BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//InAgenda - ECPv6.18.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:InAgenda
X-ORIGINAL-URL:https://inagenda.it
X-WR-CALDESC:Eventi per InAgenda
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260627T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T203000
DTSTAMP:20260619T062723Z
CREATED:20260619T062723Z
LAST-MODIFIED:20260619T062723Z
UID:10002013-1782583200-1798749000@inagenda.it
SUMMARY:Giorgio De Cesario\, sfascismo il collasso del presente
DESCRIPTION:  \n“Sfascismo”\, la nuova mostra personale di Giorgio De Cesario a cura di Maria Cristina Maritati\, Domenicaisabella Bono Mariano\, Raffaele Bono Mariano  \, con la collaborazione dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva e della Banca BCC di Leverano\, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro la narrazione vigente e la contemporanea crisi dei valori\, ma\, nello stesso tempo\, rappresenta un messaggio di speranza espresso dai suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Tanti sono gli spunti di riflessione suggeriti. \nLa mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 27 Giugno al 31 dicembre 2026 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito. \nCatalogo: a cura di Maria Cristina Maritati\, disponibile in sede gratuitamente o può essere scaricato da questo link: file:///C:/Users/Utente/Documents/Sfascismo%20catalogo.pdf \nSfascismo di Giorgio De Cesario \nReduce dai successi newyorkesi all’Artexpo \, l’artista Giorgio De Cesario  presenterà al pubblico  le sue piu recenti fatiche nella sua Galleria Permanente\, presso La Casa degli Artisti di Gallipoli\, con vernissage sabato 27 giugno 2026 alle ore 19.30 . “Sfascismo” è il titolo che De Cesario ha voluto dare a questa serie di opere\,  un neologismo da lui  coniato per nominare una condizione storica di collasso: il cedimento del mondo sotto il peso della disgregazione sociale\, dell’erosione dei diritti fondamentali\, delle guerre e di una cultura diffusa del cinismo e dell’odio. Non è soltanto una diagnosi del presente\, ma una presa di posizione critica contro la narrazione dominante che normalizza e giustifica la demolizione dello Stato sociale. Con Sfascismo\, De Cesario dà titolo al terzo periodo della sua produzione artistica. Dopo il primo periodo\, Solitudini\, dedicato all’isolamento dell’essere umano nella società contemporanea\, e il secondo\, Dall’attualità al fantasy\, in cui la cronaca viene trasfigurata in chiave visionaria e simbolica\, l’artista approda a una fase più apertamente politica e rivelatrice. L’opera Sfascismo\, che inaugura questa nuova serie\, ne è la dichiarazione programmatica. Al centro della composizione si erge una torre di Babele decadente\, instabile e frammentata\, simbolo del fallimento delle grandi costruzioni di potere e delle egemonie che promettevano ordine e progresso. Il rosso violento della struttura — colore del sangue\, del conflitto e del sacrificio — si staglia su uno sfondo plumbeo e tempestoso\, evocando visivamente il fragore di tuoni e cannoni. In alto\, una sfera multicolore rappresenta il mondo con le sue bandiere e la sua vitalità: nonostante il crollo dei colossi ideologici\, la vita continua a esistere e a resistere. Attorno alla torre\, un pubblico inerme\, quasi morti che camminano\, assiste attonito al collasso della narrazione vigente. Emblematica è la presenza dei volti in argilla applicati alla tela\, segno distintivo del linguaggio di De Cesario: maschere fragili che incarnano un’umanità alienata\, sospesa tra perdita di identità e desiderio di risveglio. In questo senso\, Sfascismo si collega profondamente al movimento dell’Alienismo\, fondato dallo stesso De Cesario\, che indaga la condizione critica dell’uomo contemporaneo\, denuncia la frattura tra individuo e società e cerca\, attraverso l’arte\, una possibilità di ricomposizione e di nuova coscienza. Come nei periodi precedenti\, anche nello sfascismo il messaggio di De Cesario non si chiude nella disperazione. Gli effetti cromatici e la presenza della natura\, che affiora nonostante il caos\, introducono sempre una tensione verso la speranza e la rinascita di una diversa umanità\, finalmente consapevole.
URL:https://inagenda.it/evento/giorgio-de-cesario-sfascismo-il-collasso-del-presente/
LOCATION:La Casa degli Artisti B&B\, Via Lepanto\, Gallipoli\, Lecce\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://inagenda.it/wp-content/uploads/2026/06/sfascismolocandina.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261015T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261121T200000
DTSTAMP:20261029T092403Z
CREATED:20261029T092403Z
LAST-MODIFIED:20261029T092403Z
UID:10002075-1792062000-1795291200@inagenda.it
SUMMARY:Basile Contemporary presenta "Cronache dell'intervallo" di Nicola Bertellotti
DESCRIPTION:La Basile Contemporary inaugura dal 15 ottobre la nuova stagione espositiva con Cronache dell’Intervallo\, la prima mostra personale romana del noto fotografo Nicola Bertellotti. Un appuntamento atteso da tempo\, che porta negli spazi della galleria 13 opere di dimensioni diverse\, molte delle quali inedite. Un nucleo scelto per costruire un percorso di particolare intensità visiva\, in un allestimento capace di esaltare la dimensione sospesa\, enigmatica ed evocativa della ricerca dell’artista. \nUna mostra fortemente voluta dalla gallerista Rosa Basile\, alla guida dal 2021 della galleria\, situata nel cuore del centro storico di Roma\, tra Piazza Navona e il Chiostro del Bramante. È lei stessa a raccontare le ragioni di questa scelta: “Con Cronache dell’Intervallo Nicola Bertellotti ci invita a guardare i luoghi nel momento più fragile e misterioso della loro esistenza: quando hanno smesso di essere ciò che erano\, ma non sono ancora diventati qualcos’altro. È una dimensione sospesa che l’artista osserva con grande sensibilità\, restituendo all’architettura una vita che va oltre la funzione per la quale è stata concepita. Ciò che trovo particolarmente affascinante nella sua ricerca è la capacità di raccontare l’umanità proprio attraverso la sua assenza. Esiste una parentesi temporale\, segreta e silenziosa\, che si apre nell’esatto istante in cui l’essere umano abbandona un luogo. È un tempo sottratto alla fretta della storia\, una sospensione del giudizio in cui l’architettura cessa di essere funzionale e diventa pura testimonianza. Non è ancora una rovina archeologica\, ma non è più una casa\, un teatro\, una fabbrica. È l’intervallo. Nicola Bertellotti con il suo obiettivo\, non documenta il degrado\, ma si fa cronista di una transizione. Le sue immagini\, catturate rigorosamente in luce naturale\, fermano l’attimo in cui la polvere si deposita come un velo di memoria e la luce taglia il silenzio di stanze svanite. Queste “cronache” non raccontano una fine\, ma un divenire. Nell’intervallo\, il tempo smette di distruggere e inizia a dipingere\, collaborando con lo spazio per rivelare una bellezza fragile\, drammatica e struggente. Siete invitati a varcare la soglia di questa parentesi. A mettervi in ascolto del silenzio\, prima che il tempo riprenda il suo corso”. \nLe fotografie di Bertellotti hanno la capacità rara di fermare per un istante un tempo che normalmente non vediamo. L’artista ci porta dentro luoghi nei quali ciò che consideriamo concluso continua\, in qualche modo\, ad accadere. Ci restituiscono\, piuttosto\, la possibilità di osservare contemporaneamente tempi diversi: il passato che continua a sopravvivere nelle tracce e negli oggetti e il presente che lentamente modifica ciò che resta. Come commenta lui stesso: “Non cerco una testimonianza nostalgica di ciò che è scomparso\, né un’estetizzazione della perdita. Mi interessa piuttosto riconoscere nelle cose sopravvissute una bellezza inattuale\, estranea alle categorie dell’utile e del necessario”. \nNicola Bertellotti: fotografo professionista\, da anni viaggia per il mondo per riscoprire e documentare la bellezza nascosta nei luoghi dimenticati. Oggi le sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche e private e sono state esposte in mostre personali in gallerie e musei internazionali. Nel corso della sua carriera ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti istituzionali\, vincendo il Premio Arte di Cairo Editore\, il Trento Art Prize\, il contest AIPAI e il concorso Rovine di Puglia. È stato presente a manifestazioni di rilievo come Paris Photo e i suoi portfolio sono apparsi su numerose riviste tra cui Vanity Fair\, Esquire\, Elle Decor\, Arte\, Marie Claire e Milieu magazine. Ha inoltre pubblicato i volumi monografici Fenomenologia della fine (2014) e In Absentia (2022). \nINFORMAZIONI UTILI \nMOSTRA: CRONACHE DELL’INTERVALLO di Nicola Bertellotti \nDOVE: Basile Contemporary | Via di Parione 10\, Roma \nOPENING: Giovedì 15 ottobre 2026 dalle 18.30 alle 21.00 \nPERIODO: dal 15 ottobre al 21 novembre 2026 \nA CURA DI: Rosa Basile \nORARI: da martedì a sabato dalle 11.00 alle 20.00 \nCONTATTI \nCELL. +39 340.0001260 |TEL. 06 97165279 \nSITO: www.basilecontemporary.com \nMAIL: basilecontemporary@gmail.com \nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/basile_contemporary/
URL:https://inagenda.it/evento/basile-contemporary-presenta-cronache-dellintervallo-di-nicola-bertellotti/
LOCATION:Via di Parione\, 10 – Roma\, Via di Parione\, 10\, Roma\, Roma\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://inagenda.it/wp-content/uploads/2026/10/LOCANDINA-NICOLA-BERTELLOTTI-BASILE-CONTEMPORARY-1-scaled-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261017T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261114T000000
DTSTAMP:20261102T123150Z
CREATED:20261102T123008Z
LAST-MODIFIED:20261102T123150Z
UID:10002652-1792195200-1794614400@inagenda.it
SUMMARY:All We Have Is Now – Viktoria Andreeva
DESCRIPTION:La Florence Biennale presenta Viktoria Andreeva. All We Have Is Now\, mostra personale della fotografa bulgara residente a Vienna\, ospitata negli spazi dell’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton nell’ambito di Art Suite\, il progetto nato dalla collaborazione tra la Florence Biennale e l’hotel per portare la ricerca degli artisti contemporanei al di fuori dei tradizionali spazi espositivi. \nSecondo appuntamento di Art Suite\, la mostra si inserisce nel percorso che accompagna la Florence Biennale verso il trentennale della sua fondazione\, che ricorrerà nel 2027\, e propone un nuovo incontro con un’artista che ha avuto un ruolo particolarmente significativo nella storia recente della manifestazione.\nNel 2023\, Viktoria Andreeva ha vinto l’International Open Call Competition “I Am You” – Photography\, ricevendo il Premio speciale “Lorenzo il Magnifico” alla XIV Florence Biennale\, alla quale ha partecipato come Guest of Honour. La sua opera All We Have Is Now è stata inoltre scelta come immagine coordinata di quell’edizione\, diventandone uno degli elementi visivi più riconoscibili. Tre anni dopo\, quella stessa opera dà il titolo a una mostra che crea un ideale ponte tra memoria e presente. \nEx ballerina\, Andreeva pone il corpo umano al centro della propria ricerca fotografica\, sottraendolo progressivamente alla dimensione del ritratto per trasformarlo in forma\, tensione e presenza. Le figure si raccolgono\, si sospendono\, si intrecciano o sembrano fondersi con la materia e con lo spazio\, dando vita a immagini nelle quali identità e astrazione\, vulnerabilità e forza\, armonia e perturbazione convivono in un equilibrio instabile.\nLa mostra riunisce dieci opere: cinque lavori fisici — tre appartenenti alla serie Cosmic Beings\, oltre a Memories of the Past e All We Have Is Now — e cinque ulteriori opere presentate in formato digitale su Samsung The Frame. Il dialogo tra presenza materiale e immagine luminosa amplia così il percorso espositivo\, introducendo differenti modalità di percezione del corpo e della fotografia. \nIl processo creativo di Andreeva parte dall’immagine fotografica per svilupparsi attraverso successive trasformazioni. Le texture che attraversano i corpi non vengono applicate prima dello scatto\, ma costruite gradualmente\, strato dopo strato\, attraverso un procedimento lento e controllato. Distorsione e depersonalizzazione allontanano così il soggetto dalla sua individualità\, conducendolo verso una condizione sospesa tra presenza e astrazione.\nIl titolo All We Have Is Now assume\, all’interno del progetto\, un significato che va oltre la singola opera. Tra memoria e trasformazione\, permanenza e caducità\, il presente diventa il fragile punto d’incontro tra ciò che è stato e ciò che ancora può essere. Una riflessione che attraversa la ricerca di Andreeva e che entra naturalmente in dialogo con Beyond the Sense of Time. Memory\, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design\, tema della XVI Florence Biennale 2027.\nNel percorso verso i suoi primi trent’anni\, la Florence Biennale torna così a incontrare una delle artiste che ne hanno caratterizzato l’identità recente\, guardando alla propria storia non come a una dimensione conclusa\, ma come a una materia viva\, capace di generare nuove relazioni tra memoria\, continuità e trasformazione. \nNata e cresciuta in Bulgaria\, Viktoria Andreeva vive e lavora a Vienna\, dove nel 2015 si è trasferita per studiare Fotografia e Media Audiovisivi presso il College of Arts “die Graphische”. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali\, tra cui una Medaglia d’Oro nella categoria Fine Art/Nudes al Trierenberg Super Circuit e\, nel 2022\, una Medaglia d’Oro ai One Eyeland World’s Top 10 Fine Art Photographers Awards. Le sue opere sono state presentate a Vienna\, Parigi\, New York\, Roma\, Milano\, Budapest e in altre città internazionali. Nel 2023 è stata inoltre selezionata da Forbes Bulgaria tra i 30 Under 30.\nLa mostra è realizzata nell’ambito della collaborazione tra la Florence Biennale e l’Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton\, con il supporto dei partner The Mall Firenze e Pineider.\nPer maggiori informazioni sulla XVI Florence Biennale e sui progetti in programma\, visita il sito https://www.florencebiennale.org/ \nINFORMAZIONI UTILI MOSTRA\nEVENTO: Viktoria Andreeva. All We Have Is Now\nDOVE: Anglo American Hotel Florence – Curio Collection by Hilton | Via Garibaldi 9\, Firenze\nPreview: 16 ottobre 2026 alle or 18.00\nApertura al pubblico: 17 ottobre 2026\nFino al: 14 novembre 2026 \nINFORMAZIONI UTILI XVI FLORENCE BIENNALE\nEVENTO: XVI FLORENCE BIENNALE\nQUANDO: Dal 23 al 31 ottobre 2027\nDOVE: Fortezza da Basso – Firenze\nAPPLICATION FORM: https://www.florencebiennale.org/it/invia-candidatura \nCONTATTI FLORENCE BIENNALE\nEMAIL: info@florencebiennale.org\nSITO WEB: https://www.florencebiennale.org/\nFACEBOOK: https://www.facebook.com/FlorenceBiennale2023 INSTAGRAM: https://www.instagram.com/florencebiennale/\nYOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UChuO0x9KKi2q0aKtobhcd_A\nLINKEDIN: https://www.linkedin.com/company/florence-biennale/
URL:https://inagenda.it/evento/all-we-have-is-now-viktoria-andreeva/
LOCATION:Firenze\, Firenze\, Firenze\, Italia
CATEGORIES:Cultura,Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://inagenda.it/wp-content/uploads/2026/11/All-We-Have-Is-Now-Viktoria-Andreeva-2021.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261022T150000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261108T200000
DTSTAMP:20261103T163125Z
CREATED:20260925T142808Z
LAST-MODIFIED:20261103T163125Z
UID:10002057-1792681200-1794168000@inagenda.it
SUMMARY:BookShock
DESCRIPTION:22 ottobre – 8 novembre 2026 \nADI Design Museum \nPiazza Compasso d’Oro 1 \nIl progetto espositivo BOOKSHOCK si inserisce nel percorso di ricerca sviluppato da Oggetto Libro nel corso di cinque edizioni della Biennale e diciassette mostre realizzate in ambito nazionale\, un percorso dedicato all’esplorazione del dialogo\, tra i mondi ormai complementari del design e dell’arte. \nAl centro di questa ricerca c’è il libro assunto come dispositivo critico e progettuale\, la cui natura supera la dimensione editoriale per configurarsi come forma complessa di espressione. \nBOOKSHOCK racconta questa trasformazione attraverso il confronto tra libri di design\, libri d’artista e libri ibridi libri d’artista realizzati per mezzo di tecniche varie\, non solo di stampa – nei quali il progetto\, la materia e la ricerгса artistica concorrono a restituire al libro tutta la sua complessità: un oggetto da guardare e attraversare\, nel quale la dimensione concettuale coincide con quella concreta della materia. \nMa BOOKSHOCK compie un ulteriore passo: per la prima volta\, il pubblico è invitato a confrontarsi con una nuova categoria di libro d’artista\, quella generata dall’intelligenza artificiale. \nIn anteprima assoluta\, la mostra presenta infatti\, accanto agli artefatti e alle copie stampate\, una selezione di opere immateriali concepite e generate attraverso l’AI\, esplorando una forma di libro che non esiste necessariamente come oggetto\, ma può esistere come immagine\, possibilità\, simulazione. \nUna novità che non riguarda soltanto la tecnologia utilizzata per realizzare le opere\, ma si interroga direttamente sulla definizione stessa di libro e di opera d’arte. L’intelligenza artificiale generativa permette infatti di creare immagini di libri concepiti come oggetti verosimili ma impossibili o estremamente complessi e laboriosi – da realizzare materialmente. \nLibri che sembrano esistere pur non esistendo\, collocandosi in una zona ambigua tra realtà e rappresentazione\, mettendo in evidenza una delle questioni centrali della cultura visiva contemporanea: il rapporto tra immagine e realtà\, tra materia e simulazione\, tra esistenza e possibilità. \nAccanto ai “libri impossibili”\, la mostra presenta inoltre una serie di opere concepite dall’intelligenza artificiale a beneficio dell’intelligenza artificiale stessa. \nI sistemi generativi sono stati sollecitati a elaborare concetti profondamente legati all’esperienza umana come la passione\, la memoria e il bello che l’Al non sperimenta direttamente. \nMidjourney\, ChatGPT\, Perplexity e altri sistemi diventano così non soltanto strumenti di produzione\, ma interlocutori di un esperimento sulla rappresentazione: come può una macchina raffigurare qualcosa che non possiede? E quali immagini produce nel tentativo di tradurre ciò che non può vivere? \nIn questo senso\, BOOKSHOCK si configura così come un vero e proprio dispositivo critico\, un luogo di sperimentazione nel quale il libro\, nelle sue molteplici declinazioni materiale\, immateriale\, reale\, impossibile\, umano e generato artificialmente – diventa uno strumento per interrogare le condizioni della produzione culturale contemporanea e le forme attraverso cui oggi le immagini\, le idee e la conoscenza vengono prodotte\, trasformate e trasmesse. \nBOOKSHOCK segna dunque un passaggio: dal libro come oggetto al libro come possibilità. \nUn libro che può essere progettato\, costruito\, stampato\, ma anche soltanto immaginato. Un libro che può esistere nella materia oppure nella sua rappresentazione. Un libro che\, nell’era dell’intelligenza artificiale\, torna a sorprenderci proprio perché non sappiamo più distinguere con certezza dove finisca l’immagine e dove cominci l’oggetto. \nBOOKSHOCK è un progetto di Susanna Vallebona. \nSusanna Vallebona\, designer della comunicazione\, apre nel 1981 lo studio Esseblu attraverso il quale svolge attività di consulenza\, sviluppa progetti per l’editoria e si occupa di Corporate e Brand Identity. Con Giancarlo Iliprandi e Ino Chisesi studia lo stemma della Provincia di Milano e progetta il programma di immagine coordinata. \nNel 2001 avvia la casa editrice Edizioni Esseblu\, specializzata nella pubblicazione di visual book. È direttore artistico dell’associazione culturale SBLU_spazioalbello\, che inaugura nel 2007 per dare libero sfogo alla passione per l’arte\, con cui promuove numerose iniziative tra cui il progetto pluriennale Non di solo pane\, ideato in occasione di Expo. \nDal 2016 organizza la prima biennale internazionale Oggetto Libro\, oggi alla quinta edizione. Iniziativa per la quale riceve la menzione d’onore del Compasso d’Oro nel 2018\, il DNA Paris Design Awards 2022\, il Gold Stellar 2022\, I’IDA Design Awards Bronze Winner 2022 e il Design MasterPrize ’24. \nIstituisce e avvia l’Archivio Digitale Oggetto Libro. \nSocia ADI (Associazione per il Disegno Industriale) è membro del Direttivo ADI Lombardia. In Adi cura le mostre Il design che non c’è alla Triennale di Milano e Michele Provinciali all’ADI Design Museum e progetta l’identità delle iniziative Light Revolution\, Design for food\, Lombardia design e Nice to meet You\, che vince il Design MasterPrize ’25. \nSBLU_spazioalbello è un’associazione culturale con la finalità di diffondere cultura visiva\, di provocare dubbi e muovere domande nell’ambito della ricerca del bello\, per recuperare la capacità di costruire un’etica della bellezza. SBLU_spazioalbello nasce da un’idea di Susanna Vallebona\, visual designer\, titolare di ESSEBLU\, che da oltre 40 anni opera nel campo della comunicazione visiva\, del design e dell’arte.
URL:https://inagenda.it/evento/bookshock/
LOCATION:Milano\, Milano\, Milano\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://inagenda.it/wp-content/uploads/2026/09/save-Bookshocktx4.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T083000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T083000
DTSTAMP:20261103T131711Z
CREATED:20261103T131711Z
LAST-MODIFIED:20261103T131711Z
UID:10003957-1793694600-1793694600@inagenda.it
SUMMARY:Galleria Nazionale dell'Umbria
DESCRIPTION:La Galleria Nazionale dell’Umbria è ospitata nel Palazzo dei Priori di Perugia\, sede del Comune fin dall’epoca medievale e significativo esempio di architettura civile gotica.Con un percorso museale completamente rinnovato\, la Galleria nelle sue 39 sale presenta importanti opere del Medioevo e del Rinascimento dovute ad artisti come Arnolfo di Cambio\, Nicola e Giovanni Pisano\, Duccio di Boninsegna\, Gentile da Fabriano\, Beato Angelico\, Benozzo Gozzoli\, Giovanni Boccati e Piero della Francesca\, di cui si conserva il polittico di Sant’Antonio con la celebre Annunciazione sulla cimasa. Una particolare attenzione è dedicata agli artisti umbri Benedetto Bonfigli\, Bartolomeo Caporali\, Fiorenzo di Lorenzo\, Perugino\, Pinturicchio e ai loro allievi e seguaci. Il percorso prosegue con opere del Sei\, Sette e Ottocento per le quali spiccano i nomi Gian Lorenzo Bernini\, Pietro da Cortona\, Jean-Baptiste Wicar e si conclude con una sala dedicata al Novecento della quale sono protagonisti Gerardo Dottori e Alberto Burri. \nOrariDall’1 marzo all’11 giugno 2023da lunedì a domenica dalle 8:30 alle 19:30 (chiusura biglietteria 18:30) \nINFO ridotti:Il ridotto è valido per cittadini UE di età compresa tra i 18 e i 25 anni \nOmaggio è valido per: visitatori di età inferiore a 18 anni\, docenti e studenti UE delle facoltà di architettura\, di conservazione dei beni culturali\, di scienze della formazione e dei corsi di laurea di lettere e materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia\, portatori di handicap e un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria\, giornalisti con tesserino in corso di validità\, guide turistiche\, soci ICOM\, dipendenti MiBact – Per maggiori informazioni Clicca qui
URL:https://inagenda.it/evento/galleria-nazionale-dellumbria/
LOCATION:Galleria Nazionale dell’Umbria\, Corso Vannucci\, 19\, Perugia\, Perugia\, 06121\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T090000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T090000
DTSTAMP:20261102T161620Z
CREATED:20261102T161620Z
LAST-MODIFIED:20261102T161620Z
UID:10003039-1793696400-1793696400@inagenda.it
SUMMARY:Castello Volante - Martedi
DESCRIPTION:Castello Volante – Martedi
URL:https://inagenda.it/evento/castello-volante-martedi/
LOCATION:CASTELLO DE’ MONTI\, Piazza Castello\, 1\, Corigliano d'Otranto\, Lecce\, 73022\, Italy
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://inagenda.it/wp-content/uploads/2026/11/3a9ed6f3-495e-4195-b4f5-b789a94fa18e_TABLET_LANDSCAPE_LARGE_16_9-yTbDGS.jpg
GEO:40.158758;18.256397
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=CASTELLO DE’ MONTI Piazza Castello 1 Corigliano d'Otranto Lecce 73022 Italy;X-APPLE-RADIUS=500;X-TITLE=Piazza Castello\, 1:geo:18.256397,40.158758
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T090000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T090000
DTSTAMP:20261103T131712Z
CREATED:20261103T131712Z
LAST-MODIFIED:20261103T131712Z
UID:10003958-1793696400-1793696400@inagenda.it
SUMMARY:Ingresso Museo Civico di Storia Naturale di Comiso
DESCRIPTION:Dal prossimo 3 marzo il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso si rinnova: un nuovo percorso museale per ampliare e qualificare le visite a partire dall’eliminazione delle barriere architettoniche\, nuovi e più funzionali orari di apertura\, biglietteria elettronica\, nuovo sito web\, nuovo bookshop\, audioguide plurilingue\, una nuova sala didattica dedicata ai servizi educativi\, visite guidate\, percorsi e laboratori per adulti e famiglie\, per l’infanzia e le scuole. In contemporanea\, il riallestimento della sala cetacei dove una passerella immersiva rende più coinvolgente la visita e la riapertura sala degli abissi.  \nAffiancheranno la Direzione del Museo nella gestione integrata dei servizi museali due importanti aziende: Civita Sicilia\, Società regionale del Gruppo Civita\, e Logos\, una delle più importanti strutture di consulenza nel panorama siciliano.\nPer l’occasione\, arrivano a Comiso alcuni dei più importanti studiosi del settore per partecipare a un convegno\, coordinato dal Conservatore scientifico del Museo Gianni Insacco\, sul ruolo dei musei di Storia Naturale nella conoscenza e nella salvaguardia della biodiversità: il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici Fausto Barbagli\, Franco Andreone Conservatore del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino\, Mauro Bon Responsabile dei Servizi Educativi della Fondazione Musei Civici di Venezia\, John Borg\, Senior Curator del National Museum of Natural History di Malta\, il naturalista Antonio Cangelosi esperto di accessibilità e inclusione museale.\nIl Museo Civico di Storia Naturale di Comiso\, uno dei più importanti d’Italia\, è riconosciuto come “Istituzione Scientifica” dal Ministero dell’Ambiente e svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione della cultura scientifica e nell’analisi dell’evoluzione del territorio ibleo attraverso lo studio e conservazione della biodiversità nonché un’azione di sensibilizzazione verso i problemi della conservazione della natura e della sostenibilità ambientale\, costituisce un polo scientifico e di divulgazione naturalistica in ambito nazionale ed internazionale per l’importanza dei suoi reperti e delle sue collezioni.\nSi estende su oltre 1.500 metri quadrati con una sezione paleontologica dedicata all’origine della vita e all’evoluzione animale\, costituita da più di 30.000 reperti provenienti da vari continenti oltre che dalla Sicilia e dagli elefanti nani rinvenuti nel territorio di Comiso. Conserva una sezione Zoologica\, con più di 14.000 conchiglie di molluschi marini e terrestri\, pesci del Mediterraneo e dei mari tropicali nonché scheletri completi di mammiferi marini che formano la più importante collezione cetologica dell’Italia meridionale\, settima a livello nazionale. \nL’esposizione comprende\, tra gli altri\, organismi marini abissali\, un granchio gigante del Giappone di 275 cm.\, un esemplare di Tridacna gigante\, un rarissimo esemplare di Celacanto del Madagascar\, un esemplare di pesce luna del peso di 900 kg.\, tartarughe liuto giganti\, la ricostruzione di un Dodo di Mauritius\, di un Tilacino della Tasmania e una tra le più belle collezioni malacologiche della Sicilia. \nLa Città di Comiso possiede un ricco patrimonio culturale: Il complesso termale di età Imperiale con un mosaico in stile “Opus vermiculatum” tipico dell’Africa settentrionale; il  Castello dei Naselli d’Aragona del XIII — XIV sec.;  la Chiesa medievale S. Francesco all’Immacolata in stile gotico-catalano\, considerata  monumento nazionale italiano;  la Chiesa della SS. Annunziata\, edificata nei primi anni del Cinquecento e\, dopo il terremoto del 1693\, ricostruita a partire dal 1772 in proporzioni monumentali; la Chiesa di Santa Maria della Gratia\, costruita dai Cappuccini nel 1616; il Santuario di San Francesco all’Immacolata che risale al XIV secolo. È attiva nel territorio la Fondazione Gesualdo Bufalino con il suo Parco letterario. \nOrari\ndall’1 novembre 31 maggio\nAperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 17.00 \nDomenica dalle 9.00 alle 13.00\nChiuso: lunedì \ndall’1 giugno 30 ottobre\nAperto tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00\nDomenica dalle 10.00 alle 14.00\nChiuso: lunedì \nAperture e Chiusure Straordinarie\nPasqua\, Pasquetta\, 25 aprile\, 1° maggio\, 2 giugno\, 8 dicembre: dalle ore 9:00 alle ore 13:00 \n15 agosto: dalle ore 10:00 alle ore 14:00\n25 dicembre e 1 gennaio: chiuso
URL:https://inagenda.it/evento/ingresso-museo-civico-di-storia-naturale-di-comiso/
LOCATION:Museo Civico di Storia Naturale di Comiso\, Via degli Studi 9\, Comiso\, Ragusa\, 97013\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261102T161626Z
CREATED:20261102T161621Z
LAST-MODIFIED:20261102T161626Z
UID:10003040-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Martin Parr
DESCRIPTION:MARTIN PARR
URL:https://inagenda.it/evento/martin-parr/
LOCATION:Spazio Varesina 204\, Via Varesina204\, Milano\, Milano\, 20156\, Italy
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://inagenda.it/wp-content/uploads/2026/11/4f307ab2-38fd-4bc9-a743-ffd4ec845614_SOURCE-V9yStP.jpg
GEO:45.495641;9.147412
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Spazio Varesina 204 Via Varesina204 Milano Milano 20156 Italy;X-APPLE-RADIUS=500;X-TITLE=Via Varesina204:geo:9.147412,45.495641
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131718Z
CREATED:20261103T131718Z
LAST-MODIFIED:20261103T131718Z
UID:10003960-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Banksy - Street is the Museum
DESCRIPTION:Per acquistare il biglietto Open Clicca qui. Il biglietto è valido per l’accesso in mostra senza vincoli di data e orario da usare entro il 31 gennaio 2027. \nDopo aver conquistato oltre 3\,5 milioni di visitatori nel mondo e aver fatto tappa nelle principali città europee e internazionali\, il progetto espositivo dedicato a Banksy si rinnova e torna a Torino con un nuovo titolo e un concept completamente ripensato. Dal 22 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 le storiche cantine di Palazzo Falletti di Barolo ospiteranno Banksy – Street is the Museum\, l’evoluzione della celebre mostra The World of Banksy\, che porta a Torino oltre 150 opere dedicate al più enigmatico protagonista della Street Art contemporanea. \nLa mostraCurata da Artful Contemporary\, la mostra conduce il pubblico nel mondo di Banksy attraverso un percorso che riunisce graffiti\, fotografie\, installazioni video e accurate ricostruzioni delle sue opere realizzate su tela\, tessuto\, alluminio\, forex e plexiglass. Un viaggio che permette di avvicinarsi ad alcune delle immagini più celebri dell’artista britannico\, molte delle quali non sono più visibili nei luoghi in cui erano state realizzate.Da Flower Thrower a Girl with Balloon\, da Napoleon a Steve Jobs\, fino ad altri lavori entrati nell’immaginario collettivo\, il percorso racconta la straordinaria capacità di Banksy di trasformare la Street Art in uno strumento di riflessione sui grandi temi del nostro tempo. Guerra\, pace\, consumismo\, migrazioni\, disuguaglianze\, ambiente e diritti civili diventano così il filo conduttore di un racconto che intreccia impatto visivo e critica sociale\, restituendo tutta l’attualità del suo linguaggio. \nIl pensiero curatorialeA ispirare Banksy – Street Is the Museum è una riflessione sulla natura stessa della Street Art. Le opere di Banksy nascono per vivere nello spazio pubblico\, dialogando con la città e con chi la attraversa\, ma proprio per questo sono spesso destinate a scomparire: cancellate dal tempo\, coperte\, distrutte o persino rimosse dai muri e immesse sul mercato dell’arte.Il progetto curatoriale nasce dall’esigenza di conservare la memoria di queste opere e\, insieme\, di mantenere vivo il messaggio che le accompagna. «La nostra missione è immergere i visitatori nell’energia autentica del lavoro di Banksy\, un’energia che trascende il tempo e lo spazio»\, spiega il direttore creativo Emre Ezelli. «Molti dei suoi murales originali sono stati distrutti\, cancellati\, nascosti o persino rubati e rivenduti. Attraverso le nostre accurate ricostruzioni non restituiamo soltanto vita a queste immagini\, ma contribuiamo a preservare un movimento artistico e a far sì che i suoi messaggi continuino a sfidare\, ispirare e provocare il pubblico.» Il titolo della mostra sintetizza proprio questa visione: la strada è il museo di Banksy\, il luogo in cui le sue opere prendono forma e dialogano con la società\, trasformando muri\, edifici e spazi urbani in strumenti di espressione artistica e civile. \nL’artistaIronico\, provocatorio\, inconfondibile e ancora avvolto nel mistero. Banksy continua a essere una delle figure più influenti dell’arte contemporanea. Comparso sulla scena di Bristol nella prima metà degli anni Novanta\, ha trasformato la tecnica dello stencil in uno strumento di critica sociale capace di affrontare temi come guerra\, disuguaglianza\, consumismo\, migrazioni\, ambiente e diritti civili con immagini diventate ormai iconiche.Nel corso degli anni le sue opere sono apparse in città di tutto il mondo\, da Londra a New York\, da Betlemme a Venezia\, fino ai murales realizzati in Ucraina come segno di solidarietà verso la popolazione colpita dalla guerra. Parallelamente\, il mercato ha consacrato il suo lavoro con aggiudicazioni milionarie\, senza però riuscire a snaturarne il carattere profondamente anticonvenzionale. Emblematico resta il caso di Girl with Balloon\, autodistrutta durante un’asta nel 2018 e trasformata davanti al pubblico in Love Is in the Bin\, uno dei gesti più clamorosi della storia recente dell’arte.Negli ultimi mesi il dibattito attorno alla sua identità si è riacceso dopo una lunga inchiesta giornalistica internazionale che sostiene di aver ricostruito con nuove prove il nome dell’artista\, indicato da tempo da numerose indiscrezioni come Robin Gunningham. Nessuna conferma è però arrivata da Banksy o dal suo entourage e il mistero continua a rappresentare una componente essenziale della sua poetica e del suo rapporto con il pubblico.A oltre trent’anni dalla comparsa dei suoi primi stencil\, Banksy continua così a mettere in discussione il sistema dell’arte e il concetto stesso di autorialità\, dimostrando come un’immagine dipinta su un muro possa ancora diventare uno straordinario strumento di denuncia\, riflessione e partecipazione collettiva.
URL:https://inagenda.it/evento/banksy-street-is-the-museum-79/
LOCATION:Palazzo Barolo\, Via delle orfane 7\, Torino\, Torino\, 10122\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131721Z
CREATED:20261103T131721Z
LAST-MODIFIED:20261103T131721Z
UID:10003962-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:MARISA MERZ - La danza delle ore
DESCRIPTION:A cura diChiara Bertola\, Sébastien Delot\, Francesco Manacorda\, Beatrice Merz\, Chiara Parisi\, Marianna Vecellio \nCastello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, Fondazione Merz\, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti che celebra il centenario della nascita di Marisa Merz\, realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT. Concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista nata a Torino il 23 maggio 1926\, Marisa Merz – La danza delle ore è una retrospettiva senza precedenti e difficilmente replicabile nella sua completezza e profondità. \nLa mostra riunisce un insieme straordinario di lavori\, di cui alcuni inediti\, a testimonianza di una vita creativa che continua a essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo. I tre episodi della mostra danno l’opportunità di approfondire aspetti diversi quali il processo creativo e l’uso dei materiali\, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico\, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico. Nell’insieme la mostra intende dare conto della continua evoluzione e trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza\, dando vita a un’opera sempre aperta. \nL’esposizione al Castello di Rivoli\, curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio\, è l’occasione per ricostruire e proporre nuovamente al pubblico l’installazione E il naufragar m’è dolce in questo mare\, importante progetto che Marisa presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo per poi farne una nuova versione lo stesso anno alla 39. Biennale Arti Visive di Venezia. L’installazione\, collocata nella Manica Lunga al terzo piano del Castello di Rivoli\, sarà il fulcro espositivo da cui si dirameranno temi e ricerche quali: la tensione per la rivelazione dell’invisibile e la capacità dell’artista di visualizzare visioni metafisiche\, rivelando il reale oltre le sue apparenze sensibili. Inoltre\, la mostra invita un gruppo di artiste che continuano alcuni elementi della pratica e della visione di Marisa a partecipare in una retrospettiva aumentata: Leonor Antunes (Lisbona\, 1972)\, Micol Assaël (Roma\, 1979)\, Beatrice Bonino (Torino\, 1992)\, Miriam Cahn (Basilea\, 1949)\, Tacita Dean (Canterbury\, 1965)\, Thea Djordjadze (Tbilisi\, Georgia\, 1971)\, Lara Favaretto (Treviso\, 1973)\, Daiga Grantina (Saldus\, Lettonia\, 1985)\, Armineh Negahdari (Teheran\, 1994)\, Solange Pessoa (Ferros\, Minas Gerais\, Brasile\, 1961). \n“La mostra al Castello – osservano Francesco Manacorda e Marianna Vecellio – pone l’accento sulla dimensione ambientale della pratica di Marisa Merz\, dando vita a un racconto polifonico che parla del cielo e del volo\, di universi paralleli e della sfera lunare\, spirituale\, nonché femminile”. \nLa Fondazione Merz presenta\, a cura di Beatrice Merz e Sébastien Delot\, il lato più inatteso della ricerca dell’artista\, attraverso una selezione di opere organizzate intorno all’idea di processo e trasformazione. Tema centrale è l’approccio di Marisa alla scelta e alla distribuzione dei materiali\, insieme alla sua modalità del “fare” e comporre le opere: un apparente disequilibrio che si rivela in un equilibrio preciso\, capace di far emergere le potenzialità nascoste di oggetti e materie. Le opere\, talvolta apparentemente effimere\, nascono da un processo di continua evoluzione\, fatto di variazioni sottili attraverso cui l’artista si avvicina progressivamente all’essenza dei suoi soggetti. \n“La Fondazione Merz – dicono Beatrice Merz e Sébastien Delot – con questa mostra si configura come un luogo privilegiato dedicato all’inedito e alla ricerca della sperimentazione: uno spazio in cui il visitatore può accedere alla sfera più nascosta dell’artista\, ai suoi pensieri germinali\, alle intuizioni e al dialogo silenzioso che accompagna la nascita delle opere. Quello che si rivela è un linguaggio espressivo profondamente personale\, in cui alto e basso\, cultura colta e popolare\, pratiche artistiche e quotidiane si intrecciano per dar vita a opere sorprendenti\, segnate da una forza sottile”. Alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea verrà invece presentato\, a cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi\, il capitolo più intimo della mostra\, attraverso una lettura storica che si focalizza sugli aspetti più quotidiani e domestici della ricerca di Marisa Merz. Il percorso espositivo prenderà avvio dal concetto di casa-studio-laboratorio\, lo spazio generativo e trasformativo per eccellenza\, in cui la dimensione dell’arte coincide con quella della vita. La mostra è l’occasione per restituire al pubblico dopo un attento restauro del Centro di Conservazione e Restauro di Venaria l’opera in collezione GAM Living Sculpture\, 1966. \n“La mostra alla GAM – dichiarano Chiara Bertola e Chiara Parisi – si configura come uno spazio intimo e accogliente\, capace di evocare la dimensione domestica. Importanti opere storiche convivono con momenti di raccoglimento e introspezione\, visualizzando processi creativi aperti e in continua evoluzione. Il percorso diventa così metafora del fare artistico che si nutre di relazioni e di tempo\, in cui ogni elemento contribuisce alla creazione dell’opera”. \nLa mostra sarà accompagnata da un unico catalogo che verrà presentato in occasione di un convegno dedicato all’artista. \nInfo Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18 – Lunedì chiuso. \nAperture straordinarie:Lunedì 7 dicembre 2026Giovedì 24 dicembre aperto fino alle 14:00Venerdì 25 dicembre CHIUSOGiovedì 31 dicembre aperto fino alle 14:00Venerdì 1 gennaio aperto fino alle 14:00Lunedì 29 marzo (Pasquetta)
URL:https://inagenda.it/evento/marisa-merz-la-danza-delle-ore/
LOCATION:Galleria D’Arte Moderna – Sala Manica Lunga\, Via Magenta 31\, Torino\, Torino\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131722Z
CREATED:20261103T131722Z
LAST-MODIFIED:20261103T131722Z
UID:10003963-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Martin Parr - Ironia e Amore
DESCRIPTION:Per acquistare il biglietto Open Clicca qui. Il biglietto è valido per l’accesso in mostra senza vincoli di data e orario da usare entro il 28 febbraio 2027.Martin Parr. Ironia & Amore: istruzioni per una vita felice\, a cura di Arianna Rinaldo\, riporta a Milano lo sguardo ironico\, curioso e profondamente umano di uno dei più noti fotografi della sua generazione. Dal 15 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027\, allo Spazio Varesina 204\, nel cuore del Milano Certosa District\, la mostra invita a rileggere il lavoro di Parr attraverso due parole che ne hanno accompagnato la ricerca fotografica e il rapporto con il mondo: ironia e amore. Un binomio che diventa anche una possibile chiave per guardare alla vita e alle sue contraddizioni\, con leggerezza e partecipazione. \nProdotta e organizzata da Varesina 204\, da un progetto di Monstrum e YourPictureditor\, la mostra presenta 70 fotografie realizzate nell’arco di oltre trent’anni\, tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio. Il percorso attraversa alcuni dei temi più ricorrenti nella ricerca di Parr\, dalla rappresentazione del tempo libero alla dimensione privata delle relazioni\, fino a un gioco di autorappresentazione in cui il fotografo stesso entra nell’inquadratura. \nIl primo nucleo conduce il visitatore nei luoghi in cui le persone sembrano concedersi una parentesi dalla quotidianità: spiagge\, località turistiche\, piste da sci\, monumenti e mete affollate da viaggiatori. Dalle spiagge di Benidorm alle piste della Svizzera\, dalle piramidi d’Egitto a quelle Maya in Messico\, Parr osserva il modo in cui uomini e donne abitano il tempo libero\, costruendo una sorta di geografia universale delle vacanze. Accanto ai turisti di ogni parte del mondo ritornano gli inglesi\, presenza costante nella sua fotografia\, colti nei loro gesti quotidiani\, nelle abitudini e nelle eccentricità. \nLe immagini provengono da alcuni dei suoi progetti e libri più celebri\, tra cui Common Sense\, Sign of the Times e The Last Resort. È qui che emerge con particolare evidenza uno degli aspetti più caratteristici della fotografia di Parr: la capacità di trasformare l’osservazione di una scena apparentemente ordinaria in un’immagine capace di raccontare\, attraverso un dettaglio\, un gesto o un comportamento\, qualcosa di più ampio sulla società. \nDalla dimensione collettiva si passa quindi a quella più intima. Una seconda sezione è dedicata all’amore\, osservato nelle sue diverse forme e\, ancora una volta\, attraverso l’umorismo del fotografo. Al centro è la serie Bored Couples\, nella quale Parr ritrae coppie alle prese con una quotidianità in cui la complicità sembra essersi consumata. Tra queste immagini compaiono anche fotografie dello stesso Parr insieme alla moglie\, in un gioco che coinvolge direttamente il fotografo nel mondo che ha sempre osservato. \nIntorno alle coppie annoiate prende forma\, per contrasto\, una sorta di celebrazione dell’amore popolare e sentimentale: baci\, abbracci\, cuori\, dolci e oggetti dall’estetica volutamente kitsch compongono un universo in cui il romanticismo diventa spettacolo\, rituale e immagine condivisa. Anche qui Parr non giudica i propri soggetti\, ma li osserva con quella combinazione di distanza e partecipazione che rende il suo sguardo immediatamente riconoscibile. \nA chiudere il percorso sono gli ‘autoritratti’: fotografie che Parr si è fatto scattare in diversi luoghi e situazioni\, spesso come un normale turista davanti a un monumento o a una meta di viaggio. Dopo aver trascorso una vita dietro la macchina fotografica\, Parr si mette così dall’altra parte dell’obiettivo e diventa a sua volta uno dei personaggi delle proprie immagini. Un ultimo rovesciamento di prospettiva che restituisce\, con ironia\, la dimensione personale di uno sguardo costruito per tutta la carriera sull’osservazione degli altri. \nLa mostra non propone dunque una lettura cronologica dell’opera di Martin Parr\, ma un percorso costruito intorno a ciò che più profondamente attraversa il suo lavoro: la curiosità per gli esseri umani\, il piacere dell’osservazione e la capacità di trovare\, nelle situazioni più comuni\, qualcosa di inatteso. È una fotografia che non ha bisogno di grandi eventi per raccontare il mondo: le bastano una spiaggia affollata\, una coppia\, un turista\, un gesto quotidiano. E\, naturalmente\, un po’ di ironia. \nInfo orari \nApertura sia biglietti open che a fascia oraria (ogni 30 minuti – capienza 30 per fascia oraria).– Da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18:00) \nAperture straordinarie \n– 7 dicembre 2026– 28 dicembre 2026– 4 gennaio 2027 \nChiusure straordinarie \n– 24 dicembre 2026– 25 dicembre 2026– 31 dicembre 2026– 1° gennaio 2027 \nInfo biglietti \n– Intero infrasettimanale da martedì a venerdì (sia fascia oraria che open)– Intero weekend e festivi (sia fascia oraria che open)– Ridotto bambini 6 – 12 anni infrasettimanale da martedì a venerdì (sia fascia oraria che open)– Ridotto bambini 6 – 12 anni weekend e festivi (sia fascia oraria che open)– Giorni infrasettimanali con prezzo festivo: 8 dicembre 2026 e 6 gennaio 2027
URL:https://inagenda.it/evento/martin-parr-ironia-e-amore/
LOCATION:Spazio Varesina 204\, Via Varesina204\, Milano\, Milano\, 20156\, Italy
CATEGORIES:Mostre
GEO:45.495641;9.147412
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Spazio Varesina 204 Via Varesina204 Milano Milano 20156 Italy;X-APPLE-RADIUS=500;X-TITLE=Via Varesina204:geo:9.147412,45.495641
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131727Z
CREATED:20261103T131727Z
LAST-MODIFIED:20261103T131727Z
UID:10003965-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Palladio Museum
DESCRIPTION:Si chiama Palladio Museum\, due parole che non hanno bisogno di traduzione su internet\, ma che fondano la propria identità nel mondo antico greco e latino\, tanto che nel disegno del logo è rimasta la memoria del dittongo della scrittura “musaeum”. \nCon il Palladio Museum gli studiosi raccolti nel Centro palladiano raccontano ad un largo pubblico le proprie ricerche nel mentre si stanno svolgendo; in particolare – ma non esclusivamente – quelle su Andrea Palladio. Gruppi di studiosi lavorano su progetti di ricerca che diventano i temi delle stanze del museo\, ognuna delle quali ha tendenzialmente la durata di un anno sulla base di un programma triennale. \nNon è il mausoleo di un eroe morto\, è piuttosto un luogo dove far crescere una cultura dell’architettura\, lontano dalle ciniche logiche della professione\, che consumano saperi senza produrne di nuovi. Il Palladio Museum lavora su Palladio\, ma senza “attualizzarlo”\, e men che meno proporlo come modello formale per l’oggi. Indaga il passato con gli strumenti della filologia e attenzione ai contesti\, indispensabili per cercare di comprendere un mondo sfumato e lontano\, e al tempo stesso vicinissimo e molto concreto\, ogni volta che camminiamo fra palazzi\, ville o chiese costruite secoli fa. La missione del Palladio Museum è leggere alla radice temi e concetti significativi anche nel nostro presente\, rappresentandoli e discutendoli con l’orizzonte di creare una piattaforma culturale per l’architettura di domani. \nIl Palladio Museum ha sede in un’opera originale di Palladio\, palazzo Barbarano\, l’unico che egli riuscì a vedere concluso e a controllarne l’esecuzione e gli apparati decorativi. Il palazzo stesso è la prima opera esposta nel Palladio Museum\, visitabile in tutte le sue parti significative\, con una “messa in scena” anche emotivamente coinvolgente. Sarà possibile per la prima volta\, ad esempio\, uscire dal portone posteriore e guardare il possente muro medievale della residenza dei Barbarano modificata da Palladio e più in generale guardare al palazzo con occhi nuovi grazie ad una serie di annotazioni disposte nei punti chiave dell’edificio. \nIl percorso espositivo per il primo anno di vita del Palladio Museum si snoda lungo cinque sale. Ha inizio con la Sala del libro\, dove si racconta una storia parallela\, quella della enorme fortuna editoriale dei Quattro libri e del feticcio dell’architettura palladiana\, la Rotonda\, replicata su tre continenti. Segue la Sala della pietra\, dedicata alle tecnologie che Palladio mette a punto per costruire con la pietra\, ma anche senza la pietra. A Vicenza è dedicata la Sala della seta\, perché fu la produzione e il commercio internazionale della seta a costruire la mentalità cosmopolita necessaria ai vicentini per comprendere una architettura rivoluzionaria come quella palladiana\, e le risorse per poterla costruire: al centro della sala una teca ospita bachi da seta vivi\, nutriti dalla foglie di un gelso appositamente piantato nel cortile). Il salone del grano e della gloria è dedicato alle grandi ville e alla epopea della bonifica che trasformò il Veneto del Cinquecento\, ma anche ai sogni di gloria dei committenti palladiani\, che si riflette nel grande salone dedicato alla imprese di Scipione e di Annibale. Chiude la sequenza la sala di Venezia dedicata alla chiesa del Redentore\, l’edificio perfetto in cui ogni elemento è in rapporto aureo con gli altri e con il tutto. Il racconto delle sale è affidato ai disegni originali palladiani\, ai modelli\, ai video. \nOrariDa martedì a domenica 10-18
URL:https://inagenda.it/evento/palladio-museum/
LOCATION:Palladio Museum\, Contra' Porti 11\, Vicenza\, Vicenza\, 36100\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131728Z
CREATED:20261103T131728Z
LAST-MODIFIED:20261103T131728Z
UID:10003966-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Picabia. Aprire Le Porte Della Notte
DESCRIPTION:Per acquistare il biglietto Open promozionale (prezzo 15 euro + 2 euro prev.) Clicca qui. Il biglietto è valido per l’accesso in mostra senza vincoli di data e orario da usare entro il 24 gennaio 2027. Il Biglietto Open è valido dalle 3 ore successive a quella di vendita/prenotazione. \nPicabia. Aprire Le Porte Della Notte9 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027Palazzo Reale\, MilanoA cura di Anne Berest-Picabia \nDal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 Palazzo Reale presenta Picabia. Aprire Le Porte della Notte\, la più ampia mostra mai realizzata in Italia dedicata a Francis Picabia (1879–1953)\, una delle figure più originali e influenti dell’arte del XX secolo. Attraverso oltre 150 opere provenienti da prestigiose collezioni internazionali\, il percorso ripercorre la sua vita e la sua straordinaria ricerca artistica\, dall’Impressionismo al Cubismo\, dal Fauvismo al Dadaismo\, dal Surrealismo all’Astrattismo fino all’Informale. \nPromossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e MADEINART\, con il patrocinio del Consolato Generale di Francia e dell’Institut Français\, la mostra è curata da Anne Berest-Picabia\, pronipote dell’artista con il supporto di un comitato scientifico internazionale\, è arricchita da un allestimento immersivo e da un suggestivo gioco di luci che accompagna il visitatore in un’esperienza coinvolgente\, invitandolo a vivere una notte di festa insieme a Picabia\, ai suoi amici e alla sua inesauribile creatività. \nAnne Berest-Picabia è co-autrice del libro Gabriële\, dal quale emerge un ritratto intimo di Francis Picabia\, marito della bisnonna delle autrici Gabriële Buffet-Picabia. Il volume è stato selezionato dal The New York Times tra i 10 migliori libri di saggistica storica del 2025. \nOrario:lunedì chiuso;martedì\, mercoledì\, venerdì\, sabato e domenica dalle ore 10:00 alle ore 19:30giovedì dalle ore 10:00 alle ore 22:30 \nGG. Speciali• domenica 1° novembre 2026 (Ognissanti) dalle ore 10:00 alle ore 19:30• lunedì 7 dicembre 2026 (Sant’Ambrogio) dalle ore 10:00 alle ore 19:30• martedì 8 dicembre 2026 (Immacolata) dalle ore 10:00 alle ore 19:30• venerdì 25 dicembre 2026 (Natale) dalle ore 14:30 alle ore 18:30• sabato 26 dicembre 2026 (Santo Stefano) dalle ore 10:00 alle ore 19:30• giovedì 31 dicembre 2026 (ultimo giorno dell’anno) dalle ore 10:00 alle ore 14:30• venerdì 1° gennaio 2027 (primo giorno dell’anno) dalle ore 14:30 alle ore 19:30• mercoledì 6 gennaio 2027 (Epifania) dalle ore 10:00 alle ore 19:30 \nUltimo ingresso in mostra per i visitatori: un’ora prima della chiusura \nInfo Ridotti \nBiglietto ridotto: visitatori dai 6 fino a 26 anni\, visitatori oltre i 65 anni\, soci Touring Club con tessera\, soci FAI con tessera\, possessori della Carta dell’Institut français Milano\, possessori biglietti dell’iniziativa “Lunedì Musei” (Poldi Pezzoli / Museo Teatrale alla Scala)\, militari\, forze dell’ordine non in servizio\, insegnanti\, gruppi. \nRidotto 1: Biglietto Studenti (età massima 25 anni); persone con disabilità inferiore al 100% – Tesserati Abbonamento Card Musei Lombardia; soci Orticola con tessera valida per l’anno in corso\, possessori biglietto Orticola a partire da 30 giorni prima dell’apertura e fino a 15 giorni dopo la chiusura della mostra annuale Orticola; \nRidotto Milano Museo Card: valido per i titolari della Milano Museo Card in corso di validità \nRidotto Speciale: dipendenti Comune di Milano\, volontari Servizio Civile presso il Comune di Milano; giornalisti con tessera OdG con bollino dell’anno in corso \nBiglietto Famiglia Adulto: valido per 1 o 2 adulti che accompagnano bambini dai 6 ai 13 anni \nBiglietto Famiglia Bambino: valido per bambini dai 5 ai 13 anni accompagnati da membri famigliari adulti \nInfo Gruppi: \nPer prenotazione Biglietti Gruppi e Scuole contattare: gruppipicabia@customercontact.itOppure chiamare il Call Center 02-94771809 dal lunedì al venerdì – orario 9:00-18:00
URL:https://inagenda.it/evento/picabia-aprire-le-porte-della-notte/
LOCATION:Palazzo Reale – Primo Piano\, Piazza del Duomo 12\, Milano\, Milano\, 20100\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131730Z
CREATED:20261103T131730Z
LAST-MODIFIED:20261103T131730Z
UID:10003967-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Song Dong. Soul Out
DESCRIPTION:Dal 23 ottobre 2026 fino al 27 giugno 2027 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Song Dong. Soul Out\, la prima mostra personale in Italia dedicata all’artista Song Dong (Pechino\, 1966) a cura di Li Zhenhua e Davide Quadrio\, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci. L’esposizione è concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo\, trasformandolo in un dispositivo narrativo in cui le opere di Song Dong entrano in dialogo con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis. \nRiunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista\, insieme a un archivio di fotografie e video di performance realizzate dagli anni ‘90 a oggi\, Song Dong. Soul Out ripercorre oltre trent’anni di lavoro\, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare esperienza individuale e storia collettiva\, memoria privata e trasformazioni sociali\, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea. \nLa ricerca di Song Dong affonda le proprie radici nel pensiero di Laozi e Zhuangzi\, maestri storici della filosofia taoista\, di cui rielabora i concetti di fluidità dell’esistenza e di non-azione con un approccio intuitivo influenzato anche dal pensiero Zen; inoltre il suo linguaggio dialoga con alcune delle principali correnti artistiche internazionali del secondo Novecento\, dall’Arte Povera italiana al Mono-Ha giapponese\, fino al Minimalismo e all’Arte Concettuale statunitense. Nonostante il profondo legame con il pensiero taoista e buddhista\, Song Dong sviluppa una poetica che si confronta con una pluralità di esperienze e sensibilità: attraverso gesti minimi\, processi di ripetizione e trasformazione di materiali ordinari e quotidiani\, l’artista apre una riflessione sul tempo\, sull’impermanenza e sulla fragilità dell’esperienza umana. Ad accogliere i visitatori in mostra è Believe\, installazione luminosa adattata per gli spazi del museo che\, attraverso una cascata suggestiva di luce rossa\, introduce alla dimensione immersiva e sensoriale che attraversa l’intero progetto espositivo. L’opera\, attraverso un gioco di parole\, riflette sul significato di fiducia\, generando una rete di reciproca diffidenza che coinvolge tanto il rapporto con l’altro quanto quello con sé stessi. \nTra i nuclei centrali figura l’installazione monumentale Waste Not\, presentata in Italia per la prima volta dopo essere stata esposta\, tra gli altri\, al Barbican Centre di Londra\, al MoMa di New York\, alla Kunsthalle Düsseldorf e alla Vancouver Art Gallery. L’opera\, ispirata alle pratiche di appropriazione del Dadaismo e al concetto di ready-made duchampiano\, comprende l’intero corredo di beni materiali accumulati meticolosamente dalla madre dell’artista Zhao Xiangyuan – inclusa la struttura in legno della sua abitazione – la cui passione per il collezionismo è divenuta un’ossessione dopo la morte del marito nel 2002. Oltre 10.000 oggetti di uso quotidiano – tra cui bottoni\, recipienti di vario tipo\, ritagli di tessuto\, sedie\, tavoli\, vestiti usati\, giocattoli abbandonati\, vecchie riviste\, telefoni\, tubetti di dentifricio vuoti\, tappi di bottiglia\, contenitori alimentari\, saponette\, sacchetti della spesa\, pile di scatole di medicinali – trasformano la “collezione” materna in una riflessione sulla memoria\, sull’accumulo\, sulle logiche di produzione e consumo che caratterizzano la contemporaneità. Insieme a Waste Not\, altri lavori approfondiscono il tema delle relazioni familiari\, centrale nella ricerca di Song Dong\, tra cui Touching My Father e My Daughter is my Four Seasons\, dedicate rispettivamente al padre e alla figlia\, che esplorano le dinamiche affettive e le diverse forme di interazione all’interno del nucleo familiare. \nParticolarmente significativa nel percorso espositivo è Borrow Light\, installazione partecipativa che abita Salone Mazzonis e rappresenta una sintesi esemplare della poetica di Song Dong e della relazione che il MAO intende costruire con la propria comunità. Presentata alla Biennale di San Paolo nel 2025\, l’opera prende forma grazie a centinaia di lampade concesse in prestito dai cittadini in risposta all’invito lanciato dal museo a maggio 2026. Ispirandosi sia alle case degli specchi dei luna park sia al tradizionale feng shui cinese\, l’installazione costruisce uno spazio percettivo attraverso un articolato sistema di luci\, specchi e riflessi\, evocando la natura effimera e relazionale dell’esistenza. Le lampade diventano al tempo stesso elementi costitutivi dell’opera e tracce materiali delle storie personali di cui sono portatrici. \nInfo orari:Lunedì chiusoMartedì – Domenica dalle 10 alle 18 (la biglietteria chiude un’ora prima) \nAperture straordinarie– Lunedì 7 dicembre 2026– Giovedì 24 dicembre aperto fino alle 14:00– Venerdì 25 dicembre CHIUSO– Giovedì 31 dicembre aperto fino alle 14:00– Venerdì 1 gennaio aperto fino alle 14:00– Lunedì 29 marzo 2027 aperto (Pasquetta) \nInfo Biglietti \nIntero: anche over 65Ridotto:– dai 13 ai 18 anni– dai 19 ai 25 anni (se studenti)– persone diversamente abili– gruppi (min. 20 – max 25)– giornate speciali 25/04/2027 – 01/05/2027 – 02/06/2027 – 24/06/2027Gratuito– minori di 6 anni– 1 accompagnatore di persone diversamente abili– aventi diritto.
URL:https://inagenda.it/evento/song-dong-soul-out/
LOCATION:MAO – Mostre\, Via San Domenico\, 9\, Torino\, Torino\, 10122\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131731Z
CREATED:20261103T131731Z
LAST-MODIFIED:20261103T131731Z
UID:10003968-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Volandia
DESCRIPTION:Per Acquistare il Volandia VR Experience – Supplemento dai 6 anni in su clicca qui \nPer acquistare il biglietto Open Clicca qui. Il biglietto è valido per l’accesso in mostra senza vincoli di data e orario da usare entro il 31 gennaio 2027. \nVolandia è il parco e museo del volo che sorge all’interno degli edifici storici in cui ebbero sede le Officine Caproni. Proprio in questo complesso industriale\, ora convertito a museo\, nacque l’industria aeronautica italiana ed in questi capannoni vennero costruiti gli aerei che nella Prima Guerra Mondiale rivoluzionarono la tattica e la strategia militare. Caratteristica unica di Volandia è proprio la location\, che diventa essa stessa parte dell’esposizione museale: hangar\, uffici\, capannoni e persino una cappella sono testimonianze storiche giunte a noi immutate dall’inizio del secolo scorso. \nUn percorso affascinante immerge il visitatore nella storia dell’aeronautica mondiale e dello spazio\, con un occhio di riguardo per la tradizione aerospaziale della “Provincia con le Ali” e delle sue aziende: Caproni\, Agusta\, Aermacchi\, SIAI Marchetti. Lungo gli oltre due chilometri di percorso espositivo sono in mostra un centinaio di velivoli fra aerei\, elicotteri\, alianti e droni\, dal primo aereo italiano fatto volare da Gianni Caproni nel 1910 a modelli sperimentali che sfidano le leggi della fisica per portare l’uomo in cielo ed oltre. \nAccanto al cuore aeronautico del museo troviamo sezioni tematiche dedicate ai trasporti (Museo Europeo dei Trasporti Ogliari)\, al design automobilistico (Collezione A.S.I. Bertone e Museo Flaminio Bertoni) ed al modellismo. All’interno di questi spazi sono in mostra treni\, tram\, autobus e autovetture\, dipinti\, sculture\, e bozzetti\, modellini e plastici sensazionali come la gigantesca Città Ideale\, un plastico ferroviario di oltre 200 mq. unico nel suo genere. \nCompletano Volandia le aree destinate allo svago ed al relax\, come l’area giochi per i più piccoli\, la zona riservata ai simulatori di volo\, le aree verdi attrezzate per colazioni al sacco e pic-nic\, i bar e ristoranti ed il bookshop. All’interno della sede degli uffici della fondazione Volandia è inoltre presente una ricca biblioteca aeronautica i cui volumi possono essere consultati\, su prenotazione\, da visitatori\, studenti e ricercatori. \nINFO ORARI:NOVEMBRE – DICEMBRE 2026 \nLunedì: CHIUSOMartedì – Venerdì: 10.00 – 18.00Sabato e Domenica: 10.00 – 18.30 \nGENNAIO 2027(Dall’11 al 31 gennaio) \nLunedì – Venerdì: CHIUSOSabato e Domenica: 10.00 – 18.30 \nAPERTURE E CHIUSURE STRAORDINARIE \n7 dicembre: 10.00 – 18.008 dicembre: 10.00 – 18.3024 e 25 dicembre: CHIUSO26 dicembre: 14.00 – 18.30Dal 27 al 31 dicembre: APERTO TUTTI I GIORNI\, ANCHE IL LUNEDÌOrari: 10.00 – 18.00 nei giorni feriali; 10.00 – 18.30 il sabato e la domenica. \n1° gennaio 2027: CHIUSO \nDal 2 al 10 gennaio 2027: APERTO TUTTI I GIORNI\, ANCHE IL LUNEDÌ E NEI FESTIVIOrari: 10.00 – 18.00 nei giorni feriali; 10.00 – 18.30 il sabato\, la domenica e nei giorni festivi. \nIl biglietto comprende:– Accesso a tutti i padiglioni (Forme del Volo\, Ala Fissa\, Ala Rotante\, Spazio\, Droni)– Spettacolo del Planetario– Uso dei simulatori– Proiezioni della Sala Filmati d’Epoca– Accesso a bordo di MD-80\, DC-9 e CH-47– Accesso all’area esterna dedicata all’aviazione commerciale– Visita del padiglione dedicato alla Collezione ASI – Bertone (automobili)– Visita del Museo Flaminio Bertoni (automobili e sculture)– Visita del Museo dei Trasporti Ogliari– Accesso all’area giochi per bambini– Uso dell’area picnic– Accesso al bar ed al ristorante interni al museo
URL:https://inagenda.it/evento/volandia/
LOCATION:Area Ex Officine Aeronautiche Caproni 1910\, Via per Tornavento\,15\, Somma Lombardo\, Varese\, 21019\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261103T100000
DTSTAMP:20261103T131731Z
CREATED:20261103T131731Z
LAST-MODIFIED:20261103T131731Z
UID:10003969-1793700000-1793700000@inagenda.it
SUMMARY:Yeast Photo Festival 2026
DESCRIPTION:Yeast Photo Festival 2026
URL:https://inagenda.it/evento/yeast-photo-festival-2026/
LOCATION:Ex Convento delle Clarisse\, Piazza Galluccio\, Galatina\, Lecce\, 73013\, Italy
CATEGORIES:Mostre
END:VEVENT
END:VCALENDAR