositamente per far risaltare il ruolo della nostra sede quale polo culturale di riferimento per l’arte e la letteratura disegnata: il castello dell’Archet verrà infatti abitato dai supereroi di Camuncoli e Tranquilli\, attraverso un progetto site-specific che metterà in dialogo i due artisti fra loro e con il monumento. Grazie alle loro installazioni i personaggi usciranno letteralmente dagli albi del Biblio-Museo per affacciarsi sulla piazza e sulla corte interna”. \nI contenuti e i temi della mostra\, rivolta al grande pubblico e in particolare ai numerosi turisti italiani e stranieri presenti in Valle d’Aosta nel periodo estivo (in particolare dalle vicine Francia e Svizzera)\, verranno sviluppati non solo mediante visite guidate e workshop per bambini\, ma anche attraverso iniziative indirizzate a target specifici\, come l’evento conclusivo che rivedrà a Morgex la presenza dei due autori. \nFondazione Natalino Sapegno \nIstituita nel 1991\, la Fondazione Sapegno – intitolata a uno dei maggiori storici della letteratura italiana – opera ininterrottamente da trent’anni in Valle d’Aosta con iniziative a livello nazionale e internazionale: il Centro Studi cura infatti pubblicazioni e organizza seminari di alta formazione rivolti a dottorandi provenienti da Italia\, Francia e Svizzera\, giornate e convegni di studio\, attività di formazione e aggiornamento per insegnanti. Il trasferimento\, nel 2010\, nella Tour de l’Archet di Morgex (un castello risalente al X secolo)\, ha favorito una notevole estensione del raggio d’azione della Fondazione\, che ha finalmente potuto acquisire e collocare i preziosi fondi librari e archivistici di Natalino Sapegno\, del poeta e saggista Sergio Solmi\, della germanista Lea Ritter Santini\, del francesista Lionello Sozzi (per un totale di circa 80.000 volumi e 35 metri lineari di archivio). \nNel 2014 è stato allestito all’interno di un’ala del castello il Biblio-Museo del Fumetto Demetrio Mafrica\, nel quale è custodita una fra le più ricche e complete collezioni italiane di fumetti (circa 30.000 pezzi\, fra albi\, monografie e riviste). Il BMF consente di avvicinarsi al variegato universo fumettistico attraverso un percorso cronologico che guida il visitatore all’interno della Collezione Mafrica.
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SUMMARY:Nel tumulto – La nuova video installazione di Vitruvio Virtual Reality per “Rivoluzione Vedova” mostra di M9 Museo
DESCRIPTION:In occasione della mostra “Rivoluzione Vedova” ideata e progettata da Fondazione Emilio e Annabianca Vedova e coprodotta con M9 – Museo del ’900\, Vitruvio Virtual Reality ha curato\, ideato e realizzato la video installazione site specific e l’area immersiva di proiezione per celebrare l’arte di Emilio Vedova. L’esposizione\, a cura di Gabriella Belli\, è visitabile fino al 26 novembre 2023 al terzo piano dell’M9 – Museo del ‘900 di Mestre. \nLa mostra apre un percorso inedito che sceglie l’arte contemporanea come strumento per esplorare e interpretare la storia sociale\, culturale\, politica ed economica del Novecento\, una scelta che sottolinea il ruolo centrale di Emilio Vedova\, la cui opera è interprete e testimone di un forte legame storico e civile con gli eventi che hanno segnato il XX secolo\, mantenendo oggi la forza di una costante attualità. \nIn questo contesto ben si inserisce l’installazione di Vitruvio Virtual Reality\, studio bolognese specializzato in computer grafica che realizza spot pubblicitari\, tour virtuali per mostre o eventi di moda\, esperienze di realtà aumentata e virtuale. Vitruvio Virtual Reality recentemente con lo showroom VVR Fashion Metaverse ha guadagnato il posto di unico studio europeo finalista nella categoria Built Experiential del premio internazionale Metaverse Architecture and Design Awards creato dalla rivista statunitense Interior Design Magazine. \nL’intervento è una sfida alla rappresentazione\, una guida alla scoperta del segno e dei luoghi che hanno caratterizzato la vita dell’artista. Attraverso l’analisi del suo lavoro e del corpus teorico\, il team multidisciplinare di Vitruvio Virtual Reality ha portato il proprio tributo con un corto in qualità cinematografica della durata di 3 minuti e 30 secondi pensato per essere proiettato in un apposito spazio immersivo composto da 4 pareti contrapposte (superficie totale 56 mq) che avvolgeranno il visitatore ponendolo al centro dell’immaginario del grande artista veneziano. Una sala immersiva che promette un’esperienza emozionale nel mondo gestuale e creativo di Vedova. \n  \nNel tumulto: il concept \n  \n“Nel tumulto” è un’opera multimediale site specific che si colloca all’incrocio tra la pittura\, la filosofia\, l’architettura e i segni di un immaginario visivo mutuato dal genius loci veneziano. \n“Mediante l’elaborazione tridimensionale dell’immagine restituita con una tecnica apparentemente bidimensionale\, in bianco e nero\, colori chiave del linguaggio pittorico dell’artista\, abbiamo creato un’immedesimazione empatica tra fruitore e artista sotto forma di dialogo introspettivo con il contesto semiotico della città” così dichiara Simone Salomoni coordinatore del progetto e co-fondatore di Vitruvio Virtual Reality. \nIl tema centrale dell’installazione è il rapporto tra l’artista e la città\, che Vedova ha sempre considerato come fonte d’ispirazione. Il suo lavoro\, infatti\, è strettamente legato al contesto lagunare\, alla sua luce\, ai suoi colori e alle sue architetture. Nel video si esplora lo stato emozionale dell’artista\, la traslazione semantica tra oggetto e segno\, l’impulso cinestesico e la gestualità che diventa un’azione energica\, quasi una performance. L’installazione di Vitruvio Virtual Reality completa così il percorso espositivo della mostra che racconta con centotrenta opere il punto di vista di questo grande artista ed intellettuale\, mettendoci a confronto\, attraverso i suoi lavori\, con i capitoli “caldi” della nostra storia recente\, dalle macerie della Seconda guerra mondiale agli avvenimenti della politica internazionale che hanno sconquassato il mondo negli anni Sessanta e Settanta e ben oltre\, fino alle soglie del Duemila. \nImmergendosi “Nel tumulto” il visitatore\, il cui punto di vista coincide anche con il piano pittorico\, assisterà a una narrazione sviluppata su due livelli convergenti\, scanditi da momenti di immedesimazione nell’azione-gesto in cui strati di segni e di pittura si sommano tra loro e da momenti contemplativi in cui emergono i luoghi e le architetture di Venezia che hanno ispirato i lavori di Vedova. \nL’esposizione si avvale del patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Venezia ed è sostenuta in qualità di main sponsor da Generali Valore Cultura\, il programma pluriennale di Generali Italia per rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più vasto e per valorizzare la comunità e i territori\, e dal Gruppo SAVE\, sempre attento a promuovere iniziative culturali di rilievo. \nHanno contribuito Venezia Unica\, AVA – Associazione Veneziana Albergatori e\, in qualità di Official Partner\, Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Trenitalia.
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SUMMARY:VVR Fashion Metaverse - Il nuovo progetto digitale di Vitruvio Virtual Reality
DESCRIPTION:Arte\, moda\, architettura e tecnologia si fondono in VVR Fashion Metaverse\, il nuovo progetto digitale di interior design realizzato da Vitruvio Virtual Reality. Un’esperienza immersiva innovativa\, uno spazio nel Metaverso dedicato al fashion e al luxury.  \n  \nTra oltre cento candidature arrivate da noti progettisti di tutto il mondo\, Vitruvio Virtual Reality\, con lo showroom VVR Fashion Metaverse\, è l’unico studio europeo finalista del MAD – Metaverse Architecture and Design Awards nella categoria Built – Experiential\, il premio internazionale promosso dalla rivista statunitense Interior Design in partnership con Digby che celebra il talento di studi creativi che realizzano progetti e spazi per il Web3. Essere selezionati come finalisti è un riconoscimento significativo per Vitruvio Virtual Reality e un attestato alla qualità e all’innovazione del progetto. Questo successo dimostra l’importanza di un approccio multidisciplinare che combina diversi linguaggi artistici per creare spazi digitali stimolanti. \nGrazie all’uso della realtà virtuale\, in VVR Fashion Metaverse gli utenti potranno immergersi completamente in un ambiente virtuale unico\, che combina l’estetica artistica\, le tendenze della moda più innovative e la bellezza dell’architettura moderna. Questa fusione di elementi crea un’esperienza coinvolgente e straordinaria per gli amanti della moda e per coloro che desiderano scoprire nuovi orizzonti. \n“VVR Fashion Metaverse\, il nostro spazio dedicato al fashion e al luxury\, è un’architettura sospesa\, elegante e pura\, progettata con libertà d’introspezione e incurante delle leggi della fisica. Uno showroom virtuale nel quale mettere in mostra abiti e accessori digitali con i quali è possibile interagire a vari livelli. Uno spazio luogo che abbiamo dedicato alla moda per celebrare le nuove frontiere digitale e creare un ponte tra i migliori marchi del fashion e del luxury e il metaverso” così racconta Simone Salomoni coordinatore del progetto e co-fondatore di Vitruvio Virtual Reality. \nL’obiettivo principale di VVR Fashion Metaverse è quello di restituire uno spazio etereo in grado di vincere le leggi della fisica attraverso un’architettura imponente ma al tempo stesso leggera\, sospesa in un paesaggio onirico dove alba e tramonto si susseguono senza soluzione di continuità. Questa innovativa esperienza nel metaverso apre nuove possibilità per i brand di moda\, consentendo di presentare le loro collezioni in modo creativo e coinvolgente. VVR Fashion Metaverse rappresenta il punto di incontro tra la moda e la tecnologia\, dove le barriere fisiche vengono superate e l’arte prende vita. \nAd oggi l’industria della moda sta scommettendo molto sul metaverso\, utilizzando la piattaforma per raggiungere nuovi mercati e promuovere i suoi prodotti. Proprio sul metaverso è stata organizzata la prima Metaverse Fashion Week\, quattro giorni di sfilate e tavole rotonde ospitate nel mondo virtuale 3D ai quali hanno partecipato i più grandi marchi del fashion. In questo contesto in continua espansione e molto apprezzato dal pubblico\, si inserisce il nuovo progetto di Vitruvio Virtual Reality studio bolognese multidisciplinare specializzato in CGI e cinema 3D che da tempo collabora con alcune rinomate case di moda internazionali. Lo studio inoltre realizza spot pubblicitari\, tour virtuali per mostre o eventi di moda\, esperienze di realtà aumentata e virtuale. VVR Fashion Metaverse però “va oltre il fashion”\, proponendo al pubblico un ambiente innovativo dove arte\, architettura e design dialogano in un solo spazio. \nLo showroom si articola in due aree diverse collegate tra loro da una passerella. All’interno di ognuno dei due ambienti saranno esposti asset digitali\, tra cui accessori e vestiti di alta moda\, che sarà possibile veder sfilare indosso a modelli 3D. Si può vivere l’esperienza immersiva entrando in Spatial\, anche senza essere utenti registrati: https://www.spatial.io/s/VVR-Fashion-Metaverse-63fcb8fe6d2cd1839a856afe?share=2474607036114180015 \nIl trailer di VVR Fashion Metaverse è disponibile al seguente link: https://vimeo.com/821181462
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SUMMARY:Fabio pini | Mirabilia
DESCRIPTION:Piazza del Mercato\, Frascati (Roma) \nMercato coperto \nDal 16 giugno – al 25 giugno 2023 \nTutti i giorni dalle ore 16.00 fino alle 20.00 \nIngresso gratuito \nA cura di: Agarte – Fucina delle Arti \nTesti critici: Alessandro Giansanti \nCol patrocinio del Comune di Frascati \nGeneri: disegno\, arte contemporanea \nEsposizione personale di arte contemporanea dell’artista emergente capitolino Fabio Pini all’interno della location comunale del Mercato coperto in Piazza del Mercato di Frascati (Roma) a cura della Galleria d’Arte ed Associazione Culturale “Agarte – Fucina delle Arti” con testi critici di Alessandro Giansanti. \n“Mirabilia” racchiude il lavoro realizzato dall’emergente artista romano Fabio Pini in una selezione di 50 disegni di varie dimensioni realizzati con matita colorata\, grafite\, tempera e punta d’argento su carta\, esposti all’interno della location comunale nel centro cittadino di Frascati (Roma). Le opere realizzate negli ultimi anni da Pini riflettono la sua ricerca in un disegno figurativo ricercato\, a tratti surreale\, un disegno carico di simbolismo\, intimo ed incentrato sulla tematica del sogno. \nL’esposizione personale\, propone un viaggio nel figurativo di un artista che ha fatto del disegno il suo linguaggio prediletto; dalla mano ferma e dettagliata\, Pini\, artista abile qual’è\, si districa in un mondo di freaks\, di diversi e di mutanti\, tutti interconnessi dal fil rouge che è il mondo onirico di un creativo che riesce a padroneggiare la tecnica muovendosi tra metamorfosi kafkiane ed una buona dose di surrealismo. \nFabio Pini con questa selezione di disegni composta da 50 opere uniche nel loro genere e provenienti da una produzione che spazia dal 2018 al 2023\, ci racconta di un universo misterioso fatto di meraviglie\, mondi onirici e personaggi criptici in un viaggio denso di rimandi che vanno dal fumetto italiano sino agli horror e alla cultura letteraria. L’esposizione organizzata da Agarte – Fucina delle Arti col patrocinio del Comune di Frascati\, mostrerà ufficialmente al pubblico le opere selezionate ed inserite in un apposito catalogo dall’omonimo titolo ed edito da “Agarte – Fucina delle Arti”. \nL’esposizione con ingresso libero e gratuito avrà inizio venerdì 16 giugno 2023 dalle ore 16.00 fino alle 22.00 (ingresso libero) e resterà visibile per dieci\, ogni giorno dalle 16.00 alle 20.00\, fino al giorno di domenica 25 giugno 2023 (dalle ore 16.00 alle 20.00) e si terrà al Mercato coperto di Piazza del Mercato\, Frascati (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:«Chiudi gli occhi»: dalle parole del poeta romantico Nâzım Hikmet\, la mostra della romana Giusy Lauriola\, da Artètika
DESCRIPTION:«Anima mia\, chiudi gli occhi piano piano e come s’affonda nell’acqua\, immergiti nel sonno\, nuda e vestita di bianco». Questi i primi versi della poesia “Chiudi gli occhi”\, del più importante poeta turco del Novecento\, il rivoluzionario romantico Nâzım Hikmet\, che dà il nome all’ultima mostra della pittrice romana Giusy Lauriola in cui l’artista analizza il rapporto uomo – natura in un momento di disastri naturali\, epidemie e alluvioni. Sarà inaugurata mercoledì 7 giugno\, alle ore 19\,00 alla galleria d’arte Artétika di via Giorgio Castriota\, 15 a Palermo e sarà visitabile fino al 21 giugno. Ingresso libero dal lunedì al sabato\, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nLa gallerista Esmeralda Magistrelli: “Celebriamo l’arte al femminile” \nAl vernissage della mostra “Chiudi gli occhi”\, di mercoledì 7 giugno\, alle ore 19\,00\, l’artista Giusy Lauriola e la curatrice\, Federica Di Stefano\, racconteranno le dieci grandi opere che la compongono\, tra cui un trittico e due dittici. «Portiamo in piccolo\, negli spazi della galleria Artètika di Palermo\, la stessa mostra già esposta\, con grande successo\, all’Aranciera di San Sisto a Roma – spiega Esmeralda Magistrelli\, testa e anima di Artètika -. Siamo entusiaste di proseguire l’attività culturale della nostra galleria con una grande professionista e di continuare ad esporre l’arte al femminile. In questa occasione l’artista è donna\, la curatrice è donna e la gallerista è donna. Meglio di così!». \nLo stile e il messaggio ecologista di Giusy Lauriola \nLa serie di opere della pittrice romana Giusy Lauriola\, Chiudi gli Occhi\, racconta un dualismo tra elementi della natura e oggetti legati alla sfera della quotidianità\, rimandando ad una fruizione dell’ambiente consapevole. «Il titolo della mostra – spiega l’artista – vuole invitare a chiudere gli occhi con cui normalmente vediamo il mondo per aprirli ad una visione diversa. La relazione tra essere umano e natura\, in un periodo in cui l’ambiente è infestato da epidemie\, alluvioni e altri disastri\, ha bisogno di un cambio di rotta. Nella natura\, rappresentata da foglie\, fiori e arbusti – prosegue -\, fanno capolino sedie\, poltrone e arredamenti che evocano la presenza dell’uomo che\, se decide di entrare in relazione\, deve rispettare i ritmi della natura. Il tutto con colori forti come inno alla gioia e alla vita».
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SUMMARY:“Incontriamoci in villa”
DESCRIPTION:Per la rassegna “Incontriamoci in villa” con la direzione artistica di Antonino Giammarino \nLunedì 29 maggio ore 19:00 Villa Fiorentino – Fondazione Sorrento \nKalìka – Showcase \nModera Luigi De Rosa \nMusica come ricordo\, suggestione\, vocalità come contatto e relazione: dietro un album possono celarsi storie antiche e profonde\, portate in superficie con maestria e fascino da tre eccezionali voci napoletane. Questo il senso di Ago\, filo ‘e parole…\, primo album delle Kalìka pubblicato da SoundFly (distribuzione fisica e digitale Self) dopo i due singoli Fatmah e Era sulo ajere. \nLe Kalìka sono il trio composto da Vania Di Matteo (voce)\, Anna Rita Di Pace (voce e violino) e Giulia Olivieri (voce) – con la direzione musicale e gli arrangiamenti a cura di Gianluigi  Capasso. \nOrganizzazione\, produzione e promozione evento: Soundfly \nIngresso libero ad esaurimento posti \nInfo: 328 200 5169
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SUMMARY:DE FILO Mostra di arte tessile e contemporanea
DESCRIPTION:Per i suoi 150 anni Linificio e Canapificio Nazionale ospiterà\, fino a fine anno\,\nDE FILO: un’esposizione di opere di importanti esponenti internazionali di arte tessile e contemporanea. \nUn viaggio alla scoperta della cultura del lino e dell’eccellenza dell’industria tessile bergamasca\, nell’anno in cui la città\, assieme a Brescia\, è Capitale Italiana della Cultura.\nAzienda di riferimento a livello internazionale per la filatura di lino e canapa di alta qualità\, Linificio e Canapificio Nazionale B Corp è una delle più antiche filature europee che da 150 anni mantiene i suoi filati attivi\, con un know-how unico nel settore tessile\, promuovendo la cultura del lino e il ritorno alla coltivazione della fibra sul territorio italiano e sperimentando parallelamente applicazioni sostenibili all’avanguardia di lino e canapa in settori extra tessile come il packaging alimentare e l’industria automobilistica. \nDal 1873\, Linificio e Canapificio Nazionale scrive una storia di amore incondizionato per le fibre naturali di lino e canapa\, che si esprime attraverso un profondo rispetto per la tradizione\, una coraggiosa spinta all’innovazione e una spiccata sensibilità verso cultura e ambiente. \nNel 2023\, in occasione dei suoi 150 anni e nel contesto degli eventi organizzati per Bergamo- Brescia Capitale Italiana della Cultura\, questa eccellenza italiana del tessile vive un anno unico\, scandito da numerose novità ed eventi dedicati all’azienda\, ai suoi protagonisti e al territorio in cui opera. \nSono poche le realtà che possono vantare una storia come quella del Linificio. Una storia che\, come i fili magistralmente prodotti\, si intreccia indissolubilmente alla tradizione\, alla cultura e al territorio\, costruendo intorno a sé una vera e propria filiera del valore che\, oltre alla fabbrica\, abbraccia concetti ben più ampi come sostenibilità\, arte\, comunità e molti altri. Da sempre attivo in numerosi progetti di responsabilità sociale\, come testimoniato anche dal recente ottenimento della certificazione B-Corp\, il Linificio opera con l’obiettivo ultimo di creare e diffondere cultura\, non solamente tessile. \nÈ proprio con l’intento di farsi portatrice di cultura che\, in occasione di questo importante traguardo\, l’azienda ha deciso di dare vita a DE FILO: l’esposizione d’arte tessile e contemporanea che a partire dal 20 maggio animerà gli ambienti aziendali. \nAllestita all’interno della sede di Linificio e Canapificio Nazionale a Villa d’Almé (BG) presso uno spazio industriale precedentemente adibito alla roccatura\, la mostra parte dalla tradizione industriale italiana\, passa per i linguaggi della comunicazione e approda all’arte per raccontare la storia e la filosofia dell’azienda e diffondere l’antica cultura del lino. \nUn omaggio all’industria tessile italiana e alle sue possibili visioni sostenibili\, declinato attraverso molteplici interpretazioni di arte contemporanea\, che stimolano nuove riflessioni su umanità\, relazioni\, natura ed industria. \nDa questi presupposti si disarticola DE FILO\, un concetto dai molteplici significati e contrasti esperienziali: de-filarsi per nascondersi o per distinguersi virtuosamente\, arrotolarsi ordinatamente o srotolarsi liberamente\, filare per stringersi o per espandersi\, tessere per proteggere o per connettere. DE FILO propone un possibile approfondimento multidisciplinare sull’oggetto “filo” (usando “DE” nell’accezione della preposizione latina “in merito al” ma anche “sul” filo) e\, attraverso il lavoro di artisti contemporanei e designer in ambito tessile e non\, intende trasmettere messaggi legati al Linificio\, alla sua storia\, ai suoi luoghi\, ai prodotti\, alle tecnologie e soprattutto alle innovazioni sostenibili e alle nuove applicazioni pionieristiche. Dai filati per i tessuti di lino e canapa alle azioni per la salvaguardia dei fondali marini (Marevivo)\, dalle reti naturali per packaging alimentari (L!NCREDIBLE ®) alle iniziative di compensazione per tutelare la biodiversità\, oltre alle attività culturali\, educative e di valorizzazione del territorio: questi sono solo alcuni dei progetti che negli ultimi tempi hanno caratterizzato la storia dell’azienda e che danno il via all’interpretazione di alcune opere presenti all’interno dell’esposizione. \nL’esposizione propone i lavori di oltre 20 esponenti dell’arte tessile e contemporanea nazionale e internazionale: a partire dalle opere site specific di Kaori Miyayama\, Matteo Berra e dello street artist Moneyless\, pensate e realizzate direttamente per gli ambienti del Linificio. Tra gli artisti presenti in mostra spiccano le opere di: Matthew Attard\, Daniela Frongia\, Eva e Franco Mattes\, Federica Patera e Andrea Sbra Perego\, Mimmo Totaro. \nIdeata dalla società di comunicazione NT Next – Evolving Communication\, DE FILO è il risultato di mesi di ricerca e studi approfonditi del settore. L’esposizione è\, di fatto\, parte di un progetto più ampio di comunicazione strategica e di coinvolgimento di tutti gli stakeholder del Linificio che ha portato alla creazione della nuova immagine coordinata dell’azienda\, all’aggiornamento degli strumenti di comunicazione e all’organizzazione di eventi\, open day e incontri con le scuole: un insieme di iniziative orientate a seminare nuove idee e valorizzare la creatività anche in ambiti solo apparentemente lontani. \nOltre all’evento speciale del 20 maggio\, che prevede anche un esclusivo tour degli spazi di produzione\, sarà possibile registrarsi per le giornate di visita alla mostra (una serie di venerdì nel corso dell’anno) al sito: https://www.linificio.it/de-filo/ \nPer registrarsi allo speciale open-day del 20 maggio – visita mostra e azienda: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-150-linificio-e-canapificio-nazionale-open-day-20-maggio- 619466088747 \nINFO EVENTO: \n20 maggio – 31 dicembre \nOpening 20 maggio\, 14:30 registrazione obbligatoria QUI Linificio e Canapificio Nazionale \nVia Ghiaie\, 55\, 24018 Villa d’Almè BG Tel.+39 035 634011 \nLinificio e Canapificio Nazionale per la sostenibilità e la biodiversità: RETI FANTASMA\nLinificio e Canapificio Nazionale ha supportato Marevivo in un’operazione di recupero e \nsalvaguardia dei fondali marini che sono stati liberati da lenze ed esche artificiali che avvolgono i rami di gorgonia e minacciano l’ecosistema subacqueo del promontorio dell’Argentario. \nL’iniziativa è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile che un’azienda certificata B Corp come Linificio e Canapificio Nazionale persegue. \nhttps://www.linificio.it/marevivo/ \nIL BOSCO DI LINIFICIO \nUna delle iniziative atte a ridurre l’impatto ambientale dell’azienda è la piantumazione di 1.000 nuovi alberi\, uno per ogni dipendente di Linificio e Canapificio Nazionale\, presso la riserva biogenetica della Sila Piccola in Calabria\, con l’obiettivo di mitigare la quasi totalità delle emissioni di CO2 prodotta dalla flotta aziendale e di tutelare il patrimonio naturale e la biodiversità dell’area Riserva della Biosfera dell’UNESCO dal 2014. \nLINO D’ITALIA \nLinificio e Canapificio Nazione promuove non solo la cultura\, ma anche la coltura del lino. Lino d’Italia è il primo filato di lino 100% italiano con filiera tracciabile nato su campi di lino coltivati in Italia e filato presso la sede di Villa d’Almé. \nUn inno all’eccellenza\, al saper fare e alla tradizione della coltivazione del lino che è tornata in Italia grazie all’opera di sensibilizzazione promossa da Linificio e Canapificio Nazionale. https://www.linificio.it/lino-ditalia/ \n1873 THE OULD LINEN \nIl lino come quello di una volta. 1873 è l’anno di fondazione di Linificio e Canapificio Nazionale\, che quest’anno celebra 150 anni. Da un seme puro come la natura che l’ha selezionato\, nasce un filato di lino realizzato secondo la tradizione. Solo Linificio\, grazie al suo know-how radicato in 150 anni di attività riesce a selezionare e produrre un filato di lino purissimo\, certificato\, che mantiene inalterate le sue proprietà. \nhttps://www.linificio.it/prodotti/1873-the-ould-linen/ \nA proposito di Linificio e Canapificio Nazionale\nLinificio e Canapificio Nazionale\, fondato nel 1873\, oggi parte del Gruppo Marzotto\, è una delle più antiche aziende europee\, simbolo dell’eccellenza italiana e punto di riferimento a livello internazionale per la filatura di lino e canapa di alta qualità\, destinati al settore abbigliamento e arredo casa e applicazioni tecniche. \nSocietà Benefit e B Corp™\, da anni Linificio e Canapificio Nazionale è impegnato attivamente per il cambiamento del modello economico attuale in uno più equo e sostenibile\, sia dal punto di vista ambientale che sociale. \nEntra nel mondo del Linificio e scopri di più sul sito www.linificio.it. \nLinificio e Canapificio Nazionale S.r.l. Società Benefit Via Ghiaie 55 \nVilla d’Almè (BG) \n  \nPer informazioni contattare c.xodo@linificio.it
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SUMMARY:World Pinhole Photography Day | SpazioPitteri8\, Milano
DESCRIPTION:Domenica 30 aprile\, in occasione del World Pinhole Photography Day – giornata mondiale della fotografia con foro stenopeico – il fotografo Alessandro Gatto\, in collaborazione con Claudia Conserva ed Erika Lacava\, organizza dei laboratori di fotografia stenopeica rivolti ad adulti\, bambini e ragazzi. \nI workshop si terranno negli studi fotografici di SpazioPitteri8\, Milano (M2 Lambrate) e saranno l’occasione per conoscere e praticare questa antica quanto particolare tecnica fotografica basata sui meccanismi ottici delle prime camere oscure. \nI partecipanti avranno modo di costruire una macchina fotografica “fai da te” con una semplice scatola di cartone o di latta su cui verrà praticato un piccolo foro (stenos opaios\, da cui il nome “fotografia stenopeica”)\, attraverso cui passerà la luce che andrà a impressionare la carta fotografica. Le fotografie così ottenute potranno essere sviluppate dai partecipanti nella camera oscura allestita all’interno dello studio fotografico. Si otterranno immagini in bianco e nero uniche e singolari caratterizzate da una accentuata distorsione ottica e sgranatura\, aspetti tipici delle fotografie stenopeiche. Tempi di ripresa più o meno lunghi\, particolari condizioni di luce\, soggetti in movimento saranno le variabili in gioco per trovare il giusto equilibrio tra buona ripresa fotografica e sperimentazione. \nLe attività laboratoriali proposte sono gratuite e sono adatte ad adulti\, ragazzi e bambini a partire dai 6 anni di età. Per gli adulti\, accesso libero e senza prenotazione dalle 14.30 alle 18.30. Per bambini e ragazzi prenotazione obbligatoria. \nPer partecipare ai workshop è consigliato portare una scatola di cartone o di latta di medie o piccole dimensioni. \nL’evento è inserito nel calendario internazionale del World Pinhole Photography Day https://pinholeday.org/events/ \nPer informazioni: pinholeworkshops@gmail.com \n– attività adulti e ragazzi: Alessandro Gatto\, tel. 328 831 5112 \n– attività bambini da 6 a 11 anni: Claudia Conserva\, tel. 388 633 1722 | Erika Lacava\, tel. 349 1509 008
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SUMMARY:MEDEA Mostra d’Arte Contemporanea a cura di Demetrio Paparoni
DESCRIPTION:Medea\, icona tragica della condizione femminile è la protagonista della mostra internazionale d’arte contemporanea proposta dall’Amministrazione Comunale di Siracusa e curata dal noto critico d’arte Demetrio Paparoni. Ospitata negli storici spazi del loggiato dell’Antico Mercato di Siracusa\, la mostra si inaugurerà il 5 maggio 2023 e sarà aperta ai visitatori\, con ingresso gratuito\, fino al 30 settembre 2023. Sempre a Siracusa\, al Teatro Greco\, una settimana dopo l’inaugurazione della mostra\, il dramma di Euripide tornerà in scena (fino al 2 luglio) prodotto dall’INDA – Istituto Nazionale Dramma Antico\, con la regia di Federico Tiezzi. \nSoggiogata dalla passione per Giasone\, Medea lo aiuta con le sue arti magiche a conquistare il vello d’oro\, tradendo suo padre e la sua patria. Capace di ogni efferatezza pur di raggiungere il suo scopo\, vedrà il suo amato trasformarsi sotto i suoi occhi da coraggioso eroe in meschino opportunista e il suo amore in dolore\, umiliazione\, odio profondo e rabbia. Una rabbia che\, nella tragedia di Euripide\, culminerà nell’uccisione dei loro figli. Medea è una delle più attuali protagoniste del mito antico: la sua tenacia e la sua disperata fierezza sono ritrovabili in tante relazioni contemporanee. La sua esclusione dalla società\, la sua tragica vendetta\, il senso di isolamento non sono estranei a tanti fatti di cronaca dei nostri giorni. La mostra affronta però il mito di Medea andando oltre la narrazione dell’infanticidio. \nLa mostra comprende opere di 17 artisti realizzate espressamente sul tema di Medea\, tra i personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. La mostra testimonia quanto la vicenda della maga\, infanticida nella narrazione di Euripide\, incida ancora oggi nell’immaginario dei nostri giorni. Attraverso lo sguardo inedito di artisti del nostro tempo provenienti da aeree geografiche diverse – dal Nord Europa alla Cina\, dalla regione del Caucaso al Sudest asiatico\, oltre che dall’Italia – la mostra mette in evidenza il legame inscindibile tra Siracusa e il teatro antico. La tragedia classica rivive così a Siracusa attraverso espressioni artistiche contemporanee anche nell’ambito delle arti visive. \nProdotta dall’Amministrazione comunale di Siracusa e organizzata da Aditus\, Medea sarà accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Skira\, una delle maggiori case editrici d’arte in Europa. Oltre al saggio di Demetrio Paparoni\, sono presenti in catalogo testi su Medea scritti per l’occasione da Roberto Alajmo\, da Tiziano Scarpa e dagli artisti\, che riflettono in prima persona sui loro rispettivi lavori. Il catalogo comprende inoltre un ampio repertorio iconografico di opere del passato incentrate sul mito di Medea\, con immagini di Artemisia Gentileschi\, Peter Paul Rubens\, Charles André van Loo\, Eugène Delacroix\, Anselm Feuerbach\, William Russell Flint\, George Romney\, Frederick Sandys\, Johann Heinrich Füssli\, Gustave Moreau\, William Turner\, Christian Wilhelm Ernst Dietrich\, John William Waterhouse e Paul Cézanne.
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SUMMARY:Sabrina Poli\, lo Sguardo Diagonale SANTAFRIKA - A cura di Marcella Pralormo
DESCRIPTION:Dopo la tappa in Kenya al Blue Empire Cottage\, le fotografie di SantAfrika tornano in Italia a Torino nella settimana dedicata alla fotografia. \n  \nDal 3 al 26 maggio 2023 negli spazi di 515 Creative Shop di Torino sarà ospitata la mostra fotografica SantAfrika ideata da Sant’Era\, con le fotografie di Sabrina Poli\, e sotto la curatela di Marcella Pralormo\, storica dell’arte\, già Direttrice della Pinacoteca Agnelli di Torino e ideatrice del progetto curatoriale Arte\, Benessere e Colori. \nSantAfrika si presenta al pubblico attraverso questo nuovo e innovativo taglio curatoriale che vede al centro il rapporto tra Arte e Benessere\, dove si legge una celebrazione della libertà e una visione di bellezza spontanea e inconsueta. Le fotograﬁe di Sabrina Poli rappresentano donne keniote\, che indossano abiti senza tempo di stilisti nordici provenienti dalla collezione di Sant’Era. Scatti che raccontano la libertà di chi ha posato\, donne normali\, che di solito lavorano in un albergo o in un ristorante\, che lo sguardo di Sabrina Poli che\, in collaborazione con Sant’era\, le trasforma in donne padrone di sé stesse e del proprio corpo. \nL’artista-fotografa ci racconta\, attraverso l’arte\, la sua esperienza di vita anche dolorosa e conduce lo spettatore in un viaggio intimo e personale dove l’arte rappresenta una vera e propria cura sia per l’artista che la crea che per lo stesso spettatore che la osserva. Nel suo testo la curatrice scrive: “Come una contemporanea Frida Kahlo\, Sabrina mostra a noi oggi come da una ferita ﬁsica e psicologica possa nascere l’arte”. Una ferita che si è trasformata in pura bellezza\, la stessa bellezza che ritroviamo negli scatti della mostra. \nProseguendo\, la curatrice osserva che: “Sabrina ha uno sguardo ‘diagonale’\, riprende le modelle dal basso verso l’alto attraverso una traiettoria inclinata che esprime la ferita di un lungo percorso di cura che l’ha segnata profondamente e ancora oggi inﬂuenza il suo modo di vestirsi e di portarsi nel mondo. Il suo corpo ha bisogno di libertà. E la libertà e la bellezza sono il tema di questa mostra […] Sabrina si rivolge d’istinto alla tecnica del ritratto di profilo perché la visione di una sola parte del volto le permette di sintetizzare la forma senza soffermarsi sull’indagine psicologica che non le interessa. L’artista vuole rappresentare quella solennità ancestrale che percepiamo immediatamente quando guardiamo queste donne dalla bellezza antica. Il genere del ritratto di profilo risale infatti all’antichità classica: gli Egizi e i Greci lo utilizzavano per conferire regalità e solennità alle figure ritratti con la tecnica del bassorilievo e nelle pitture”. \nL’esposizione è un racconto di armonia sulla libertà del corpo attraverso le immagini del reef lunare del mattino quando il mare è lontano dalla riva\, di donne che si vestono come non hanno mai avuto occasione di fare. I colori che prevalgono in SantAfrika sono il Bianco della luce e il Nero dei corpi\, simbolo del maschile e del femminile\, dello Yin e lo Yang\, ossia due opposti che si attraggono e si completano. In alcuni scatti compare il Rosso\, il colore della terra e del radicamento. Questi sono i colori del continente africano che rappresentano la luce\, la terra e le persone. All’interno dell’esposizione sarà inoltre presente un percorso audio dedicato al benessere e ai colori a cura di Marcella Pralormo; la curatrice condurrà inoltre delle meditazioni come momento di benessere per i visitatori. \nQuesto nuovo modo di vivere e sperimentare l’arte si ricollega anche alla scelta dello spazio\, per nulla casuale: 515 Creative Shop non è una galleria tradizionale ma è un luogo dove diverse arti\, visive\, performative e ludiche\, dialogano tra di loro; proprio questa trasversalità si abbina all’idea che sta dietro l’esposizione.
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SUMMARY:Apre a Palazzo del Vermexio ad Ortigia la mostra Argentovivo
DESCRIPTION:Esperienza\, sogno\, racconto: Argentovivo è questo e molto altro. Difficile dare una definizione a quello che a tutti gli effetti è un viaggio immersivo nella cultura antica\, una mostra dove l’esperienza è conoscenza e il sogno si mescola alla realtà. \nUn perfetto connubio di tradizione e tecnologia\, grazie alla quale le protagoniste dell’esposizione – le monete del Medagliere del Museo Archeologico Paolo Orsi – prendono vita e ci accompagnano a scoprire i grandi miti del passato. Dalla superficie metallica a quella digitale\, in mostra si rincorrono\, alla stregua di giochi illusionistici\, racconti di ninfe\, eroi\, dei e mortali\, che trovano una nuova dimensione in un viaggio dal sapore epico. \nQueste monete ricche di storie aprono una finestra sulla vita dell’epoca trasportando fisicamente il visitatore nei miti e nelle leggende che le corredano. Un modo alternativo di raccontare la mitologia grazie ad un linguaggio contemporaneo\, trasversale e poetico al tempo stesso\, capace di ammaliare il visitatore di ogni età. \nArrivato alla sua seconda edizione\, Argentovivo è un invito ad intraprendere un percorso che permette di toccare con mano le grandi culture del passato\, avvolgendo il viaggiatore nelle spire della storia e coinvolgendolo come mai una mostra ha fatto prima. \nScheda tecnica \nTitolo: Argentovivo \nPromossa da: ADITUS CULTURE \nSede: Palazzo del Vermexio\, Ortigia (SR) \nDate: 30 marzo – 31 ottobre 2023 \nInaugurazione: giovedì 30 marzo 2023\, ore 11 \nOrari: lunedì chiuso; martedì – venerdì 10 – 19; sabato\, domenica e festivi 10 – 19. Per le aperture serali visitare il sito http://www.aditusculture.com/esperienze/siracusa/mostre-eventi/argentovivo-palazzo-vermexio \nIngresso: 4€ a persona. Riduzioni e gratuità su http://www.aditusculture.com/esperienze/siracusa/mostre-eventi/argentovivo-palazzo-vermexio \nInfo al pubblico: info@aditusculture.com | www.aditusculture.com \nSi ringrazia: Il Comune di Siracusa e il sindaco Francesco Italia; Assessore Tutela e valorizzazione dei Beni e Attività Culturali Benedetto Fabio Granata; Dirigente settore Cultura e turismo Enzo Miccoli; Responsabile servizio cultura e turismo Nunzio Marino; Funzionario ufficiale gabinetto del sindaco Emanuela Sipione; un ringraziamento speciale va alla Dott.ssa Angela Maria Manenti
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